La prima giornata di campionato, spalmata su tre giorni, ha visto nel complesso la conferma delle big, attese da una stagione di vertice, nella lotta per la serie B, mentre il resto delle partecipanti, si è accontentata del pareggio, all’insegna del motto: “Meglio un punto che niente!”, risultati che chiaramente servono tanto in ottica obbiettivi prefissati, nei mesi scorsi, e che fanno classifica.
Analizzando le singole partite, un dato è evidente, ovvero tutte le formazioni sono in “work in progress”, pertanto la condizione, l’assemblaggio, i sincronismi saranno da perfezionare o anche migliorare, a secondo della sessione di calcio mercato compiuta, dovranno arrivare nel corso del campionato.
I campi principali, sostanzialmente, erano tre, ovvero quello di Catanzaro, dove i padroni di casa ospitavano la Virtus Francavilla, di Palermo, dove i rosanero affrontavano il Latina ed il Vìviani di Potenza, dove era atteso il Bari.
Gli altri incontri del cartellone inaugurale della stagione 2021 – 22, prevedeva incroci di media/alta difficoltà per le viaggianti, ma con buone possibilità, per alcune, di essere corsari e portare a casa il bottino pieno.
CATANZARO – VIRTUS FRANCAVILLA: i calabresi, al Ceravolo, puntavano alla vigilia, senza mezzi termini, al successo, mentre i pugliesi di Taurino, consapevoli delle difficoltà dell’incontro, si recavano in Calabria, per cercare di ottenere un risultato positivo. L’andamento del match, fin dalle prime battute, ha visto i giallo rossi prendere in mano le redini del gioco, infatti dopo dieci minuti, gara sbloccata. Vazquez, fresco ex Francavilla di turno, ricevuto un cross dalla sinistra, in mezza rovesciata piazzava una bordata, alla sinistra del portiere ospite e l’1 a 0 era confezionato. Poi il tempo scivolava con un’occasione dei catanzaresi, molto pericolosa per il portiere francavillese. Al riposo, quindi, calabresi in vantaggio e nella ripresa, era il Francavilla più pungente, tanto che all’8°, usufruiva di un calcio di rigore per un fallo di braccio di un giocatore locale. Maiorino piazzava la palla alla destra del portiere giallorosso e riportava il punteggio in parità. I locali non ci stavano e riprendevano a macinare gioco, fino a quando, al 61°, su cross dalla sinistra, Vazquez, sempre lui, anticipava di testa il suo marcatore e raddoppiava per la sua squadra. Sul 2 a 1, gli ospiti cercavano di contenere i locali che con Vanderputte, ricevuta la palla in area, batteva a rete fissando il risultato sul 3 a 1. Non accadeva più nulla di rilevante, nei restanti dodici minuti, oltre recupero, se non la dimostrazione della forza dei calabresi e qualche difficoltà, chiaramente da eliminare, per i pugliesi, consci dell’arduo compito da svolgere in questo campionato, per raggiungere la tranquilla permanenza.
PALERMO – LATINA: i siciliani hanno rispettato le previsioni della vigilia e lanciato, se mai ce ne fosse bisogno, un ulteriore messaggio al campionato e alle competitors per la lotta alla promozione diretta in serie B. Padroni di casa che partivano con il piglio giusto e, nel primo tempo, predominio del gioco quando, al 33′, un giocatore del Palermo, lanciato dalla propria metà campo, giungeva in area, pressato da un difensore ed il portiere del Latina, superato dal pallonetto, veniva atterrato. Calcio di rigore ed espulsione del difensore laziale, con Floriano, sul dischetto, che portava in vantaggio i rosanero. Non succedeva nient’altro di rilevante e si andava, al riposo, con i locali in vantaggio. Nella ripresa, monologo dei padroni di casa, qualche occasione eccellente, con i laziali in dieci, gli stessi colpivano un clamoroso palo con l’uomo solo davanti al portiere, poi un’altra occasione in cui l’estremo difensore rosanero evitava la capitolazione, quindi la rete del 2 a 0, segnata da Soleri, su calcio di rigore, a seguito di un netto atterramento di un attaccante palermitano, arrivato dopo una serie di occasioni, create quasi in quantità industriale. Finiva così, con un punteggio all’inglese, in attesa della prima trasferta, a Catania, in un derby infuocato.
