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Taranto-Monterosi Tuscia 1-0, la fotogallery

Serie C/C, colpo interno del Taranto contro il Monterosi Tuscia. Seconda vittoria consecutiva

Decisivo Tommasini alla terza rete in campionato. Nella lotta al vertice, monopolizzata dal Catanzaro, proprio la capolista, nel posticipo si accontenta del pareggio allo Zaccheria

Il 18° turno di campionato è apparso alquanto sonnolento. Nella lotta al vertice, monopolizzata dal Catanzaro, proprio la capolista, nel posticipo si accontentava del pareggio allo Zaccheria, in un match con scarse emozioni ed il risultato ad occhiali lo confermava. Il Crotone, inaspettatamente, domenica, si inceppava contro la Gelbison che per la maggior parte dell’incontro rimaneva in vantaggio, poi, i pitagorici, una volta raggiunta la parità non riuscivano a vincere la gara. Il Pescara dopo le tre delusioni, mortificanti (ultima lo stop bruciante contro il Taranto), a Monopoli, passava con giustezza, annichilendo nella prima di parte del match gli adriatici (alla seconda sconfitta consecutiva interna), quindi dopo aver ridotto il vantaggio, lo amministravano ed accorciavano sia sul Catanzaro (in modo platonico) e sul Crotone, in modo concreto e rimettendo in gioco la seconda posizione, nella corsa a due con i pitagorici. Alle spalle del treno di vertice, lotta senza quartiere del plotone impegnato nella formazione della griglia play off, attualmente ancora confusa, per la fluidità dei risultati, sempre incerti tra le competitors. La Juve Stabia sfruttava il turno casalingo superando nettamente l’Acr Messina, e facendo un deciso passo vanti nella lotta al quarto posto. La debolezza dei peloritani autorizzava gli stabiesi a comandare per tutto il match ed issarsi , in solitaria al quarto posto. Intanto, la sorpresa Giugliano, ora forse non più, a Potenza, recuperava una gara che pareva persa, poi il pareggio conquistato in extremis, permetteva ai napoletani di piazzarsi in quinta posizione. Alle spalle dei partenopei, un terzetto si componeva tra luci ed ombre. Il Cerignola, con una sconfitta di misura, a Latina, si fermava e veniva raggiunta sia dai neroazzurri che dal Picerno, spietato in casa contro una Virtus Francavilla sempre più in difficoltà. L’Avellino, in casa, non si faceva sfuggire l’occasione di conquistare i tre punti contro una Fidelis Andria che, una volta passata in svantaggio, non riusciva a trovare la rete del pareggio e la situazione dei federiciani, appariva sempre più critica. Detto della Gelbison e la sua impresa di fermare il Crotone, a domicilio, il Taranto di Capuano, riusciva a superare il Monterosi in casa, in uno scontro diretto con valore dei punti (tre) di altissima importanza. La Viterbese, al Ricchi, non sfruttava la possibilità, in questo scontro diretto della zona play out, di battere la Turris, a sua volta contestata dai supporters al seguito. Il pareggio finale era il sigillo della scontentezza su entrambi i fronti, per un punto che non lasciava grandi speranze per un’inversione di tendenza che, al momento, non può che condurre sulla strada verso la serie D e, mai come in questo momento, la sessione invernale del calcio mercato (per i professionisti), apertura il prossimo 2 gennaio 2023, dovrebbe essere benefica per molte compagini.

FOGGIA – CATANZARO: il Foggia di mister Gallo ospitava allo Stadio Zaccheria il Catanzaro capolista. Per l’occasione lo stadio foggiano era vuoto, partita a porte chiuse e diretta Rai. Nella prima frazione di gioco regnava l’equilibrio, con le due squadre che si studiavano e che cercavano l’errore avversario per punire e passare in vantaggio. Al doppio fischio del Sig. Giordano si andava negli spogliatoi sul risultato di 0-0. Nella seconda frazione di gioco il Foggia provava a schiacciare sull’acceleratore con Schenetti che ad inizio ripresa, quando il cronometro segnava 50′ spediva la palla alta a pochi metri dalla porta. Un paio di occasioni capitavano sui piedi di Garattoni, il terzino sfortunato era costretto a calciare con il sinistro, spedendo la palla fuori. Nel Catanzaro l’attacco atomico non pungeva e Vivarini al 70′ era costretto al cambio: fuori Biasci dentro Curcio. Era proprio il 21 giallorosso a sfiorare il gol, sul suo tiro c’era Nobile che alzava un muro. Nei minuti finali per il Foggia segnava Frigerio ma l’arbitro annullava il gol per uno scontro in area tra Brighenti e Fulignati. Peccato, era gol regolare. Al triplice fischio i rossoneri portavano a casa un prezioso pareggio.

