di Fabrizio Di Leo
La 35^ giornata di campionato. disputata nella Domenica dell Palme 2023, ha emesso alcuni verdetti e attestato alcune diificoltà per i club impelagati nella zona play out. Nella graduatoria delle squadre in vetta, il Catanzaro (non fa, ovviamente, più notizia), sul neutro di Avellino ha impiegato un tempo (il primo) per archiviare la pratica Giugliano e continuare ad inannellare record in questa stagione irripetibile per i colori giallorossi. I partenopei alla vigilia consci delle difficoltà del match con i calabresi, hanno subito questa sconfittta comunque indolore in quanto ancora in piena zona play off. Il Taranto, nella giornata della ricorrenza del Centenario della fondazione del club pitagorico, subisce una sconfitta grazie ad una rete di Crialese, giunta su una lesta respinta dopo una magistrale punizione di Chiricò terminata sulla traversa. Il Taranto ha provato a rimettere la gara sul pareggio ma solo in una conclusione ha impensierito il bravo portiere Branduani. I risultati provenienti dagli altri campi di squadre invischiate nella bagarre salvezza hanno mantenuto le distanze immutate con una giornata in meno da disputare. Il Pescara si è facilmente sbarazzato della Virtus Francavilla assicurandosi i playoff cosi come il Picerno, il Foggia e il Cerignola. È tornato a vincere il Monopoli dopo il cambio di allenatore, così come la Juve Stabia del neo tecnico Novellino sull”Avellino.
GIUGLIANO – CATANZARO: il Catanzaro, già promosso in serie B, travolgeva i tigrotti con un perentorio 0-4. La partita iniziava subito male per il Giugliano, che andava sotto di un gol al 6’: era Gatti a trafiggere Sassi con un bel colpo di testa. La capolista insisteva e sfiorava il gol con Brignola. Dopo pochi minuti arrivava il raddoppio di Curcio che si avventava su un cross di Sounas. Per i padroni di casa era Salvemini, sul finire del tempo, a sfiorare la rete. Nella ripresa cambiava ben poco: calabresi in scioltezza e Giugliano in grande difficoltà. Curcio colpiva la traversa e sulla ribattuta Oyewale salvava sulla linea. Poi era Rizzo, per i gialloblu, a centrare la traversa. Il Catanzaro chiudeva i conti negli ultimi 15 minuti. Iemmello siglava il 3-0, poi era sempre l’attaccante abile a sfruttare un errore di Di Dio e a mettere alle spalle di Sassi. I calabresi così si portavano a quota 90, milgiorando ulteriormente il record del puntetggio maturato dalla capolista del girone C, di due stagioni orsono, ovvero quello delle Ternana.
CROTONE – TARANTO: il Taranto cadeva di misura allo “Scida“. Il Crotone si imponvae con la rete di Crialese arrivata in apertura, ma gli uomini di Capuano avevano il merito di essere rimasti in partita fino alla fine del match. Alla prima azione degna di nota il Crotone passava in vantaggio: al 6′ Chiricò batteva una punizione dai 35 metri, la palla sbatteva sulla traversa e finiva tra i piedi di Crialese che la spediva in porta: 1-0. Il Taranto si faceva vedere con un destro alto di Tommasini al 14′. I padroni di casa andavano vicini al raddoppio al 25′: Petriccione su punizione da ottima posizione, spediva la sfera di poco alto. Al 31′ si vedevano ancora i padroni di casa con un diagonale di Gomez respinto da Vannucchi. Gli ionici rispondevano al 35′ sfiorando il pareggio: sugli sviluppi di un corner, Antonini faceva da sponda per Bifulco che tutto solo si vedeva respingere il suo colpo di testa a botta sicura da Branduani, il quale si rifugiava in corner. Il primo tempo si chiudeva dopo due minuti di recupero, con i pitagorici avanti di una rete. Il Taranto in apertura di seconda frazione si faceva pericoloso: al 48′ sugli sviluppi di un corner Formiconi colpiva di testa e mandava fuori. Gli ionici sfioravano la rete al 56′ : Tommasini colpiva dal centro dell’area, ma la palla veniva smorzata involontariamente da Romano. I rossoblù si gettavano in avanti alla ricerca della rete ma lasciavano ampi spazi al Crotone. Al 72′ Chiricò penetrava dalla destra e pescava Tribuzzi che mandava alto di testa. Ancora i calabresi si rendevano pericolosi: al 76′ D’Errico da fuori colpiva violentemente, ma trovava una strepitosa respinta di Vannucchi. Sugli sviluppi dell’azione Chiricò ci provava a giro e mandava di poco fuori. Il Taranto si rendeva pericoloso all’83’, ma il destro di Nocciolini non inquadrava la porta. Il Crotone sprecava ancora in ripartenza all’85’: Cernigoi serviva Chiricò che tutto solo e da ottima posizione sparava alto. I calabresi buttavano via ancora il colpo del KO: al 92′ D’Errico trovava pronta la respinta di Vannucchi che chiudeva la saracinesca. La contesa si chiudeva su un tiro sbilenco di Romano arrivato al 95′. Gli ionici perdevano di misura contro un ottimo Crotone e nel sabato prossimo allo Iacovone incontreranno il Pescara.
