La crisi di Kyma Ambiente preoccupa il mondo produttivo tarantino. Confartigianato Imprese Taranto lancia l’allarme sulla situazione economica e patrimoniale della società comunale che gestisce il servizio di igiene urbana e chiede all’amministrazione di fare chiarezza sulle prospettive aziendali, sulla continuità del servizio e sulle possibili conseguenze economiche per imprese e cittadini.
Secondo i dati riportati dall’associazione e riferiti al progetto di bilancio 2025, la società interamente partecipata dal Comune di Taranto registra oltre 43 milioni di euro di debiti, perdite per quasi 13 milioni e un patrimonio netto fortemente negativo. L’amministratore unico avrebbe inoltre formalizzato la decisione di avviare il percorso per accedere agli strumenti di regolazione della crisi d’impresa.
A rendere ancora più delicato il quadro è la scadenza dell’attuale affidamento del servizio, prevista per il 31 dicembre 2026. Un passaggio che impone di chiarire quali scenari siano concretamente percorribili e quali garanzie potranno essere assicurate alla città.
TARI e imprese: il timore per i costi
Per Confartigianato, la crisi non riguarda soltanto gli equilibri finanziari della società, ma coinvolge direttamente le attività economiche che ogni anno sostengono il costo della TARI.
Le imprese artigianali, commerciali e produttive sono infatti utenti del servizio e contribuenti, con obblighi precisi nella gestione e nel conferimento dei rifiuti. La regolarità della raccolta, la pulizia delle strade e la qualità dell’ambiente urbano incidono sul lavoro quotidiano, sull’attrattività delle aree commerciali e sulle condizioni in cui operano le aziende.
L’associazione sottolinea inoltre la necessità di comprendere le possibili conseguenze economiche della crisi, senza dare per scontato che i debiti aziendali ricadano automaticamente sui contribuenti.
«Chi pagherà il conto di tutto questo? Quali risorse saranno necessarie per affrontare la crisi e garantire il servizio? Quali costi comporteranno le possibili soluzioni e quali conseguenze potrebbero derivarne per il bilancio comunale e per la TARI?», sono le domande poste da Confartigianato, che chiede di conoscere in anticipo gli eventuali oneri e le relative coperture finanziarie.
«La crisi viene da lontano, ma servono risposte»
Nel documento, Confartigianato riconosce che le difficoltà di Kyma Ambiente affondano le proprie radici in criticità accumulate negli anni e non sono riconducibili esclusivamente all’attuale amministrazione comunale.
Il sindaco Piero Bitetti si trova quindi ad affrontare una situazione complessa, nella quale, secondo l’associazione, diventa fondamentale garantire un confronto trasparente con le rappresentanze economiche del territorio.
La richiesta è quella di individuare una soluzione complessiva che tenga insieme tre obiettivi: la tutela dell’occupazione, la continuità del servizio di igiene urbana e la sostenibilità dei costi per la comunità.
La richiesta al sindaco Bitetti
Confartigianato Taranto chiede al sindaco Piero Bitetti e agli assessori competenti di convocare con la massima urgenza un incontro con le associazioni di categoria, alla presenza dei vertici di Kyma Ambiente e dei responsabili comunali interessati.
L’associazione sollecita un confronto approfondito e corredato da documentazione, nel quale siano illustrati:
- la reale situazione economica e patrimoniale della società;
- le cause che hanno determinato la crisi e le procedure avviate;
- le alternative concretamente percorribili e le relative scadenze;
- le garanzie previste per la qualità e la continuità del servizio;
- le risorse necessarie per le diverse soluzioni e le eventuali ricadute su imprese, cittadini, bilancio comunale e TARI.
La richiesta comprende anche la previsione di aggiornamenti periodici sugli sviluppi successivi, affinché il confronto non si esaurisca in un singolo incontro.
«Taranto non può permettersi altra incertezza»
Nel documento diffuso il 28 ottobre, Confartigianato richiama le difficoltà economiche e occupazionali che interessano la città e sottolinea la necessità di concentrare le energie sulla ripresa.
«Non possiamo permetterci che un servizio pubblico essenziale diventi un ulteriore fattore di incertezza per chi vive, lavora e investe in questa città», evidenzia l’associazione, chiedendo che le decisioni sul futuro di Kyma Ambiente siano accompagnate da informazioni chiare sulle possibili soluzioni e sui relativi costi.
La posizione di Confartigianato è dunque quella di ottenere un confronto prima che vengano assunte le decisioni fondamentali, affinché il mondo produttivo possa conoscere gli scenari in campo e le eventuali conseguenze economiche.
La crisi di Kyma Ambiente si conferma così una questione centrale per Taranto, chiamata a conciliare la necessità di garantire un servizio essenziale con il risanamento della società e la tutela della sostenibilità economica per l’intera comunità.















