«Vai, Taranto: è il momento di lasciarsi alle spalle questa categoria». È il messaggio che Aldo Papagni lancia ai rossoblù alla vigilia della sfida di ritorno della semifinale playoff nazionale contro l’Apice. L’ex allenatore ionico, che ha guidato il Taranto in tre diverse esperienze tra il 2006 e il 2016, continua a seguire con attenzione il percorso della squadra e vede oggi un gruppo molto più maturo rispetto a quello dei primi mesi della stagione.
Intervistato da Quotidiano da Vito Di Noi, Papagni ha sottolineato come le difficoltà iniziali fossero quasi inevitabili a causa della partenza ritardata del progetto sportivo.
«Nel calcio il tempo è fondamentale e il Taranto ne ha avuto poco all’inizio. Da circa due mesi e mezzo vedo una squadra più libera mentalmente e più consapevole, grazie anche alla maggiore conoscenza tra i calciatori», ha spiegato il tecnico.
Guardando alla trasferta campana, dove i rossoblù difenderanno il vantaggio di due reti conquistato all’andata, Papagni invita a non commettere l’errore di gestire il risultato.
«L’Apice mi ha fatto una buona impressione, soprattutto nel primo tempo della gara d’andata. Per questo il Taranto dovrà affrontare la partita senza fare calcoli e senza pensare al doppio vantaggio. Bisogna giocare da grande squadra».
Tra i protagonisti della stagione, il tecnico individua in Nicola Loiodice il giocatore di maggiore talento.
«Ha qualità superiori e la capacità di decidere le partite con una giocata. Ma non è l’unico elemento importante. Penso ad Antonio Guastamacchia, a Christian Hadziosmanovic e anche a Boze Vukoja, il cui lavoro spesso passa inosservato ma è fondamentale per gli equilibri della squadra».
Parole di grande stima anche per l’allenatore Ciro Danucci, che secondo Papagni sta dimostrando qualità importanti nella gestione del gruppo.
«Sta facendo davvero un buon lavoro. Lo conosco da quando era un mio calciatore a Taranto nel 2006 e già allora mi colpirono la sua intelligenza e la sua capacità di leggere il gioco. Ha tutte le caratteristiche per costruire una carriera di alto livello».
L’ex tecnico rossoblù ha espresso fiducia anche nella proprietà guidata dalla famiglia Ladisa.
«Non sono certo degli esordienti nel calcio. Hanno già avuto esperienze importanti e soprattutto possono contare su una solidità economica che in passato spesso è mancata a Taranto. Hanno ambizione e le possibilità per fare molto bene».
Papagni ha inoltre ricordato il contatto avuto con il club nei mesi scorsi, dopo l’esonero di Danucci.
«Sarebbe stato bello raggiungere la centesima panchina con il Taranto, visto che sono fermo a 99 presenze. Ci fu un colloquio, ma poi la trattativa non si concretizzò. Resta però il desiderio di tornare un giorno a lavorare in questa città, magari anche con un ruolo nell’area tecnica».
Infine, uno sguardo al futuro del club e alla trasformazione infrastrutturale che sta interessando la città.
«Il nuovo stadio Iacovone sarà un impianto bellissimo. Taranto ha davanti un’opportunità enorme che non può permettersi di sprecare. Tuttavia, le strutture devono andare di pari passo con i risultati sportivi e il ritorno nel calcio che conta».
Sulla possibilità di conquistare la promozione in Serie D, Papagni non ha dubbi.
«Le condizioni ci sono tutte. Anzi, il Taranto non solo può farcela, ma deve farcela. L’obiettivo è alla portata e la squadra possiede i mezzi necessari per raggiungerlo. Ai rossoblù faccio il mio più sincero in bocca al lupo».














