di Vito Di Noi – Corriere dello Sport
«Importante iniezione di fiducia dopo le prime due partite: andremo oltre i problemi, possiamo salvarci»
Antonio Matera, da esubero a capitano del Taranto. Intrecci e dinamiche strani, ma quasi all’ordine del giorno, nel mondo del calcio. Il centrocampista promette il massimo in vista di una stagione che, per il calcio rossoblù, ha assunto contorni un po’ più speranzosi dopo i giorni infernali vissuti da fine luglio e per quasi tutto il mese di agosto tra caos societario e squadra smantellata.
Antonio Matera, un punto in due partite. Bottino forse misero, ma che per il Taranto ha
un valore.
«Assolutamente si. Siamo stati in grado di disputare due partite all’altezza della situazione perdendo a Giugliano con un rigore inesistente assegnatoci contro e pareggiando con il Latina, una delle formazioni più rodate dell’intero girone C. Lo spogliatoio è unito e siamo convinti di poter conquistare, quanto prima, il successo».
Pacato e meticoloso: Carmine Gautieri, dall’esterno, appare così. Lei che dice?
«Appare ed è così. lo sono stato allenato da lui già ad Avellino: è un allenatore che ama lavorare duramente sul campo e che predilige il calcio zemaniano considerando il 4-3-3 come suo modulo di riferimento. Ci dà le giuste garanzie, sul campo e fuori: sta a noi seguirlo al massimo per provare a raggiungere i nostri obiettivi».
Da esubero per Ezio Capuano a capitano con Gautieri. Matera, cos’è successo?
«Mister Capuano mi aveva detto chiaramente che non facevo parte dei suoi piani; ero, quindi, convinto che sarei andato presto via da Taranto. Poi, dopo le dimissioni del presidente, molti calciatori hanno preso altre strade cosi come lo stesso allenatore. A quel punto Gautieri mi ha comunicato che, per lui, ero io il capitano del Taranto. Da un lato sono rimasto quasi sorpreso, dall’altro, però, ho apprezzato molto questa scelta. Per me è un grande onore».
Oltre a lei, al centro della mediana c’è anche un altro elemento d’esperienza, Francesco Ardizzone. E’ possibile una vostra coesistenza?
«Certo, perché no. Ardizzone è uno degli elementi trainanti del gruppo, ha esperienza e anche la capacità, come me, di sapersi adattare alle singole situazioni. Poi, chiaramente, deciderà Gautieri».
Capitolo ambiente. Entusiasmo azzerato quasi del tutto e parte della piazza in contrasto con la proprietà. La squadra come vive questa situazione?
«Ero a Taranto anche lo scorso anno e so bene cosa questa piazza, che vive di pane e calcio, può dare a livello di calore ed entusiasmo. Noi siamo consapevoli che, in caso di risultati negativi, le critiche ci pioveranno addosso, ma sappiamo pure che con l’impegno e il sacrificio potremmo raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati. Sarebbe bello, però, se tornasse almeno un po dell’entusiasmo di qualche mese fa…».
C’è, in questo momento, un rapporto diretto tra club e squadra?
«Il presidente sappiamo essere dimissionario, però è sempre presente con noi il direttore Fabrizio Lucchesi che, qualche settimana fa, ci ha anche rassicurato su diverse situazioni che avevano generato il via vai di tantissimi calciatori e dello stesso Capuano».
Matera, lei segna pochi gol. Due, spettacolari, li ha realizzati proprio contro il Taranto.
«Sì, uno con l’Andria e l’altro con l’Avellino. Che dire? Forse è arrivato il momento di segnare anche con il Taranto e non più contro (ride, ndr). Scherzi a parte, ne sarei onoratissimo».
Obiettivo salvezza alla portata?
«Sì, senza dubbio. Voglio lanciare un appello a tutta la città: sappiamo di essere in difficoltà e che presto verremo pure penalizzati, ma stiamo dando tutto e sono convinto che questo gruppo ha i mezzi necessari per centrare l’obiettivo».














