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Serie C/C, il Taranto ferma l’Avellino al Partenio-Lombardi

Foto Potito Priore

Serie C/C, il Taranto ferma l’Avellino al Partenio-Lombardi

Nel derby pugliese il Cerignola supera con un secco 2-0 il Foggia. In evidenza Malcore autore di una doppietta

di Fabrizio Di Leo

La 18^ giornata, turno interlocutorio, ha prodotto alcuni risultati sorprendenti, negli scontri incrociati tra alta, media e bassa classifica. La Juve Stabia, al Menti, travolgeva una Virtus Francavilla, caduta, ancora una volta, fragorosamente in terra campana. Il Picerno, intanto pareggiava a Brindisi, una gara che lo vedeva in vantaggio e poi raggiunto, su rigore, dai padroni di casa. Punto doloroso poiché, in quest’occasione, la Casertana, dopo essere passata in vantaggio, veniva raggiunta sul pareggio dal Giugliano che, nella ripresa, era costretto alla resa. Scatto verso le posizioni di vertice da parte del Crotone, impegnato in Puglia, sul campo del Monopoli, con una prova sontuosa, tale da provocare l’esonero di Tomei e dichiarare la crisi tecnica nonché di risultati dei bianco verdi, sempre più impelagati nella lotta per la permanenza. Il Taranto, impegnato nel big match di Avellino, con una gara accorta, corposa e soprattutto mirata a rischiare il meno possibile, conquistava un prezioso punto, tale da consentirgli di mantenere il quinto posto in graduatoria. Ancora un mezzo passo falso da parte del Benevento che, nel dopo derby con l’Avellino, si recava a Latina per tentare il blitz, utile a rilanciarlo in graduatoria e tentare di rimanere nella scia delle battistrada. La formazione di Andreoletti, invece, non andava oltre un deludente pareggio a reti bianche, insoddisfacente, tale da far aumentare il malumore nell’ambiente sannita verso la squadra, il tecnico e la stessa società, partita con obbiettivi prevedenti il ritorno in serie B. Il Cerignola, intanto, vinceva il derby “dei rigori” con il Foggia, grazie a due penalty realizzati dal suo uomo simbolo, Malcore, spietato e preciso dagli undici metri. Foggia, in piena crisi di risultati e società, molto contestato da tutto l’ambiente dauno, catapultato dalla finale play off con il Lecco, la scorsa stagione, all’attuale anonimo campionato prospettantesi, con rischio di play out con l’attuale andamento. Noti dolentissime anche per il Catania, quasi certo di dover abbandonare le ambizioni di “grandeur”, per una stagione importante, alla vigilia, trasformatasi in un’annata, almeno fino al momento molto al di sotto delle reali potenzialità e con due guide tecniche impotenti a dare un vero volto alla compagine etnea. Sorrento, ancora una volta, sorpresa della giornata, perché dopo il capitombolo interno per mano del Brindisi, passava a Catania, posizionandosi in zona tranquilla di classifica, a braccetto con due compagini illustri come Foggia e lo stesso Catania. Delude, intanto il Potenza, inchiodato sul nulla di fatto dal Messina che, in silenzio, continua a raccogliere punti necessari per mantenere la categoria ed impegnato nella corsa per uscire dalla zona play out con il Monopoli. Lo scontro diretto per la permanenza, importantissimo, di Teramo, tra il Monterosi Tuscia e la Turris, aveva uno svolgimento vietato ai deboli di cuori. Un’altalena durante i 90 e passa minuti che alla fine, con tre a goal a testa, portava alla spartizione della posta in palio per un risultato che, pur essendo minimo, dava ancora qualche speranza, sia pur minima ai laziali, mentre scontentava i campani, in quanto, a circa venti minuti dalla conclusione, avevano accarezzato l’idea di portare a casa tre punti che sarebbero stati fondamentali, per affrontare il girone di ritorno di questa annata deludentissima e insoddisfacente.

