di Fabrizio Di Leo
La 29^ giornata, ultima del mese di febbraio, ha visto molte sorprese. Il Catanzaro, sempre in volo verso la B, in pochi minuti iniziali del match di Castellammare ha disintegrato una Juve Stabia a tratti volenterosa ma molto distratta nella fase difensiva che le sono costate, nelle prime due occasioni lo 0 – 2 di partenza. Poi, nella ripresa con l’animo depresso gli stabiesi hanno lasciato campo libero ai calabresi e solo sullo 0 – 4, hanno realizzato il goal della bandiera. Il Crotone, allo Scida, si è nuovamente inceppato al cospetto di una super abbottonata Turris, suscitando il malcontento dell’ambiente pitagorico e la considerazione che bisognerà difendere con i denti la seconda posizione, in ottica play off. Nel big match per la lotta al terzo posto, il Cerignola, in casa, ha superato un Pescara sempre più deludente e quasi rassegnato nel dover abbandonare la terza piazza. La sconfitta di misura della formazione adriatica ha certificato l’ascesa delle “cicogne” di Pazienza, dopo il deludente pareggio conquistato a Taranto. Il Picerno, al Rocchi di Viterbo, non ha superato i laziali ed al termine di un’intensa contesa, nel quarto minuto di recupero, un rigore di Ceccarelli, ha evitato una pesante battuta d’arresto. Il Monopoli in un match complicato e di difficile lettura, ha mostrato due volti che li hanno fatti soffire fino al fischio finale infatti, contro un Monterosi disperato e alla ricerca di punti, dal 2 a 0 per gli adriatici, al 2 a 1 , quindi il 3 a 1 quasi garanzia per i pugliesi, quindi il 3 a 2 finale con gli ultimi minuti di palpitazione per il pubblico presente al Veneziani. Brutto stop per l’Avellino contro la Virtus Francavilla. Il Giugliano si è accontentato di un pareggio che ha portwto in dote un punto buono e lascia inalterate le speranze di permanenza, diverso il discorso per la Gelbison, sempre a + 4 dal quint’ultimo posto (Monterosi). Il Taranto, autore di una buona gara a Potenza, ha subito un goal fortuito (Caturano) e non si è visto assegnare un gol su punizione che aveva superato la linea di porta, tranne per l’arbitro. Un punto sottratto per la giornata poco felice di un arbitro e del suo assistente che sono costati tanto. Il Messina, intanto, anche a Latina ha vinto di giustezza e continua la scalata verso la zona tranquilla di classifica e, ora, il quint’ultimo posto dista un solo punto. L’Andria, intanto, continua a steccare tanto che la sconfitta casalinga, di misura, nel derby con il Foggia, comincia a preoccupare, e non poco, il club federiciano nonché l’ambiente sfiduciato per l’ennesima grave battuta d’arresto e il distacco ampliatosi dalla penultima (Viterbese), ora a cinque punti, ma potrebbe portarsi a sette, se mercoledì 1° marzo, ai laziali venissero restituiti i due punti di penalizzazione dalla giustizia sportiva.
