Il 23 ottobre 2025, il Teatro Petruzzelli di Bari ha accolto un evento musicale di rara intensità: Lucia Mastromarino ha presentato in anteprima mondiale la sua interpretazione di “No Ano Que Vem”, celebre brano di Ennio Morricone reso immortale nella versione portoghese di Dulce Pontes.
Sul palco, l’artista è stata accompagnata dalla Orchestra Sinfonica Tebaide e dal Coro Polifonico diretto dai Maestri Daria Palmisano, Nunzia Gargarano e Tiziana Spagnoletta, sotto la direzione e l’arrangiamento di Cosimo Maraglino.
Un’operazione artistica di grande respiro, capace di trasformare un classico del repertorio internazionale in una vera e propria esperienza lirico-teatrale.
Dalla nostalgia alla sfida
Sin dalle prime note, l’orchestra Tebaide apre un varco emozionale: un tappeto sonoro di archi e arpe introduce una tensione che vibra nell’aria.
Quando Lucia Mastromarino entra in scena, il brano cambia natura. “No Ano Que Vem” non è più soltanto un canto di attesa o di nostalgia, ma una dichiarazione di presenza, di identità e di resistenza.
Nella versione originale, Dulce Pontes aveva consegnato la canzone alla delicatezza struggente del fado; Mastromarino, invece, la eleva a monologo lirico, in cui ogni parola diventa atto di esistenza.
La lingua resta quella del portoghese, ma la voce — un mezzosoprano pieno e vibrante — non implora: afferma, sfida, domina.
Voce e respiro: un dialogo con il destino
Ciò che incanta non è solo la tecnica impeccabile, ma la capacità di “abitare” il brano, di renderlo luogo di incontro tra voce e destino.
Ogni pausa, ogni inflessione sembra nascere da un respiro antico, in cui convivono la memoria di Morricone e la sensibilità contemporanea della cantante.
L’orchestrazione di Cosimo Maraglino: un teatro invisibile
L’arrangiamento di Cosimo Maraglino unisce rigore e poesia.
Gli archi e le arpe, tipici dell’universo morriconiano, dialogano con la voce senza mai sovrastarla, mentre il coro polifonico diventa spazio scenico invisibile: un teatro dell’anima che accoglie e amplifica ogni vibrazione emotiva.
La musica non accompagna: racconta, guida, drammatizza.
Un debutto memorabile
Nel corso della serata, l’Orchestra Tebaide ha proposto anche altri brani di Morricone scritti per Dulce Pontes, tra cui “Chi mai” e “La ballata di Sacco e Vanzetti”, confermando la propria capacità di coniugare rigore filologico e intensità emotiva.
Il risultato è stato un concerto che trascende la musica: un incontro tra lirica, teatro e memoria, in cui ogni nota, ogni frase corale, ogni respiro di Mastromarino raccontano storie di dolore, resistenza e rinascita.













