di Domenico Ciquera
Questa mattina abbiamo intervistato bomber Giuseppe Genchi, ex attaccante del Taranto, oggi mister del Ginosa, con il quale abbiamo parlato della situazione societaria attuale del Taranto e non solo.
Momento Taranto – All’inizio dissi che era un casino nel senso che non si poteva più andare avanti in un modo del genere, anche perché, per la città, per la tifoseria di cui io posso avere solo bei ricordi, è un dispiacere. Mi dispiace tanto, ma non posso dare torto ai calciatori che sono andati via, era anche stata fatta una rosa abbastanza competitiva. È chiaro che non era facile fare meglio dell’anno scorso, perché se andiamo bene a vedere i punti, il Taranto è arrivato secondo. Si poteva continuare ad avere un progetto interessante, mantenendo una competitività nel campionato di Lega Pro che mancava da tanti anni. Però, in questo momento, io credo che abbiano dato la guida tecnica a una persona di esperienza, che conosce la piazza, e credo che i risultati, già nella prima partita, si siano visti, nel senso che comunque ha dato un’impronta sua personale a dei giocatori che erano appena arrivati. Squadra incompleta, e non è mai facile arrivare in una situazione del genere e dare la propria impronta a una squadra da completare. Penso che in questo momento il Taranto possa fare bene, naturalmente non ci si deve più aspettare il campionato dell’anno scorso. La piazza deve stare vicina alla squadra in questo momento non facile.
Impatto sui calciatori – È chiaro che i calciatori che sono arrivati adesso prima di accettare hanno già metabolizzato quello che potrebbe succedere. Se un calciatore viene chiamato, dopo quello che è successo, prima di accettare ci ha pensato due/tre giorni, ha dovuto capire tutte le garanzie varie di affidabilità e di continuità del campionato. Comunque credo che i calciatori siano venuti a Taranto già pronti alla situazione che gli è stata resa chiara prima di firmare il contratto, perché non penso che sia i calciatori che i procuratori siano sprovveduti in questa situazione.
Salvezza – Io ho visto degli spezzoni della prima partita in casa, dove hanno fatto bene, però è chiaro che non è facile. Forse qualche altro giocatore che potrebbe servire lo potrebbero trovare tra gli svincolati. Però si parte da una base importante, che è l’allenatore, che è una persona d’esperienza e che comunque ha un impatto importante sulla piazza, poi i giocatori sono validi. Io penso che si possa lavorare per la salvezza, assolutamente sì. La fortuna è che tutto è successo prima che iniziasse il campionato, quindi alla fine c’è tanto tempo per lavorare.
Favorita girone C – Se guardiamo le carte, che secondo me contano poco, dico Trapani, Avellino… Però ormai ci siamo abituati alle sorprese. L’anno scorso la squadra che non sembrava la favorita ha dominato il campionato. Lo stiamo vedendo anche nelle prime partite che la carta conta poco. Alla lunga però Trapani, Catania, Avellino, se la giocheranno.
Esperienza da allenatore – È stata una sorpresa per me, fino alla settimana scorsa mi allenavo con la squadra per essere pronto, poi mi sono ritrovato catapultato in una situazione nuova. Sarei arrivato ad allenare, ma mi preparavo per l’anno prossimo. Sono subentrato in una situazione dopo due sconfitte e c’era subito la partita di Coppa Italia che abbiamo giocato ieri, e subito una partita importante come quella di domenica prossima Poco tempo per lavorare, però dico che in questi due giorni abbiamo lavorato bene, abbiamo fatto una bella partita, sono contento e sono fiducioso. L’obiettivo per il Ginosa è sempre stato quello della salvezza il prima possibile. Il campionato è abbastanza lungo, sappiamo che è importante fare più punti possibile nel girone d’andata, perché il girone di ritorno è un po’ difficile, cambia tutta la situazione. La salvezza è il primo obiettivo.