JUVE STABIA – CATANZARO: il Catanzaro domina anche a Castellammare e allunga sul Crotone bloccato in casa dalla Turris. Con la Juve Stabia finisce 4-1. Al Menti pratica di fatto archiviato dopo dieci minuti con due guizzi di Iemmello. Giallorossi che davano lezioni di calcio nella prima parte del match e controllavano agevolmente della ripresa lasciando più spazio alla Juve Stabia che siglava nel finale il gol della bandiera con Scaccabarozzi. Vivarini come previsto rinunciava a Brighenti, al suo posto Fazio. Pochesci optava per D’Agostino sulla sinistra e la coppia Silipo-Pandolfi in avanti. Calabresi già avanti nel punteggio nei minuti iniziali. Al quarto, errore di Altobelli sfera recuperata da Iemmello che s’involava da solo sulla sinistra entrava in area e batteva Barosi. Le vespe accusavano il colpo e i giallorossi sembravano giocare sul velluto. Poco dopo era Vandeputte a salire in cattedra, entrava in area si liberava di due avversari e confezionava un assist al bacio ancora per Iemmello che, dopo un tacco di Biasci, depositava in rete per il gol personale numero 21, eguagliando il record storico di Masini e Geraci. Dopo lo 0-2 la Juve Stabia si scuoteva e dava segni di vita. Al diciottesimo Ricci ben servito da D’Agostino sfiorava il palo. Due minuti dopo però le Aquile calavano il tris con Biasci servito da Sounas. Piu intraprendenti i campani nella seconda parte della frazione anche se era Iemmello che con un destro in area sfiorava il poker. Al minuto 34 episodio da moviola in area giallorossa, con la Juve Stabia che reclamava un rigore per una spinta di Fazio su Pandolfi che dalle immagini televisive sembrava in effetti esserci. Due minuti dopo ci provava Situm e il pallone terminava di poco a lato. Si chiudeva il primo tempo senza sussulti. Nella ripresa Aquile in controllo sin dalle prime battute. Un paio di occasioni ghiotte per il Catanzaro nel primo quarto di gioco. All’ottavo Iemmello solo davanti alla porta non riusciva stavolta a capitalizzare l’assist di Vandeputte. Al 17esimo Biasci slalomeggiava in area e Barosi riusciva con difficoltà a rimediare. Girandola di sostituzioni in una gara che già aveva ben poco da dire. C’era ancora il tempo per il poker siglato da Vandeputte poco prima della mezz’ora e per il super goal su punizione di Scaccabarozzi con Fulignati che comunque non pareva impeccabile in questa occasione, ma onestamente nell’economia dell’incontro importava davvero poco. Finiva 1-4 con le Aquile, grazie al +12 sul Crotone, iniziavano in lontananza a vedere il traguardo.
CROTONE – TURRIS: il turno valevole per la ventinovesima giornata del girone C di lega Pro disputato tra Crotone e Turris era un match avvincente che si concludeva con il punteggio di 0-0. Il pubblico sugli spalti assistiva a un primo tempo equilibrato, con la Turris che provava a mettere in difficoltà il Crotone, ma senza successo. I padroni di casa dimostravano eleganza nel loro gioco, riuscendo a uscire dal traffico dell’area di rigore avversaria e creando un paio di buone occasioni da rete che, purtroppo, non erano sfruttate dagli attaccanti rossoblù. La ripresa del match iniziava con un tripudio calabrese, con il Crotone che creava numerose occasioni da rete, ma senza riuscire a concretizzarle. I padroni di casa facevano vedere un gioco aggressivo, creando tanto ma sciupando troppo, e alla fine la partita terminava con un pareggio che serviva poco al Crotone, che perdeva terreno sulla capolista, ma valeva tanto per la Turris, che conquistava un punto pesantissimo nel fortino crotoniate tale da fare morale e classifica. Il Crotone calcio, dopo la vittoria cinica e di carattere maturata la scorsa settimana in trasferta, era tornato a calcare il manto erboso dello stadio Ezio Scida per dare continuità di risultati alla nuova gestione tecnica nata sotto il segno di Mister Lamberto Zauli. Il neo tecnico dei crotoniati voleva dare una scossa alla squadra, spronandola a dare il massimo in campo e a mettere pressione alla capolista Catanzaro in virtù del derby che si avvicinava. Per il match testacoda, che vedeva la Turris invischiata nella lotta per non retrocedere, Zauli decideva di schierare e mandare in campo un 4-2-3-1. A difendere