Stefano D’Agostino, ex capitano e calciatore del Taranto calcio, è stato ospitato dalla redazione di GiornaleRossoBlu.it nel classico appuntamento settimanale con “Tifo Web”. L’ex calciatore ha commentato la prima vittoria stagionale del Taranto Calcio, rispondendo anche alle domande del direttore Maurizio Mazzarella.
TARANTO E CAMPOBASSO – Ho giocato sia a Taranto che a Campobasso, nonostante mi sia trovato molto bene in Molise, il mio cuore ieri batteva per quelli che sono i veri rossoblu, ossia per il Taranto. Ho incontrato il Campobasso lo scorso anno in Serie D, hanno cambiato veramente molto poco rispetto alla passata stagione.
LA PARTITA DI IERI – Mi aspettavo una gara simile dal Campobasso. Non hanno grandi individualità, ma sopperiscono a ciò praticando un bel calcio. Il loro allenatore ha delle ottime idee di gioco. Il Taranto invece ha dimostrato nuovamente di saper soffrire. È una squadra poco spettacolare ma molto concreta. C’è ovviamente ancora tanto da migliorare, ma 4 punti in 2 partite sono un buon inizio.
AFFRONTARE IL TARANTO – Così come lo scorso anno, anche in questa stagione, affrontare il Taranto non è mai facile. È una squadra ostica, che imposta il proprio gioco sulla fase difensiva e sulle ripartenze. Mister Laterza sta facendo un ottimo lavoro, riuscendo a far fruttare al meglio quelle che sono le caratteristiche dei propri giocatori. Anche le palle inattive sono molto importanti per i rossoblu, soprattutto considerando le doti di Max Marsili.
PROGETTI FUTURI – Penso che in una piazza e in una società come quella rossoblu non si possa fare a meno di programmare in modo dettagliato il futuro. La cosa più difficile per la rinascita Tarantina è stata compiuta lo scorso anno con la promozione in C. Quest’anno sarà importante ambire ad una salvezza tranquilla per poi pianificare qualcosa di ancora più importante negli anni futuri.
RITORNO A TARANTO – Le mie porte per questa società sono e saranno sempre aperte. Ormai il mercato è chiuso e la società, giustamente, avrà altro a cui pensare che a me. Quest’estate c’è stato qualche contatto, ma poi la trattativa non è decollata.
IL CENTROCAMPO IONICO – Il Taranto ha un buon centrocampo, manca però un giocatore con le mie caratteristiche. Sono tutti molto fisici, basta pensare ai titolari contro la Turris: Marsili, Civilleri e Diaby. Longo viene da un infortunio che non gli ha permesso di effettuare la preparazione con i compagni. Ha giocato queste prime due partite da titolare, ma sicuramente, con una migliore condizione atletica, potrà essere utile ai suoi compagni. Per quanto riguarda Bellocq, ieri, è stato decisivo. Ci sono tanti uomini in mezzo, ma solamente Laterza conosce realmente il modo migliore affinché tutti rendano al massimo.
L’ESPERIENZA A TARANTO – Giocare a Taranto penso che sia una esperienza unica. Ho visto tanti buoni giocatori scappare da Taranto per via delle troppe pressioni. Sono dell’idea che puoi aver fatto anche la Seria A con il Sassuolo, ma la C a Taranto è tutta un’altra cosa. Io ho vissuto i migliori anni della mia carriera in rossoblu, ero giovane e ho rifiutato anche offerte da categorie superiori per non dover lasciare questa città.
BUDGET IN SERIE D – Ormai la Serie D e la Lega Pro si sono invertite come categorie. In D ci sono tantissime squadre con budget mostruosi, le quali provano ad allestire delle squadre competitive convivendo anche alcuni giocatori a scendere di categoria. A meno che non ci sia un legame affettivo con una determinata società, si tende ormai a preferire un campionato tranquillo in D piuttosto che uno di salvezza in Lega Pro.
ASSETTO TATTICO – In queste prime partite la squadra è stata poco offensiva. Penso che un giocatore da 20 gol faccia comodo a chiunque, ma di questi 20 gol solo una minima parte potrà inventarli da se. Gli altri, devono essere il frutto di una più ampia coralità. Saraniti in queste prime due partire ha dovuto sacrificarsi troppo, riuscendo a giocare veramente pochi palloni.
LA SEPARAZIONE CON IL TARANTO – Quando sono andato via non ho rilasciato interviste, ho preferito far trapelare quello che era il mio dispiacere in altro modo. Si è parlato tanto di quanto è accaduto, ma mi dispiace che un allenatore abbia parlato in quel modo riferendosi ad un ragazzo come me. Le vicende della fascia da capitano o dei rigori sono assolutamente false, ciò che mi interessava era vincere un campionato con i colori rossoblu. In più tutte le vittorie di Mister Ragno con il Taranto sono avvenute con me in campo dal primo minuto. Forse in quella circostanza, avrei dovuto mettermi meno da parte ed impormi.
Flavio Graps













