Un viaggio tra archeologia, sport, scienza e cultura per raccontare il valore universale della competizione, della pace e del dialogo tra i popoli del Mediterraneo. È questo il cuore di “L’Arte della Vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo”, la nuova grande mostra del Museo archeologico nazionale di Taranto (MArTA) inaugurata alla vigilia dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 e visitabile fino al 10 gennaio 2027.
Protagonista assoluto dell’esposizione è il celebre Atleta di Taranto, il giovane campione deposto in un sarcofago monumentale dipinto con blu egizio e decorazioni verdi e rosse, rinvenuto nei pressi dell’attuale via Genova a Taranto.
Un atleta vissuto nel V secolo a.C., sepolto con i simboli delle sue vittorie: le quattro anfore panatenaiche che ancora oggi incorniciano la sua tomba nella sala VII del MArTA. Un uomo che aveva partecipato alle Grandi Panatenee di Atene, i giochi dedicati alla dea Atena, diventando una delle testimonianze più importanti del rapporto tra Magna Grecia e mondo ellenico.
La mostra non celebra soltanto l’atletismo antico, ma anche il valore dello sport come strumento di pace, cooperazione e dialogo, principi che ritornano anche nello spirito dei moderni Giochi del Mediterraneo.
Le nuove ricerche sul DNA dell’Atleta di Taranto
Uno degli elementi più innovativi dell’esposizione riguarda gli studi scientifici condotti sui resti dell’antico atleta.
Il DNA estratto da un dente sta permettendo di aggiungere nuove informazioni sulla sua storia personale grazie alla ricerca condotta dal Dipartimento di Biologia e Biotecnologia “Charles Darwin” della Sapienza Università di Roma, in collaborazione con l’Istituto di Biologia e Patologia Molecolari del CNR di Roma.
Le prime analisi hanno già restituito dati sorprendenti: l’Atleta di Taranto risultava intollerante al lattosio, non possedendo la variante genetica che consente la digestione del latte in età adulta.
Tra le varianti genetiche individuate ne è stata inoltre identificata una oggi associata a una possibile predisposizione a migliori prestazioni negli sport di potenza e velocità.
Lo studio ha evidenziato anche una predisposizione genetica alla psoriasi e ha permesso di individuare il suo gruppo sanguigno 0.
Importanti informazioni sono arrivate anche dal tartaro dentale, dove sono state trovate tracce di DNA di molluschi compatibili con un’alimentazione che comprendeva prodotti del mare.
«Siamo partiti dal rigore scientifico delle ricerche condotte dagli anni ’90 da Enzo Lippolis e Antonietta Dell’Aglio, per arrivare a nuovi aggiornamenti grazie alle tecnologie moderne e alle analisi condotte dall’équipe di archeologi e restauratori del MArTA», ha spiegato la direttrice del museo Stella Falzone.
«Si tratta di un’opera pop adatta a tutti, capace di far comprendere il valore morale dello sport e perché nell’antichità i giochi riuscivano persino a fermare le guerre», ha aggiunto.
53 reperti per raccontare la paideia greca
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso 53 reperti, di cui 36 provenienti dai depositi del museo e valorizzati grazie a nuove ricerche e restauri.
La mostra racconta il ruolo centrale dell’esercizio fisico nella cultura greca attraverso il concetto di paideia, ovvero il percorso educativo che univa cura del corpo, disciplina, formazione morale e crescita intellettuale.
Il ginnasio e la palestra erano infatti luoghi fondamentali nella costruzione dell’identità del cittadino.
Ampio spazio è dedicato anche alla partecipazione degli atleti della Magna Grecia ai grandi giochi panellenici: Olimpici, Pitici, Nemei e Istmici.
Alcuni campioni magno-greci riuscirono a conquistare vittorie consecutive nelle stesse specialità, ottenendo fama e prestigio per le proprie città.
