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Taranto-Vibonese 0-0, la fotogallery

Serie C/C, il Taranto frena con la Vibonese. E’ il terzo 0-0 consecutivo

Bari sempre più capolista, anche la Turris è messa k.o., per la Fidelis Andria intanto è notte fonda. Crolla il Foggia di Zeman a Palermo

L’8^ giornata di campionato ha, per l’ennesima volta, ribadito la superiorità del fuggitivo Bari che, superando la Turris al San Nicola, ha allungato sull’immediato inseguitore, Catanzaro, corsaro a Pagani e su sei formazioni, inseguitrici dei calabresi. Turno che, nei match salvezza in programma, ha portato all’esonero di Sullo (ACR Messina), sostituito da Capuano ed il suo staff, mentre ad Andria (sconfitta pesante a Potenza), esonero di Panarelli ed il suo sostituto (Ginestra) per poter ripartire già da domenica prossima. Intanto Campobasso (vittorioso a sorpresa a Monopoli) e Monterosi Tuscia (blitz letale a Messina), risalgono posizioni, come vittorie importanti per Avellino (contro la Virtus Francavilla), Catania (battuta la big Juve Stabia), Latina (out il Picerno e rischio panchina per mister Palo), Potenza (importanti tre punti raccolti contro l’Andria. Infine la Vibonese, fanalino di coda, strappa a Taranto, un punto di speranza in una difficile, ma non impossibile, rimonta per posizioni più consone alla stagione improntata alla permanenza in serie C, come per esempio quelle delle zone play out.

BARI – TURRIS: gara che poneva di fronte la prima della classe e la sua immediata inseguitrice che già nei primi minuti del match cercava di sorprendere la formazione di Mignani e l’impresa stava riuscendo, tanto che dopo otto minuti, il corallino Giannone portava in vantaggio gli ospiti. I padroni di casa non ci stavano ed impostavano il primo tempo, alla ricerca dell’immediato pareggio. Cheddira, al 21° trovava il goal dell’equilibrio, ma dopo un quarto d’ora, il partenopeo Leonetti, riportava in vantaggio la formazione di Caneo. Nella ripresa, con innesti mirati di Mignani, il Bari cercava di sfondare il muro ospite e già dopo pochi secondi dall’inizio della ripresa, D’Errico, pareggiava nuovamente per i biancorossi. Poi, sull’onda dell’entusiasmo, come un’onda lunga, Scavone piazzava la rete del 3 a 2, quindi con i corallini storditi, pur nella convinzione di non abdicare, i “galletti”, a sette minuti dal termine, piazzavano la conclusione vincente con Terranova che fissava il finale sul 4 a 2. Turris battuta, ma non ridimensionata, Bari, ormai, in fuga certificata, anche se è presto per stabilirla come decisiva.

PAGANESE – CATANZARO: un match che , alla vigilia, poteva essere considerato arduo, per i giallorossi di Calabro, si è tramutato in un in contro he subito si è portato sulla sponda calabrese, tanto che i padroni di casa sono stati sorpresi dall’atteggiamento ospite, ferale nelle conclusione create. Dopo ventisei minuti era Carlini, a portare in vantaggio i viaggianti, poi nella restante porzione di tempo, i ragazzi di Caneo, non riuscivano a superare la barriera difensiva del Catanzaro. Nella ripresa, mentre la Paganese tentava di impensierire gli avversari, al nono minuto, Rolando sfruttava un’indecisione difensiva e il 0 – 2, indicava quale fosse il verdetto della gara. In effetti, in padroni di casa, abbastanza spremuti per la continua rincorsa al risultato, non partoriva alcuna reale e mozione e la sconfitta decretava un principio di crisi dovuti ai risultati, ma chiaramente da smentire nei prossimi turni.