JUVE STABIA – VIRTUS FRANCAVILLA: tre reti davanti al pubblico del Menti, un’altra vittoria in cassaforte e la classifica che diceva +6 sulla prima inseguitrice. Dopo il pareggio di Crotone e una settimana caratterizzata dagli episodi dello Scida, la Juve Stabia riprendeva a correre in vetta alla classifica: battuta la Virtus Francavilla a Castellammare. La squadra di Guido Pagliuca consolidava il primato e allungava sulle avversarie. Subito pericolosa la capolista in avvio con un traversone di Mignanelli dalla corsia, la difesa ospite chiudeva in maniera provvidenziale su Piscopo. Ottimo approccio al match per i gialloblù, al 3’ ci riprovava il calciatore in maglia numero 11 e Forte doveva rifugiarsi in angolo con una grande parata. La replica degli ospiti si registrava al 12’ con una girata di Artistico che trovava pronti i guantoni di Thiam. L’ex portiere della Spal doveva intervenire anche al 20’ sul tiro-cross dalla sinistra di Fornito. Al 29’ la Juve Stabia passava in vantaggio. Spunto di Romeo a sinistra e suggerimento per Piscopo che, di testa, superava Forte e sbloccava il match. Le vespe, poco più tardi, sfioravano il raddoppio: al 32’ con una botta di Leone e al 44’ con un destro di Candellone. La ripresa si apriva con la Virtus Francavilla che spaventava il Menti con una punizione insidiosa di Polidori. Sul versante opposto, calcio piazzato di Bentivegna al 54’ e Forte respingeva con i pugni. Passavano cinque minuti e l’autore del gol, al termine di una manovra coinvolgente, colpiva il palo. Al 60’ la compagine di Roberto Occhiuzzi andava vicino al pareggio ma Thiam era fenomenale su Di Marco e Polidori. Al 73’ altra chance per i padroni di casa: Buglio innescava Piscopo che pescava Candellone a sua volta, l’attaccante spediva alto da buona posizione. Il ventiseienne invece non sbagliava all’81’: dopo il recupero della sfera da parte di Buglio, Candellone superava un difensore e fulminava Forte con il destro. Nel finale Folino metteva il sigillo sulla sfida con la rete del 3-0.

BRINDISI – AZ PICERNO: il Brindisi non riusciva ancora a “espugnare” lo stadio Fanuzzi, ma raccoglieva un punto (1-1) preziosissimo contro il forte Picerno, seconda forza del campionato di Serie C (girone C). Dopo un primo tempo con una netta quanto sterile supremazia degli ospiti, nel secondo tempo i biancazzurri, sostenuti dal gran tifo di circa 2000 spettatori, davano battaglia. La squadra allenata da mister Roselli reagiva immediatamente alla rete del vantaggio ospite siglata al 18′ da Santarcangelo, riagguantando il pari con un calcio di rigore trasformato da Bunino. Poi erano i padroni di casa a fare la partita, costruendo anche un’ottima occasione con Petrucci, nel finale. Per la prima volta in campionato, l’undici titolare del Brindisi era lo stesso della partita precedente. Roselli confermava infatti la squadra che si era imposta con il Sorrento, schierandola con il 5-3-2. In porta quindi Albertazzi, con linea difensiva a tre composta da Bizzotto, Gorzelewski e Bellucci. A centrocampo, gli esterni Valenti (a destra) e Nicolao (a sinistra), con le mezzali Albertini e Lombardi e capitan Malaccari nel ruolo di regista. In attacco, il duo Ganz – Bunino. Il Picerno partiva forte. Al 7′ Pagliai scoccava una conclusione dal limite indirizzata all’incrocio dei pali. Albertazzi si superava con una parata prodigiosa. Gli ospiti orchestravano il gioco. I biancazzurri subivano il possesso palla degli avversari e provano a ripartire. E’ quello che avveniva al 22′, quando Ganz, servito con un passaggio filtrante di Nicolao, calciava di prima intenzione in piena area di rigore, colpendo la traversa. Dopo questa occasione, la partita diventava equilibrata, con una sterile supremazia territoriale dei lucani. Fino al termine del primo tempo non si registravano altre emozioni. Dopo l’intervallo, il Brindisi rientrava in campo con buon piglio. Al 4′ Nicolao sfiorava la rete con una conclusione di poco alta. I lucani cercavano di fare la partita, ma con meno brillantezza rispetto al primo tempo. La pressione lucana portava i suoi frutti al 18′, quando Santarcangelo svettava sui difensori avversari e di testa indirizzava la palla alla sinistra di un incolpevole Albertazzi. La reazione del Brindisi era immediata. Al 21′ Albertini si involava nell’area del Picerno. Un avversario lo tratteneva per la maglia, facendolo cadere. L’arbitro decretava il penalty per i biancazzurri. Dal dischetto si presentava Bunino, che spiazzava Marelli. Raggiunto il pari, il Brindisi prendeva coraggio, ribaltando l’inerzia. Il Picerno andava in difficoltà, pur non concedendo alcuna occasione. Negli ultimi minuti erano gli ospiti a tentare il forcing. Al 45′ però era Petrucci ad avere una grande occasione. L’attaccante biancazzurro, in mezzo a due avversari, da distanza ravvicinata faceva partire un rasoterra che finiva sul fondo. Poi non accadeva altro.

