Che emozioni prova quando viene nominato il Taranto?
“Ho passato a Taranto 5 anni, forse il periodo più lungo in cui ho giocato in una squadra. Qui mi sono trovato bene, ho lasciato sia tanti compagni di squadra che amici del posto quindi ne parlo sempre volentieri”
Il Taranto ha scelto Danilo Pagni come direttore sportivo, ritiene possa essere una figura importante per ripartire?
“Danilo è un direttore molto preparato. Ha cominciato già da giovane e ha vinto diversi campionati. Abbiamo lavorato insieme al Milan e al Chievo Verona acquisendo anche esperienze internazionali. Credo che abbia il giusto spessore e che anche a Taranto avrà un buon impatto sul popolo rossoblu.”
Il Taranto nonostante un grande organico viene da un anno fallimentare. Lei ha fatto bene nella nostra città. Quali sono le componenti necessarie per vincere?
“Vincere non è mai facile. Sembra una frase scontata ma è la verità perché quando si vuole vincere c’è bisogno che tutte le componenti ovvero stampa, tifosi, società e squadra, remino nella stessa direzione e che al primo intoppo non si distrugga tutto ciò che è stato costruito”
Pagni era nel Gallipoli nel suo anno con il Taranto. Ricorda quella squadra? Ce ne può parlare?
“Era una squadra molto forte. Quell’anno noi vincemmo i play-off mentre loro furono promossi direttamente.
Credo che siamo stati l’unica squadra ad avere con loro scontri duri, leali e molto equilibrati. Nella loro squadra c’era gente come Castillo, Clemente, Raimondi, Cavola, Minadeo; insomma tutti giocatori all’inizio magari sconosciuti ma che poi hanno fatto carriera anche in Serie B o in Serie A”
E di quel Taranto cosa ricorda? Ha ancora contatti con i compagni di squadra dell’epoca?
“Si con molti siamo ancora in contatto, sia dell’anno della C2 che dell’anno della C1, come per esempio Cammarata, De Liguori, Larosa o Dionigi. Avevamo formato un gran gruppo e ci sentiamo spesso anche su una chat di gruppo.”
C’è un gol che porta maggiormente nel cuore realizzato con la maglia rossoblu?
“Sicuramente porto nel cuore quello della finale play-off a Rende nell’anno della C2 nella quale all’andata realizzai la rete del 1-1 e al ritorno segnò De Liguori. Lo porto nel cuore per un motivo preciso perché andai via da Taranto 3 anni prima approdando al Catanzaro perché non riuscimmo ad andare in Serie B nella finalissima contro il Catania e quando tornai dissi che avevamo lasciato in sospeso qualcosa di importante. Il mio rammarico è proprio quello di non esser mai riuscito a portare il Taranto in B né con l’Avellino né con l’Ancona”
Le piacerebbe tornare a Taranto un giorno, magari anche come dirigente?
“Penso che Taranto sia una piazza ambita da tutti, infatti proprio l’arrivo di Pagni dimostra come Taranto sia appetibile come piazza sotto tutti i punti di vista. È chiaro che farebbe piacere a chiunque farne parte e io, essendoci già stato, sarei ancora più favorevole a tornare, ma ad oggi c’è un professionista molto serio e che credo si farà valere.”
Marco Mannino












