«La situazione dell’integrazione scolastica per gli alunni con disabilità è diventata ormai insostenibile per i Comuni italiani. Non possiamo più assistere al silenzio delle istituzioni centrali, mentre gli enti locali, spesso privi di risorse adeguate, si fanno carico da soli di un servizio fondamentale per garantire il diritto allo studio e l’inclusione», afferma il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, firmatario di un’interrogazione a risposta scritta indirizzata ai Ministri dell’Istruzione e del Merito e del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Turco ricorda come la legge 104 del 1992 stabilisca l’obbligo di assistenza scolastica per gli alunni con disabilità certificati, ma sottolinea come nella realtà la situazione sia profondamente iniqua. I Comuni si trovano infatti a dover garantire un servizio aggiuntivo e indispensabile, con costi che in molti territori superano i 3 milioni di euro l’anno, mentre i contributi statali non arrivano nemmeno a coprire un quinto di questa somma.
Nonostante il nuovo contratto del personale scolastico assegni sulla carta alcuni compiti al personale ATA, nei fatti il carico economico ricade ancora in larga parte sui bilanci degli enti locali. Questo squilibrio produce paradossi sia etici che funzionali: nei casi più gravi l’assistenza è obbligatoria, anche se le possibilità di recupero sono limitate; nei casi meno gravi ma con maggiori prospettive di miglioramento, invece, tutto dipende dalla disponibilità economica dei Comuni. Una disparità inaccettabile che mina l’uguaglianza sostanziale e il diritto all’istruzione sanciti dalla Costituzione.
Per questo, attraverso l’interrogazione, Turco chiede al Governo se sia consapevole delle crescenti difficoltà che gli enti locali affrontano nel sostenere l’integrazione scolastica e se intenda autorizzare l’uso dei nuovi Programmi Operativi Complementari (POC) per coprire i costi del servizio, come già avvenuto con il Fondo Povertà. Inoltre, sollecita l’istituzione di un fondo strutturale, vincolato e cofinanziato da Stato e Regioni, che possa garantire servizi uniformi su tutto il territorio nazionale.
Nell’attesa di riforme strutturali, Turco invita a un aumento immediato del contributo statale, calcolato su parametri oggettivi quali il numero di studenti certificati e la gravità dei casi. «L’inclusione scolastica non può dipendere dal CAP di residenza — conclude —. Se vogliamo una scuola davvero pubblica, equa e accessibile, dobbiamo fornire ai Comuni gli strumenti necessari per non fallire. Il Governo non può continuare a voltarsi dall’altra parte».













