Ivano Pastore, ex difensore nato a Bari il 2 Dicembre 1970, ha indossato da calciatore la maglia del Taranto per 5 stagioni collezionando ben 105 presenze e mettendo a segno 6 reti, portando per buona parte della sua permanenza in riva allo ionico la fascia da capitano al braccio.
Cosa ne pensi di questo inizio di campionato?
“Partendo dal presupposto che il girone H, credo sia il più difficile di tutta la Serie D, perché vanta compagini come Taranto, Foggia, Cerignola, Bitonto e Casarano. L’inizio è stato abbastanza balbettante per il Foggia che pian piano si è ripreso o per il Casarano che ancora non è entrato in corsa. Per quanto concerne il Taranto, subire due sconfitte casalinghe nelle prime cinque partite non è il massimo, ma in virtù di questo inizio strano di tutte si trovano ancora a ridosso per competere e fare un campionato di vertice.”
Secondo te chi potrebbe essere più influenzato da questi scivoloni iniziali?
“Sicuramente quelle che potrebbero subire maggiormente in negativo questi scivoloni nella gestione dell’anno sono Taranto e Foggia, poiché sono due squadre che hanno un blasone e una tifoseria importante e sappiamo tutti che, in caso di successi sono certamente il dodicesimo uomo in campo, ma quando le cose non vanno bene devi sicuramente avere i giocatori che riescano a sopportare le critiche.”
Da ex calciatore del Taranto ci puoi dire come vanno affrontate ed evitate certe situazioni?
“Adesso è ancora presto, perciò non parlerei di situazioni di difficoltà. Ci sta che si possa inciampare durante un percorso, l’importante è sempre rialzarsi e ricominciare a correre. Per il Taranto credo che più che la prima, la partita di domenica con il Sorrento sia stata una delusione perché tutti si aspettavano, dopo un filotto di vittorie, giocando con una squadra giovane e in casa, l’ennesimo successo. Il campionato è lungo, fare dei processi ora è dannoso per la squadra e per la società.”
I goal subiti dal Taranto sono arrivati per lo più per errori o incomprensioni difensive. Da ex difensore, come pensi si possano risolvere questi svarioni?
“Ci sono sempre 4 under che devono giocare e, facendo un esempio, giocare a Rimini in Serie D e giocare a Taranto in Serie D, sono due cose completamente differenti. Ci vuole l’aiuto dei giocatori esperti per i ragazzi e gli errori si limano soltanto con il lavoro, non esiste migliore medicina.”
Raccontaci di cosa ti occupi attualmente.
“Ho finito un biennio al Milan da scouting all’estero. Volevano rinnovarmi il contratto, ma non c’è stato l’accordo. Ad ora mi sto guardando in giro per fare quello che ho sempre fatto da quando ho smesso di giocare, ovvero il direttore sportivo che è la cosa che più mi piace fare. Sono sempre in giro, mi aggiorno, vedo molte partite di B e C, seguo la Serie D tramite i giornali e gli highlights delle partite il lunedì, per cercare di vedere quanti più giocatori possibile.”
Ti piacerebbe fare il direttore sportivo a Taranto?
“Credo di non averla mai nascosta questa cosa, ho giocato 5 anni a Taranto, sono stato molto bene. È chiaro che fare il direttore sportivo a Taranto per me sarebbe un orgoglio, ho rappresentato la squadra da capitano per tanti anni e poterlo fare da direttore sportivo mi farebbe enorme piacere.”
Simone Pulpito














