Come ha vissuto questo periodo legato al Covid-19?
Questo periodo è stato molto difficile e inaspettato per tutti. Ognuno ha dovuto adattarsi alla situazione e tutto il resto veniva in secondo piano. Mi sono allenato a casa e all’inizio, quando non c’era ancora il divieto, sono andato qualche volta a mare.
Le è dispiaciuto non tornare a giocare?
Mi è dispiaciuto perché con il Cerignola stavamo facendo una rimonta importante, eravamo a – 6 dal primo posto ed avevamo vinto lo scontro diretto con il Bitonto. Mancavano 8 partite e avevamo tutte le carte in regola per poter puntare alla vetta, poi c’è stato questo stop forzato che ha fermato tutto il calcio.
Le decisioni della LND sono state le più giuste?
Era giusto fermarsi, prendere delle precauzioni e soprattutto non sottovalutare la situazione. Quindi credo che la LND abbia fatto il massimo per ciò che poteva fare. Per quanto riguarda la ripartenza dei campionati onestamente non sono aggiornato su tutto anche perché le notizie cambiano di settimana in settimana, credo che si riparta a Settembre ma sarà importante capire come.
Il Bitonto ha meritato la vittoria?
Secondo me il Bitonto si è dimostrata una squadra con una forte ossatura e con un buon equilibrio. Fin dall’inizio ha avuto una continuità di risultati e quindi è giusto che abbia raggiunto il suo obiettivo. Nonostante tutto però anche noi avevamo accorciato le distanze e avevamo vinto lo scontro diretto con loro quindi c’era comunque speranza di poter recuperare, ma si può dire che alla fine dal virus sia dipeso tutto.
Come giudica il suo campionato?
Con il Cerignola ad inizio anno i risultati non sono arrivati, avevamo un allenatore come Alessandro Potenza che era molto preparato; tuttavia mancava qualcosa a livello umano. Con l’arrivo di Feola nel gruppo c’è stata più serenità, inoltre con calciatori di categoria superiore come Sansone, Longhi e Rodriguez l’ossatura della squadra era sicuramente ottima. Dopo abbiamo cominciato ad ottenere molte vittorie dimostrando di essere una delle squadre migliori del campionato.
Quale sarà il suo futuro? Ci sono stati dei contatti?
Ancora non ho avuto modo di affrontare la questione, aspetto comunque una chiamata del Cerignola nonostante il cambio di società. Ho ricevuto qualche chiamata ma nulla di concreto, più che altro si è parlato di ciò che è successo e di ciò che avverrà. Siamo ancora un pò tutti fermi dopo la situazione del Coronavirus. Dopo il periodo di stop bisogna ripartire gradualmente, perché dopo essere stati tanto tempo senza allenarsi insieme si rischiano infortuni.
Che ricordi ha del suo periodo a Taranto?
Taranto per me è stata una parentesi fantastica. Arrivai a Novembre con il nuovo presidente Massimo Giove che stimo molto sia come persona che come presidente ed imprenditore. La situazione non era delle migliori ma con l’arrivo di Cazzarò facemmo una grande risalita e arrivammo in finale play-off poi persa contro la Cavese. Fu comunque un campionato stratosferico e il pubblico di Taranto si è dimostrato uno dei migliori in Italia. Giocare a Taranto non è per tutti perché non è la stessa cosa che giocarci contro. Siamo stati bravi ad avere continuità e per questo il pubblico ci trascinava, ma in finale play-off, dopo una grande rimonta in campionato, siamo arrivati molto stanchi; però quel gruppo era molto forte, fatto non solo da calciatori ma anche da uomini.
Cosa non ha funzionato nel Taranto secondo lei?
Purtroppo sono anni che il Taranto cerca di raggiungere un obiettivo senza riuscirci. Secondo me il pubblico dovrebbe avere un pò più di tolleranza e pazienza e capire che un calciatore più è sereno e meglio fa in campo. È giustissimo che si pretenda in una città come Taranto ma secondo me con un pò di serenità in più si riuscirebbe a vincere.
Il Taranto riparte da Pagni. Scelta giusta?
Me ne hanno parlato, ma io non conosco personalmente Pagni. Comunque sia il campo parlerà e non saprei dire se è stata una scelta giusta o no. So solo che Taranto ha bisogno di uomini prima che di calciatori e quindi non posso sbilanciarmi. Faccio un augurio al presidente e alla città di Taranto perché rimarranno sempre nel mio cuore.
Marco Mannino













