di Adriano Meis
Un’inchiesta riportata da Corriere.it sta scuotendo il mondo del calcio e della finanza: il Brescia Calcio è indagato a causa di crediti d’imposta inesistenti per oltre 4 milioni di euro. L’indagine, che ha coinvolto diverse province italiane, tra cui anche Taranto, ha visto protagonista uno studio di professionisti operante principalmente nel territorio bresciano.
I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, con l’appoggio dei reparti territoriali competenti, hanno effettuato perquisizioni in province quali Brescia, Milano, Arezzo, Massa Carrara, Roma, Napoli, Benevento, Avellino, Caserta, Potenza e Taranto. Nel mirino sono finiti 25 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, accusati di aver ideato e portato avanti un sistema fraudolento di crediti fiscali inesistenti, ceduti poi a diverse società, tra cui il Brescia Calcio.
Tra gli indagati figurano anche Massimo Cellino, presidente del Brescia, e il commercialista Marco Gamba. Le società coinvolte avrebbero creato crediti IVA fittizi attraverso società “fantasma”, prive di reale attività, con lo scopo di abbattere il carico fiscale. La cosiddetta società “veicolo” per la cessione dei crediti, il Gruppo Alfieri, con sede dichiarata a Milano, è risultata priva di autorizzazioni e struttura imprenditoriale reale.
L’indagine ha permesso di far luce su un sistema articolato che ha danneggiato lo Stato per oltre quattro milioni di euro. Durante le perquisizioni, oltre alla documentazione sequestrata, è emerso il ruolo di uno studio professionale bresciano, parte integrante dell’inchiesta.
Infine, è necessario sottolineare che, a seguito di una nostra verifica, il Taranto FC 1927 non risulterebbe ne in forma diretta e ne in forma indiretta coinvolto nell’indagine, aspetto che escluderebbe così il club ionico da questa vicenda.
La penalizzazione di 4 punti al Brescia, confermata dopo il mancato ricorso in appello, ha portato alla retrocessione ufficiale in Serie C, al mancato rispetto della scadenza del 6 Giugno (che comporterà l’esclusione dai campionati professionistici), scatenando un acceso dibattito sulla gestione e le responsabilità nell’ambiente calcistico.