CASERTANA – GIUGLIANO: battuta d’arresto per il Giugliano, era la Casertana ad esultare con la nona vittoria in campionato e il Picerno agguantato al secondo posto. La squadra di Valerio Bertotto doveva arrendersi alla qualità e al cinismo della compagine di Vincenzo Cangelosi, terminava 3-1 il derby in uno stadio Pinto senza tifosi. Bastavano poco meno di due giri di lancette ai falchetti per sbloccare il match. Dalla zona laterale Curcio pescava Tavernelli che si aggiustava la sfera sul mancino e batteva Russo sul palo più lontano. La reazione gialloblù si registrava all’8’ con Salvemini che riceveva in profondità, vinceva il duello con Cadili e con il destro mandava sul fondo. L’autore del gol rossoblù si rivedeva al 17’ con un sinistro deviato in angolo dalla retroguardia ospite. Al 21’ rasoterra dalla distanza di Giorgione, Venturi si rifugiava in corner. Sugli sviluppi Caldore si coordinava per il tiro al volo ma la traiettoria era alta sopra la traversa. Al 24’ ghiotta chance per i tigrotti con Oviszach che dialogava con Salvemini e, disturbato da Venturi, non trovava il tocco vincente. Tante interruzioni e ritmo che si abbassava, il primo tempo non aveva altro da dire e i padroni di casa rientravano negli spogliatoi con il risultato di 1-0. Pronti, via e la Casertana metteva in difficoltà il Giugliano con un’iniziativa morbida di Curcio al 48’. Il numero dieci, due minuti dopo, dalla distanza trovava il raddoppio con una clamorosa giocata, complice anche la posizione fuori dai pali di Russo. Bertotto provava a cambiare qualcosa, ma i gialloblù non riuscivano ad impensierire Venturi. Soltanto al 74’ De Sena riapriva la contesa con il destro dopo un suggerimento di Bernardotto. All’88’ De Rosa calciava a botta sicura, Proietti si immolava. Sulla ripartenza Montalto ringraziava Curcio per l’assist e chiudeva i conti con il 3-1.

