La 14^ giornata non ha provocato eccessivi scossoni alla classifica, in quanto il Bari, il Monopoli, il Palermo, la Turris e l’Avellino, tutti vittoriosi, hanno mosso la graduatoria. Il big match fra Turris e Catanzaro, nel posticipo di lunedì, ha premiato i corallini di Caneo che con una rete di Giannone hanno superato i calabresi e posizionatisi in quarta posizione, alle spalle della coppia Monopoli e Palermo. Il Bari, intanto ha battuto, con il classico punteggio all’inglese (2 a 0), la Vibonese, ma ha palesato alcune amnesie nella continuità del gioco e lasciato campo ai calabresi che sullo 0 a 1 avrebbero potuto pareggiare e hanno recriminato su alcune decisioni arbitrali che hanno condizionalo l’esito dell’incontro. Il Monopoli di Colombo ha superato il Taranto per 2 a 0, approfittando della grande emergenza in cui Laterza si è trovato, tanto da doversi schierare, al cospetto dei bianco verdi, senza punte (le assenze di Saraniti e Italeng cominciano a pesare) e anche quella di Santarpia (alla vigilia costretto ad alzare bandiera bianca). Il Palermo ha dovuto faticare più del previsto con un disperato Potenza che in trasferta, proprio, non riesce a produrre un gioco redditizio che gli consenta di portare punti a casa. L’Avellino di Braglia, vincendo a Messina ha prodotto lo sforzo per portarsi a ridosso delle inseguitrici del Bari, mentre la Virtus Francavilla, espugnando il Curcio ha fatto scattare l’esonero di Palo, a favore del suo sostituto Colucci. Il Foggia, passando a Catania, ha attutito la penalizzazione di quattro punti subita in settimana, agganciando il Taranto, mentre la Juve Stabia ha rischiato grosso contro il Monterosi e si è dovuta accontentare di un punto buono per muovere la classifica. La Paganese interrompe la striscia positiva interna, cadendo al cospetto dell’Andria che con i tre punti si rilancia in classifica verso la zona play out, a braccetto con il Messina che nulla ha potuto contro l’Avellino, lanciato nei piani alti della graduatoria. Il Picerno, sconfitto tra le mura amiche, ha deciso di cambiare guida tecnica, mentre il Campobasso, inaspettatamente è crollato a Latina, con la formazione pontina che fa del proprio campo un fortino quasi inespugnabile. In coda, malinconicamente, la Vibonese rimane ancorata nella scomoda posizione di ultima in classifica, nonostante, proprio a Bari abbia mostrato chiari segni di vitalità e soltanto una serie di fattori, anche arbitrali ne hanno impedito almeno la realizzazione dl cosiddetto goal della bandiera.
BARI – VIBONESE: la squadra di Mignani, nel match del San Nicola, era attesa dal riscatto dopo la sconfitta inattesa di Castellammare di Stabia e l’avversario di turno, la Vibonese di D’Agostino, sembrava essere l’ideale per il pronto riscatto ad allontanare le nubi di un momento di appannamento. Ci sono voluti ben ventinove minuti perché Botta, trovasse l’entrata giusta, in area ospite, per battere a rete e portare in vantaggio i bianco rossi. I calabresi da quel momento, nonostante le folate dei padroni di casa e, successivamente, l’amministrazione del risultato si sono resi pericolosi ma l’imprecisione, la frenesia nelle conclusioni ed un pizzico di sfortuna, hanno impedito di trovare il pareggio, complici anche alcune discutibili decisioni arbitrali che avrebbero potuto riportare il risultato in equilibrio. Nella ripresa, stesso copione del primo tempo ed il cronometro scivolando via, nel trascorrere del tempo, faceva giungere il match, fino al 5° minuto di recupero, quando gli sfiancati calabresi subivano il raddoppio di Antenucci, abile a sigillare il match con una sua marcatura, ferale come spesso accaduto in questa prima parte di stagione. Posta gara ampiamente di soddisfazione per i pugliesi, contenti soprattutto del risultato, un po’ meno per il gioco espresso, mentre il rammarico per gli ospiti, sempre più desolatamente ultimi in classifica, ma convinti che già dal prossimo incontro (scontro diretto per la salvezza, in casa, contro il Monterosi Tuscia).
