di Domenico Palmiotti – Il Quotidiano
Potrebbe essere il giorno della verità per il progetto dello stadio Iacovone. Questa mattina si riunisce la Commissione pubblico spettacolo e valuterà dal punto di vista dell’agibilità, della praticabilità e della sicurezza per gli spettatori, se lo stadio può continuare ad ospitare le partite del Taranto e, in contemporanea, anche il cantiere dei lavori per la ristrutturazione dell’impianto in vista dei Giochi del Mediterraneo dell’estate 2026. Dalle risposte che darà la commissione, si sono detti ieri mattina in un incontro il sindaco Rinaldo Melucci e il commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese, dipenderà la direzione di marcia. Che prevede appunto la coabitazione tra partite e cantiere, con una prima fase di stralcio, fatta per guadagnare tempo, relativa alla demolizione dell’anello inferiore in quanto inagibile. Nell’immediato verrebbe mantenuta – e quindi risparmiata temporaneamente dalla demolizione – solo la parte di curva nord a ridosso degli spogliatoi. Questo per consentire che i calciatori del Taranto usufruiscano degli spogliatoi giocando allo Iacovone. È chiaro però che se la commissione dovesse esprimere parere contrario all’uso duale della struttura, a quel punto si aprirebbe un altro discorso, a partire dal dover cercare una sede alternativa per il Taranto. Il commissario un piano B lo ha prefigurato, inserendo 2 milioni nel secondo masterplan per lo stadio di Massafra in modo da adeguarlo alle regole dettate dalla Lega Pro. Va detto, comunque, che la ristrutturazione dello Iacovone è stata impostata proprio per il doppio uso e anche per questo i costi del progetto sono saliti molto arrivando a quasi 60 milioni di euro. Melucci e Ferrarese, nel fare un punto generale di situazione, hanno anche visto le azioni da accelerare. Stanno intanto partendo le gare per affidare la progettazione degli impianti previsti nella villa Peripato (tennis 3×3) e nel centro sportivo Magna Grecia (otto campi da tennis e tra questi il centrale), mentre è a buon punto la progettazione dello skatepark alla Salinella. Si è anche parlato del centro nautico che avrà bisogno di corridoi per disputare le gare di canottaggio: 2 chilometri di estensione che in Mar Piccolo vanno dall’ex stazione torpediniere alla pineta Cimino. Dovranno essere chieste delle autorizzazioni per poter realizzare le opere a mare. E alcune autorizzazioni dovrà rilasciarle il Comune, altre, invece, il ministero della Difesa. Sullo stadio del nuoto, invece, il Comune sarà sostituito nel lancio della gara di appalto per la costruzione. Se ne occuperebbe il commissario, che l’accelererebbe, e la bandirebbe la società pubblica Invitalia, che già si sta occupando della validazione del progetto messo a punto da un team di architetti di Prato. Nel pomeriggio Ferrarese ha coordinato un’altra riunione fra tecnici per esaminare la questione del nuovo prezziario regionale delle opere pubbliche che è in vigore dall’1 luglio. È in corso una valutazione per capire come la rivalutazione del costo dei materiali incide sui progetti degli impianti che ora sono da appaltare. Gli aumenti, da un primo esame, non dovrebbero essere importanti, ma in ogni caso la verifica va fatta. Emerso, dal confronto tecnico, che ci sono delle possibilità per agire. Una di queste prevede che si stralci dai progetti una parte dei lavori per poi recuperarla con i soldi che verranno dai ribassi delle gare di appalto (si calcola di poter ricavare almeno un 10 per cento sull’ammontare). Ma c’è anche la possibilità che i progettisti attestino che il prezzo è congruo, visto che i progetti sono stati completati di recente. Soprattutto se si parla di aumento dei costi dei materiali nell’ordine del 3-4 per cento. A proposito del prezziario, nella lettera ai Comuni Ferrarese ha scritto che “un’analisi attenta del progettista circa la congruità dei prezzi edizione 2023 rispetto all’edizione 2024, può portare ad un’attestazione di congruità motivata dei prezzi adottati in progetto rispetto ai prezzi previsti nel prezziario 2024” e su questa base, quindi, “ritenere il progetto adeguato al nuovo prezziario 2024”. Infine, si sta vagliando la possibilità che lo stesso commissario Ferrarese attesti la congruità del prezzo, non per le opere che saranno appaltate dai Comuni, ma per quelle dove lo stesso commissario è soggetto attuatore.