CROTONE – GELBISON: terminava in parità (1-1) la sfida tra Crotone e Gelbison valida per la 18esima giornata del campionato di Serie C. Grande impresa dei cilentani che in vantaggio con Fornito si facevano raggiungere da Chiricò, ma poi resistevano e portavano a casa il pari dopo essere rimasti in dieci uomini per l’espulsione di Cargnelutti. Un punto che muoveva la classifica e che confermava i vallesi in zona playoff. Mister De Sanzo riconfermava Sane al fianco di De Sena in attacco e a centrocampo sull’out destro metteva Foresta e inseriva Nunziante che ritornava dalla squalifica. Il Crotone si gettava subito in avanti alla ricerca del vantaggio ma la Gelbison teneva bene il campo. La prima vera occasione per i rossoblù di casa arrivava quindi al 16′ con Petriccione che tirava da fuori area ma trovava la respinta di un attento D’Agostino. La Gelbison si faceva vedere al 20′ con Fornito che ci provava dalla distanza ma la sua conclusione deviata era preda di Dini. Poco prima della mezz’ora era Sane a farsi vedere con una botta dalla distanza ma la palla si spegneva di poco alta sulla traversa con Dini proteso in tuffo ma superato dalla sfera che terminava fuori. I locali rispondevano tra il 33′ e il 35′ prima con con un sinistro di Chiricò che terminava alto e poi con un colpo di testa di Golemic che finiva di poco a lato. Trascorrevano altri tre minuti e Chiricò provava a sbloccare il match con una girata a volo dal limite dell’area che si spegneva di poco a lato. Era l’ultima occasione del primo tempo che terminava 0 a 0. Il Crotone partiva, nella ripresa, subito forte con Tribuzi che entrava in area e calciava ma D’Agostino respingeva in corner. Ma la Gelbison pian piano prendeva campo e al 51′ Foresta ci provava di testa ma il pallone era una telefonata per Dini che però nulla poteva un minuto più tardi sullo splendido tiro da fuori area di Fornito che con un sinistro chirurgico lo trafiggeva per l’1-0 dei vallesi. La reazione del Crotone si materializzava al 63′ con Petriccione che che ci provava ma non riusciva a tener basso il pallone. Il Crotone però insisteva alla ricerca del pari e lo trovava al 71′ con Chiricò: lancio con i giri giusti di Golemic per il controllo perfetto dell’attaccante che davanti a D’Agostino non sbagliava. Al 77′ la Gelbison restava in dieci uomini per l’espulsione di Cargnelutti per doppia ammonizione e Chiricò al 79′ provava a raddoppiare per i calabresi ma la punizione dal limite finiva contro la barriera. All’86’ è Golemic che deviava di testa un cross di Chiricò ma D’Agostino si salvava in corner. Era l’ultima occasione prima del triplice fischio che regalava un punto d’oro ai vallesi.
MONOPOLI – PESCARA: dopo 3 sconfitte consecutive, il Pescara torna a vincere a Monopoli e prosegue la corsa per i play-off. Pescara in vantaggio già al 2’: sfondava Desogus sulla sinistra, traversone rasoterra a tagliare l’area piccola, la difesa lasciava filtrare, sul secondo palo arrivava Vergani per il tap-in vincente. 0-1. Avvio furente dei biancazzurri, che sfioravano il raddoppio dopo altri 3 minuti: Mora stoppava la ripartenza pugliese dopo un corner e sparava dal limite, mancando la porta di un soffio. Il Monopoli non restava a subire il ritmo alto degli ospiti e si facevano sotto al 20’: Fella arrivava in corsa in area piccola sul filtrante di Manzari, trovava la girata in corsa ma veniva murato da Boben in scivolata. I biancoverdi ci riprovavano alla mezzora: faceva tutto solo Bussaglia, partiva dalla metà campo, arrivava al tunnel in area ma arrivava corto sulla palla per il tiro, e Brosco rintuzzava ancora. Le speranze di pareggio pugliese venivano spente al 37’: lancio chilometrico di Brosco, Desogus raccoglieva sulla sinistra dell’area, si accentrava in doppio passo, seminava un avversario e scagliava in rete un diagonale imprendibile per Vettorel. 0-2. Desogus scatenato anche in fase di assist: al 41’ riceveva e restituiva ad Aloi che la mandava alta tirando di prima intenzione. Il primo tempo del Pescara si chiudeva, cinico, con 2 occasioni finalizzate sulle 3 raccolte. La ripresa stentava a decollare, mentre volava altissimo il tiro di Starita al 62’, che alzava troppo il baricentro del corpo dopo aver resistito al contrasto di Mora. Ritmi decisamente più blandi, con il Delfino che gestiva senza scoprirsi troppo. L’unica preoccupazione per Colombo era l’infortunio di Plizzari all’78’, che ricadeva male dopo un intervento alto su punizione ed usciva in barella con la spalla dolorante. Attaccava solo a sprazzi il Pescara: si aspettava l’83’ per vedere Cuppone tuffarsi sul limite per incornare sul cross di Cuppone, mandando la palla sopra la traversa biancoverde. Forse troppa sufficienza per gli abruzzesi, che all’87’ permettevano al Monopoli di accorciare: cross lungo in area Pescara di Vitteriti, Brosco non riusciva a controllare né a spazzare, la palla restava vagante e la raccoglieva Vassallo per gettarla rapidamente in fondo al sacco. 1-2. Ben 8 i minuti di recupero ma non bastavano alla squadra di Pancaro: il Pescara amministrava in attacco, soprattutto dopo l’ingresso di Kolaj e si portava a casa i 3 punti. Cinico nel primo, ordinato e attento, ad eccezione dell’occasione del goal subito, il Pescara ritrovava una condizione fisica, tecnica e mentale convincente: quello di cui aveva assolutamente bisogno per smorzare un’aria di crisi che si stava facendo ben pesante.

