“Al momento preferisco evitare interviste, c’è tanto da fare e tendiamo, per natura, a rispondere con i fatti. Ringrazio per la disponibilità, ci sarà sicuramente spazio in futuro.”
Con queste parole il dott. Antonio Ferrara AD di Esperiaha declinato il nostro invito a rilasciare delle dichiarazioni sul progetto Stadio E. Iacovone. Ne prendiamo atto e siamo dispiaciuti non perchè non abbia voluto parlare con noi ma di non aver potuto chiarire alcuni punti, che riteniamo essenziali, per la realizzazione del progetto stadio. Progetto che noi auspichiamo si possa realizzare nei tempi previsti e nella massima soddisfazione di tutte le parti in causa.
Per correttezza e trasparenza vi proponiamo, di seguito, le domande che avremmo voluto porre al dott. Ferrara, consapevoli che molti non saranno d’accordo con noi e diranno che amiamo la mediocrità. Pazienza. Ricordiamo però che siamo stati i primi a denunciare lo stato penoso dell’attuale stadio, dalle strutture al terreno di gioco fino alla pulizia inesistente dei bagni ridotti al limite della decenza nonchè gli unici a denunciare lo stato di incuria della lapide del nostro compianto Erasmo Iacovone. Se solo sapeste quanto amiamo quei colori, altro che mediocrità.
– Dott. Ferrara, progetto, bando, quali sono gli altri passaggi per la realizzazione dello stadio?
– E’ possibile rendere noto il costo totale del progetto e se è già attualizzato con il prezzo odierno delle materie prime?
– A quanto ammonterà l’investimento pubblico e quanto quello privato?
– E’ palese che siamo difronte ad un massiccio crowdfunding, ci sono già degli investitori? C’è una scadenza nella loro ricerca? Se non si dovesse raggiungere la copertura del finanziamento privato, cosa succederebbe? Coprireste voi la restante parte?
– Stadio, Hotel, Urbanizzazione, è un progetto unico o può essere realizzato a step da soggetti diversi e in tempi diversi?
– Lei ha parlato di un nuovo modo di intendere lo stadio che non sarà solo la partita, un progetto che va bene a città con squadre “tifate” in tutta Italia, dove si recano ogni domenica club e tifosi da ogni regione, visitando il museo, mangiando, spendendo e vedendo la partita, lei crede che a Taranto sia realizzabile qualcosa del genere? Si è tenuto conto dell’attuale tessuto sociale ionico?
– Ha dichiarato di conoscere l’attuale proprietà rossoblù ma la ha mai interessata al progetto? Non le è sembrato anomalo non invitare, alla presentazione dello stadio, la società che ad oggi sarà l’ulizzatrice della struttura?
– Lei da esperto in investimenti, sapendo che la squadra emigrerà da Taranto per quasi tre anni, investirebbe nel Taranto Calcio?
– Ha parlato di Gestione pluriennale dello Stadio da parte degli investitori. Se gli investitori non fossero i proprietari della squadra di calcio, che crescita e benefici ne avrebbe questa? Come potrebbe mai raggiungere livelli come serie B e oltre? Sappiamo bene che la crescita la si ottiene con lo stadio di proprietà e di certo non pagando un canone di affitto, chissà poi quanto dispendioso, a dei privati che, realisticamente, dovranno rientrare dell’investimento. Che ne pensa?
Sono giunte, intanto, le parole dell’Assessore Azzaro circa il dover trovare una sistemazione al Taranto per due forse tre stagioni, il problema è arrivato sui banchi comunali ed è già qualcosa. Ringraziamo l’Assessore per la sempre puntuale comunicazione.
Nel frattempo, però, ci domandiamo perchè Lecce, che ospiterà le finali di Calcio ai Giochi del Mediterraneo e ha una squadra costanemente in orbita serie B e serie A, ha deciso di riqualificare il “Via del Mare” con i 13 milioni stanziati dal Governo con la possibilità di un progetto più ambizioso avviando una partnership popolare/privato per arrivare a 25 milioni per avere anche la costituzione della Cittadella dello Sport del Lecce Calcio, come riportato dal Quotidiano.it.
In attesa di eventuali risposte, gridiamo un Forza Taranto, perchè il tempo passa, corre veloce e le cose da fare per I Giochi sono tante se non troppe e risuonano forti le parole di Malagò, Presidente del Coni, che ha voluto sottolineare che per Taranto ci ha messo la faccia.
Maurizio Corvino














