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Taranto-Paganese 1-1, la fotogallery

Serie C/C, il Taranto frena in casa contro la Paganese. Pari spettacolo al San Nicola

Sconfitta rocambolesca per il Foggia di Zeman allo Zaccheria contro il Latina. Vittoria della Virtus Francavilla con Patierno che segna al ritorno in campo

La 23^ giornata, disputatasi dopo oltre un mese per la sosta natalizia e l’emergenza Omicron, è risultata come turno a vantaggio del Bari. I bianco rossi, in difficoltà per tutto l’incontro contro il vitale Catania (incurante dei problemi extra calcistici ed in vantaggio per 3 a 1), recuperavano il match conquistando un punto prezioso utile a mantenere il distacco dall’immediata inseguitrice (il Monopoli) per merito di una giocata di Cheddira, scampando l’onta di una clamorosa sconfitta interna. Al Partenio – Lombardi, Avellino e Monopoli si giocavano punti importanti quali inseguitori prossimi della capolista Bari e gli adriatici dopo essere andati in vantaggio con Starita, venivano raggiunti e quindi superati dal bomber Maniero. Arena per gli adriatici, nello step finale, recuperava il pari necessario per rimanere al secondo posto sempre a sette punti dalla capolista barese. Al Ceravolo, attesa per il Catanzaro di Vivarini, oggetto di robusto restyling, per il match d’alta classifica ed importante, in ottica play off, con il Palermo del neo tecnico rosanero, Silvio Baldini. Il reciproco timore reverenziale, sommato alla paura di perdere punti e posizioni in graduatoria, partoriva uno 0 a 0 che lasciava rimpianti ad entrambe le squadre, più per i calabresi che per i siciliani, in quanto i tre punti conquistati, alla luce dei risultati di giornata, avrebbero permesso un deciso avvicinamento alle posizioni di vertice. La giornata è risultata favorevole per Turris e Virtus Francavilla. I corallini di Caneo si dimostravano corsari a Picerno, superando , di misura, i melandrini di Colucci, nonostante la voglia dei lucani (ritoccati nella sessione invernale di calcio mercato) di prendere più punti possibili, in ottica posizionamento nella griglia play off. La Virtus di Taurino era attesa da un confronto, sulla carta, abbondantemente alla portata ed in effetti, dopo il primo tempo, la formazione pugliese, avanti per 3 a 0, virtualmente aveva sigillato il match. L”imbarcata dei peloritani assumeva proporzioni più estese e, sul 4 a 0, gli ospiti giallorossi, realizzavano il goal della bandiera, prima di abdicare definitivamente subendo il 5 a 1, comunque mortificante, ma da trascrivere negli annali calcistici della categoria. Crisi d’identità per il Foggia di Zeman, caduto fragorosamente allo Zaccheria al cospetto di un Latina, abile ad infilare la difesa rossonera, lenta e, soprattutto, impotente nel limitare l’offensiva pontina ed il punteggio di 3 a 1, per i laziali, meritatissimo nelle proporzioni. Il Taranto di Laterza, in una serata gelida e piovosa di fine gennaio, non andava oltre ad un pareggio, dopo il confronto con la Paganese di Grassadonia, mai pericoloso nell’arco dell’incontro, ad eccezione della giocata di Castaldo, nella ripresa, abile nella giocata per Firenze, tempestivo nell’anticipo, per l’1 a 1 che sarà il risultato finale, qveva la coincidenza fortuita del rigore fallito da Giovinco, non capitalizzato come la conseguente superiorità numerica. Detto del Picerno, sconfitto in casa della Turris, del Catania, abile a conquistare un punto a Bari, nessun cambio di passo per la Juve Stabia, opaco 0 a 0 a Campobasso, la lotta per la permanenza si è infuocata. Il Monterosi, dopo lo 0 a 1, temporaneo con il Potenza, ribaltava il risultato con un netto 3 a 1, condannando i lucani all’ultimo posto in classifica. Posizione rimediata per la società del patron Caiata, anche per lo 0 a 0 tra la Vibonese (ora penultima per differenza reti, proprio con i rossoblù potentini), con il Messina, due punti più sopra (nonostante il “cappotto” subito a Francavilla) e l’Andria (capace di bloccare i calabresi di Vibo, a domicilio, in un importante scontro salvezza).

