In un estratto della lettera che l’ ex sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha indirizzato ai dipendenti del Comune, afferma:
«Le ragioni del mio defenestramento e la caduta del governo cittadino non sono da ricercarsi nell’ambito della buona politica o dell’azione della mia amministrazione, ma nei beceri meandri delle vendetta e del rancore consumati, non attraverso un giusto dibattito e democratico dibattito politica di sfiducia al Sindaco, ma nello scenario di cospiratori e di uno stucchevole andirivieni di firme di dimissioni presso studi notarili al quale per chi sa quali interessi, spero confessabili, si sono piegati alcuni componenti della mia maggioranza. Tradendo, di fatto, per l’ennesima volta il mandato che il suffragio popolare aveva accordato al nostro programma elettorale. Delusione per questa mancanza di rispetto verso i basilari concetti della democrazia e della trasparenza. La mia esperienza da sindaco termina a causa di volgari intrighi politici».