AVELLINO – TARANTO: nel confronto con il Taranto, il tecnico Michele Pazienza confermava la formazione titolare già vista contro il Benevento, optando per Gori in attacco anziché Marconi, mentre difesa e centrocampo rimanevano invariati. La prima occasione degna di nota arrivava al 10′: Ricciardi serviva un cross preciso dalla fascia laterale, Patierno colpiva di testa con tempismo, ma il difensore avversario respingeva la palla con forza, mandandola a fil di palo. Al 18′, il Taranto rispondeva prontamente con un tentativo di Kanoute, ma il suo tiro si spegneva senza creare pericoli, finendo oltre la linea di fondo. Alcuni fischi piovevano per l’ex biancoverde. Al 26′, Romano si lanciava in un’incursione decisa al centro del campo, concludendo verso la porta avversaria. Nonostante Ghidotti si impegnasse in una parata, il pallone finiva oltre la traversa. Al 43′, l’Avellino creava una doppia occasione clamorosa: Tito metteva in mezzo e Patierno, giunto sulla sfera, colpiva di testa con precisione, ma Vannucchi compiva una parata formidabile. Nel proseguo dell’azione, Cancellotti riusciva a rimettere il pallone in mezzo, ma Riggio spazzava praticamente sulla linea di porta, con D’Angelo pronto a sfruttare un possibile tap-in. Il primo tempo si concludeva al Partenio-Lombardi. Nonostante un inizio promettente, l’Avellino incontrava difficoltà nel dettare il gioco nella metà campo avversaria del Taranto, il quale, ben organizzato, attendeva gli attacchi per ripartire in contropiede. La prima frazione di gioco si concludeva con un risultato ancora fermo sullo 0-0. La prima occasione del secondo tempo arrivava al 53′: il Taranto ci provava con un bel sinistro da lontano di Cianci, ma la difesa biancoverde riusciva a smorzare il colpo, e la palla finiva tranquillamente tra le mani di Ghidotti. Al 61′, Palmiero si inventava una giocata improvvisa, rimettendo in mezzo il pallone sul primo palo. Tuttavia, Gori, con un colpo di testa, mandava la palla fuori. Al 65′, Palmiero provava una punizione senza troppo convinzione, ma il suo tentativo non era preciso e il pallone si posava placidamente sul fondo. Alcuni fischi si levavano dagli spalti in risposta. L’Avellino creava un’opportunità al 68′: Gori si inseriva bene sul primo palo e colpiva al volo dopo un cross di Ricciardi, ma il pallone finiva sopra la traversa. All’80’: Patierno cercava la girata al volo da dentro l’area, sfruttando il cross di Tito, ma il pallone terminava oltre la linea di fondo. Il risultato non cambiava più fino al triplice fischio finale. Avellino e Taranto non si facevano male e, alla fine, il risultato di 0-0 parva giusto. Le occasioni da gol erano state limitate e spesso confuse. Capuano dimostrava una solida difesa, riuscendo a contenere efficacemente la sua ex squadra.