BARI – CATANIA: l’incontro, sulla carta, abbordabile, in realtà ha visto i ragazzi di Mignani essere in difficoltà per l’impostazione e la certosina applicazione adottata da Francesco Baldini, tanto che la difesa dei padroni di casa andava sempre in affanno e veniva tagliata dall’attacco etneo. Dopo diciassette minuti, un difensore biancorosso, stroncava un attaccante siciliano ed il rigore conseguente era trasformato da Moro. La squadra barese non subendo sbandamenti si riversava in avanti e pur rischiando sui letali contropiedi, in una ripartenza metteva Antenucci in condizione di impattare il risultato e, in pratica, riaprire il match. Dopo poco la mezz’ora, ancora la formazione rosso celeste tagliava ala difesa dei padroni di casa ed infilava il portiere Frattali con una rasoiata di Freddi Greco. Si andava all’intervallo con il 2 a 1 in favore dei catanesi e si aspettava la reazione dei baresi, costretti a fare la partita. Dopo più di dieci minuti, ancora una volta una chiusura errata della linea difensiva bianco rossa, dava la possibilità a Biondi di portare sul 3 a 1 la squadra sicula, ma due minuti dopo un’azione penetrante nell’area ospite veniva stroncata con un fallo meritevole di un penalty che Antenucci non falliva. Sul 2 a 3, baresi all’arrembaggio, alla ricerca del goal del pari, momento, arrivato prima della mezz’ora di gioco, con un colpo da biliardo di Cheddira che faceva esplodere il pubblico del San Nicola, timoroso, fino a quel frangente di incamerare una sconfitta tale da essere molto dolorosa, Lo sforzo compiuto, con svuotamento di energie, non permetteva ai baresi di essere precisi nelle conclusioni ed il pareggio, al termine, era più gradito ai padroni di casa che ai catanesi, incapaci di mantenere il doppio vantaggio acquisito.

AVELLINO – MONOPOLI: la gara, inizialmente considerata un vero e proprio spareggio per la conquista del secondo posto, vedeva i bianco verdi di Colombo molto pericolosi fin dalle prime battute di gioco, con l’Avellino incapace di prendere subito le classiche misure dell’avversario. Quando il primo tempo sembrava scivolare sul nulla di fatto, a cinque minuti dall’intervallo, era Starita, per gli ospiti, a trovarsi solo in area irpina e, con una bordata angolata, abile a bucare la rete dei padroni di casa tale da portare in vantaggio la sua squadra. Gioia che durava giusto due minuti quando entrava in scena Maniero che, con un’incornata, pareggiava il conto. Nella ripresa, l’andamento sembrava scivolare sul pareggio poi, ad un quarto d’ora dal termine, un’altra deviazione volante di Maniero faceva esplodere il Partenio e l’Avellino era in vantaggio. Il risultato inconsciamente appagava i bianco verdi irpini e questo errore di valutazione era pagato caro tanto che a sette minuti dalla fine match, Arena trovava la zampata giusta per battere il portiere e fissare il 2 a 2 conclusivo, con il gradimento di entrambe le squadre, forse con la formazione di Braglia più rammaricata di non essere riuscita a mantenere il vantaggio acquisito, ma un punto a testa faceva classifica per entrambe.

CATANZARO – PALERMO: l’atteso incontro tra la rivoluzionata formazione di Vivarini (dalla sessione invernale del calcio mercato) ed il Palermo del neo tecnico Silvio Baldini, si svolgeva con il rispetto reverenziale di entrambe le squadre ed il timore, concreto, di perdere punti preziosi in ottica futura composizione griglia play off. L’annullamento degli attacchi con le difese prevalenti su di essi, partoriva il classico pareggio per 0 a 0 ed il pubblico locale non apprezzava tanto, considerando le premesse che vedevano i calabresi molto più tecnici, qualitativi e d’esperienza, sicuramente vincitori della contesa, ma il campo emetteva un verdetto deludente per i tifosi giallorossi del Ceravolo.

