di Domenico Ciquera
Questa mattina nella cittadella delle imprese, il commissario straordinario dei giochi del mediterraneo Massimo Ferrarese e il presidente della camera di commercio Taranto-Brindisi Vincenzo Cesareo, hanno presentato un ambizioso progetto riguardante la creazione di una fondazione che possa rilanciare lo sport tarantino.
Riunione: Abbiamo fatto questa riunione con i parlamentari e i consiglieri regionali del territorio per esprimere quella che è la volontà di realizzare, in questa città, un progetto per la creazione di una fondazione volta a rilanciare lo sport nella città di Taranto. In questa città abbiamo circa 220 milioni di investimenti per le opere da realizzare. Voi immaginate cosa significhi fare un investimento di questo tipo e poi ritrovarsi, il giorno dopo, con degli elefanti bianchi o delle cattedrali nel deserto. Immaginate, dopo il 3 settembre, avere un grande stadio che sarebbe invidiato a livello nazionale o, direi, anche internazionale per una città come la nostra, così come le piscine olimpiche, il centro nautico e il PalaRicciardi, opere che vanno dai 20 ai 30 ai 60 milioni di euro, e poi vederle inutilizzate. Mi duole il cuore pensare che possa accadere una cosa del genere a Taranto. Per questo motivo, mi sono subito attivato e ho incontrato il presidente della Camera di Commercio, che si è dimostrato molto disponibile ad aiutare affinché questa fondazione possa realizzarsi a Taranto. Io costituisco questa fondazione come privato cittadino, come imprenditore, non come commissario straordinario o presidente del comitato. Lo faccio per dare una mano alla città.
La Fondazione: È una fondazione per la realizzazione e per far partire squadre di basket e di calcio? No, parte come emergenza perché oggi abbiamo questa necessità di far partire calcio e basket. Tuttavia, una volta realizzata la fondazione, e una volta che questa avrà risorse giuste e importanti — non soltanto provenienti da piccole e medie imprese che in passato hanno già dato una mano, ma anche dalle grandi imprese che operano sul territorio — il progetto potrà ampliarsi. Non significa barattare minimamente quello che è un inquinamento causato dalle piccole, medie o grandi imprese. Si tratta di far sì che ognuno faccia il proprio dovere: migliorare, ambientalizzare, non inquinare e fare il proprio dovere sotto tutti gli aspetti. Le grandi imprese possono dare un contributo senza barattare o compensare nulla. Solo il fatto di operare su un territorio dovrebbe comportare la volontà di dare una mano allo sport e ai ragazzi, che dobbiamo cercare di togliere dalla strada quanto più possibile, offrendo loro impianti sportivi che in nessuna parte d’Italia si stanno realizzando. Il paradosso è che, mentre si realizzano impianti di questo tipo, non abbiamo le squadre. Confido molto nell’evitare polemiche. L’ho detto chiaramente sia ai rappresentanti del consiglio regionale sia ai parlamentari di questo territorio. Oggi partiamo con una fondazione che si occuperà di iscrivere al campionato le squadre di calcio e basket. Dobbiamo agire rapidamente. Non abbiamo al nostro fianco il sindaco di Taranto, che deve ancora essere eletto. Quando avremo un sindaco, potrebbe essere troppo tardi. Dobbiamo partire immediatamente e accelerare.Devo dire che c’è stata molta considerazione e attenzione su questo tema da parte di diversi imprenditori che hanno già dato la loro disponibilità a contribuire alla fondazione per far ripartire lo sport a Taranto. È chiaro che da questo momento in poi chiunque potrà chiedere qualcosa alla fondazione, chiunque potrà dire: “Abbiamo delle difficoltà”, o “Abbiamo i ragazzi, ma non abbiamo le risorse per farli giocare”. Però, se non partiamo ora, sicuramente non ci sarà nulla per nessuno. E non ci saranno né il calcio né il basket e nemmeno altri sport.
Obiettivo e speranze: Il nostro obiettivo non è quello di gestire società di calcio o basket, che attualmente non ci sono. L’auspicio è che possa arrivare un gruppo importante, una società, un grande imprenditore o un gruppo straniero, purché serio, solido e con delle garanzie, che possa gestire e portare avanti il nome di Taranto nel calcio e nel basket. Se dovesse farsi avanti qualcuno mentre stiamo lavorando su questo progetto, io per primo sarei disponibile a fare un passo indietro e lasciare che sia questo gruppo a occuparsene. Considerando che stiamo realizzando uno stadio importante, perché non pensare che un domani potremmo essere protagonisti, come società no-profit, anche all’interno di queste due realtà sportive insieme a un gruppo importante? La volontà è soltanto quella di tentare di risolvere un problema per lo sport di Taranto.
Politica: La politica si è dimostrata disponibile e apprezza l’iniziativa. Tuttavia, ha rimarcato che non si può fare qualcosa per alcuni e per altri no. Qui non si sta pensando di dare un contributo a una società o a un’associazione e non ad un’altra. Si parte dal presupposto che si tratta di una ONLUS che possa iniziare un percorso per costituire due società sportive e aiutare tutto lo sport della città. Non so se un domani farò parte di questa fondazione. Sicuramente, desidero costituirla, perché mi sto occupando di questo progetto e mi duole il cuore solo al pensiero di vedere, un domani, questi grandi impianti senza squadre o società.
Prossimi passi: Il primo passo è la costituzione della fondazione. Ne parleremo subito con i tecnici per avviare il processo.
Titoli sportivi: Le società che verranno costituite dovranno richiedere il titolo sportivo. Per il momento, sarebbero società al 100% di proprietà della fondazione no-profit. Un domani, se dovesse entrare un privato — sperabilmente un grande e importante imprenditore — sarà lui a portare avanti queste società e a richiedere l’iscrizione alle relative federazioni per partecipare ai campionati.
Imprenditori: In una settimana sono arrivato a raccogliere 500 mila euro di contributi promessi da persone serie e perbene. Diversi imprenditori mi hanno già confermato il loro supporto, e se hanno detto sì, sicuramente daranno una mano alla fondazione. Non so se queste 500 mila possano diventare 600 mila, un milione o cinque milioni. Ma forse il primo passo l’abbiamo fatto, e l’abbiamo fatto lavorando tutti insieme. L’ho detto anche alla politica, e in alcuni casi l’ho fatto con toni decisi: è necessario evitare polemiche per il bene dello sport e della città di Taranto.