la porta era il numero uno Andrea Dini, mentre in difesa c’era Giron, Gigliotti (che ha sostituito il capitano Golemic colpito da sindrome influenzale), Cuomo (capitano della squadra in questa partita) e Calapai, ormai tornato titolare. A centrocampo erano schierati Vitale e Petriccione, mentre in attacco erano posti Tribuzzi, D’Ursi e Chiricò a supporto del terminale offensivo Cernigoi, preferito a sorpresa su Guido Gomez. Dall’altra parte della barricata c’era la Turris, che dopo la pesante sconfitta interna col Potenza nello scontro diretto che significava il secondo Ko consecutivo e il quarto nelle ultime cinque partite, giungeva in terra calabra con il desiderio di riscatto. Il tecnico della squadra campana, Mister Gaetano Fontana, dopo un mini ritiro svolto in settimana, per la delicatissima trasferta dello Scida decideva di sfruttare le qualità della propria compagine, tentando buone occasioni da rete, ma senza riuscire a concretizzare il proprio dominio territoriale. Il Crotone, invece, sembrava giocare meglio in contropiede e al 40′ Tribuzzi si presentava davanti alla porta avversaria, ma il suo tiro veniva respinto da un ottimo intervento del portiere ospite. Il primo tempo si concludeva sullo 0-0, con la Turris che aveva avuto il predominio del gioco, ma senza riuscire a creare occasioni veramente pericolose, mentre il Crotone aveva giocato meglio in difesa e in contropiede, cercando di sfruttare le proprie occasioni. La seconda metà della partita iniziava con il Crotone che sembrava più determinato a cercare la vittoria, e al 50′ minuto del secondo tempo Petriccione sfiorava il gol con un tiro da fuori area che si stampava sulla traversa. La squadra di casa continuava a premere sull’acceleratore e al 60′ minuto del secondo tempo Tribuzzi si faceva strada nella difesa avversaria e calciava a rete, ma il suo tiro veniva deviato in angolo. La Turris, però, non si arrendeva e al 70′ minuto del secondo tempo era Miceli a impegnare il portiere del Crotone con un tiro da fuori area che veniva bloccato senza troppi problemi. La partita diventava sempre più intensa e al 80′ minuto del secondo tempo il Crotone era vicino al gol con un’azione di Chiricò che, dopo essersi liberato della difesa avversaria, calciava verso la porta, ma il suo tiro veniva deviato in corner. Nel finale di partita, entrambe le squadre cercavano il gol della vittoria, ma senza successo, e il match terminava sullo 0-0.
AUDACE CERIGNOLA – PESCARA: il Cerignola con il minimo sforzo portava a casa tre punti grazie al gol di Campomaggio e l’avventura di Colombo sulla panchina del Pescara potrebbe essere al capolinea. Arriverà Zeman? Approccio da incubo, Boben consegnava ad Achik la palla per andare in porta e Sommariva era costretto a fare fallo in area. Rigore. Malcore si faceva parare il tiro da Sommariva. Sembrava Mora contro tutti in campo, Boben sbagliava ancora e Delle Monache spendeva fallo. Sugli sviluppi della punizione Sommariva sbagliava l’uscita e Capomaggio lo puniva. Proteste sul finale di primo tempo per un contatto in area pugliese con Delle Monache messo giù in area ma Fiero faceva continuare. Ripresa. Meglio il Cerignola che sfiorava il raddoppio prima dell’assedio finale del Pescara che però era sterile. Il Pescara restava al terzo posto ma le altre accorciavano con il Foggia a -2 e il Cerignola a -3. E si attendevano le decisioni per la panchina di Colombo.
FIDELIS ANDRIA – FOGGIA: bastava un guizzo di Ogunseye per battere l’Andria e regalare al Foggia tre punti pesantissimi che valevano il -2 dal terzo posto, complice anche la sconfitta del Pescara a Cerignola. Partiva subito forte l’Andria con Arrigoni che costringeva Thiam a metterci i pugni, e al 4’ ancora il numero uno rossonero doveva impegnarsi per respingere il tentativo in area di Ekuban. I rossoneri si facevano vedere al 10’ con Ogunseye che era bravo a incunearsi nella difesa ospite ma calciava alto a due passi da Savini. La gara si manteneva su ritmi piacevoli ma era l’Andria ad apparire più convinta. Il Foggia, però, aveva l’occasione per passare al 17’ con Di Noia, ex di giornata, che da 20 metri calciava forte ma trovava Savini attento a respingere la sua conclusione. Il Foggia