AZ PICERNO – TURRIS: l’impenetrabilità della difesa dei corallini di Caneo, al Curcio di Picerno, bastava all’opportunista Turris per espugnare l’ostico campo lucano. Dopo un primo tempo all’insegna dell’equilibrio ed un pizzico d’imprecisione, in apertura di ripresa il corallino Manzi, trovava lo spiraglio giusto per battere il portiere Viscovo e da quel momento in poi gli attacchi nonché la voglia dei padroni di casa cozzava con l’attenta retroguardia partenopea che come un muro faceva sbattere contro di esso gli attaccanti lucani. Tre punti quindi che segnavano il riscatto della Turris, dopo lo stop bruciante casalingo subito dal Taranto, ma il rilancio nella classifica pone una luce diversa sulla formazione campana. Il Picerno, con questa battuta d’arresto, frena le sue ambizioni ma vede i suoi immediati inseguitori, Latina e Juve Stabia, alle calcagna, e questo infiammerà la lotta al 10° posto ultimo utile per la futura griglia play off.

VIRTUS FRANCAVILLA – ACR MESSINA: la formazione di Taurino, alla Nuova Arredo Arena, ha praticamente travolto il Messina, giunto in Puglia, con una serie di problemi organizzativi e societari che hanno, sicuramente, minato la serenità del gruppo ora diretto da Raciti, allenatore delle giovanili giallo rosse e a caccia almeno di un punto per la sua scarna e deficitaria classifica. Bastavano solo undici minuti perché il rientrante Patierno (assente per oltre un anno e mezzo causa l’affaire Picerno – Bitonto, di oltre due anni orsono), da vero e proprio opportunista, bucasse la porta difesa da Fusco (sostituto del titolare Lewandowski) per l’1 a 0, d’entrata. Poco prima della mezz’ora, Miceli, andava a segno, quindi prima dell’intervallo la terza rete di Prezioso, in partica, chiudeva la contesa, mentre i messinesi intravedevano un tardo pomeriggio da lupi, anche in senso meteorologico, con acqua scrosciante e freddo intenso. Nella ripresa, il Messina, in pratica, annichilito dallo strapotere della formazione di Taurino, poco prima del quarto d’ora trovava la rete della bandiera con Balde, ma i padroni di casa, dopo neanche un minuto, riuscivano con Pierno a sigillare il match sul 4 a 1. Nello scorrimento, quasi inerziale, verso la fine del tempo, ad una dozzina di minuti dal 90°, un fallo della difesa ospite, presa in contropiede, consentiva a Perez di battere il rigore che fissava il finale sul 5 a 1 , con l’ennesimo boccone amaro ingoiato dalla formazione dello Stretto, sempre più in difficoltà tanto sul campo, quanto nei saloni ove si svolge la sessione invernale del calcio mercato e da cui, finora non sono giunti innesti tali da essere competitivi in ottica play off. I ragazzi di Taurino, invece, vengono rilanciati nella lotta alle posizioni d’élite della graduatoria, ora decisamente più vicine.

