Tirando complessivamente le somme fino a questo punto della stagione, dove pensi che si debba migliorare?
“Penso che stiamo migliorando già da diverse partite e lo abbiamo fatto soprattutto sulla concentrazione, sulla determinazione, cerchiamo di non concedere più anche quel piccolo spiraglio che prima ci poteva condizionare. Alla base di tutto e aldilà di alcuni episodi c’è da essere soddisfatti per il lavoro che fin ora si è fatto, anche perché c’è una squadra sempre più in crescita.”
“Se rendiamo le cose più semplici, sembrando solo all’apparenza di non giocare alla grande, facendo comunque tutto nel migliore dei modi è solo una soddisfazione. Allo stesso tempo la squadra non si risparmia e questo non è tatticismo. È normale che a molti viene da pensare che sia in via degli scontri con Bitonto e Cerignola, ma per me sono molto lontane. Una partita decisiva è quella di domenica, perché il Gragnano viene da sette risultati utili consecutivi, cinque pareggi e due vittorie arrivate in scontri diretti contro Ercolanese e Sorrento. Il girone di ritorno è tutto un altro campionato. Se riusciamo ad ottimizzare i risultati, anche con il minimo sforzo è perché si è sempre concentrati al 100%.”
Pensi che saranno più difficili gli scontri diretti in casa con squadre di alta classifica come Cerignola e Altamura oppure i match in trasferta contro squadre che lottano per la salvezza come, appunto, il Gragnano o a seguire Gravina e le altre?
“In questo girone di ritorno ognuna delle squadre è proiettata a raggiungere il proprio obiettivo. C’è chi deve raggiungere la salvezza, chi i play-off e chi vincere il campionato. Ognuno con il proprio obiettivo, è sempre difficile, che sia in casa o trasferta. Ogni gara va affrontata nel migliore dei modi, perché se domenica troviamo una squadra che vuole consolidare la salvezza, alla prossima troveremo una compagine che vuole vincere il campionato e dopo ancora una che vuole assicurarsi il posto nei play-off. Ogni gara è difficile, queste affermazioni spesso si fanno giusto per, ma è la pura verità. Si dà per scontato che bisogna vincere gare come quella di domenica in casa con la Sarnese, ma niente è scontato. Il Cerignola ad esempio l’ha spuntata solo nel recupero con il Sorrento e il Picerno è stato fermato in casa proprio dal Gragnano.”
Pensi dunque che i punti lasciati per strada in gare come quella con la Gelbison o con il Fasano possano influire sul bilancio finale?
“Ormai quello che è stato è stato. Posso riguardare le gare solo per migliorare giorno dopo giorno e per acquisire esperienza, ma pensare a ciò che è avvenuto non serve. Se non ci fossero stati i miracoli dei portieri, quelle partite sicuramente le avremmo vinte.”
Più volte hai affermato che nel tuo stile di gioco, uno degli under va in attacco. Con l’utilizzo dell’under in mediana, hai avuto modo di schierare un attacco completamente formato da over. È una cosa che vedremo spesso durante la stagione o è solo dovuto a delle scelte forzate?
“I quattro over non sono stati schierati per la prima volta domenica, ci può essere l’under in attacco come in mediana. Io ho cercato dei giocatori per alzare l’asticella, per fare il salto di qualità e per variare. Una cosa è certa, i quattro under in campo ci devono andare a prescindere perché è una regola.”
Come giudichi le prestazioni di D’Agostino ed Esposito insieme per la prima volta dall’inizio?
“Esposito è stato preso perché è compatibile con D’Agostino, così come tutto il resto degli altri venti giocatori in rosa. Ognuno è compatibile con caratteristiche diverse.”
Che Taranto ci dovremmo aspettare a Gragnano?
“Ci dobbiamo aspettare il solito Taranto, che sia in casa sia in trasferta cerca di imporre il proprio gioco. Nell’ultimo periodo, ma comunque per tutto il girone di andata l’abbiamo imposto con tutti, tranne nel secondo tempo di Nardò. Noi cerchiamo sempre di imporci, con il massimo rispetto dell’avversario, sperando di riuscirci sempre al meglio e di ottenere l’intera posta in palio. Adesso i punti valgono doppio e le partite si assottigliano”
Hai vinto un campionato dilettantistico con la maglia rossoblu addosso. Da tarantino, come pensi che si possa compiere la stessa impresa anche nelle vesti di allenatore?
“Sarebbe l’apoteosi, un sogno, qualcosa di incredibile. L’ho vinto nel momento in cui nascevo, calcisticamente parlando, e questa è la mia quarta esperienza da allenatore. Vincerlo qui da allenatore avrebbe tutto un altro sapore, sarebbe come sdoppiarsi. C’è la parte del tifoso, ma nello stesso tempo quella dell’allenatore e ci sono un’infinità di aspetti emotivi nel contorno globale.”
Emotivamente quanto influisce essere anche tifoso del Taranto oltre ad essere allenatore?
“Sulla carta, a detta di tutti, il Cerignola è una squadra attrezzata, ma non bisogna trascurare il Picerno che ad oggi è la prima della classe e va assolutamente rispettata. Al momento è la squadra da battere e nonostante i nomi dei giocatori del Picerno non si conoscano come quelli del Cerignola o del Taranto, personalmente posso dire che con i nomi i campionati non si vincono, si vincono con gente che ha voglia di vincere.”
Simone Pulpito















