Uno dei volti nuovi giunti in riva allo Ionio la scorsa estate è l’under Antonio Marino, centrocampista mancino classe 2000 proveniente dal Latina ma cresciuto calcisticamente nella primavera del Napoli. Con lui abbiamo fatto il punto della situazione a metà settimana che porta alla sfida col Sorrento. Per lui sarà una sorta di derby, visto che è nato e vissuto a Napoli.
A due mesi dal tuo arrivo al Taranto cosa ci dici nel tuo inserimento nella squadra e nella città di Taranto?
Mi sono trovato bene sin dal primo giorno. Sono stato fortunato perché ho trovato un grande staff e una società che mi ha accolto molto bene facendomi sentire a mio agio senza alcuna difficoltà.
La città è una bellissima città, molto calorosa e questo mi ricorda molto Napoli. La presenza del mare è qualcosa di meraviglioso.
La partenza in campionato con quella sconfitta del Brindisi è stata una batosta ma poi il Taranto ha saputo reagire alla grande segnando nove reti contro Casarano, Nardò e Grumentum. Attualmente il Taranto si trova appaiato in vetta con Brindisi e Fasano, la strada da percorrere è quella giusta…
Si assolutamente, la prima partita non meritavamo di perderla. C’è stata una disattenzione che ci è costata cara ma poi abbiamo inanellato tre vittorie importanti che hanno spazzato via le paure. Noi siamo sempre stati conviti dei nostri mezzi. Anche la vittoria di Grumentum è stata pesantissima. Ogni partita in questo campionato sarà una lotta, sia in casa che fuori; soprattutto perché siamo il Taranto.
Parliamo di te, sei un centrale dal piede mancino che può giocare in più ruoli. Mister Ragno sino ad ora ha utilizzato sia il 4-4-2 che il 3-5-2. Tu dove ti vedi meglio? Adesso stai facendo una sorta di staffetta con Cuccurullo. Come ti stai trovando?
Mi trovo bene, cerco di fare sempre al massimo quello che dice il mister. Posso occupare qualsiasi posizione a centrocampo, sia a sinistra che al centro in un centrocampo a due ma anche a destra. Per quanto riguarda le situazioni tattiche segue sempre il mister che è molto bravo in queste circostanze a preparare al meglio ogni gara.
Il Taranto punta molto su di te, anche perché in questo campionato gli under sono fondamentali. Quali sono i compagni che ti stanno aiutando di più nell’inserimento?
Tutti ci stiamo aiutando reciprocamente. Si tratta di ragazzi che fanno molto spogliatoio; penso ad esempio a Genchi, Stefano e Luigi Manzo, Croce. Siamo tutti fondamentali per un unico obiettivo che è la vittoria del Taranto. Conoscevo già Luigi Manzo e tutti gli under, il resto li ho conosciuti adesso.
Questo è un campionato molto duro ed equilibrato. Quali sono le favorite a parte il Taranto?
Non lo so è sempre il campo che comanda, spero che non venga fuori una sorpresa come è accaduto lo scorso anno con il Picerno.
Tu sei nato a Napoli ed hai giocato a Scampia, cosa può rappresentare il calcio al Sud in alcune realtà dove vivere per strada può essere rischioso socialmente parlando?
Il calcio nella realtà di Napoli ma anche in molte città del Sud è tutto per un ragazzo che si appresta a maturare. Inseguire un pallone molto spesso aiuta i ragazzi a non prendere altre strade. Ritengo inoltre che si tratti di un ottimo strumento di comunicazione e socializzazione con altri ragazzi. Questo aiuta a crescere con valori sani.
A proposito di località campane, domenica arriva il Sorrento di mister Maiuri che si trova in buon momento avendo battuto il Fasano tra le mura amiche. Cosa bisogna tenere di questo avversario e come si può superare quell’atteggiamento di chiusura che inevitabilmente vediamo allo Iacovone da parte delle squadre avversarie?
A Taranto qualsiasi squadra verrà a fare la partita di rimessa cercando di non prendere gol. Mi aspetto la stessa cosa domenica. Noi dobbiamo essere bravi a rimanere calmi senza avere fretta ma allo stesso tempo prima sblocchiamo la gara meglio è. Nelle partite con Nardò e Grumentum abbiamo dimostrato che dopo il primo gol possiamo diventare letali. Certamente non vogliamo fermarci, cercheremo di allungare la striscia di vittorie.
Lo Iacovone non sarà il S. Paolo ma con ottomila persone dentro può essere il vero dodicesimo uomo. Vuoi fare un appello per domenica e per le prossime partite ad affollare gli spalti?
Ogni tanto dalla panchina mi sono voltato a vedere la curva e fa già impressione così, figuriamoci tutta piena, dev’essere bellissimo. Spero che i tifosi ci stiano vicino sempre, noi cercheremo di non deluderli.
Qual è il tuo idolo calcistico?
Di fenomeni ce ne sono tanti, ma direi che mi sono sempre ispirato a Marek Hamsik. Penso che in quel ruolo sia uno dei migliori.
Andrea Loiacono