sembrava intimidito dall’atteggiamento degli andriesi che spingevano di più e impegnavano la difesa rossonera, senza però mai creare altri grattacapi a Thiam. Gli uomini di Somma si affidavano all’estro di Schenetti che provava ad illuminarsi in area ma Ogunseye era spesso solo e preda quindi dei difensori avversari. Il primo tempo andava così in archivio sullo 0-0. La prima occasione della ripresa era per il Foggia con Ogunseye che lanciava bene Schenetti in contropiede ma il “7” rossonero strozzava troppo il destro e calcia a lato. Il Foggia partiva con piglio più deciso e al 60’ passava: Costa metteva un pallone insidioso in area, sulla respinta della difesa andriese era Petermann ad avventarsi e il suo tocco sporco diventava oro per Ogunseye che insaccava alle spalle di Savini. L’Andria reagiva e al 62’ si rendeva pericolosa, e ci voleva un super Thiam che diceva di no prima a Pastorini e poi a Costa Ferreira. Trocini provava a dare nuova linfa ai suoi inserendo Bolsius per Costa Ferreira e Finizio per Dalmazzi. Il più pericoloso nei padroni di casa era Ekuban ma Rizzo e soci facevano buona guardia e chiudevano bene gli spazi. Il Foggia, dal canto proprio, teneva bene palla grazie anche alla capacità di palleggio di Schenetti e a Ogunseye che faceva salire bene la squadra. L’Andria alzava ancora di più il baricentro con l’ingresso di Pavone per Ciotti. A dieci minuti dalla fine proprio il nuovo entrato imbeccava bene Bolsius in area ma calciava alto. Trocini provava il tutto per tutto e inseriva Ventola per Pastorini e Salandria per Candellori. I rossoneri non correvano particolari rischi e all’88’ Ogunseye in contropiede sprecava una colossale occasione mandando alto davanti a Savini. Il primo cambio nel Foggia arrivava solo al 93’ con Peralta che rilevava Schenetti. Era l’ultima nota sul taccuino: finiva 1-0 con la festa dei rossoneri sotto la curva dei Foggiani. In tribuna, Somma poteva già sorridere.
VITERBESE – AZ PICERNO: beffa atroce per la Viterbese che veniva raggiunta sull’1-1 dal Picerno con un rigore nei minuti di recupero. Nel primo tempo per la Viterbese ci provava Marotta al 17′ ma il suo colpo di testa finiva fuori. Poco dopo un calcio di punizione di Ceccarelli per gli ospiti finiva fuori. La Viterbese non giocava sulle fasce laterali che invece venivano sfruttate molto bene dai lucani. Al 5′ della ripresa subito pericolosa la Viterbese con Devetak che, servito da Mungo, metteva un pallone invitante sul secondo palo ma la difesa ospite salvava con fatica. Al 17′ passava la Viterbese. Il neo entrato Polidori, ben servito da Barillà, agganciava il pallone all’interno dell’area avversaria e mandava la sfera nell’angolo basso dove il portiere avversario non poteva arrivare. L’undici di Lopez potrebbe raddoppiare alla mezz’ora ma la botta col destro di Mungo trovava la respinta del portiere ospite. In pieno recupero arrivava la beffa con Mbaye che metteva giù D’Angelo causando il calcio di rigore che veniva trasformato da Ceccarelli con un preciso tiro all’incrocio dei pali.
MONOPOLI – MONTEROSI TUSCIA: ancora un ko per il Monterosi Tuscia. Contro il Monopoli, la squadra di Menichini usciva senza punti, sconfitta per 3 a 2. Emergenza per il tecnico, che doveva fare a meno degli squalificati Tartaglia e Borri e di Costantino, che all’ultimo dava forfait. I padroni di casa erano aggressivi fin dalle prime battute di gara e all’8′ trovano la via della rete con Fella, con un gran destro dai trenta metri che superava Forte dopo un rimpallo sulla traversa. Al 20′ arrivava anche il raddoppio su un’azione personale di Manzari che col sinistro non sbagliava. Al 26′ i pugliesi sfioravano il tris su calcio di rigore, dopo un fallo di Parlati su Giannotti. Sul dischetto andava Starita ma Forte intuiva e parava. Al 35′ un altro rigore, questa volta per gli ospiti, dopo un fallo di Pinto su Piroli: Di Paolantonio dagli 11 metri non sbagliava. Alla ripresa, dopo quattro minuti, andava in gol Mulè con un colpo di testa su un calcio piazzato di Pinto. Al 79′ il Monterosi accorciava le distanze con Tonin ma il gol non bastava per pareggiarla. La zona salvezza si allontanava, mentre si avvicinava il Messina, che aveva vinto contro il Latina.
