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APS Museo del Taranto Calcio, una casa per i cimeli rossoblù

Montervino, il ritorno a casa per rilanciare il Taranto

Il nuovo direttore sportivo torna in rossoblù dopo l’esperienza interrotta nel 2022: conoscenza dell’ambiente, rapporto con la tifoseria e un precedente che pesa, quello della promozione in Serie C

di Maurizio Corvino

Ci sono ritorni che hanno il sapore della nostalgia e altri che, invece, assumono immediatamente il significato di una nuova sfida. Quello di Francesco Montervino al Taranto appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il direttore sportivo torna a occupare un ruolo dirigenziale in una piazza che conosce profondamente e nella quale ha già vissuto momenti importanti, ma anche una separazione che, nel 2022, aveva lasciato più di una domanda senza risposta.

Oggi il contesto è completamente diverso. Il Taranto ha bisogno di ritrovare stabilità, equilibrio e soprattutto una direzione precisa dopo una fase particolarmente delicata. La scelta della società di riaffidarsi a Montervino nasce dunque dalla volontà di puntare su una figura che conosce la piazza, ne comprende le dinamiche e sa quanto possa essere complesso operare in un ambiente nel quale la passione viaggia sempre a livelli elevatissimi.

Il precedente del 2022 e un rapporto mai realmente interrotto

Il ritorno di Montervino non può essere raccontato senza riavvolgere il nastro e tornare al 2022. All’epoca, sotto la precedente gestione societaria, il direttore sportivo venne sollevato dall’incarico in una decisione che arrivò in maniera brusca e che non fu accompagnata, almeno pubblicamente, da spiegazioni ritenute sufficienti.

Quella conclusione interruppe un percorso tecnico che aveva prodotto risultati e lasciò nella tifoseria rossoblù la sensazione di una storia chiusa troppo rapidamente. Il rapporto con la piazza, tuttavia, non è mai venuto meno del tutto. Montervino ha continuato a rappresentare, agli occhi di una parte importante del popolo tarantino, una figura capace di interpretare il calcio cittadino con una sensibilità particolare.

A distanza di quattro anni, le strade tornano quindi a incrociarsi. Ma questa volta con una consapevolezza diversa e con una responsabilità ancora maggiore.

La conoscenza di Taranto come primo punto di forza

In una fase nella quale il club è chiamato a compiere scelte rapide e possibilmente lucide, conoscere l’ambiente può rappresentare un vantaggio significativo. Montervino sa cosa significa lavorare a Taranto, conosce le aspettative della città e soprattutto comprende il peso che ogni decisione può assumere quando si opera per una società che vive di una passione popolare difficilmente paragonabile.

Il direttore sportivo conosce inoltre le pressioni alle quali è sottoposto chi deve costruire una squadra competitiva in riva allo Ionio. Non soltanto il mercato e le questioni tecniche, dunque, ma anche la necessità di mantenere un rapporto trasparente con l’ambiente e di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

È proprio questo uno degli elementi che può aver spinto la dirigenza a puntare nuovamente su di lui: in un momento nel quale servono punti di riferimento, affidarsi a una figura che conosce già il terreno sul quale dovrà muoversi può essere considerato un elemento di continuità.

Il rapporto con la tifoseria

C’è poi un altro aspetto che accompagna il ritorno di Montervino e che non può essere sottovalutato: il rapporto con la tifoseria.

Il direttore sportivo ha costruito negli anni un credito importante tra i sostenitori rossoblù. Una parte significativa di questo legame nasce dal suo modo di comunicare e di affrontare le situazioni difficili. Montervino è sempre stato considerato un dirigente diretto, schietto, poco incline ai giri di parole e soprattutto disposto a metterci la faccia.

In una piazza come Taranto, dove il rapporto tra squadra, società e pubblico rappresenta una componente fondamentale dell’intero progetto sportivo, avere un dirigente percepito come vicino alla gente può diventare un valore aggiunto. Non significa naturalmente avere una corsia preferenziale o un consenso garantito: significa, piuttosto, partire da una base di conoscenza reciproca che in determinate situazioni può facilitare il dialogo.

L’ultimo direttore sportivo capace di vincere a Taranto

A favore di Montervino c’è poi un dato che appartiene alla storia recente del calcio rossoblù e che rende il suo ritorno ancora più significativo.

Francesco Montervino è infatti l’ultimo direttore sportivo ad aver centrato una promozione con il Taranto, accompagnando il club verso il ritorno tra i professionisti e, quindi, in Serie C. Un risultato che rimane scolpito nella memoria della tifoseria e che rappresenta, inevitabilmente, un precedente pesante.

Da allora il Taranto ha cambiato uomini, progetti e strategie, senza riuscire a ritrovare quella stessa combinazione capace di trasformare le ambizioni in un risultato concreto. Il calcio, naturalmente, non vive di statistiche e il passato non garantisce il futuro. Tuttavia, quando una società attraversa una fase di difficoltà, anche l’esperienza maturata in precedenti percorsi vincenti può assumere un peso particolare.

Montervino riparte dunque da una consapevolezza importante: sa cosa significa vincere a Taranto. E sa anche quanto sia difficile farlo.

Ora servono decisioni e non soltanto buone intenzioni

Il tempo delle analisi, però, è destinato a lasciare rapidamente spazio a quello delle decisioni. Il campionato non aspetta e il nuovo direttore sportivo dovrà affrontare fin da subito una serie di questioni che richiedono rapidità, ma anche estrema attenzione.

Il primo passaggio riguarda la guida tecnica. La scelta del nuovo allenatore rappresenta una decisione centrale per definire il nuovo corso e per restituire alla squadra una precisa identità. Subito dopo arriverà la necessità di valutare l’organico, individuando eventuali correttivi e cercando di intervenire laddove la rosa abbia mostrato lacune.

Il mercato, soprattutto in una situazione del genere, non può però essere affrontato attraverso operazioni dettate esclusivamente dall’urgenza. Montervino sarà chiamato a distinguere ciò che è realmente necessario da ciò che potrebbe rappresentare soltanto una risposta emotiva alle difficoltà del momento.

Una nuova pagina da scrivere

Il ritorno di Francesco Montervino apre dunque una nuova pagina della storia recente del Taranto. Una pagina che porta con sé il peso del passato, il ricordo della promozione in Serie C, le polemiche legate all’addio del 2022 e, soprattutto, le aspettative di una piazza che pretende finalmente un progetto capace di restituire certezze.

La fiducia della società dovrà ora trasformarsi in lavoro quotidiano e risultati. Il direttore sportivo avrà davanti a sé una strada tutt’altro che semplice, ma potrà contare su un elemento che non si compra sul mercato: la conoscenza profonda dell’ambiente.

Per Montervino, in definitiva, non sarà soltanto un nuovo incarico professionale. Sarà un ritorno in una città con la quale ha costruito un legame particolare e nella quale ha già conosciuto il sapore della vittoria. Adesso sarà chiamato a dimostrare, ancora una volta, di essere l’uomo giusto per riportare il Taranto sulla strada giusta.

La sfida è appena cominciata.

Tags: taranto calcio
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