MONOPOLI – TARANTO: derby pugliese nelle zone nobili della classifica, giunto in un momento particolare per entrambe le formazioni. I bianco verdi di Colombo, provenienti da una striscia positiva che vede, proprio nelle esibizioni casalinghe, gli adriatici fare il loro punto di forza. La formazione di Laterza, nonostante la precarietà e l’emergenza per l’alto numero di atleti indisponibili causa infortuni, senza un attaccante titolare come Saraniti e con il suo naturale sostituto, Italeng, anch’egli infortunato, con il k.o., alla vigilia di Santarpia, costringeva il tecnico rossoblù ad adottare una formazione con un “falso nueve” in attacco, con un reparto composto da Civilleri e Pacilli, sugli esterni, Giovinco, trequartista alle spalle di Falcone, nell’occasione punta. Tutto sembrava andare per il meglio fino al 24°, quando un errato passaggio verso Chiorra, strozzato da un ciuffo d’erba del Veneziani, innescava Starita che, fiondatosi sul fondo, crossava verso il centro dell’area e Grandolfo, anticipava un difensore, depositando la palla in rete. Era il campanello d’allarme per il possibile risveglio della squadra ionica, da quel momento proiettata a cercare la via della rete, ma all’intervallo, il goal di Grandolfo determinava il risultato. Nella ripresa si attendeva una reazione dei rossoblù, evento che veniva stroncato dopo cinque minuti, quando Tazzer, dallal destra, crossava verso il centro ed il elevazione, di testa, Grandolfo, anticipando la difesa, deviava, imparabilmente la pala in rete. Sul 2 a 0 gli ionici cercavano di tenere il campo e anche le sostituzioni obbligate di Laterza, complici una serie di cartellini gialli (alcuni dei quali saranno letali per il prossimo match interno con il Catania, come quelli ricevuti dai diffidati Riccardi e Benassai, quindi in odore di squalifica), non portavano effetti sperati e al termine del match, la seconda sconfitta subita, non scalfiva gli animi dei calciatori che ricevavano il saluto ed il ringraziamento, viste le premesse della formazione rabberciata, dei circa 400 sostenitori rossoblù, presenti sugli spalti del Veneziani. Adesso, la concentrazione per i prossimi impegni, a partire da quello, finalmente casalingo, da disputare contro il Catania che, per i tarantini, evoca una delle pagine più buie per quanto accaduto oltre venti anni fa.
PALERMO – POTENZA: al Barbera, impianto del capoluogo regionale siciliano, andava in scena il match tra i rosanero di Filippi e i rossoblù di Trocini, per un confronto che, alla vigilia appariva improbo. In realtà la mentalità inculcata da Trocini, abile a prepare l’impegno con la sua meticolosità e grazie all’abnegazione dei suoi ragazzi, nella prima parte di gara non ha fatto assolutamente sfigurare i lucani che hanno sciorinato una prestazione abbastanza soddisfacente tanto che i padroni di casa hanno impiegato quaisi un’ora perché Fella anticipasse la difesa ospite e con una zampata segnasse la rete del vantaggio. Il Potenza non si disuniva, anzi continuava nella sua manovra propositiva, ma la difesa locale resisteva abbastanza egregiamente e solo nel terzo minuto di recupero, Silipo chiudeva ermeticamente il risultato e consentiva ai suoi compagni di compiere un deciso balzo in classifica (secondi assieme al Monopoli), tali da riproporli come competitor del Bari capolista, indiscussa, finora. I lucani di Trocini, rimanevano, per l’ennesima volta, a secco dopo una trasferta, ma la prestazione, in effetti, lasciava spazi ad orizzonti migliori e più luminosi, magari già dal prossimo match casalingo, quando al Viviani arriverà il Monopoli, vice capolista del campionato, confronto da vivere intensamente e, pur con le diffiocltà che incontretranno da affrontare con la speranza di compeire la classica impresa del Davide contro Golia.