AVELLINO – VIRTUS FRANCAVILLA: ancora una pesantissima sconfitta per i Biancoverdi, che uscivano con le ossa rotte dal match interno con la Virtus Francavilla. Ottimo, però, era stato l’approccio alla sfida della squadra di Rastelli. I Biancoverdi trovano la via del goal già al 5’ ma Auriletto, in proiezione offensiva, sul suggerimento di prima di Tounkara, si era venuto a trovare oltre la linea difensiva avversaria. Legittima segnalazione di offside. Al 17’, poi, quasi sorprendentemente, la Virtus trovava il vantaggio: Murilo sfrutta come meglio non poteva la sponda di petto di Patierno e incrociava al volo con il destro, fulminando Pane. Inguardabile, in questo frangente, la difesa biancoverde, con Auriletto che aveva consentito a Patierno di stoppare la sfera senza problemi. Benedetti, poi, intervenuto in clamoroso ritardo su Murilo. Gli errori difensivi della squadra di Rastelli cominciavano a diventare imbarazzanti. Al 33’, grande occasione per l’Avellino, con l’arbitro che concedeva il calcio di rigore per un braccio largo in area di Minelli sulla girata di Auriletto. Il portiere ospite, Avella, parava il tentativo di trasformazione di D’Angelo che, sulla ribattuta, non riusciva a ribadire in rete sparando alto sopra la traversa. D’Angelo ci provava al volo, al 40’, la conclusione si trasformava in un assist per Tounkara, che non riusciva a impensierire Avella. Aria di contestazione al termine della prima frazione di gioco con la Virtus Francavilla in vantaggio per 1-0. La squadra di Rastelli, nel corso dei primi 45 minuti di gioco, aveva mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti psicologici Rastelli non perdeva tempo e iniziava il secondo tempo mandando in campo Ricciardi, Kanoute e Trotta al posto di Auriletto, Tounkara e D’Angelo. Miracolo di Avella al 55’ sulla girata ravvicinata di Trotta, che tentava la conclusione in caduta, probabilmente strattonato alle spalle. La partita degenerava dopo pochi minuti, con l’arbitro che sventolava il cartellino rosso in faccia a Kanoute e Idda, che erano venuti alle mani. Bel tentativo di Russo al 70’, con la palla che sibilava di un soffio a lato della porta difesa da Avella. Le velleità offensive dei padroni di casa andavano rapidamente a scemare ma, al 90’, Trotta riusciva anche a mettere nel sacco. Il goal, però, non è convalidato per un fallo in attacco su Caporale. Ad aumentare i rimpianti, la traversa di Marconi al 95’. Il risultato non cambiava più fino al triplice fischio finale. Pioggia di fischi dal pubblico del Partenio – Lombardi. Nel mirino De Vito e anche Rastelli.
GELBISON – GIUGLIANO: il match, disputato ad Agropoli, cominciava con il piede sull’acceleratore la Gelbison, al 5’ De Sena si ritrova solo davanti al portiere, riesce a superarlo con il destro, ma il suo tiro viene fermato sulla linea da Scognamiglio. La reazione del Giugliano arrivava al 9’ con un incursione di Sorrentino, liberata a fatica dalla riprese; ci provava anche Eyango al 17’, il più classico dei rigori in movimento, ma il suo tiro terminava alto. Il match si sblocca al 40’ con Poziello, abile a sfruttare una corta respinta di Anatrella e depositare in rete lo 0-1 per gli ospiti. Il primo tempo terminava così, con il vantaggio del Giugliano.
Nella ripresa la Gelbison provava il forcing per arrivare al pareggio, ma la manovra non era molto fluida e le occasioni stentavano ad arrivare, l’unica degna di nota arrivava al 60’ con un colpo di testa di Loreto che terminava di poco a lato. La partita sembrava avviarsi al termina senza nessuna emozione, fino all’80’ quando De Sena sfruttava una palla sbucciata da Faella in area di rigore e superava Sassi per il pareggio della Gelbison. Dopo il goal della Gelbison l’inerzia della partita cambiava a favore della squadra di casa, ma le occasioni per vincere la partita non arrivavano ed alla fine il match si concludeva con il risultato di 1-1. Buon pareggio per la squadra cilentana visto l’andamento della partita. Un punto che smuoveva leggermente la classifica, ma la lotta alla salvezza era ancora lunga.