PALERMO – FOGGIA: i pugliesi di Zeman, al Barbera, cercavano una conferma al trend positivo, iniziato nelle precedenti gare, dove tra goal realizzati e trasferte redditizie, sono arrivati punti preziosi ed importanti. Bastavano solo quattro minuti per trovare il Palermo in vantaggio, grazie ad un goal dell’ex Bari, Floriano. I foggiani cercavano di poter riordinare le idee per essere pungenti e pericolosi, ma al ventesimo, raddoppio rosanero, con Brunori Sandri. Da questo momento in poi, i padroni di casa amministravano il match, mentre gli ospiti pur imprecisi tentavano di imbastire gioco ed azioni, ma nella ripresa, il Palermo tentava di ripartire per tagliare la difesa rossonera e cercare di arrotondare il punteggio. A quattro minuti dalla fine, un fallo in area foggiana, comportava l’assegnazione del rigore che Soleri, trasformandolo, permetteva ai suoi compagni di fissare sul punteggio conclusivo sul 3 a 0, utile in ottica rilancio nelle parti alte della graduatoria. Zeman doveva prendere atto che per il rilancio in zona nobile della classifica dovrà attendere le prossime prove che lo mettere a confronto con avversari di assoluto valore e con difese ferree.

TARANTO – VIBONESE: alla vigilia, la gara tra la terza in graduatoria ed il fanalino del campionato, sembrava dall’esito quasi scontato. In pratica, l’atteggiamento dei calabresi, inizialmente un 3 – 5 – 2, divenuto in corso d’opera in un 3- 4 – 2 – 1, non permetteva alla fase offensiva del Taranto di essere incisiva con il reparto d’attacco, composto da Giovinco – Saraniti e Mastromonaco, pur nella non pericolosità della formazione ospite raccolta nella propria metà campo, che ripartiva con dei lanci lunghi nella metà campo ionica, difficili prede per gli attaccanti vibonesi. Al termine del match, nonostante gli innesti, nella ripresa di Santarpia, Ghisleni, Pacilli, infruttuosi per il risultato della posta piena, decretavano l’imbattibilità della porta difesa da Chiorra di 386 minuti e l’acquisizione del tredicesimo punto che collocava, la squadra rossoblù, al 5° posto in classifica ed occhio alla successiva trasferta, molto ardua, di Catanzaro, domenica 17 ottobre.

MONOPOLI – CAMPOBASSO: gara a sorpresa, per l’esito finale, quella in cui i molisani di Cudini hanno espugnato il Veneziani e costringendo i padroni di casa alla seconda sconfitta consecutiva. Dopo cinque minuti, Tenkorang, apriva le danze, con la rete del vantaggio per i rossoblù campobassani, quindi i bianco verdi iniziavano un poderoso recupero che concretizzavano con Starita, a sette minuti dall’intervallo, Nella ripresa, ancora Tenkorang, al 5°, superava il portiere locale, con la deviazione decisiva di Guiebre e consentiva di mettere l’incontro in ghiaccio, in quanto i baresi non riuscivano più a recuperare il risultato e la sconfitta (seconda consecutiva) faceva sorgere dei dubbi e, nel contempo, lo scivolamento in sesta posizione, con un occhio alle formazioni che seguono, ormai, a ridosso dei ragazzi di Colombo.

AVELLINO – VIRTUS FRANCAVILLA: Braglia, alla gara decisiva per le sue sorti sulla panchina irpina, ha trovato tre punti che lo hanno, in un certo senso, rilanciato sia nell’incarico che in classifica, infatti il match si racchiudeva al minuto 30°, quando l’arbitro Kumara, decideva che fosse rigore, un contatto (dubbio?) tra un attaccante avellinese ed un difensore ospite. La realizzazione di Gagliano, portava in vantaggio i bianco verdi ed il punteggio, da quel momento in poi, non cambiava più, con i pugliesi sofferenti, in avanti, in quanto orfani di Maiorino. Lo stop bruciante seguiva il derby pareggiato con il Taranto, sommata a qualche difficoltà realizzativa dei brindisini nelle ultime settimane.