Un’intera sezione è inoltre dedicata allo sport femminile nell’antichità, attraverso ceramiche e statuette che raccontano la partecipazione delle donne alle attività fisiche, con particolare riferimento al modello spartano.
Lo sport sulle altre sponde del Mediterraneo
La mostra amplia lo sguardo oltre il mondo greco grazie al contributo di quattro esperti provenienti da Egitto, Tunisia, Marocco e Tanzania.
Gli archeologi e curatori Nour El Houda Ajili Ep Arfaoui, Daniel Haruni Chilonzi, Enas Ibrahim Ahmed Karim e Zayd Ouakrim accompagnano il visitatore alla scoperta delle origini dell’atletismo nell’altra sponda del Mediterraneo e in Africa.
La sezione nasce nell’ambito della International School of Cultural Heritage, programma promosso dal Ministero della Cultura per favorire formazione e cooperazione internazionale.
Da Iacovone a Pilato: i campioni moderni in mostra
La mostra collega passato e presente anche attraverso una sezione dedicata agli atleti contemporanei.
Nella hall del MArTA sono esposti cimeli di grandi protagonisti dello sport pugliese e italiano, grazie alla collaborazione con Archivio di Stato di Taranto, associazione Triumphalia e Panathlon Club Taranto Principato.
Tra i materiali più significativi:
- la maglia e le scarpe di Erasmo Iacovone, simbolo del calcio tarantino;
- documenti storici relativi alla sua carriera e alla costruzione dello stadio cittadino;
- la medaglia d’oro ai Campionati europei 2020 e italiani 2021 della nuotatrice Benedetta Pilato;
- la canotta e il pettorale olimpico di Antonella Palmisano, oro nella marcia alle Olimpiadi di Tokyo 2020;
- altri oggetti, coppe e divise appartenuti a campioni e squadre di diverse discipline.
L’Atleta di Taranto tra fumetto e cinema d’animazione
La storia dell’antico campione tarantino diventa anche racconto artistico contemporaneo.
Il MArTA ha sottoscritto un protocollo con la società tarantina Nasse Animation Studio, impegnata nella realizzazione di un cortometraggio animato dedicato alla vita dell’Atleta di Taranto, previsto entro la fine del 2026.
Il progetto è scritto da Igor Artibani e Nicola Sammarco, con la regia di Sammarco e il coinvolgimento di artisti internazionali.
All’interno della mostra saranno esposti quattro frame realizzati con una tecnica ispirata alle antiche ceramiche a figure nere.
Presente anche l’illustrazione originale dell’Atleta di Taranto realizzata dall’artista tarantino Sal Velluto, noto disegnatore internazionale per Marvel e DC Comics.
Sconti per gli atleti dei Giochi del Mediterraneo e spettacolo teatrale
Il MArTA e il Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 hanno sottoscritto una convenzione per valorizzare cultura, sport e turismo.
Durante la durata dei Giochi, agli atleti e ai team partecipanti sarà riconosciuto uno sconto del 20% sul biglietto intero d’ingresso, previa esibizione del tesserino identificativo.
Tra gli eventi collaterali anche lo spettacolo teatrale “L’Atleta di Taranto”, scritto da Barbara Gizzi e prodotto dall’associazione culturale Terra Magica, con regia e interpretazione di Massimo Cimaglia, insieme agli attori Valeria Cimaglia e Marco Maggio e alle musiche dal vivo dell’arpista Susanna Curci.
Lo spettacolo andrà in scena nel chiostro del museo il 25, 26 e 27 agosto, con due repliche giornaliere alle 18:00 e alle 20:30, con sottotitoli in inglese e francese.
Ogni replica sarà a numero chiuso, con massimo 100 spettatori, e sarà necessaria la prenotazione.
Con “L’Arte della Vittoria”, Taranto torna così a raccontare al mondo la propria storia millenaria, mettendo in dialogo l’eredità della Magna Grecia con i valori universali dello sport contemporaneo.














