Il Bitonto ha meritato il salto di categoria o dal tuo punto di vista avrebbe meritato qualcun’altro?
No assolutamente. C’è stata la cristallizzazione della classifica, loro sono stati primi fino a quel momento ed è giusto che venga premiato il Bitonto.
Sei arrivato a Taranto ad inizio stagione quando c’erano grandi aspettative. Cosa non è andato poi per il verso giusto?
All’inizio della stagione sembrava potessimo stravincere il campionato ma la verità è che noi non abbiamo dimostrato il nostro valore. C’è stata una partenza errata ma poi non siamo riusciti a rimediare neanche nel corso del campionato e quindi è colpa nostra. Potevamo e dovevamo fare molto di più, è inutile cercare scuse come la sfortuna perché come gruppo non siamo riusciti a reagire nelle difficoltà.
Dopo un anno cosa puoi dire riguardo alla piazza tarantina?
Taranto è una piazza ambita da tutti e che non c’entra niente con la Serie D, però se non si costruisce e non si progetta diventa difficile uscirne.
Sai già se rimarrai a Taranto o cambierai squadra? Hai avuto contatti con qualcuno?
È un periodo di piena evoluzione. A causa del Covid-19 si ripartirà un pò in ritardo e quindi anche il calciomercato vero e proprio non è ancora cominciato. Per quanto riguarda il Taranto la società si deve prima organizzare e poi decidere. Senza un DS e senza aver annunciato un allenatore è prematuro fare o dire qualcosa.
Come ti sei trovato in questo tuo anno a Taranto? Ti piacerebbe rimanerci?
Ho sempre ribadito di avere un ottimo rapporto con il presidente, la famiglia Giove con me si è comportata benissimo. Nel caso in cui rientrassi nel progetto tecnico io sono a disposizione.
Secondo te perché nell’arco dell’ultima stagione il Taranto ha avuto un rendimento migliore in trasferta che in casa?
Io non credo che la squadra si sia espressa meglio in trasferta, anche in casa ci sono state buone prestazioni come con il Bitonto, il Casarano, il Sorrento o il Brindisi. Quando poi ci sono risultati negativi però a volte anche gli episodi non sono a tuo favore. Tra casa e trasferta il campionato del Taranto è stato anomalo.
Si è parlato di problemi nello spogliatoio durante l’anno, quanto c’è di vero?
Io dico sempre la verità, non mi piace nasconderla. Nello spogliatoio eravamo tutti ragazzi professionisti, anche durante gli allenamenti c’era grande professionalità e siamo rammaricati proprio perché nonostante ciò i risultati non sono arrivati. Qualche parola c’è stata ma perché eravamo in tanti e i risultati non arrivavano, ma posso assicurare che tra di noi c’era rispetto. Certamente nessuno è arrivato alle mani.
Dal punto di vista personale come è andata secondo te la tua stagione?
Nonostante abbia trovato continuità sia con Ragno che con Panarelli non sono soddisfatto perché per me è più importante l’aspetto della squadra che quello personale. Ho voglia di dimostrare di poter far bene e spero di poter avere un’altra possibilità in una città in cui mi sono trovato bene.
Marco Mannino