CATANIA – JUVE STABIA: nuovo risultato imprevedibile quello ottenuto dal Catania contro una delle big, o presunte tali, del campionato come la Juve Stabia di Novellino, ad oggi, un’incompiuta senza la continuità e soprattutto la capacità di imporre il proprio gioco. Al Massimino, padroni di casa già in vantaggio dopo soli quattro minuti con Moro, poi come nel pugilato, il colpo del possibile ko sferrato da Russini al quattordicesimo, sembrava , appunto essere decisivo. Razione rabbiosa ospite premiata con un ulteriore uno – due, al 23° e 28°, con Eusepi che portando in parità le vespe, portava a pensare ad un ribaltamento delle sorti del match. Nella ripresa dopo qualche timido tentativo dei campani, al diciannovesimo, Moro, trovava la giocata vincente che gli permetteva la doppietta personale e il nuovo vantaggio della squadra sicula per il 3 a 2 che risultava fatale per Novellino ed i suoi ragazzi, incapace di recuperare e soggetti ad un calo fisico e nervoso che li costringeva ad incassare una sconfitta molto dolorosa. Catanesi, rilanciati verso posizioni più tranquille e, stabiesi, alle prese con problemi d’identità in trasferta, sempre sale prese con risultati poco lusinghieri.

ACR MESSINA – MONTEROSI TUSCIA: i siciliani, dopo tre sconfitte consecutive, hanno approcciato la gara contro i laziali del patron Capponi, in crescita. dopo le ultime esibizioni ed infatti, dopo una fase di studio, abbastanza corposa, passavano in vantaggio, per l’1 a 0, a sorpresa con Costantino. I messinesi non ci stavano e con Adorante, al 42°, riuscivano ad impattare prima dell’intervallo. Nella ripresa un deciso, determinato, Monterosi, imprimendo un gioco aggressivo, veloce e tagliente per la difesa locale, trovava, all’11°, il vantaggio con Polidori. quindi, mentre il Messina cercava di pareggiare, i viterbesi di mister D’Antoni apponevano il sigillo all’incontro con la rete di Mbendè per il 3 a 1, conclusivo. La sconfitta dei messinesi portava all’esonero di Sullo e all’arrivo di Capuano per tentare di uscire dalle sabbie mobili dei play out ed impedire lo scivolamento all’ultima posizione in classifica.

LATINA – AZ PICERNO: il match della sopravvivenza in terza serie ha portato le due squadre ad affrontarsi con una cautela iniziale che sembrava quasi bloccare le reazioni delle due formazioni. Dopo questo lungo periodo di studio, al 34°, Teraschi sbloccava il match e, all’intervallo, il vantaggio pontino sembrava giusto per l’intraprendenza mostrata dai laziali. Nella ripresa, all’11°, Jefferson piazzava la zampata del 2 a 0 e con i lucani, inermi ed impossibilitati a reagire, siglavano il 3 a 0, con Sane, ad un solo minuto dal 90°. Finiva con il Latina, a festeggiare la vittoria in uno scontro diretto e tre punti che schiodavano la formazione nerazzurra da quota cinque, mentre il Picerno, alla terza sconfitta consecutiva, scivolava pericolosamente in penultima posizione, scomoda in ottica retrocessione diretta per la serie D.

POTENZA – FIDELIS ANDRIA: la vittoria dei lucani, in una gara decisiva per la lotta alla retrocessione diretta, ha comportato l’esonero di Panarelli che, in realtà, nel primo tempo resisteva agli attacchi lucani ed il pareggio, maturato all’intervallo lungo, sembrava essere sostanzialmente giusto ma, nella ripresa, dopo un quarto d’ora, era sbloccata da Costa Ferreira, bravo a superare la difesa dei federiciani Ospiti che erano obbligati da una reazione, ma il reparto offensivo lucano trovava la forza di resistere e al trentesimo, raddoppio per merito di Coccia che infilava il portiere pugliese. Il 2 a 0 era una mazzata per gli andriesi, i quali non riuscivano a reagire e portavano a casa un’altra umiliante sconfitta contro una diretta concorrente alla permanenza. Stop doloroso, quindi, per Panarelli, esonerato il lunedì successivo, ma ancora senza un suo successore che dovrà farsi carico di una pesante situazione che potrebbe incrinarsi e portare l’esito stagionale a verdetti dolorosi.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie C
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