JUVE STABIA – ACR MESSINA: dopo la brutta prestazione contro il Picerno, il Messina partiva alla volta di Castellammare di Stabia per affrontare allo stadio “Romeo Menti” la Juve Stabia, squadra che vantava la seconda miglior difesa del campionato; il Messina invece attraversava un momento difficile e veniva da tre sconfitte consecutive e si trovava in ultima posizione con soli 11 punti. La prima occasione del match ce l’aveva il Messina al 6’: Pandolfini perdeva palla e favoriva il contropiede per i siciliani con Trasciani che arrivava al limite dell’area di rigore, si accentrava e provava con il destro ma il portiere si allungava e parava. Dopo un inizio in cui il Messina cercava di essere più propositivo arrivava il gol dei campani all’11’: corner dalla destra battuto da Silipo per Maggioni che lasciato solo al centro dell’area colpiva la palla e la mandava in rete. Al 21’ errore di Versienti che perdeva palla a favore di Silipo: l’esterno entrava in area e metteva palla al centro per Zigoni che però non inquadrava lo specchio della porta. Nella prima mezz’ora, la Juve Stabia era in pieno controllo del gioco e concedeva poco ai giallorossi. Al 33’ arrivava il raddoppio campano: il Messina perdeva malamente palla a centrocampo, Zigoni serviva Pandolfi che partiva sulla fascia sinistra; la palla arrivava a Silipo che riusciva a battere Lewandowski. Non c’era pace per il Messina che cinque minuti più tardi subiva il 3 a 0: azione da manuale per i gialloblu che, con un ottimo fraseggio, facevano avere palla a Berardocco al limite, tocco sotto per servire Ricci che tirava e segnava. Si chiudeva così un primo tempo dove il Messina non poteva niente; la Juve Stabia giocava in maniera esemplare meritando nettamente il vantaggio. La seconda frazione di gara si apriva con la Juve Stabia che andava vicinissimo a fare poker: Silipo serviva in area Pandolfi, ma il tuo tiro non inquadrava la porta. Al 50’ però il Messina aveva una grossa occasione per riaprire la partita: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la palla colpiva la traversa e poi, sulla ribattuta si scatenava una mischia furibonda in area con Barosi che bloccava il pallone sulla linea. Intorno al primo quarto d’ora del secondo tempo, i tifosi del Messina, accorsi per sostenere la squadra, abbandonavano gli spalti in segno di contestazione; grande amarezza per tutti visto il risultato, ma i tifosi stabiesi in segno di solidarietà intonavano un coro di supporto ai giallorossi: “Dai Messina non mollare”. Al 24’ altra occasione per Zigoni che servito con un ottimo cross da Mignanelli al limite si coordinava bene al volo, ma Lewandowski respingeva in calcio d’angolo. Quando mancavano quindici minuti alla fine del match, la Juve Stabia sembrava in pieno controllo della palla e tenevano i giallorossi nella propria metà campo. Al 42’ il solito Zigoni ci provava di testa su cross di Dell’Orfanello, ma la sua conclusione non portava a nulla. Dopo tre minuti di recupero, assegnati dall’arbitro, si chiudeva la gara: per la Juve Stabia si trattava della seconda vittoria di fila e consolidava così il quarto posto in solitaria. Per il Messina purtroppo aumentava a quatto la striscia di sconfitte consecutive e restava sempre più ultima a quota 11 punti, senza aver raccolto nemmeno un punto in trasferta durante questo girone d’andata.

