di Domenico Ciquera
Nel corso della conferenza stampa di presentazione del piano industriale, il presidente dell’S.S. Taranto, Vito Ladisa, ha illustrato la visione e i progetti futuri del club, affrontando con franchezza anche il momento delicato vissuto dalla prima squadra.
Il momento
«Capisco che il momento non coincida con i desiderata di tutti, ma noi dobbiamo andare avanti. Sappiamo, con obiettività, che i tre obiettivi racchiusi nella visione, nella governance e nella possibilità di accedere alla categoria superiore sono ancora praticabili».
Ladisa ha ribadito come la società non sia rimasta ferma: «Abbiamo fatto il possibile e continueremo a farlo, assumendoci tutte le responsabilità rispetto a questa sorta di amnesia che non riguarda tanto le qualità tecniche, quanto le motivazioni del gruppo della prima squadra».
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al settore giovanile: «Sta dimostrando maggiore responsabilità, disponibilità e impegno. Loro rappresentano il nostro futuro».
Le motivazioni
«Ai grandi, che hanno le nostre sorti nelle loro mani, chiedo soltanto umiltà e, in alcuni casi, scusa. Sia la società che i tifosi hanno il diritto di ricevere delle scuse quando non si centrano gli obiettivi».
Il presidente ha poi illustrato il plastico del progetto societario, simbolo della visione del club: «Il centro sportivo, nel contesto in cui operiamo, è un progetto essenziale per il nostro futuro. Dal punto di vista sportivo, il business plan prevede una promozione rapida che può arrivare attraverso tre strade: la vittoria diretta del campionato, i playoff o la Coppa Italia».
«Sono convinto – ha aggiunto – che uno di questi obiettivi sia alla nostra portata. È vero, il Taranto sta soffrendo in questo momento, e me ne assumo tutte le responsabilità, forse perché ho dedicato più tempo alla programmazione societaria che alla cura quotidiana della squadra».
Ladisa ha concluso con un’analisi lucida: «Pensavo che l’assunzione di responsabilità, insieme ai compensi, potesse generare automaticamente la condivisione degli obiettivi. Invece percepisco confusione e una mancanza di totale dedizione nel breve periodo. Per questo dobbiamo gestire meglio il gruppo e fortificarlo, perché presenta evidenti carenze motivazionali».
Un intervento diretto e senza filtri, che conferma la volontà della proprietà di proseguire nel percorso di crescita del club, chiamando però squadra e ambiente a un’assunzione collettiva di responsabilità.














