Il dibattito sulla sanità ionica si arricchisce di un nuovo intervento politico. A esprimere forte preoccupazione per la riduzione delle risorse destinate alle attività aggiuntive della ASL Taranto è il consigliere provinciale dell’UDC, Emiliano Messina, che contesta la definizione di “riequilibrio economico e finanziario” utilizzata dall’azienda sanitaria.
Secondo Messina, la riduzione di circa 4 milioni di euro rappresenta a tutti gli effetti un taglio ai fondi necessari per garantire le prestazioni sanitarie ai cittadini della provincia.
«Credo sia arrivato il momento di smetterla di giocare con le parole e di prendere in giro i cittadini. Ridurre di ben 4 milioni di euro le risorse destinate alle attività aggiuntive non può essere banalmente definito un riequilibrio: è, a tutti gli effetti, un taglio ai fondi indispensabili per garantire le cure ai cittadini della provincia di Taranto», afferma il consigliere.
Per l’esponente dell’UDC, gli effetti della misura rischiano di aggravare una situazione già resa complessa dalla cronica carenza di personale sanitario.
«Questa decurtazione, unita alla cronica carenza di personale sanitario, produrrà inevitabilmente conseguenze gravissime sulla qualità dell’assistenza e sul numero delle prestazioni erogabili. Sarà infatti sempre più difficile garantire la copertura dei turni all’interno dei reparti e dei servizi, con il conseguente ulteriore allungamento delle liste d’attesa», sostiene Messina.
Il consigliere richiama inoltre il rischio di un ridimensionamento dei servizi sanitari sul territorio, evocando scenari già vissuti dalla provincia ionica.
«A ciò si aggiunge il concreto rischio di compromettere la piena operatività di servizi e reparti, determinando la riduzione di alcune attività sanitarie e, nei casi più gravi, l’accorpamento o addirittura la chiusura di alcune strutture. Non si tratta di allarmismo né di fantasia: è uno scenario che il nostro territorio ha già conosciuto con la chiusura degli ospedali di Mottola e Massafra, con il ridimensionamento degli ospedali San Giuseppe Moscati e di Grottaglie e con la soppressione del secondo Pronto Soccorso di Taranto», evidenzia.
Messina interviene anche sul Piano operativo sanitario 2026-2029 predisposto dalla Regione Puglia, ricordando che l’assessore regionale Donato Pentassuglia ha depositato una bozza del documento presso i ministeri della Salute e dell’Economia per affrontare il deficit sanitario regionale, superiore ai 350 milioni di euro.
Secondo il consigliere, è necessario conoscere i contenuti del piano e avviare un confronto con il territorio prima dell’adozione delle misure previste.
«Ritengo indispensabile che la Regione Puglia apra immediatamente un confronto con tutte le istituzioni e con tutte le forze politiche del territorio, affinché le scelte che riguardano la sanità jonica siano condivise e trasparenti», dichiara.
In conclusione, Messina ribadisce la necessità di rafforzare il sistema sanitario provinciale, ricordando le difficoltà che il territorio affronta anche sotto il profilo ambientale.
«Taranto ha già pagato un prezzo altissimo nel corso degli anni ed è stata penalizzata sotto molti aspetti rispetto ad altre province pugliesi. I cittadini tarantini non possono essere considerati semplici numeri né essere chiamati ancora una volta a sopportare il peso di decisioni che incidono sul loro diritto alla salute. Per tutte queste ragioni non accetteremo ulteriori scelte che possano impoverire ancora il nostro territorio e indebolire un sistema sanitario che ha invece bisogno di essere rafforzato, non smantellato», conclude il consigliere provinciale dell’UDC.