POTENZA – GIUGLIANO: il successo contro il Foggia, la setimana scorsa, aveva riportato fiducia e rimosso le due sconfitte consecutive, il Giugliano aveva ripreso quota in classifica e si preparava al diciottesimo turno del Girone C di Serie C. La squadra di Raffaele Di Napoli, dopo una settimana di lavoro, affrontava il Potenza allo Stadio Alfredo Viviani. Un impegno da non sottovalutare per la brigata gialloblù, davanti c’era una compagine sempre insidiosa e pronta a costruire la salvezza tra le mura amiche. Buon approccio al match per i padroni di casa che provavano ad insidiare la difesa ospite. I Tigrotti cercavano di ribattere, ma a passare in vantaggio era la compagine rossoblù con il sussulto vincente di Gyamfi dopo dodici giri di lancette. I napoletani cercavano di scuotersi e creare opportunità dalle parti di Gasperini, ma i locali tenevano bene il campo e non concedevano varchi concreti agli avversari. La brigata di Di Napoli provava ad affidarsi alle giocate lunghe per Rizzo e Salvemini, ma la difesa di Raffaele faceva buona guardia. All’intervallo resisteva il minimo vantaggio del Potenza, firmato da Gyamfi al 12’: il Giugliano era protagonista di una prestazione incolore. Nel secondo tempo, lo spartito non cambiava e il Potenza controllava e amministrava: il Giugliano, invece, trovava difficoltà nell’imporsi in fase offensiva: da segnalare una girata di Salvemini e un colpo di testa di Biasiol. Team di Raffaele pericoloso con Girasole nella seconda parte della ripresa. Il tempo scivolava via sul cronometro del direttore di gara, i Tigrotti non riuscivano a riequilibrare il risultato. Serviva un sussulto, nei secondi precedenti al triplice fischio, a regalare un pareggio insperato ai gialloblù. Ci pensava il solito Gladestony a trovare l’1-1 con un piazzato al 96’, evitando quindi una sconfitta pesante ai suoi. Il Giugliano strappava un punto prezioso contro il Potenza e ritornava a far punti in trasferta.

