Le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Leonardo di Grottaglie hanno incrociato le braccia questa mattina, dalle 8:30 alle 10:30, dando vita a due ore di sciopero spontaneo. La protesta arriva all’indomani del coordinamento nazionale delle Rsu di Fim, Fiom e Uilm della divisione Aerostrutture, svoltosi ieri, mercoledì 18 marzo, a Roma, ed è il segnale di un clima sempre più carico di incertezza sul futuro del sito produttivo ionico.
«La situazione che si sta delineando è estremamente delicata», dichiarano Francesco Brigati e Pasquale Caniglia, rispettivamente segretario generale e segretario provinciale della Fiom-Cgil Taranto. «Nell’incontro di ieri è stato confermato che il percorso relativo alla possibile joint venture tra Leonardo e il fondo sovrano PIF dovrebbe concludersi entro giugno 2026. Una prospettiva che apre scenari complessi e che, inevitabilmente, genera preoccupazione tra i lavoratori».
I sindacalisti evidenziano come l’eventuale ingresso del fondo saudita inciderebbe direttamente sul futuro della Business Unit Aerostrutture, con ricadute su tutto il Mezzogiorno: «Parliamo dei siti di Grottaglie e Foggia in Puglia, di Pomigliano e Nola in Campania. È un tema che non può essere affrontato senza una visione industriale chiara».
Brigati e Caniglia richiamano inoltre un nodo strutturale mai risolto: «La mancata diversificazione produttiva continua a pesare come un macigno. La monocommittenza Boeing rappresenta un limite che l’azienda non ha mai superato. Eppure siamo in una fase di crescita del traffico aereo e di aumento dei volumi produttivi: proprio per questo il settore dell’aeronautica civile non può essere messo in discussione».
Da qui l’appello diretto alla politica: «Il Governo deve assumersi la responsabilità di definire una strategia industriale per un comparto strategico per il Paese e decisivo per il Sud». I sindacati annunciano inoltre che, nella giornata di domani, insieme a Fim e Uilm, sono stati invitati parlamentari ionici e istituzioni locali e regionali: «È il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità sul futuro industriale e produttivo della provincia ionica».
I segretari della Fiom mettono anche in guardia dal rischio di un’eccessiva influenza dei fondi di investimento: «Non possiamo accettare che le politiche industriali vengano scritte altrove. Lo vediamo anche in altri settori, come l’acciaio, dove si rincorrono manifestazioni di interesse senza una visione chiara. Leonardo è un asset strategico e tale deve rimanere».
La mobilitazione proseguirà già domani, venerdì 20 marzo, con un’assemblea dalle 10:00 alle 11:00 davanti alla portineria centrale dello stabilimento di Grottaglie. «Sarà un momento fondamentale – concludono Brigati e Caniglia – al quale abbiamo invitato istituzioni locali, regionali e nazionali. Chiediamo loro di essere presenti, di ascoltare e di sostenere le ragioni dei lavoratori».
La Fiom ribadisce con forza la propria posizione: «Le lavoratrici e i lavoratori devono restare nel perimetro di Leonardo, senza essere spinti verso scenari societari incerti. Difendere Grottaglie significa difendere il futuro industriale del Mezzogiorno».