MONOPOLI – CROTONE: il Crotone vinceva meritatamente strapazzando un Monopoli confuso e in evidente crisi. Ci pensa la TuGo, la coppia Tumminello Gomez che nel primo tempo, in due minuti, segnava e raddoppiava chiudendo di fatto la gara. Secondo tempo di contenimento del Crotone che si abbassava controllando la partita e poi, con la superiorità numerica, trovava il terzo gol con Felippe su calcio di rigore. Il Crotone partiva subito forte e già al terzo minuto è pericoloso con Tribuzzi che, a due passi dalla porta, non riusciva a correggere a rete una bel cross di D’Ursi. Passavano tre minuti ed era Giron con un tiro al volo che attraversava tutta l’area passando tra decine di gambe, a mettere i brividi alla retroguardia pugliese. Al 13esimo i rossoblù ci provavano ancora con Gomez che di testa impegnava Perina. Al 21esimo il Monopoli per la prima volta metteva la testa in area rossoblù con Starita che entrava in area pericolosamente e poggiava per Spalluto ma Loiacono era bravo ad anticipare e liberare. Al 28esimo Tumminello ci provava in acrobazia, su una pennellata di Tribuzzi, ma Perina si superava e toglieva la palla dal sette. Sul corner successivo, solito schema Petriccione per Giron, il cross del francese era pericoloso, Vinicius, sul primo palo, mancava il tempo ma non Gomez che insaccava di testa e portava in vantaggio i rossoblù. Passava un minuto e il Crotone raddoppiava, Giron rilanciava dalla difesa, sulla palla si fiondava Tumminello, Cargnelutti sembrava incerto, l’attaccante rossoblù ne approfittava e dal limite dell’area in diagonale trovava di sinistro l’angolo opposto dove Perina non poteva arrivare. Il Crotone si portava sul due a zero in due minuti e andava in controllo della partita con il Monopoli che faticava ad organizzare una reazione. Il primo tempo si concludeva dopo un minuto di recupero. La ripresa iniziava con due novità tra le fila del Monopoli. Tomei inseriva Iaccarino e De Paoli per Vassallo e D’Agostino. Come prevedibile il Monopoli spingeva alla ricerca del gol che poteva riaprire la partita, ma il Crotone si abbassava e si metteva in controllo della partita. Al 49esimo Borello ci provava da fuori area ma il tiro si perdeva a lato. La partita era monotona anche perchè il Monopoli aveva sì il possesso di palla ma in modo molto sterile. Al 69esimo il Crotone si faceva vedere in avanti ed era di nuovo pericoloso: Giron crossava da sinistra, Vuthaj, subentrato a Gomez, si fiondava sulla palla, Cargnelutti andava in anticipo ma la palla si trasformava in un tiro in porta che Perina riusciva a respingere con un grande intervento. Al 75esimo l’episodio che di fatto chiudeva la partita: Hamlili interveniva in scivolata su Vuthaj, secondo giallo e Monopoli che restava in dieci. All’85esimo Felippe provava il dribbling in area avversaria e veniva messo a terra, sul dischetto si presentava il brasiliano che spiazzava Perina e portava il Crotone sul 3 a zero. Ultimo brivido all’87esimo con Vuthaj lanciato a rete che però si faceva anticipare da Perina in uscita.

LATINA – BENEVENTO: partivano subito all’attacco i padroni di casa e al 2′ la conclusione dal limite di Riccardi finiva sul fondo. Un minuto più tardi Di Livio serviva Fabrizi il cui tiro di prima intenzione finiva di poco fuori. Al 5′ si faceva vedere anche il Benevento e il tentativo di Marotta si spegneva sul fondo. Al 6′ nessun problema per Cardinali nel bloccare la conclusione di Improta. Al 9′ il primo giallo della gara lo rimediava Berra e per il difensore giallorosso era un’ammonizione pesante, in quanto diffidato e di conseguenza avrebbe saltato la gara contro il Catania. Al 14′ lancio di Di Livio dalla destra per Fabrizi che si liberava con estrema facilità dei difensori del Benevento e di prima intenzione calciava in porta. La sua conclusione era smorzata da El Kaouakibi e vibranti erano le proteste dei padroni di casa per un tocco di mano del difensore marocchino. Al 27′ grande occasione per il Benevento e la conclusione di Karic era respinta da Marino. Dal successivo corner colpo di testa di Ferrante e Cardinali smanacciava in angolo. Al 34′ azione corale del Benevento con Karic che serviva sulla destra Improta e il cross dell’esterno giallorosso era raccolto in area da El Kouakibi che di testa mandava il pallone sulla rete. La prima frazione si chiudeva con il Benevento all’attacco e nel recupero la conclusione di Improta era respinta in angolo da Cardinali. La ripresa aveva inizio con un cambio per i padroni di casa e Jallow prendeva il posto di Mastroianni. Al 5′ azione dalla sinistra per il Benevento con Masciangelo che triangolava con Marotta e la conclusione finale di Masciangelo è bloccata in due tempi da Cardinali. Un minuto più tardi brutta palla persa da Cittadino che consente una ripartenza al Benevento e la conclusione di Ferrante era respinta in angolo da Rocchi. Al 15′ primi due cambi per la Strega, con Andreoletti che inseriva Pinato e Benedetti al posto di Agazzi e Masciangelo, con Talia che si spostava nella posizione di regista. Al 22′ punizione del Latina calciata dalla destra da Di Livio e il colpo di testa di Marino era bloccato da Paleari. Al 28′ punizione questa volta del Benevento e calciata dalla sinistra da Benedetti, con Improta che sfiorava soltanto il pallone e Cardinali respingeva. Al 32′ Marotta smarcava Pinato che dinanzi a Cardinali si faceva respingere la conclusione dal portiere neroazzurro. Al 37′ Karic dalla destra serviva il pallone al centro dove nessun calciatore della Strega riusciva a buttarla dentro e i giallorossi cestinavano di fatto un’altra chance per portarsi in avanti. Nel recupero tornava a farsi vedere i padroni di casa e la conclusione di Ercolano era bloccata senza problemi da Paleari. Scampato il pericolo, l’ultimo tentativo per vincere la partita era di marca sannita, con Marotta che raccoglieva un cross dalla destra e da buona posizione calciava il pallone sopra la traversa. Finiva qui, con la Strega che tornava a muovere la classifica dopo due sconfitte consecutive, ma il punto serviva a poco ai giallorossi che nelle ultime sei gare avevano vinto soltanto contro il Monterosi ultima in classifica.

