Per oltre 100 famiglie tarantine, ogni fine anno si ripete lo stesso copione. Dal 2007, infatti, per le lavoratrici e i lavoratori impiegati negli appalti del Comune di Taranto si consuma puntualmente, tra Natale e Capodanno, il momento più delicato: la scadenza dei contratti che garantiscono servizi essenziali come guardiania, piccole manutenzioni, gestione dell’archivio e supporto all’anagrafe.
Parliamo di personale che, in molti casi, rappresenta “la spina dorsale dell’amministrazione comunale” come sottolineano in una nota congiunta i segretari generali di Filcams CGIL Taranto, Fisascat CISL Taranto e Uiltrasporti, rispettivamente Daniele Simon, Maria Scala Vinci e Carmelo Sasso.
Una forza lavoro che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con incertezza, contratti brevi e continui proroghe, a causa di scelte amministrative altalenanti e procedure di gara non strutturate.
Per questo motivo, le tre sigle sindacali hanno chiesto formalmente un incontro al sindaco Piero Bitetti e all’assessora al Patrimonio Federica Stamerra.
“Chiediamo di avviare finalmente un percorso stabile e trasparente che garantisca serenità alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, e alle loro famiglie” scrivono i rappresentanti delle sigle.
I sindacati sollecitano l’apertura di un tavolo di concertazione capace di affrontare in maniera definitiva il tema della programmazione degli appalti, partendo dalle scadenze più imminenti, per superare la logica della precarietà ciclica.
“È incomprensibile che personale con esperienza pluriennale e fondamentale per il funzionamento di uffici e servizi venga lasciato ogni anno sotto la stessa minaccia di interruzione – proseguono –. Serve una programmazione chiara, che ristabilisca la serenità lavorativa, garantisca l’efficienza dei servizi e rafforzi la fiducia nella Pubblica Amministrazione”.
Le organizzazioni sindacali attendono ora un riscontro rapido dal Comune: l’obiettivo è chiaro e urgente, mettere fine a un’ingiustizia che si ripete da diciotto anni.














