Il sogno di vedere Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale italiana resta difficile, ma non è ancora tramontato. A confermarlo è il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, che ha lasciato aperta la porta all’ipotesi dell’arrivo del tecnico catalano, sottolineando come il dialogo tra le parti sia ancora in corso.
Intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, Malagò ha spiegato che mantenere vivo il confronto con Guardiola rappresenta una scelta naturale, senza che ciò significhi trascurare le altre candidature.
«Credo sia stato giusto e importante aprire un dialogo e tenerlo vivo, tenerlo caldo. Non è assolutamente una mancanza di rispetto nei confronti di altri soggetti, perché sugli altri profili il confronto è già partito. Poi si può anche scegliere qualcuno appartenente a una scuola più recente, ed è una valutazione molto soggettiva».
Uno dei principali ostacoli resta l’ingaggio dell’ex allenatore di Barcellona e Manchester City, da sempre tra i tecnici più pagati al mondo. Anche su questo fronte, però, Malagò lascia intendere che potrebbero esserci margini.
«Si sono fatte delle eccezioni, eccezioni che possono riguardare proprio il nome che in queste ore è così ricorrente: Pep Guardiola. Eccezioni per motivi ovvi che non sto qui a spiegare, ma non è detto che questa operazione vada in porto. La cosa sicura è che bisogna stringere la cinghia».
Il numero uno della Federcalcio ha inoltre smentito che la scelta sia limitata a tre nomi.
«Campo ristretto a Guardiola, Pirlo e Mancini? No, nel modo più assoluto. Si ragiona su un certo profilo e sicuramente questi nomi rientrano in quella categoria».
Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore, Guardiola avrebbe incontrato a Barcellona Paolo Maldini, affiancato da Leonardo, ascoltando la proposta della FIGC. Il tecnico catalano avrebbe chiesto alcuni giorni di riflessione prima di prendere una decisione, attesa entro martedì.
Nonostante i contatti, l’ipotesi di un sì resta al momento complicata. Guardiola, infatti, avrebbe già manifestato l’intenzione di concedersi un periodo di pausa dopo il lungo ciclo alla guida del Manchester City, rendendo la trattativa particolarmente complessa.