AUDACE CERIGNOLA – FOGGIA: il Cerignola faceva suo il derby al ‘Monterisi’ e staccava i satanelli in classifica. Era ancora Giancarlo Malcore il mattatore, con una doppietta realizzata su rigore (che faceva il paio con quelli realizzati lunedì scorso con la Virtus Francavilla) a condannare i satanelli. Vittoria meritata per gli ofantini, al di là della generosità relativa ai due penalty (apparsi tutt’altro che clamorosi), che si erano dimostrati più squadra e più concreti rispetto alla formazione di Olivieri. Per il Foggia la classifica iniziava a diventare preoccupante. A complicare ulteriormente le cose gli infortuni muscolari di Rizzo e Di Noia. Poco meno di sette mesi fa si giocavano un posto nei quarti di finale dei playoff. Adesso, una classifica anonima – e potenzialmente preoccupante – da migliorare. Sembrava passata una vita. Sette mesi dopo, Cerignola e Foggia si ritrovavano. Ed era un’altra storia, specie a giudicare dal curriculum stagionale. L’Audace ci arrivava dopo il rocambolesco pari di Francavilla e l’esigenza di far punti e, soprattutto, smettere di regalarli. Non stavano messi meglio i satanelli, che giungevano al ‘Monterisi’ senza Cudini (in panchina c’era il tecnico della Primavera Olivieri) e con molte incognite a livello societario. Mister Olivieri puntava sul 3-5-2, che alla fine restava il vestito migliore per il Foggia, nonostante i reiterati mutamenti tattici del suo predecessore. La novità era l’esclusione iniziale di Garattoni, con Salines che andava a fare il quinto a destra, mentre Rizzo ritrovava Riccardi e Carillo in difesa. Ma durava meno di un tempo. Tisci rinunciava a Capomaggio affidando la regia a Bianco. In avanti, D’Andrea e D’Ausilio supportano Malcore. La partita non è bella, ma neppure sgradevole, considerando anche le premesse tutt’altro che incoraggianti. Il Cerignola, per vocazione e caratteristiche, tendeva a fare la partita, mentre i rossoneri si affidavano più al gioco di rimessa. Anche perché la squadra di Tisci non sembrava essere esemplare in fase di filtro. Ne sapeva qualcosa Schenetti, che spesso si staccava dalla mediana per attaccare alle spalle dei centrali. Non mancavano le situazioni di potenziale pericolo, ma il Foggia denunciava la solita cronica fatica nel riempire l’area di uomini. Per mezz’ora, la gara era un trionfo di tentativi mal supportati dalla concretezza. Le prime due situazioni da annotare erano due infortuni muscolari, uno per parte, che curiosamente tagliavano fuori dalla contesa i due capitani Allegrini (dentro Capomaggio) e Rizzo (dentro Garattoni). L’uscita di scena del numero 3 rossonero precedeva di un paio di minuti l’occasione più ghiotta capitata ai rossoneri, quando Schenetti pescava l’inserimento di Peralta in area, ma il diagonale mancino non trovava di poco lo specchio. Un minuto dopo, Nicolini catechizzava l’abbraccio di Riccardi a Malcore. Penalty che il bomber gialloblu realizzava. Il risultato parziale, gioco forza, cambiava anche la sceneggiatura del match. Era il Foggia a prendere le redini del gioco e a forzare il palleggio nella metà campo ofantina. I tentativi di far sudare freddo Krapikas non mancano, ma Schenetti prima, Peralta poi, non sono sufficientemente precisi e pericolosi per ripristinare il pari. Lo è invece D’Andrea, che trasformava il gol del 2-0 al termine di una perfetta transizione, annullato per offside. Pericolo scampato per il Foggia, che però continuava a lamentare una sterilità offensiva a tratti imbarazzante. Era implacabile, invece, bomber Malcore. L’attaccante trasformava il penalty (un po’ generoso, per la verità) concesso per un fallo di Di Noia su Tascone. Gol e partita in ghiaccio alla mezz’ora. Olivieri gettava subito nella mischia Tounkara, passando al 4-3-3, ma un minuto dopo doveva spendere l’ultimo slot quando anche Di Noia dava forfait per un guaio muscolare. Dentro Marino. Non succedeva più nulla. Il Cerignola poteva respirare, il Foggia restava in apnea.