LATINA – ACR MESSINA: Messina che partiva subito bene ma la prima occasione era del Latina con un cross basso bloccato da Fumagalli. Al 10′ contropiede del Latina che arrivava al tiro dal limite con Belloni, conclusione smorzata che finiva tra le braccia di Fumagalli. Al 14′ il Latina perdeva palla ed il Messina in contropiede entrava in area con Ragusa che si defilava troppo ed il suo tiro era bloccato da Tonti. Al 17′ occasione per il Latina con Riccardi che superava Celesia sulla destra e metteva rasoterra sul primo palo dove Belloni mandava di poco a lato. Al 18′ ancora Latina, stavolta ero lo stesso Riccardi ad avvicinarsi all’area e sparare forte, palla sopra la traversa. Al 27′ contropiede leale del Messina che passava in vantaggio con Marino che, imbeccato da Kragl, di prima intenzione trafiggeva Tonti. Al 39′ risposta del Latina con Riccardi che metteva in area per Belloni che, di contro balzo, mandava alto. Al 40′ Ragusa scappava verso la porta ma Tonti lo anticipava mandando a lato con i piedi. In pieno recupero ultima chance per Marino che, servito in area, sparava alto il diagonale. Al 50′ Fabrizi si ritrovava la palla sul dischetto in mezzo a due avversari, toccava, ma il suo rasoterra andava fuori. Un minuto dopo Marino lanciava. Ragusa sulla sinistra, sinistro che si perdeva alto. Al 59′ cross di Carissoni e Furlan girava di testa, il tiro era debole e fuori dai pali. Ancora Latina con Riccardi che entrava in area ma il suo cross basso sul primo palo era respinto da Berto. Al 64′ Peschetola tentava un cross al volo, doveva intervenire Fumagalli. Al 69′ il Messina raddoppiava è sempre il mancino di Kragl protagonista, punizione dalla trequarti sinistra e Trasciani, in tuffo di testa, trovava l’angolo. Al 71′ ci provava Calabrese al volo in area, tiro respinto dalla difesa. Al 73′ grande occasione per il Latina con Rosseti che colpivano al volo in area, decisivo Fumagalli nel respingere il tiro. Ancora pericolosissimo il Latina all’ 83′ con Ganz che superava Fumagalli in uscita ma si defilava troppo ed il destro finiva largo. Ultimo sussulto in pieno recupero con Di Livio che, dal limite, sparava alto.
POTENZA – TARANTO: la prima azione degna di nota arrivava al 6′ ed era di marca lucana: Di Piazza dalla destra provava a pescare Caturano con un cross, ma non riusciva l’impatto giusto con la sfera. Dopo una lunghissima fase di studio, il Taranto andava vicinissimo al vantaggio al 36′: Bifulco partiva in contropiede e si avvicinava verso la porta, provava a piazzarla ma Gasparini respingeva la conclusione. Da segnalare al 43′ l’infortunio di Crecco al quadricipite femorale, al suo posto entrava Labriola. La prima parte di gioco si concludeva a reti bianche. Al 49′ il Taranto andava vicinissimo alla rete: Mastromonaco crossava dalla destra, Sbraga interveniva male e sfiorava l’autogol. Al 52′ rispondeva il Potenza: il tiro dalla distanza di Di Grazia terminava fuori. Il Taranto trovava la rete al 55′ con Bifulco, la stessa però non veniva convalidata per un fallo di mani dello stesso ex Padova. Al 58′ il Potenza trovava il vantaggio: cross dalla sinistra su punizione, la sfera carambola in area e trovava la testa di Caturano che batteva Vannucchi. Il Taranto si faceva vedere al 69′ : Bifulco lavorava una bella palla per Provenzano che di sinistro però non riusciva ad incidere. All’85’ veniva espulso Caturano per doppia ammonizione ed il Potenza rimaneva in 10. Sulla punizione seguente Labriola colpiva la traversa, la sfera superava la linea di porta ma l’arbitro clamorosamente non vedeva il gol. La contesa si concludeva con la vittoria dei lucani dopo sei minuti di recupero.