TURRIS – CATANZARO: il posticipo serale del lunedì, rappresentava il match clou di giornata tra due formazioni che, ambizioni dichiarate a parte, hanno una struttura tecnica e d’organico importante con una leggera preferenza per la squadra di Calabro. Il match risultava equilibrato per tutto il primo tempo con una leggera prevalenza da parte dei corallini di Caneo. L’equilibrio della prima parte di gara, continuava e nella ripresa il Catanzaro cominciava a replicare agli assalti dei padroni di casa, rendendosi pericoloso in qualche occasione. Quando sembrava che l’andamento del match rimaneva sul filo dell’equilibrio, a quindici minuti dal termine, la giocata di Giannone, spezzava il match e portava in vantaggio i locali. Il Catanzaro, in quel preciso momento, dopo un attimo di scoramento, riprendeva a macinare gioco, ma la Turris riusciva a rendere innocui i tentavi dei calabresi e, al termine della gara, grandissima soddisfazione da parte di Caneo e del pubblico corallino, per aver fatto un bel balzo in classifica e il posizionamento, alle spalle dei secondi in graduatoria, apre prospettive diverse, rispetto alle premesse stagionali. Ospiti in gran fibrillazione, soprattutto molto rammaricati di questo passo falso grave, tanto che, all’indomani, ritornati in sede, i vertici societari stanno valutando se continuare con il progetto Calabro o cambiare timoniere, magari per dare una ennesima svolta alla formazione giallo rossa, finora, abbastanza al di sotto delle aspetttive dopo la splendida annata precedente.
CATANIA – FOGGIA: match all’insegna della velocità del gran gioco e di aspettative soprattutto ad parte dei foggiani di Zeman, giunti sull’isola con la pesantezza della penalizzazione di quattro punti, ricevuti dalla giustizia sportiva per irregolarità amministrative compiute la scorsa estate. Il match, inizialmente, era la classica partita a scacchi tra Baldini e il boemo Zerman che dopo l’ampia vittoria sulla Paganese, voleva dare anche la svolta nelle esibizioni, lontane dallo Zaccaria. Il fim dela partita si svolgeva in mkood rapèitdo., tanto che l’aggressività inziale degli etenei, li portava dopo più di un quarto d’ora ad andare in vantaggio con una conclusione chirurgica di Russini. Lo svantaggio, imprevisto, per i foggiani, carica ancor di più la formazione rossonera, tanto che, il Catania rimaneva quasi bloccato dalla reazione ospite, pur controllando discretamnte il match e facendo muro davanti al proprio portiere per mantenere inviolata la rete. All’intervallo, il vantaggio per i padroni di casa risultava giusto, proprio per la mancanza di precisione nell’incisività mostrata dall’attacco pugliese, ma era chiaro che il Foggia avrebbe tentato qualcosa nella ripresa. In effetti per oltre venti minuti, il Foggia giocava come il gatto con il topo e la rincorsa veniva coronata da una rete di precisone di Gallo che non si faceva pregare a spingere in rete una palla che risultava imparabile per il portiere etneo. A questo punto il Catania commetteva l’errore di accontentarsi, visto la prepotente avanzata ospite che, crescendo, non consentiva ai padroni di casa di rendersi eccessivamente pericolosi. Nei minuti di recupero, quando sembrava chiaro che la spartizione dei punti potesse andare bene ad entrambe le formazioni, un’ingenuità di un difensore etneo, saltato da Ferrante, gli faceva commettere un netto fallo da rigore e dagli undici metri lo stesso Ferrante, nel 4° minuto di recupero, consetiva ai rossoneri di conquistare un importante successo (in quel momento forse insperato) ed ammortizzare tre dei quattro punti di penalizzazione subiti dalla Giustizia Sportiva. Amarezza nel club etneo, sempre alle prese con fatti extracalcistici, per una possibile vittoria, trasforrmatasi prima in un pareggio e, poi, in una cocente sconfitta.