CATANIA – SORRENTO: primi 5 minuti di studio tra Catania e Sorrento senza particolari emozioni. Al 6’ prima conclusione in porta da parte dei rossazzurri con Chiricò dai 25 metri che per poco non beccava la porta difesa da Del Sorbo. Al 13’ ancora la squadra di Lucarelli andava vicino al gol con Castellini, servito da Chiricò su punizione. Poi ancora il numero 32 si rendeva pericoloso con una punizione calciata direttamente in porta al 20’ che impegnava Del Sorbo all’uscita di pugno, sull’azione dopo Lorenzini di testa ci provava ma ancora l’estremo difensore ospite bloccava in presa bassa. Al 24’ era Chiricò show, ancora il numero 32 imbeccato da Marsura in contropiede sfiorava il vantaggio con un’altra conclusione velenosa di poco alta sopra la traversa. Alla mezz’ora primo tiro in porta del Sorrento con La Monica dai 20 metri che provava un tiro centrale, bloccava facilmente Bethers. Al 32’ grande occasione per gli ospiti con Vitale servito da De Francesco calciava in porta dagli 11 metri, quasi in un rigore in movimento, ma spediva alto il pallone del 1-0. Dopo due minuti, rispondeva il Catania: cross dalla trequarti di Marsura e colpo di testa di Rocca da buona posizione impegnando Del Sorbo alla grande parata. Al 42’ il Sorrento passava in vantaggio: conclusione dai 30 metri di De Francesco che trovava l’angolo e portava la squadra di Maiuri in vantaggio al Massimino. Inizio forte del Catania di Lucarelli, nella ripresa, al 48’ con un cross pericoloso di Chiricò e con Del Sorbo che per poco non perdeva la palla. Al 57’ ci provava Badje con una conclusione sporca deviata da Lorenzini, facile preda per Bethers. Al 62’ i rossazzurri andavano ancora vicini al pari con Rocca di testa servito da Rapisarda che non trovava la porta davvero di poco. Al 70’ azione solitaria di Chiricò su angolo corto e conclusione del fantasista brindisino che non trovava di poco Dubickas sotto porta, Catania ancora vicino al pari. Quattro minuti dopo ancora il numero 32 ci provava dal limite con un tiro a giro e pallone che usciva di pochissimo. Nel complesso secondo tempo avaro di emozioni e il Catania si faceva rivedere al 82’ con una conclusione dalla distanza di Rocca ma parava facile Del Sorbo. Dopo 5 minuti di recupero il sig. Canci di Carrara fischiava la fine della gara, il Sorrento vinceva ancora al Massimino.

