Mister Michele Cazzarò, classe 1973, dopo ben 15 stagioni da calciatore con ben 470 presenze nei professionisti, tra Taranto, Pisa, Monopoli, nel 2011 decide di ritirarsi dal calcio giocato per intraprendere la strada da allenatore. La sua prima esperienza da allenatore parte proprio dalla sua città, da Taranto, dove ha allenato per due anni portando la squadra al secondo posto. Poi Messina, Brindisi per terminare poi quest’anno allenando per qualche mese il Bisceglie. Vediamo le sue dichiarazioni.
Dopo 15 stagioni da calciatore, con ben 470 presenze, ha intrapreso la carriera da allenatore, quali sostanziali differenze ha riscontrato?
“Quando sei giocatore non ci pensi tanto alla tecnica, al vedere le partite, a tutte queste cose qua. Quando sei allenatore invece il ritmo lo hai h24, hai molte cose in più da fare.”
La sua prima esperienza da allenatore è stata alla guida della squadra della sua città, portandola al secondo posto per due stagioni. Che ricordo ha di quelle stagioni? E quanto rammarico?
“Sono ricordi bellissimi. Il rammarico è che il Taranto l’ho sempre preso in corsa, quindi ci siamo trovati molte volte a -10 dalla vetta, o a -12, a volte erano -15. Quindi già arrivare secondi è stato un grandissimo risultato. Poi una volta siamo arrivati secondi e comunque il Taranto è stato ripescato, per me è stato come vincere il campionato.”
Dopo aver allenato il Taranto con buoni risultati, ha avuto parentesi sfortunate e anche in situazioni non facili. Ce le racconta?
“A Messina sono stato pochissimo, perchè li il calcio non è fatto di tanta pazienza, nel senso ci vuole tutto e subito, quindi è andata così. Per quanto riguarda Brindisi, io sono arrivato quando mancavano sette partite, abbiamo fatto tanti punti, siamo retrocessi soltanto perchè avevamo avuto due punti di penalizzazione, altrimenti ci saremmo salvati.”
A Bisceglie ha conosciuto Martorel, che tipo di portiere è? E’ pronto secondo lei per una piazza che non perdona come Taranto?
“Come ho giá avuto modo di dire Martorel è un buon portiere, ha proprio tutto per sfondare. Però si deve mettere in testa sia lui e anche chi lo ha scelto che Taranto è un pò particolare come piazza. Poi sai, questo salto dalla serie D alla serie C è un bel salto, quindi bisogna dargli il tempo di abituarsi alla nuova categoria, anche se Taranto tempo non te ne dà.”
E Crisci ha avuto modo di vederlo?
“No, perché io quando sono arrivato lui era ancora infortunato. Ha giocato le ultime due partite ma non ho avuto modo di conoscerlo.”
In questi primi anni da allenatore c’è un calciatore che ritiene di essere stato fortunato ad allenare?
“Ne ho proprio avuti tanti di giocatori bravi ma fare i nomi non mi sembra giusto. Ne ho sempre avuti tanti bravi e sono davvero stato fortunato a poterli allenare”
Il futuro prossimo di Cazzarò? Il suo telefono ha squillato?
“Ancora non ha squillato, se scegli questa strada bisogna accettarlo e bisogna avere pazienza. Nel frattempo ti devi aggiornare su tutte le squadre, su tutti i giocatori, guardare partite. Poi se il telefono squilla o no, io di certo non chiamo nessuno, se mi vogliono mi chiamano.”
Francesca Raguso














