di Fabrizio Di Leo
Gianpaolo Amatori, sessantaquattro anni, da Brindisi, lo scorso gennaio arrivò sulla panchina della Nuovi Orizzonti Dinamo Taranto dopo l’addio del precedente coach, il tarantino Caricasole. Arrivato in una grigia serata, nel post Epifania, catapultato dalla sua Città natale, volle, nella prima settimana cercare di conoscere le atlete della Dinamo che dovettero iniziare a conoscere il nuovo traghettatore della nave ionica, in lotta per tentare, nelle ultime giornate della prima fase, l’approccio al cosiddetto Girone Gold, quello utile alla formazione della griglia play off per l’A2. A Marigliano nulla poté contro la rodata formazione partenopea e, dopo l’esito infausto di quel match, sembrava che non ci fosse un orizzonte con bagliori di luce, indicanti la speranza di controbattere ad una stagione, fino ad allora, costellata da tanti contrattempi, quasi fosse un segno del destino. La seconda settimana di guida tecnica veniva assorbita abbastanza bene dal roster ionico, tanto che l’applicazione ai dettami indicati dal tecnico, calatosi alla stregua di un insegnante, portava il brillante risultato di superare l’ostacolo del sempre pericoloso Campobasso, enigmatico avversario per il rebus del roster esibito, dalle molisane, di volta in volta. Fallito, il primo match, nell’immediata vigilia dell’Epifania, con la sconfitta casalinga e dolorosa, costata l’addio del precedente coach, il secondo jolly risultava il recupero di Battipaglia, curato scrupolosamente da Amatori, ma l’atteso confronto, infrasettimanale, nonostante la preparazione certosina e la grande dedizione da parte del gruppo, non portava l’esito sperato, con un parziale black outt, nel quarto finale che condannava la Dinamo al Girone Silver, in palio la permanenza in serie B. Le due settimane di sosta, primo dell’inizio di questa seconda fase, sono state la pietra miliare, la classica svolta alla stagione perché il roster, quasi come folgorato da una scossa, facesse enormi progressi con la guida tecnica del coach adriatico, anche per alcuni accorgimenti tattici apportati ed il cambio di ruolo di un’atleta. Da Rende, primo match della seconda fase in poi, il ricompattamento del gruppo, attento alle nuove direttive tecniche con l’utilizzo dell’ucraina Smaliuk nel ruolo di play, nonché uno stato di forma abbastanza accettabile anche dal punto di visto nervoso, permetteva alla Dinamo un filotto di quattro vittorie consecutive, con l’exploit a Bari, nel match con la più accreditata antagonista per il primo posto in classifica, valevole per la permanenza in serie B senza passare dagli insidiosi e paludosi play out. La sconfitta di Trani, formazione in ascesa in quel momento, avrebbe potuto far riaffiorare fantasmi del recente passato, invece, proprio alla vigilia del match, derby casalingo di ritorno con il Bari, il tecnico, oltre a provare e riprovare giochi e schemi utili ad affrontare l’ostico avversario, fungeva da motivatore e questo serviva a smuovere l’animo del roster che proprio nel confronto decisivo con le adriatiche, dopo un inizio terrificante, trovava quella spinta e compattezza di gruppo, quello spirito di appartenenza alla stessa maglia, quell’aiutarsi vicendevolmente e sostenersi, caratteristiche che esplodevano e permettevano, al termine della sfida di poter gioire e vedere le lacrime rigare i volti di tutti i protagonisti di questa stagione molto, ma molto difficile, disputata tra tanti contrattempi e traversie. Grazie ragazze, pubblico caloroso ed appassionato del Pala Mazzola, staff tecnico e dirigenziale, ma soprattutto un enorme ringraziamento a coach Gianpaolo Amatori che, arrivato in punta di piedi, in una serata di inizio gennaio, quasi fosse il Messia, il predestinato, rimboccandosi le maniche, consapevole delle difficoltà e del livello morale dell’ambiente ionico, ha avuto merito di ricompattare il gruppo facendo ripartire il motore della Dinamo e condurlo, non senza un pizzico di patos, al traguardo del 15 marzo, ovvero l’arrivederci alla serie B. Grazie di tutto coach, ti ricorderemo per il tuo garbo, la tua dedizione, la tua passione, il tuo orgoglio nel guidare questo gruppo, l’attaccamento ai colori sociali. Ad maiora semper!