AZ PICERNO – VIRTUS FRANCAVILLA: terza vittoria consecutiva, settimo risultato utile consecutivo, il Picerno di mister Longo vinceva e convinceva con il Francavilla. Ci pensava prima Diop e poi il capitano Esposito, nella ripresa Macca accorciava le distanze. Al 15′ pt Picerno vicino al vantaggio, Dettori per Esposito, il capitano si allargava con il sinistro, la sua conclusione si stampava sul palo, si salvava il Francavilla. Il goal era nell’aria e arrivava al 25′ pt su una pennellata di Dettori, Diop di testa trovava la rete del vantaggio per il Picerno. La risposta del Francavilla arrivava qualche minuto dopo sulla conclusione di Maiorino, dopo una cavalcata di 30 mt. Era il Picerno a fare la gara e a trovare il raddoppio ci pensava il capitano Esposito al 42′ pt, errore difensivo di Macca, Esposito recuperava palla, saltava Miceli, e di piatto superava Avella per il 2-0 dei padroni di casa. La ripresa si apriva con la rete del Francavilla che al 12′ st, Macca servito da Patierno trovava di piatto il 2-1. Gara equilibrata, che veniva spezzata da uno scatenato Diop, servito da Kouda, entrato nella ripresa, saltava Cardoselli, palla in mezzo per D’Angelo, che da due passi calciava sul palo, Picerno vicina alla terza rete. Nel finale Macca ci provava ancora dalla distanza, il suo destro terminava a lato.

LATINA – AUDACE CERIGNOLA: una sconfitta difficile da digerire per l’Audace Cerignola a Latina, condannato dalla rete di Riccardi giunta appena al secondo minuto: sfida dominata in lungo e in largo con numerosissime palle gol create, ma non concretizzate e, alla fine, il calcio è spietato. Pazienza tornava al 3-5-2, in virtù dei rientri di Capomaggio e Blondett in difesa: in avanti Malcore era affiancato da Neglia. Schema identico per Di Donato, che proponeva la novità Cardinali in porta e schierava in avanti il tandem Carletti-Fabrizi. Nemmeno un doppio giro di lancette e i locali passavano: Cardinali favoriva la corsa di Carissoni sulla sinistra, cross a trovare Riccardi libero da marcature che insaccava di testa, col Latina a segno dopo cinque gare. Rabbiosa la reazione di un Cerignola colpito a freddo, in dieci minuti molteplici le occasioni annotate sul taccuino. Si partiva con Neglia imbeccato da Russo, conclusione contrata in angolo: sul tiro dalla bandierina, Cardinali sbarrava la strada a Coccia (10′). Ancora l’esterno ex Potenza si involava in area, tiro deviato in corner da Giorgini: il portiere laziale concedeva ancora l’angolo sul colpo di testa di Capomaggio. Tentativo in acrobazia fuori misura di Tascone, un attivissimo Neglia provava da lontano, Cardinali c’era. Quasi alle corde, il Latina non riusciva ad alzare il baricentro, anche e soprattutto a causa del coordinato e intenso pressing cerignolano: bella la manovra al 35′, quando Sainz-Maza sventagliava per Coccia e da questi a Malcore, il bomber però non inquadrava il bersaglio dal limite. Poco prima dell’intervallo, sugli sviluppi di un angolo, Giorgini in controbalzo chiamava alla parata centrale Saracco. In avvio di ripresa l’Audace correva un altro rischio su una buona ripartenza pontina: Carletti calciava male e sbilanciato, vanificando la chance. Pazienza gettava nella mischia D’Andrea e Achik, aumentando il potenziale in prima linea e passando al 4-3-3. Ricominciava così il fioccare di opportunità, Cardinali reattivo sul tentativo di un ancora una volta ottimo Capomaggio e a seguire su Malcore. Al 63′ Malcore recuperava un possesso sulla trequarti e serviva il vicino Langella, palla larga. Lo stesso centrocampista ex Monopoli un giro di lancette più tardi indirizzava fuori sul secondo palo la sponda dell’altro subentrato D’Andrea su angolo di Achik. Il segno che fosse una partita non molto felice quando il cronometro segnava il 68′: traversone dalla destra, D’Andrea sottomisura arrivava con un attimo di ritardo. Insisteva generosamente nel suo forcing il Cerignola: Capomaggio dalla distanza riscaldava nuovamente i guantoni di Cardinali (73′). I nerazzurri si sacrificavano molto in contenimento e riuscivano ad arginare l’ondata gialloblu: malgrado l’espulsione di Giorgini per doppio giallo al 93′, il Latina festeggiava il ritorno alla vittoria dopo quasi due mesi e ben otto partite di digiuno.
AVELLINO – FIDELIS ANDRIA: l’Avellino vinceva in casa contro la Fidelis Andria e agganciava la zona playoff al decimo posto. Bastava un gol ai lupi per conquistare l’intera posta in gioco. Tre punti preziosi, anche per il morale della truppa biancoverde che sembrava aver imboccato la strada giusta con la cura di mister Rastelli. Il gol era siglato da Gambale nella prima frazione di gioco, al minuto 36. I pugliesi, comunque, non si arrendevano e nella ripresa andavano vicini al pareggio almeno in un paio d’occasioni. La più ghiotta proprio allo scadere: brivido per i padroni di casa nel secondo minuto di recupero, quando Mercurio con un tiro al volo sfiorava il palo. Poi il sospiro di sollievo con il triplice fischio finale.