MONOPOLI – CATANIA: il match al Veneziani era considerato di difficile lettura perchè gli adriatici avrebbero voluto partire abbastanza bene, gli etnei, attanagliati da una miriade di problemi, extra calcistici, dovevano dimostrare alla società, in primis, ed all’ambiente, di esserci e voler difendere i colori rosso azzurri. La gara, in realtà, si è chiusa velocemente per i padroni di casa, in un quarto d’ora, quando Starita, al 5° e 15°, ha realizzato la doppietta decisiva per i disorientati avversari che hanno palesato tutte le lacune esistenti (di cui sia il club che il settore tecnico ne sono consapevoli), comunque un uno – due, che ha ha avuto effetto stordente, tanto che la reazione degli etnei è stata blanda, poi, nella ripresa, il continuo martellamento dell’attacco adriatico ha portato alla terza rete, con Viteritti ed il match chiuso, praticamente, al 32° del secondo tempo. Adriatici rinvigoriti da questo primo cin cin, etnei in difficoltà con un inizio di “fuggi – fuggi”, attestazione che i tesserati, afflitti da vari problemi, economici fondamentalmente, non reggono una situazione, obbiettivamente difficile.
POTENZA – BARI: I baresi di Mignani, giunti a Potenza, volevano con riscattare l’inopinata battuta d’arresto in Coppa, subita dalla Fidelis Andria. Il Potenza di mister Gallo, contrariamente alle intenzioni degli ospiti, nell’esordio in campionato sul proprio campo avevano l’obbligo di tentare di ostacolare la marcia dei biancorossi, anche per migliorare l’assemblaggio di squadra e verificare quali i progressi finora ottenuti. Nella prima frazione i lucani giocavano in scioltezza e dopo la mezz’ora, l’occcasionissima per sbloccare il risultato. L’arbitro decretava un calcio di rigore a favore dei potentini e Romero lo falliva spedendolo fuori. A questo punto, gli ospiti, consci del rischio scampato, si buttavano in avanti e Scavone, a quattro minuti dalla fine del primo tempo, dopo una triangolazione con Antenucci, portava in vantaggio la sua squadra con una bella giocata. L’intervallo, ristoratore, consentiva al tecnico Gallo di fare un pò di chiarezza sul gioco effettuato, scossa che comunque portava i potentini, ad inizio ripresa, a trovare il goal del pareggio, con Salvemini che correggeva di testa un traversone di Vecchi, poi le due squadre, pur tentando la giocata vincente, alla fine, si dividevano la posta in palio e l’1 a 1 risultava il giusto premio per entrambe.
AVELLINO – CAMPOBASSO: I lupi irpini di Braglia, tra i favoriti per la vittoria finale, nel confronto con i lupi molisani hanno avuto non poche difficoltà a recuperare la partita ed hanno fatto storcere la bocca alla tifoseria che ha richiesto, dall’inizio della stagione, gli adeguati rinforzi, soprattutto nel reparto offensivo. Nel primo tempo, nulla da segnalare, con i portieri quasi inoperosi, poi nella ripresa la vivacità avellinese, procurava qualche emozione ai supporters locali. A questo punto era il Campobasso ad andare in vantaggio con una bella conclusione dal limite dell’area di Di Francesco che trafiggeva il portiere locale e faceva passare in vantaggio gli ospiti. L’Avellino non ci stava ed allora assalto alla porta dei rossoblu molisani fino a quando, al 33′ del secondo tempo, D’Angelo Sonny riusciva a pareggiare con un rigore, per un netto fallo della difesa ospite. Nonostante i minuti restanti, i lupi non riuscivano poi a replicare al goal del pareggio e alla fine, con molta delusione dei locali, le due squadre si dividevano i punti.
FIDELIS ANDRIA – JUVE STABIA: Il match tra l’Andria di Panarelli e la Juve Stabia di Novellino ha avuto un inizio fulminante. Dopo pochi secondi, dal calcio d’avvio dell’incontro, Casoli, servito da un lungo lancio dalla difesa, superava con una bordata il portiere in uscita. Sull’ 1 a 0, reazione delle vespe stabiesi e Bentivenga, dopo aver ricevuto un cross lo piazzava nell’angolo alla destra del portiere. Nel corso del primo tempo, dopo il pareggio erano gli ospiti a cercare il goal del raddoppio, ma l’imprecisione e la difesa dell’Andria, non permettevano di schiodare il risultato di parità. Nella ripresa, padroni di campo più propositivi, ma la Juve Stabia teneva abbastanza bene ed il pareggio, in definitiva, accontentava tutte e due le squadre, ovviamente attese da esami più probanti, già nelle prossime giornate.