FOGGIA – LATINA: batosta tremenda per la formazione di Zeman che, in un appuntamento, sulla carta, abbastanza abbordabile, visto il curriculum esterno dei pontini, falliva il compiuto. La formazione di Di Donato, con una tattica sorprendente, consentiva di poter superare agilmente, in contropiede la difesa rossonera, apparsa, lenta, ma soprattutto incerta nelle chiusure che permetteva agli avanti pontinii d fare il bello ed cattivo tempo. Il pubblico dello Zaccheria, molto scontento ed inviperito neri confronti della società dauna, ha ingoiato il primo boccone amaro proprio con Nicola, al 14° minuto, poi nel tentativo di reazione della formazione di Zeman, scoprendosi eccessivamente per la mentalità del boemo di fare densità nella metà campo avversaria, lasciava ampie praterie alla squadra laziale che con le sue ali velocissime prendeva di filata la difesa rossonera e subiva subito la seconda rete con Esposito, ad una manciata di minuti dall’intervallo e lo 0 a 2, incassato, cominciava a creare mugugni nella competente tifoseria foggiana. Nella ripresa si contava di poter riaprire il match ed il boemo effettuava le sostituzioni necessarie per trovare subito il goal che potesse riaprire l’incontro. Al 9° minuto, invece la squadra nero azzurra ospite trovava, ancora una volta in contropiede, con Sane lo 0 a 3, padroni di casa proiettati in avanti alla ricerca almeno del goal della bandiera. Lo trovavano per eccesso di intervento difensivo ospite e il calcio di rigore di Curcio, abile nella realizzazione, dava l’illusione di un’inversione di tendenza del match. Non succedeva niente, nella mezz’ora finale oltre al recupero, perché l’abilità degli ospiti nel chiudere i disperati tentativi dei padroni di casa, apparsi affaticati per il gran correre e svuotati di idee ed energie, cristallizzava il risultato finale ed il post match, a bocche chiuse, costava tanto in proiezione della stagione corrente

TARANTO – PAGANESE: un’incontro, quello dello Iacovone che se, alla vigilia, appariva molto abbordabile in considerazione del curriculum esterno dei campani, risultava complesso e pieno di difficoltà per la densità nella propria metà campo di tutti i calciatori campani e i cosiddetti “pullman” che in qualche occasione salvava la rete difesa da Baiocco. nei primi minuti di gara, ad una bordata di calciatore campano verso la porta di Chiorra che sibilava sul palo sinistro, si aveva un’ occasionissima, forse anche casuale, ovvero il palo colpito a seguito di una perfetta parabola per intervento inopportuno di un difensore e, a portiere battuto, la sfera respinta non era ribattuta in modo preciso in rete dai giocatori ionici, Alla fine del tempo, il primo ste che spezzava l’inerzia dl match. Un’uscita improvvida di Baiocco, falciava Falcone e l’arbitro, Galipò di Firenze, decretava il calcio di rigore che il bomber Saraniti realizzava per l’1 a 0 e che rappresentava l’ottavo sigillo personale stagionale. Nella ripresa il Taranto appariva più convinto ma, come accade spesso, sull’unica disattenzione difensiva, Castaldo, scodellando verso il cuore dell’area piccola, consentiva a Firenze (bestia nera degli ionici, visti i precedenti sia all’andata che nella semifinale play off nazionali di serie D, a Sestri Levante nel campionato gestione Campitiello) di segnare a porta vuota anticipando sia Benassai che Chiorra. Poi su un’azione in cui la palla sembrava un flipper impazzito, il braccio del difensore Bianchi, oltre a procurare il rosso, per aver impedito alla palla di entrare in rete, faceva decretare il secondo rigore che Giovinco, nell’alternanza dei rigoristi, falliva per il guizzo di Baiocco che con la gamba destra deviava la palla diretta in rete. In superiorità numerica, il Taranto schiacciava gli ospiti nella propria area, ma un pizzico di sfortuna non consentiva, almeno in un paio d’occasioni, di realizzare il goal che sarebbe potuto essere quello vincente. Rimaneva il dubbio, nel post gara se il pareggio rappresentasse due punti persi od un punto guadagnato, ma l’analisi generale indica che per la permanenza, anche il minimo raccolto, serve a rimpinguare la classifica ed avvicinarsi alla fatidica quota che viene stabilita, dai più, a 42 punti.