TARANTO – MONTEROSI TUSCIA: seconda vittoria consecutiva per il Taranto. Con una rete di Christian Tommasini, al terzo gol consecutivo, i rossoblù piegavano il Monterosi raggiungendo quota 23 in classifica. Nel primo tempo, giocato sotto ritmo dagli ionici, si evidenziava una leggera supremazia di marca laziale (Parlati con un velenoso colpo di testa vedeva impegnato Vannucchi che respingeva), la gara si sbloccava nella ripresa. Era il 64’ quando un lancio di Mastromonaco attraversava tutta l’area rigore, Guida cercava di piazzarla, ma la conclusione diventava un assist involontario per Tommasini, che a porta vuota firmava il vantaggio. La reazione del Monterosi non arrivava, anzi era il Taranto a sfiorare il raddoppio: prima con una punizione velenosa di Provenzano, il cui sinistro si stampava sulla traversa, ma ear determinante la manata di Moretti, poi con La Monica, che lanciato in contropiede da Mazza si fa anticipare da un avversario. Finiva così, con il Taranto che conquistava altri 3 punti fondamentali nella corsa alla salvezza.

VITERBESE -TURRIS: per la 18esima e ultima partita del girone di andata al Rocchi si affrontavano la Viterbese e la Turris, entrambe le formazioni a caccia di punti salvezza. Era un 4-4-2 speculare quello schierato dai due tecnici Pesoli e Di Michele. La Viterbese poteva anche fare suo tutto il risultato ma non accadeva per un infortunio a Simonelli dopo sette minuti di gioco, un altro a Marotta al 24esimo del primo tempo, un palo, una traversa e un rigore evidente non assegnato dall’arbitro Longo. Gli avversari, che avevano fatto intendere al pubblico che stavano giocando a rugby, la rete del pareggio la trovavano per caso, tant’è che alla fine i molti sostenitori giunti a Viterbo da Torre del Greco inveivano con il classico “andate a lavorare”. Al 5’pt un sinistro dal limite dell’area di Volpicelli faceva vibrare la parte superiore dell’incrocio dei pali sinistro della porta difesa da Perina. Nel corso della stessa azione si infortunava Simonelli che lasciava il posto a Mungo dopo appena 7’ di gioco. Ancora Volpicelli al 12’ di testa su angolo di Mungo, ma Perina parava in due tempi. Viterbese veramente sfortunata, era il caso di dirlo, perché al 24’ mister Pesoli doveva fare il secondo cambio con Polidori al posto di un Marotta costretto ad alzare bandiera bianca dopo uno scontro di gioco. Proprio il neo entrato al 32’ agganciava un pallone in area di rigore sul cross di Volpicelli e di sinistro sparava alle spalle di Perina. Viterbese in vantaggio. Allo scadere di tempo i gialloblu sfioravano un meritato raddoppio: grande palla recuperata da Mungo, affondo sulla destra di Volpicelli che rientrava sul sinistro e colpiva il palo. Dopo 3’ di recupero si andava all’intervallo sull’1-0 della Viterbese sulla Turris. Pronti via nella ripresa e dopo sei minuti il neo entrato Longo insaccava il gol del pari sugli sviluppi di un corner. Volpicelli provava a scuotere i suoi con un filtrante per Mungo che non ci arrivava di un soffio. Al 25’st era il momento di D’Uffizi che rilevava Andreis nell’ultimo slot a disposizione. Al 42’st brivido per la difesa della Viterbese con il palo colpito dalla lunga distanza da Finardi, la sfera veniva raccolta da Acquadro che al volo dal limite sfiora il palo. Il match scivolava via nei cinque minuti di recupero e la partita terminava in parità.

Fabrizio Di Leo

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