JUVE STABIA – MONTEROSI TUSCIA: la formazione di Sottili, dopo l’impresa di aver fermato la capolista Bari, affrontava il Monterosi del neo tecnico Menichini che, al Menti di Castelllammare, doveva bagnare l’esordio prorpio in un incontro arduo, almeno sulla carta. In effetti, i viterbesi, alla caccia di punti per poter uscire dalla zona play out, affrontavano l’impegno giocando di rimessa e facendo sfogare i padroni di casa che, spinti dal pubblico amico, dimenticavano l’accortezza necessaria per evitare spiacevoli sorprese. Proprio su una di quelle ripartenze, al 12° , il viterbese Buglio, con abilità superava il portiere stabiese e l’1 a 0, confezionato, appariva sorprendente. Lo sbandamento, momentaneo, durava pochi minuti, fino a quando, al 27°, lo stabiese Bentivegna, riportava in parità il punteggio e, dall’1 a 1, si ripartiva per il resto della gara. Nonostante il gran dinamismo dei padroni di casa, i laziali erano bravi a non far superare, all’attacco locale, la munita linea difensiva e, fino alla conclusione della gara, la Juve Stabia non riiusciva a portarsi in vantaggio con gli ospiti che, accontentandosi del punto, badavano a difendersi ordinatamente, non disdegnando qualche veloce ripartenza. Finiva con l’equa spartizione dei punti e questo, se accontetava gli ospiti, non soddisfaceva assolutamente i locali, frenati in un’inziale risalita della classifica e proiettati all’impossibile trasferta di Catanzaro del prossimo turno, impegno veramente arduo e complicato. I laziali, invece, dopo il pareggio conquistato, cercheranno nello scontro diretto di Vibo, punti necessari ad uscire dalla palude dei play off.
ACR MESSINA – AVELLINO: la sfida tra Capuano e Braglia, alla vigilia, era alquanto interessante considerando i momenti particolari delle squadre da loro allenate. L’Avellino dopo la vittoria sul Taranto era desideroso di confermarsi in trasfeta, sia pure nell’ostico viaggio peloritano. I giallorossi isolani, provenienti dalla sconfitta di Catanzaro, cercavano un veloce e convincente riscatto proprio con una formazione, quella irpina, quoatata e titolata. Ci volevano ben trentadue minuti perché l’irpino Kanoutè spezzasse l’equilibrio del match, indirizzandolo sulla sponda campana. I messinesi non ci stavano, ma i soliti limiti tecnci, qualitativi e di esperienza non risucivano a far recuperare il risultato, con la soddisfazione dell’Avellino che, ovviamente, amministrava la gara ed il risultato con l’obbiettivo massimo di portare i tre punti in Irpinia e fare un ulteriore salto in lassifica, proprio all’immediato ridosso delle prime quattro leader del campionato. Il dopo gara vedeva, Capuano, preoccupato per quanto offerto dalla propria squadra ed accampare delle scusanti, ovviamente di facciata, perchè consapevole che gli alibi non possono sicuramente giustificare una serie di scelte societarie nell’impostazione della rosa, probablimente, non alla’latezaz della terza serie, ma questo non lo farà demorderee quindio già dalla prossima ocacsione, l0’obbiettivo sarà quello di muovere la classifica, attualmente ferma da due stettimane. Il sornione Braglia appariva moderatamente soddisfatto, anche lui conscio del lavoro ancora da svolgere per migliorare l’aspetto del gioco, non tanto convincente, ma spesso, redditizio in termine di punti conquistati.
AZ PICERNO – VIRTUS FRANCAVILLA: la gara in Basilicata, tra il Picerno ed il Francavilla di Taurino, ha fatto cadere la testa del tecnico melandrino, Palo, capro espiatorio degli insuccessi sia a Potenza, nel derby sentito della provincia potentina e per il predominio regionale, a cui si è aggiunta proprio la gara con i pugliesi del patron Macrì, sicuramente accorti ed attenti nell’affrontare una formazione in cui alcuni over fanno, o la potrebbero fare la differenza, ed in effetti i punti in classifica dimostrano una posizione alquanto tranquilla, ma sempre vicina, quasi al limite dela zona play out. Gara, quindi, giocata tecnicamente con lo scopo di offrire il fianco agli avversari e se ci fosse stata l’occasione, colpire, in quanto il confronto si sarebbe risolto grazie ad un’invenzione dei più talentuosi delle due formazioni. Dopo lo 0 a 0 del primo tempo, anche il secondo stava prendendo una piega di equlibrio più assoluto, fino a quando un cross proveniente dalla sinistra veniva deviato, di testa in rete, da Caporale, che spingeva la palla nell’angolo più lontano della porta difesa dal numero uno melandrino. Si era al 24° della ripresa e ci si attendeva una veeemente reazione dei ragazzi di Palo, che in effetti, in maniera sporadica e non tanto ordinata non riuscivano a concretizzare il gioco espresso e, alla fine del match, qualche disapprovazione verso la squadra veniva espresso dacl pubblico locale. Era una sconfitta, la seconda consecutiva, fatale a Palo che veniva esonerato all’indomani di uno stop bruciante e più cocente, in quanto ottenuto sul terreno amico. Il Francavilla, con questa vittoria, continuava la scalata verso le posizioni di vertice, ma dovrà conservare quella condizione fisica e mentale che le rincorse assorbono quasi fossero spugne, se vorranno coronare i progetti stilati la scorsa estate.