MONTEROSI TUSCIA – POTENZA: la legge del Rocchi di Viterbo, casa dei viterbesi quest’anno all’esordio, ha colpito ancora. La formazione di Menichini, in difficoltà con i lucani di Trocini (esonerato nel post match e sostituito da Arleo, vecchia conoscenza del pubblico lucano che ha guidato per anni, nonché potentino doc) tanto da essersi trovati in svantaggio dopo undici minuti, per un’invenzione del bomber lucano, Romero, lasciava presagire un tardo pomeriggio di passione per il pubblico locale e per la squadra tusca. ma la gara seppur all’intervallo con il vantaggio ospite, si sperava avesse un epilogo scoppiettante nella ripresa. Dopo un decina di minuti, Adamo, per i padroni di casa realizzava la rete del pareggio e da questo momento in poi, i lucani sparivano dalla scena ed i laziali dominavano il match. Nella confusione in fase difensiva i rossoblù di Trocini, commettevano un fallo evidente nella propria area e questo consentiva ad Adamo di realizzare la sua doppietta personale nonché far passare in vantaggio la sua squadra. Sull’onda dell’entusiasmo e la voglia di sigillare la partita, i laziali insistevano nella loro azione dirompente, mentre i lucani si difendevano ed attendevano il momento giusto per tentare di colpire i padroni di casa ed eventualmente prendere un punto, ma a tre minuti dal termine ancora una volta squadra locale a segno con Caon che chiudeva virtualmente l’incontro tra la rabbia, la delusione e la paura che attanagliava la formazione lucana, alla ricerca del filo perduto, soprattutto in trasferta, dove anche se sconfitti, con onore, ma almeno il gioco e la reazione si intravedeva. Padroni di casa, ancora a punti ed ora solo due i punti di vantaggio sulla quint’ultima posizione, limite della zona play out.

CAMPOBASSO – JUVE STABIA: pareggio deludente per entrambe le formazioni quello determinato nella sfida tra i molisani e campani, impegnati a raggiungere i propri obbiettivi. In realtà la gara si è disputata cin molta accortezza da entrambe le formazioni, ma i padroni di casa sono apparsi spuntati, privi di idee e forse scarichi per lo schema di gioco di Cudini. La Juve Stabia, seppur timidamente, cercava prima di non perdere, poi con qualche sortita tentava di sorprendere la difesa molisana, apparsa comunque attenta e abile a fermare l’attacco stabiese. Uno 0 a 0 deludente, accolto dai fischi della scarsa tifoseria molisana, tenuta lontana dal Nuovo Romagnoli, tanto dalla serata fredda ed inclemente, ma anche dai deludenti risultati che la posizionano, ai limiti della zona play out, infida e troppo rischiosa per affidarsi a questa lotteria.

VIBONESE – FIDELIS ANDRIA: ennesima partita, quella della formazione di D’Agostino, senza l’ombra dei tre punti. Questa gara, l’ennesimo scontro diretto per la salvezza, era affrontato con gli obbiettivi che rimanevano quelli di conquistare la permanenza e soprattutto evitare il rischio retrocessione diretta. L’approccio di entrambe le squadre lasciava intravedere il timore reverenziale, nella consapevolezza di non voler rischiare di passare in svantaggio e trovarsi in situazione molto complicata. I calabresi avevano un leggera supremazia territoriale, costretti comunque a fare la partita, ma il reparto offensivo non era pericoloso per l’attenta difesa della formazione di Ginestra, giunto in Calabria con l’obbiettivo di ritornare in Puglia con punti importanti nella corsa alla permanenza in terza serie. Questo atteggiamento faceva scivolare il match quasi nella noia più profonda per lo scarso pubblico locale che manifestava la sua disapprovazione per la carenza di un gioco utile a sbloccare la sterilità offensiva cui è affetta la squadra rossoblù vibonese. Il risultato finale di 0 a 0 rispecchiava l’andamento e soprattutto l’inerzia del match ma, nel post gara, i pugliesi potevano essere contenti di aver portato via il punto in un match considerato scontro diretto per la sopravvivenza in serie C, mentre la delusione si tagliava a fette tra i padroni di casa, pur con il tecnico D’Agostino, nella sua analisi, fiducioso in un’inversione di tendenza sia nella condizione che nei risultati, consapevole di dover attendere gli ultimi giorni di mercato in cui dovrebbero giungere robusti innesti per evitare il baratro della serie D.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie C
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