POTENZA – ACR MESSINA: il Messina pareggiava (0-0) sul campo del Potenza, trovando continuità di risultati dopo le vittorie conquistate contro Monterosi Tuscia e Catania. Immediato tentativo di Saporiti per locali, ma il suo tiro veniva parato da Fumagalli. Inizio equilibrato con le squadre che si studiavano, ma con il trascorrere dei minuti supremazia territoriale dei giallorossi. Al 15′ staffilata a lato di Ragusa dal limite. Una perfida punizione dello stesso Ragusa dalla destra non trovava, invece, la deviazione risolutiva di Manetta. Nel recupero, conclusione alta di Ortisi. Copione deludente anche ad inizio ripresa, come l’esito di alcune ripartenze su entrambi i fronti, prive della necessaria precisione negli ultimi passaggi. I lucani avanzavano il baricentro della manovra, ma trovavano intasati tutti i corridoi. Triplo cambio nel Messina con Cavallo, Scafetta e Zunno che prendevano il posto rispettivamente di Franco, Plescia e Ragusa. Immediata risposta tattica del tecnico dei padroni di casa, che operava altrettante sostituzioni. Al 29′ insidiosa battuta di controbalzo del neo entrato Pace, pallone di poco sul fondo. Un difensore ospite deviava poi la conclusione a botta sicura di Candellori in corsa. Il finale non regalava sussulti ed il triplice fischio sanciva la fine di una partita che non sarebbe assolutamente ricordata negli annali della serie C.
MONTEROSI TUSCIA – TURRIS: una clamorosa rimonta che sfumava nel finale. La Turris andava sul doppio svantaggio contro il Monterosi, ma riusciva a ribaltare il risultato. Nel finale però arrivava la beffa: era 3-3 allo stadio Bonolis di Teramo. Quarto pareggio consecutivo per i ragazzi di Bruno Caneo che dovevano rimandare ancora l’appuntamento con i tre punti. Il primo sussulto della gara era di Franco in avvio, la conclusione del centrocampista era imprecisa. Rispondeva la formazione di Romondini con un tiro di Verde dalla distanza, l’esito non cambiava. Al 14’ i padroni di casa passavano in vantaggio. Errore di Esempio che scatenava la corsa di Bittante, il passaggio al centro era raccolto da Costantino che ringraziava e segnava. I corallini provavano a reagire e riuscivano a gonfiare la rete con Maestrelli al 19’, l’arbitro fermava tutto per fallo in attacco di Maniero. Al 26’ Franco serviva De Felice, l’attaccante calciava ma non trovava il bersaglio. Gli animi si accendevano, il direttore di gara allontanava Caneo per proteste e al 36’ assegnava un rigore al Monterosi per fallo di Maestrelli su Frediani. Dagli undici metri Costantino non sbagliava e raddoppiava. La Turris rispondeva e, dopo un colpo di testa largo di Maniero, riapriva la contesa nel recupero con Maestrelli. In avvio di secondo tempo giocata personale di Franco, l’ex Avellino si portava fino al limite e conclude, Mastrantonio si rifugiava in angolo. Al 58’ i biancorossi agguantavano il pareggio. De Felice faceva partire l’azione, Nocerino si avventava sulla palla in area e superava l’estremo difensore con una botta vincente. Il gol galvanizzava la formazione campana che riusciva, in maniera clamorosa, a ribaltare il risultato al 62’. Dopo un fraseggio con Franco, Maniero sorprendeva la retroguardia avversaria e completava la rimonta. Il Monterosi si riprendeva dal doppio colpo e si faceva vedere in zona Fasolino con Frediani e con Silipo. Al 73’ il numero 4 di mister Caneo ci provava con il mancino, l’iniziativa finiva poco alta sopra la traversa. I corallini sfioravano il poker con Matera, ma la beffa arrivava all’86’: Vano correggeva un tentativo di Bittante e fa 3-3. Terminava così la sfida al Bonolis.

Tags: Serie C
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