Roma e il Lido di Ostia si sono trasformati nel cuore della Muay Thai europea. Dal 9 all’11 ottobre, il PalaPellicone ha ospitato la sesta edizione dei Campionati europei WMO (World Muay Thai Organization), una manifestazione che ha riunito atleti e delegazioni provenienti da 18 nazioni, confermando la crescita e la dimensione internazionale della disciplina.
I numeri raccontano la portata dell’evento: 215 atleti, circa 300 persone tra maestri e staff, 95 categorie e 207 incontri disputati nel corso di tre intense giornate di sport e confronto tecnico. L’organizzazione è stata coordinata da Mauro Magliocchetti, direttore organizzativo dell’evento a marchio WMO, e Valeria Grandi, presidente di ASD WMO Italia.
L’Italia si è presentata con oltre 80 atleti, risultando la delegazione più numerosa tra quelle partecipanti. Una presenza importante, accompagnata da un risultato di rilievo sul piano agonistico.
Medagliere, Cipro al primo posto: Italia terza
A conquistare il primato nel medagliere dell’edizione 2026 è stata Cipro, con 18 medaglie d’oro e 4 d’argento, per un totale di 22 podi. Seconda posizione per l’Inghilterra, che ha chiuso la competizione con 30 medaglie: 10 ori, 14 argenti e 6 bronzi.
Sul terzo gradino del podio è salita l’Italia, protagonista di un’edizione da record grazie a un bottino complessivo di 43 medaglie: 9 ori, 21 argenti e 13 bronzi. Gli azzurri hanno conquistato il primato europeo per numero di medaglie d’argento e finali raggiunte, confermando la qualità del movimento nazionale e il lavoro svolto nella preparazione degli atleti.
Ottime indicazioni sono arrivate anche da Francia e Svizzera, entrambe capaci di conquistare otto medaglie d’oro. Complessivamente, sono state 15 le nazioni a salire almeno una volta sul gradino più alto del podio. Tra queste figurano Portogallo, Israele, Ucraina, Ungheria e Malta, a testimonianza della diffusione della Muay Thai nel panorama europeo.
La Romania ha completato il medagliere con una medaglia di bronzo.
Magliocchetti: «La Muay Thai in Italia sta crescendo»
Grande soddisfazione è stata espressa da Mauro Magliocchetti per la riuscita della manifestazione e per la partecipazione delle delegazioni internazionali.
«Sono molto soddisfatto della riuscita di questa sesta edizione e della risposta che abbiamo ricevuto dalle nazionali europee, che hanno scelto di essere presenti a Ostia per condividere tre giornate di grande sport. La partecipazione di 18 selezioni nazionali e 215 atleti, tra AM e Pro-Am, conferma il valore internazionale della manifestazione e la fiducia nel lavoro svolto», ha dichiarato il direttore organizzativo, ringraziando la World Muay Thai Organization per il supporto strategico, a partire dal GM Chinawut Sirisompan e dalla vicepresidente Jade Marisa Sirisompan.
Magliocchetti ha poi sottolineato il percorso di crescita della disciplina in Italia: «La Muay Thai in Italia sta crescendo, sia in termini di praticanti sia di qualità tecnica, e organizzare eventi di questo livello contribuisce concretamente a rafforzare questo percorso. Confrontarsi con atleti e realtà provenienti da tutta Europa rappresenta un’opportunità fondamentale per i nostri ragazzi e i risultati della nazionale italiana in questa edizione sono sotto gli occhi di tutti».
Un ringraziamento è stato rivolto anche alle delegazioni, agli atleti, ai tecnici, agli staff, agli sponsor e ai volontari che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.
«È una soddisfazione vedere Roma e il Lido di Ostia, con il suo PalaPellicone, ormai vera e propria casa degli sport da combattimento, diventare un punto d’incontro per la Muay Thai europea e uno stimolo a continuare a investire nella crescita di questo sport, sinonimo di cultura, tradizione e fair play assoluto», ha concluso Magliocchetti.
Ostia si conferma così un punto di riferimento per la Muay Thai europea, al termine di tre giornate che hanno coniugato agonismo, formazione e confronto internazionale. Per l’Italia, il terzo posto nel medagliere e il record di 43 medaglie rappresentano un risultato significativo e un segnale positivo per il futuro della disciplina.