TARANTO – TURRIS: L’entrata in campo delle due squadre che si affrontavano per la partita inaugurale del campionato 2021 – 22, rappresentava un momento importante e, nel contempo, emozionante. 4.300 spettatori circa accoglievano le due squadre, ma in particolare quella rossoblu, con il classico bagno di folla, tra una festa vera, sentita, voluta, dopo quattro stagioni in D, all’insegna dell’incitamento con cori, battimani, sciarpate, colori, suoni e cuori palpitanti, a stabilire, una volta per tutte, la fine di due stagioni (in realtà una e mezza) dove il grande assente è stato proprio il tifoso. L’attesa spasmodica e frenetica, i commenti che circolavano tra i tifosi, alla ricerca della probabile formazione, con la lettura dello speaker del tempo ionico calcistico delle liste riguardanti i partecipanti al match, inizialmente metteva a tacere i classici rumors, della vigilia, sugli interpreti da sostenere, supportare, perche no, dissentire sulle loro giocate se errate, ed il campo diventava, in quel momento, l’unico giudice da verdetto inappellabile. Laterza stupiva tutti, con Chiorra, in porta, non una novità, pur con l’ultimo arrivato Antonino, in panchina, per ogni evenienza, poi i due difensori, Ferrara, a sinistra e Tomassini, sulla destra. Fin qui nessuna novità rilevante, perchè al centro, della linea difensiva, riconfermati Benassai e Zullo. A centrocampo, i primi nomi nuovi e varianti nel tridente offensivo. Dunque, a centrocampo, Marsili, nel ruolo di ispiratore per l’attacco, quindi ai lati, Diaby, l’uomo dal “compasso” ampio, ed uno dei nuovi arrivati, Civilleri. Il tridente offensivo (Versienti e Longo esterni, Saraniti, punta centrale), nei primi venti minuti ha subito la difesa corallina, poi, sciolto il classico “ghiaccio” (impatto allo Iacovone alla presenza di un folto pubblico appassionato e di supporto per l’intera gara), la formazione si è portata in avanti e, sul finale della prima frazione, la più limpida occasione, la traversa scheggiata, sul colpo di testa di Benassai, faceva trepidare lo Iacovone. Il rientro delle squadre, negli spogliatoi, era accompagnato da incoraggiamenti alla formazione ionica, per un’ulteriore spinta a tentare la vittoria. Nella ripresa, la formazione ospite tentava di passare, creando qualche insidia, ed apprensione, per Chiorra (bravo sulla conclusione di Pandolfi, sciabolata da fuori area deviata), poi anche il Taranto aveva una ghiotta occasione, su punizione, con Marsili che scoccava un gran tiro, respinto con abilità dal portiere ospite, Perina. Nel contempo, l’incessante incoraggiamento del pubblico, spingeva i ragazzi di Laterza a dare il massimo, sulla Nord si vedeva la classica di sciarpata (era rimasta solo un ricordo ingiallito nelle stagioni precedenti con tifo assente causa Covid) ma, al termine del match, sentiti appalusi e cori dall’intero Iacovone, in particolare dalla Nord che ringraziava la squadra giunta sotto di essa, dimostrazione d’assoluta vicinanza ed il proprio supporto alla squadra.
MONTEROSI – FOGGIA: Grande emozione per il Monterosi, l’esordio assoluto in serie C, sul campo neutro di Viterbo (capoluogo di provincia del piccolo comune laziale). con una delle grandi e presunte big, quale il Foggia di Zdenek Zerman. Si pensava che gli ospiti potessero prevalere sui padroni di casa, invece la formazione viterbese teneva testa ai rossoneri, tanto, nel complesso del match da meritare, ai classici punti se fossimo nel pagliato, la vittoria, grazie ad un gioco piacevole incisivo, evidente nelle occasioni avute dai ragazzi di mister D’Antoni che avrebbero potuto passare in vantaggio e vincere l’incontro. Alla fine, rammarico per i laziali, per un successo sfiorato ed evaporato per imprecisione (forse anche per una mancata integrazione dell’attuale rosa), mentre Zeman poteva ritenersi soddisfatto per il risultato conquistato e portato a casa, dopo aver rischiato di subire un imprevisto stop, esibizione che dovrà consigliare il tecnico boemo a rivedere schemi tattici ed alla società eventualmente integrare la rosa a disposizione dell’allenatore, al fine di disputare un tranquillo campionato per una permanenza in terza serie.
