di Domenico Ciquera
Marcel Vulpis giornalista ed economo nel consueto appuntamento del venerdì denominato 100 Sport condotto dal collega Dario Gallitelli, ha espresso il suo parere sulla sostenibilità del campionato di serie c e sulla trattativa Giove-Apex:
Controfferta: “L’ultima controfferta è stata fatta diversi giorni fa. Chiaramente, siamo in una fase più tranquilla, quindi è anche più sereno parlare di tutta la trattativa, di come si è sviluppata. Tuttavia, tornando all’attualità, come avete visto oggi, c’è stato un comunicato di Apex che fa una sintesi di tutte le attività svolte e della strategia adottata per cercare di chiudere positivamente l’operazione. Tuttavia, non vi è riuscito il signor Campbell. Come avete visto, Campbell oggi ha annunciato di voler partecipare, se gli sarà permesso, al tender, cioè al bando che farà il nuovo sindaco per l’eventuale affiliazione in un campionato, che potrebbe essere, ad esempio, quello dell’Eccellenza come idea di partenza. Il bonifico che avete visto è il primo relativo al pagamento dei mesi di settembre e ottobre, l’unico segnalato da un quotidiano cartaceo come effettivamente entrato. Per arrivare alla somma di 400.000 dollari, Campbell ha messo anche delle sue risorse personali. La somma tra i 269.000 dollari e gli altri 130.000 porta a un totale di circa 400.000 dollari, ovvero circa 350.000 euro, che sono stati comunque investiti concretamente. Tengo a precisare che il bonifico non arriva da Campbell, ma oggi, nella logica delle acquisizioni, non è detto che chi porta avanti in rappresentanza di un gruppo di investitori non possa fare da intermediario. Magari dietro c’è un gruppo di investitori italiani o stranieri interessati all’acquisizione di un club. Quindi, è normale che ci possa essere un bonifico che arriva da un soggetto diverso rispetto a chi è stato chiamato a rappresentare quel gruppo di investitori.”
Progetto: “Partiamo da ciò che è accaduto un mese fa. Campbell ha spiegato oggi di essere consapevole di quanto ha raccontato. Premesso che non è questa la sede per contrapposizioni con il presidente Giove, secondo me diventerebbe una polemica sterile e inutile. Tuttavia, Campbell aveva promesso un chiarimento, e oggi è arrivato. Campbell è stato molto chiaro e ha spiegato che, secondo la sua versione, ogni volta che ha tentato fisicamente di accelerare sulla trattativa per poterla chiudere, ha incontrato problemi tecnici sul conto, rendendo impossibile la finalizzazione. Inoltre, sostiene di aver inviato una PEC e di non aver ricevuto alcuna risposta di conferma. Se questa PEC è partita dalla controparte, può essere mostrata; in caso contrario, se non è mai stata inviata, Campbell non ha nulla di cui scusarsi con la cittadinanza e i tifosi.
Campbell ha provato tre volte ad acquisire il club e ha chiesto due cose:
Una PEC di conferma e accettazione delle sue condizioni, che prevedevano l’accollo totale dei debiti e ulteriori investimenti per chiudere la stagione, stimati tra i 600.000 e i 900.000 euro. Una certificazione bancaria, che però non ha mai ricevuto, per poter operare con l’unico istituto rimasto attivo in quel periodo. Non avendo ottenuto né la lettera della banca né una PEC di accettazione, ha deciso di fare un passo indietro. Giove, a quel punto, ha avuto piena libertà di agire come meglio riteneva.”
Ripartenza dall’Eccellenza: “Campbell sa perfettamente che il problema non è investire 500.000/600.000 euro per ripartire dall’Eccellenza pugliese, ma piuttosto costruire una squadra in grado di vincere per poi andare in Serie D e successivamente tornare nel professionismo. Questo comporta investimenti milionari, e il gruppo di Campbell, da quanto mi risulta, è pronto a farli. Basti pensare al caso della Reggina: la proposta di Bandecchi fu multimilionaria, ma l’allora sindaco facente funzione scelse un’altra opzione. Non sempre il denaro è la condizione sine qua non per essere selezionati. Bisognerà capire chi sarà il nuovo sindaco e quale linea adotterà: se privilegerà imprenditori locali con cui ha rapporti consolidati o se darà fiducia a un gruppo esterno, magari supportato da lettere di referenza bancaria. Alla fine, la questione principale rimane una: per comprare un club servono soldi, per fare calcio servono soldi, per competere in Serie C servono tantissimi soldi. Le difficoltà finanziarie che stanno affrontando club come il Taranto e la Turris confermano che il problema non è isolato, ma strutturale. Per il calcio professionistico servono milioni di euro, e per salire di categoria ci sono club che investono anche 30-40 milioni. La domanda è: a Taranto ci sono imprenditori locali con questa forza economica? Io credo di no.”
Fideiussione: “Non si è trattato di un problema economico, ma di una questione legata agli investitori stranieri. Le fideiussioni estere non sempre sono allineate ai regolamenti italiani. Ho visto situazioni simili quando ero in Lega Pro: per un inglese o un americano entrare nel calcio italiano è uno shock, poiché le fideiussioni all’estero sono molto più flessibili rispetto ai rigidi regolamenti federali italiani. L’ho detto più volte a Campbell: “Mark, al di là dei soldi, devi capire che sei in Italia, un paese con regole molto stringenti.” Ancora oggi, Campbell non ha assimilato completamente l’importanza di rispettare determinati regolamenti federali.”
Serie C: “Non è normale che ogni tre anni un presidente di Serie C lasci e passi la mano. Questo indica un problema di sostenibilità economica. Si possono attuare tutte le strategie di risparmio possibili, ma senza aumentare i ricavi, prima o poi si collassa. I diritti televisivi della Serie C non superano gli 80.000 euro: cosa può fare un club con questa cifra? Nulla. Se le leghe non aumentano drasticamente i contributi ai club, non se ne esce. Le sponsorizzazioni delle leghe devono essere interamente destinate ai club, soprattutto in Serie C.”
Considerazioni finali: “Bisognerebbe chiedere ai soggetti coinvolti nella trattativa: qualcuno ha mai richiesto lettere di referenza bancaria ad Apex? Se non sono state chieste, la colpa non è di Apex, ma di chi avrebbe dovuto farlo. Se fossi il nuovo sindaco di Taranto e volessi valutare seriamente Campbell, gli chiederei di mostrarmi lettere di referenza bancaria sue o dei suoi soci, per dimostrare la reale capacità economica del gruppo. Se mi mostrasse una referenza bancaria di 10 milioni di euro, allora sì, potrebbe permettersi di acquistare il Taranto. Questa verifica andrebbe fatta con chiunque, anche con imprenditori tarantini.Non avrei mai fatto la famosa conferenza stampa prima della chiusura dell’accordo. Pare che Campbell stesso non volesse farla, ma quando si commettono errori tecnici, ne seguono altri a catena.”













