La New Taranto riparte da una delle sue colonne. Il club rossoblù ha ufficializzato la riconferma di Pedro Espindola, centrale italo-brasiliano classe 1993, che continuerà a vestire la maglia ionica anche nella prossima stagione.
Una conferma importante per la società, che si assicura uno dei giocatori più esperti e affidabili del panorama nazionale del futsal. Arrivato a Taranto dopo l’esperienza con la Feldi Eboli, protagonista nel massimo campionato italiano, Espindola vanta un curriculum di assoluto livello.
Nel corso della sua carriera ha infatti indossato le maglie di Kaos Futsal, con cui ha raggiunto una finale Scudetto, oltre a Futsal Isola, Linx Latina, Meta Catania, Came Dosson e Lecco, costruendosi la reputazione di uno dei centrali più completi del futsal italiano.
Nella passata stagione il suo contributo è stato determinante anche in fase offensiva, con 22 reti realizzate, confermando non solo le sue qualità difensive ma anche la capacità di incidere sotto porta.
Grande la soddisfazione del giocatore per la permanenza in rossoblù.
«Sono molto contento di rimanere. Qui mi sento a casa e credo molto in questa squadra. Abbiamo un gruppo forte e sono convinto che, con il giusto atteggiamento, potremo giocarci ogni partita a viso aperto contro chiunque».
Espindola ha poi indicato la strada da seguire per affrontare al meglio la nuova stagione.
«Serviranno tanto lavoro, sacrificio e compattezza in ogni fase del gioco. Dovremo allenarci sempre al massimo e restare uniti nei momenti difficili. Abbiamo una squadra di qualità e sono convinto che possiamo fare una grande stagione».
Con la riconferma di Pedro Espindola, la New Taranto mantiene uno dei punti di riferimento del proprio roster, puntando sulla sua esperienza, sulla leadership e sulla mentalità vincente per affrontare con ambizione i prossimi impegni stagionali.
La società ha infine rivolto al centrale italo-brasiliano l’augurio di vivere un’altra stagione ricca di soddisfazioni, continuando a difendere con orgoglio e determinazione i colori rossoblù.














