Il candidato del centrosinistra Piero Bitetti elenca le misure che realizzerebbe nei primi 100 giorni da sindaco. Peccato che abbia avuto 25 anni per farlo e non l’abbia mai fatto. È facile ora lanciare slogan, promettere miracoli e fingere discontinuità. Ma i tarantini non sono più disposti a credere alle promesse di chi rappresenta il volto più consumato della vecchia politica.
Bitetti oggi dice cosa farà, ma avrebbe potuto — anzi, dovuto — farlo molto tempo fa, quando era in maggioranza e ricopriva ruoli non secondari. Non lo ha fatto, o non ne ha avuto le capacità. Ora tenta di mascherare il passato con un copione elettorale già visto e sentito troppe volte.
Ma questa volta no. Taranto ha aperto gli occhi. Non si farà ingannare dall’ennesimo bluff di chi si finge cambiamento, mentre incarna perfettamente ciò che va cambiato.
Inoltre, da Bitetti nessun accenno alla sanità.
Eppure il sindaco è la massima autorità sanitaria locale ed è responsabile della salute pubblica nel territorio comunale. Un Comune e un sindaco attenti e presenti possono e devono esercitare pressione politica, attivare reti istituzionali con la Regione Puglia, coordinare tavoli di crisi con l’ASL per affrontare l’emergenza sanitaria con urgenza e concretezza. Non possiamo rassegnarci a una sanità di serie B, né accettare che, per curarsi, a Taranto si debbano affrontare viaggi della speranza fuori provincia. E tutto questo, Bitetti non lo farà mai.
Checco Tacente è tutt’altra storia. È il volto nuovo di un progetto autenticamente civico, nato dal basso, costruito attorno ai bisogni reali delle persone, non agli interessi dei partiti. Un progetto libero, trasparente, senza padrini, diktat o compromessi.
Votiamo per chi ha a cuore la nostra amata città.
Meglio Tacente. Meglio Taranto.













