Fonte: SportMediaset
Adesso è ufficiale: il Brescia Calcio è fuori dal calcio professionistico. La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha escluso le rondinelle dai campionati per “il mancato rispetto dei criteri legali ed economico-finanziari per l’ottenimento della Licenza Nazionale ai fini dell’ammissione al Campionato di Serie C 2025/2026”. Una sentenza tanto attesa quanto inevitabile, dopo che lo scorso 6 giugno il presidente Massimo Cellino aveva scelto di non rispettare le scadenze federali, omettendo il pagamento di stipendi e contributi.
Si chiude così, nel modo più amaro, una storia lunga 114 anni. Una società che ha fatto sognare i tifosi con campioni del calibro di Roberto Baggio, Andrea Pirlo, Pep Guardiola, Luca Toni, e allenatori come Carlo Mazzone e Mircea Lucescu. Un pezzo di storia del calcio italiano che oggi, 3 luglio 2025, esce ufficialmente di scena.
Le lettere di licenziamento per i dipendenti sono già partite, mentre lo stesso Cellino – pur avendo lasciato il club al suo destino – annuncia battaglia legale contro FIGC e Comune. Al centro del contendere, secondo l’ex patron, il ritardo nella comunicazione del mancato pagamento dei contributi relativi a febbraio, saldati con crediti d’imposta risultati inesistenti.
Il Comune di Brescia, nel frattempo, ha revocato la concessione per l’utilizzo esclusivo dello stadio Rigamonti. Nessuno del club si è presentato per restituire le chiavi degli uffici comunali, spingendo l’amministrazione – La Loggia – a fissare un nuovo appuntamento per domani. In caso di ulteriore assenza, si procederà al cambio delle serrature.
Nonostante la diffida già inviata al Comune, Cellino appare sempre più isolato. Ma il futuro del calcio bresciano potrebbe già aver imboccato una nuova strada. Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia e attuale patron della FeralpiSalò, si è attivato per trasferire la squadra in città, cambiandone il nome e assicurando così la presenza di una nuova realtà sportiva bresciana tra i professionisti.
Il progetto, che ha già ottenuto il sostegno della multiutility A2A (controllata dai Comuni di Brescia e Milano), prevede il coinvolgimento di altri imprenditori del territorio con l’obiettivo di dare vita a una società solida e ambiziosa. L’obiettivo è chiaro: riportare il calcio bresciano dove merita, tra i protagonisti del panorama nazionale.