VIBONESE – AZ PICERNO: Nella tana dei calabresi, il Picerno giungeva allo scopo di tornare a casa con un risultato positivo, possibilmente quello massimo, ma i ragazzi di mister Palo dovevano fare i conti con i padroni di casa che, sul proprio terreno e di fronte al pubblico amico, volevano dimostrare che l’attuale campionato sarà disputato al massimo delle forze, al fine di ottenere una tranquilla permanenza. Questi due tipi di atteggiamenti mostrati in campo, hanno reso le due formazioni guardinghe in difesa, nella speranza della giocata che avrebbe potuto sbloccare il risultato e, probabilmente, decidere la partita, in modo da mettere il classico fieno in cascina, in previsione di una stagione molto lunga, ardua e soprattutto particolare, viste le tante candidate alla lotta per la permanenza, traguardo minimo per piccole e medie realtà, ed in questo caso, anche di neo promosse. Al termine della contesa, la classica spartizione dei punti, non ha allontanato le considerazioni sulle condizioni ancora da migliorare, le rose da completare, o per meglio dire, integrare in base alle risultanze attuali, soprattutto il lavoro sulla mentalità e sull’autostima che, per formazioni giovani o meglio altamente mixate tra under ed over, deve essere sicuramente effettuato per reggere l’urto degli attacchi avversari, a volte molto rapaci e ferali nelle conclusioni che possono far rimanere a bocca asciutta, magari anche immeritatamente. I match successivi potranno dare l’esatta valutazione della bontà tecnica, qualitativa e d’esperienza delle formazioni impostate e schierate, almeno in questa prima parte del campionato.
PAGANESE – ACR MESSINA: pirotecnico incontro quello disputato a Pagani, sabato scorso, con un finale imprevedibile, nel film del match, ma abbastanza appassionante, avvincente e sicuramente vietato ai deboli di cuori. Il primo tempo lo ha giocato, abbastanza bene, l’Acr Messina, club neo promosso, che partito abbastanza forte già dopo undici minuti, era in vantaggio grazie a Russo, bravo a trafiggere il portiere paganese, creando un momento d’incertezza tra i padroni di casa. L’ever green Castaldo (classe 1982), dopo un quarto d’ora trovava la zampata giusta per pareggiare l’incontro, portandolo sul piano dell’equilibrio, ma gli ospiti ritornavano alla carica per evitare che i salernitani potessero prendere in mano le redini del gioco. Infatti, al 41°, nuova fiammata giallo rossa con un’incursione in area locale stroncata da un fallo che portava al calcio di rigore, Balde, abile nella realizzazione e Messina, al riposo, in vantaggio per 2 a 1. Nella ripresa, gli ospiti nuovamente in attacco e ferali nelle azioni di ripartenza con la difesa dei padroni di casa in grande imbarazzo. Prima Morelli, quindi Simonetti, in 18 minuti, sembravano potessero chiudere, archiviandolo, il match, ma l’orgoglio e la qualità della Paganese, faceva innestare il classico turbo alla formazione di Di Napoli che due minuti dopo l’1 a 4, con Murolo accorciava le distanze ed il 2 a 4 era confezionato. La Paganese aumentava l’intensità, mentre i messinesi, forti del vantaggio, cercavano di amministrarlo, ma non erano d’accordo i locali e, al 44°, l’ultimo arrivato, in ordine di tempo, il bomber Piovaccari, centrava il goal del 3 a 4. A questo punto, entrando nell’over time, la squadra locale effettuava il massimo sforzo e, al 50°, la volpe Castaldo trovava lo spiraglio giusto per infilare la palla del 4 a 4, tra la gioia irrefrenabile sia della formazione paganese che del suo appassionato e caloroso pubblico, accorso all’esordio di questo ennesimo campionato di serie C. L’altra faccia della medaglia era rappresentata dall’incredulità e disperazione per tre punti conquistati dopo diciotto minuti della ripresa (blindato il risultato sul 4 a 1), ma nei trentadue minuti successivi, sciupati due punti dai padroni di casa che facevano iniziare una serie di riflessioni sui questa incredibile rimonta. Due squadre, sicuramente, da rivedere, il calcio d’agosto può essere illusorio ed allora testa al prossimo turno per aver riprova, o meno, di miglioramenti intravisti e correzione di sbavature, a volte eccessive, incidenti e letali nel risultato finale.
Fabrizio Di Leo