PAGANESE – FIDELIS ANDRIA: cade il tabù del Marcello Torre per mano della Fidelis Andria di Ginestra, al suo primo cin cin lontano dal “Degli Ulivi”. La formazione di Grassadonia, affrontando una squadra ultima in classifica, pensava di porterla superare sfruttando la notevole esperienza di alcuni degli over a disposizione e soprattutto della batteria d’attacco, tra i quali spiccano Firenze, Castaldo e Piovaccari. L’ordinata Andria, ma pungente in fase offensiva, metteva in apprensione la retroguardia salernitana, non impeccabile in tante occasioni e che fa leva sul portiere Baiocco, blindatore ermetico della sua porta. Dopo un primo tempo, dove i padroni di casa cercavano di perforare la difesa ospite ed i ragazzi di Ginestra, protesi ad allentare la pressione esercitando manovre di disturbo e tentativi di superare la difesa dei padroni di casa, nella ripresa era capaci di trovare, con Gaeta, l’angolo perfetto della porta di Baiocco per passare in vantaggio e stravolgere l’andamento dell’incontro. L’assalto dei ragazzi di Grassadonia non portava agli esiti sperati e dopo la netta sconfitta di Foggia, l’ennesimo stop faceva scivolare lentamente la Paganese verso la parte bassa della classifica, preoccupando il suo tecnico ora obbligato, calendario permettendo, ad iniziare una striscia positiva che possa far risalire la sua formazione. L’Andria, dalla vittoria conquistata, accresceva la propria autostima e si ricaricava, dopo aver abbandonato l’ultima scomoda posizione, in attesa di confermarsi già dalla prossima casalinga, che sarà un testa coda, quello con il Bari capolista, vietato ai deboli di cuore, con il pubblico delle grandi occasioni a fare da cornice all’evento dell’anno, per i tifosi federiciani.
LATINA – CAMPOBASSO: i pontini di Di Donato si confermano tra le mura amiche del Francioni una macchina punti, quasi infallibile. Anche il Campobasso di Cudini, probabilmente in una giornata storta, é affondato nella trasferta laziale. La gara, alla vigilia, considerata impegnativa per i padroni di casa, in realtà, è stata sbloccata dopo venti minuti da Carletti, nella sua giornata migliore da quando è in maglia nerazzurra e, da quel momento, per il Campobasso il match è divenuto in salita, perché i pontini, non paghi hanno continuato la pressione fino a quando, allo scadere della prima frazione, Sane, piazzava la palla nella rete ospite con l’impossibilità per il numero uno molisano di poter intervenire. Nella ripresa, ospiti che nel tentativo di dimezzare lo svantaggio, si scoprivano e la difesa molisana era costretta a capitolare ancora con Sane all 22°, poi ancora storditi i molisani dopo neanche sessanta secondi subivano la quarta rete ancora con Carletti. Sul 4 a 0 era solamente passerella per i giocatori locali e lo show si avviava fino al termine del match quando, nel 2° minuto di recupero, la formazione di Cudini, trovava la consolazione della rete della bandiera marcata da Rossetti su rigore propiziato da un ingenuo fallo commesso ai danni di un attaccante rossoblù. Finiva così con il Latina ampiamente soddisfatto per il largo risultato ottenuto ed aver agganciato in classifica i corregionali del Monterosi, ai limiti della zona play out e a due punti dalla accoppiata Picerno e Campobasso, posizionati nella zona franca della graduatoria. Il Campobasso tornava in Molise, con una sconfiita inspiegabile, almeno nelle proporzioni che ripropone la fragilità difensiva già mostrata nelle precedenti occasioni, soprattutto in trasferta che sta facendo scivolare la squadra in posizioni meno tranquille e ai limiti della zona play out, sempre infida e pericolosa per chi la dovesse frequentare.
Fabrizio Di Leo














