Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’indagine della Guardia di Finanza ha coinvolto 25 soggetti tra persone fisiche e giuridiche, accusati di traffico illecito di crediti d’imposta e riciclaggio.
Massimo Cellino, presidente del Brescia Calcio, ha sempre sostenuto di essere stato truffato, denunciando l’accaduto alla Procura della Repubblica dopo che l’Agenzia delle Entrate ha dichiarato quei crediti inesistenti. L’inchiesta sembra confermare la sua versione, con sequestri e perquisizioni in 11 province, riguardanti crediti per oltre 4 milioni di euro, di cui 2 milioni acquistati dal Brescia con uno sconto del 15%.
La società che ha ceduto tali crediti non avrebbe avuto le autorizzazioni necessarie e il caso coinvolgerebbe anche uno studio di professionisti bresciani. Cellino, considerandosi parte offesa, attende sviluppi per chiarire definitivamente la posizione del club.
La situazione del Brescia resta delicata, con la giustizia sportiva che ha già inflitto una penalizzazione alla squadra. Gli occhi restano puntati sull’evoluzione dell’inchiesta e sulle eventuali conseguenze per il club lombardo.














