di Francesca Raguso
Francesca Lacitignola, classe ’97, scopre la pallacanestro ai tempi delle elementari senza lasciarla mai più. È cresciuta nelle giovanili del Brindisi. Dopo essere diventata mamma decide di accettare la chiamata della De Florio Nuovi Orizzonti e torna a giocare. Oggi abbiamo ascoltato le sue dichiarazioni in vista del recupero della partita di domani e dei propositi futuri.
Nella seconda partita della fase ad orologio avete superato la Virtus Matera Pink con il punteggio di 62-55. Che bilancio si può fare?
“Quella partita è stata una partita molto dura perché di fronte a noi abbiamo trovato una squadra che, anche se formata da ragazzine, gioca per crescere cestisticamente parlando, per creare una squadra unita e compatta. Però, d’altro canto, c’è stato un pizzico di esperienza in più da parte nostra che ci ha permesso di portare il risultato a casa con la vittoria. Da non sottovalutare il fatto che avevamo delle mancanze, come quella di Boccadamo, pedina importante per la nostra squadra, e di Linda Nobile. Nonostante ciò siamo riuscite a portarla a casa con un risultato positivo.”
Ora mercoledì recupererete la terza giornata della fase ad orologio giocando contro Monteroni. Con quale prospettiva possiamo guardare questa partita?
“Noi avremmo dovuto giocarla sabato questa partita, soltanto che dopo i primi minuti si scivolava molto in campo e abbiamo deciso di sospenderla. Se domani ricominciamo con lo stesso impatto e con la stessa voglia con cui eravamo entrate sabato in campo, sarà una partita bella e dura da vedere. Però i nostri obiettivi e le nostre intenzioni sono sempre le stesse con cui siamo partite dall’inizio, cioè fare un buon campionato, vincere, e poi il resto vien da sé.”
Sabato invece giocherete la quarta partita contro la Support di mister Palagiano. Quanto impegno, sia mentale che fisico, ci deve essere per poter affrontare al meglio due partite in così pochi giorni?
“Ci deve essere tanto impegno, più mentale che fisico, perché nel momento in cui hai la concentrazione mentale poi tutto vien da sé. Sul fisico ci sono gli allenamenti e ci alleniamo: noi contiamo molto sull’allenarci tutte insieme proprio per preparare al meglio tutti i match. Quindi sicuramente serviranno intensità e la giusta concentrazione per poter disputare queste due partite in questa settimana nel migliore dei modi.”
Quanto impegno ci deve essere per molte di voi che lavorano per far quadrare il proprio lavoro con gli impegni della squadra per raggiungere gli obiettivi?
“Grazie a Dio abbiamo alle nostre spalle uno staff che ci permette di riuscire a conciliare gli allenamenti con il lavoro senza macigni, senza pesi, perché cerchiamo di fissare gli allenamenti nei giorni in cui le ragazze possono esserci, mettendo orari consoni a loro. Cerchiamo sempre di far combaciare le cose con il lavoro esterno, portando avanti l’impegno preso a settembre.”
Il soprannome “La Tigre” da dove viene?
“Il soprannome ‘La Tigre’ viene proprio da Maurizio (Mazzarella addetto stampa della De Florio Nuovi Orizzonti n.d.r.) e poi è passato sulla bocca di tutte. Viene da lui per il semplice fatto che forse ci conosciamo da cinque-sei anni, da quando giocai nell’Ad Majora. Poi sono stata ferma un attimo perché sono diventata mamma. Quest’anno mi è arrivata questa nuova proposta e ho deciso di rimettermi in gioco. Diciamo che questo soprannome è partito da Maurizio perché in campo sono una tigre che non molla mai: la palla non me la scrolli dalle mani. Ed è vero, perché sarei ipocrita a dirti che non mi piace vincere: sì, mi piace vincere. Però sono quella persona che lascia tutto in campo fino all’ultima goccia di sudore e a tutto ciò che serve, non mi piacciono le cose facili. Quando guardavo le mie compagne giocare, nel momento in cui sono diventata mamma, tra cui Gismondi che è il capitano della nostra squadra, mi sentivo incompleta, come se mi mancasse qualcosa: mi veniva voglia di entrare nella televisione mentre le guardavo per poter giocare anche io. Così quest’anno, quando è arrivata la chiamata di Massimiliano (D’Errico il direttore tecnico n.d.r.), non ci ho pensato due volte. Poi, vabbè, non so per quale motivo, ma con la maglia tarantina ho un legame particolare, come se fosse la mia seconda pelle, la mia seconda città natale. Questo perché da sempre, da quando sono in questa città, ho avuto calore, rispetto e stima reciproca con tutti e nei confronti di tutti, come anche con te in questo caso: nonostante sia la prima volta che ci sentiamo, siete tutti così, una famiglia.”
Quali sono gli obiettivi personali e di squadra?
“I miei obiettivi personali li metto un attimo in secondo piano e metto in primo quelli di squadra, che sono quelli che fino ad oggi stiamo riuscendo a mettere in atto, ossia un buon campionato e un buon gruppo. Io solitamente sono scaramantica e non mi piace dire le cose prima, però il nostro obiettivo sarebbe quello di poter festeggiare tutte insieme una promozione.”













