L’ipotesi di accorpare la Direzione provinciale di Poste Italiane di Taranto a quella di Brindisi scatena la dura presa di posizione di Vietri, esponente di Fratelli d’Italia, che definisce la scelta «profondamente sbagliata» e chiede all’azienda di fermare il progetto, aprendo un confronto con il territorio e con le organizzazioni sindacali.
Secondo Vietri, la decisione sarebbe stata assunta senza alcuna interlocuzione con le realtà locali, nonostante la Direzione di Taranto rappresenti un punto di riferimento fondamentale per l’intera provincia.
«Apprendiamo con preoccupazione la decisione di Poste Italiane di accorpare la Direzione di Taranto a quella di Brindisi, una scelta che riteniamo profondamente sbagliata, assunta senza un confronto con il territorio», afferma.
L’esponente di Fratelli d’Italia evidenzia come la struttura tarantina coordini un territorio particolarmente esteso e complesso, gestendo gli uffici postali dell’intera provincia, compresi centri importanti come Ginosa, Castellaneta, Laterza, Manduria e numerosi altri comuni.
«Taranto non è una sede marginale; al contrario, la Direzione jonica gestisce un bacino vastissimo e complesso, più grande di quello di Brindisi. Dal punto di vista logistico, molti comuni risulterebbero molto più difficili da amministrare da Brindisi. È quindi lecito chiedersi quali siano le reali valutazioni organizzative alla base di tale determinazione, che appare in evidente contrasto con gli interessi di un intero territorio», sottolinea.
Tra gli aspetti che destano maggiore preoccupazione vi sono anche le possibili conseguenze occupazionali. Secondo Vietri, l’accorpamento potrebbe comportare trasferimenti di personale e un progressivo depotenziamento della sede tarantina.
«A questo si aggiunge la forte preoccupazione per il futuro dei lavoratori; infatti questo accorpamento avrà inevitabili conseguenze sul personale, come trasferimenti, vista l’intenzione di svuotare la sede tarantina», evidenzia.
Nel suo intervento viene inoltre richiamato il valore storico e simbolico del Palazzo delle Poste e Telegrafi di Taranto, edificio monumentale che da sempre ospita la Direzione cittadina.
«Non meno importante è il valore storico e simbolico del Palazzo delle Poste e Telegrafi di Taranto, che rappresenta un pezzo della storia della nostra comunità. Indebolire questa sede significherebbe cancellare un presidio storico di Poste Italiane», aggiunge.
Per questo motivo Vietri rivolge un appello ai vertici regionali e nazionali dell’azienda affinché venga sospesa la riorganizzazione e sia aperto un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali della provincia di Taranto.
«Chiediamo ai vertici regionali e nazionali di Poste Italiane di sospendere questa soluzione e di aprire immediatamente un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali della provincia di Taranto, affinché sia scongiurata questa ipotesi di accorpamento».
Infine, il rappresentante di Fratelli d’Italia annuncia che, in assenza di un ripensamento, verranno attivati tutti gli strumenti istituzionali disponibili, coinvolgendo anche il Ministero competente per acquisire gli atti della riorganizzazione e verificare le motivazioni che hanno portato a questa scelta.
«Qualora ciò non avvenisse – conclude – utilizzeremo tutti gli strumenti istituzionali a nostra disposizione, anche attraverso l’interessamento del Ministero competente, per verificare quali criteri di efficienza, produttività e organizzazione possano giustificare una scelta che, allo stato, appare incomprensibile e fortemente penalizzante per Taranto. Non possiamo consentire che Poste Italiane sottragga funzioni strategiche a un territorio che, invece, ha bisogno di essere rafforzato e valorizzato».