PESCARA – VIRTUS FRANCAVILLA: i biancazzurri giocavano un primo tempo speciale e liquidavano la Virtus Francavilla (4-1). Doppiette di Lescano e Merola per i biancazzurri, nel finale di gara la rovesciata da applausi di Murillo per il 4-1. Dopo 9′ arrivava il vantaggio: verticalizzazione di Lescano per Merola, steso in area. Rigore trasformato da Lescano. Al 15° il raddoppio: faceva tutto Merola: l’ex Foggia si accentrava e di sinistro firmava il 2-0. In campo era Pescara show: Kolaj ci metteva del suo e prima centrava il palo e poi regalava l’assist a Merola per il 3-0. Rafia era incredibile: qualità da vendere e gran destro. Milli si opponeva e Lescano faceva poker sul tap in. Partita chiusa all’intervallo. Ripresa al piccolo trotto ma arrivava l’infortunio di Plizzari e i gialli pesanti a Milani e Brosco che salteranno Taranto. Al triplice fischio tanti applausi. Per Zeman uno in più: la sua mano si vedeva e la sua cura stava funzionando.
MONTEROSI TUSCIA – AZ PICERNO: il Picerno pareggiava 1-1 l’ostica trasferta contro il Monterosi e prolungava a ben dieci turni la serie utile, equamente divisa tra vittorie e pareggi. Risultato complessivamente giusto, con i lucani che si facevano preferire nel primo tempo, mentre nella ripresa emergeva la «disperazione» della formazione laziale, impelagata nella lotta per non retrocedere. Proprio la frazione iniziale poteva essere capitalizzata meglio dai ragazzi di Emilio Longo che hanno tenuto con autorità, creando almeno tre occasioni limpide da rete. Forte, però, era determinante nel fermare Santarcangelo, in particolare quando usciva alla disperata sul centravanti rossoblù che gli si presentava davanti completamente solo. Eppure, al 42’ il portiere del Monterosi la combinava grossa, mancando l’intervento sulla conclusione dalla distanza di Ceccarelli. Il match sembrava in discesa per il Picerno: in avvio di ripresa Diop sfiorava il raddoppio. Poi, però, emergeva tutto il furore dei padroni di casa, ispirati dal neo entrato Carlini e dal fiuto di Costantino: alla mezzora, era proprio il centravanti a segnare il pareggio con un perentorio colpo di testa su sponda di Mbende. La reazione lucana era affidata ad uno spunto di Guerra (Forte stavolta respingeva), ma nel finale ancora un’incornata di Costantino e soprattutto la grande chance fallita da Piroli portavano i laziali ad un passo dal ribaltone. In classifica, il Picerno restava in quarta posizione, sebbene agganciato da chi insegue. Non si schiodava dal terzultimo posto, invece, il Monterosi, sempre più vicino alla condanna a disputare i playout.
ACR MESSINA – FOGGIA: al 4′ Ragusa si involava da solo verso la porta del Foggia, ma veniva fermato in offside. La scena si ripeteva qualche minuto dopo, quando i pugliesi si salvavano in extremis su Perez involatosi sulla corsia sinistra. Fumagalli bloccava agevolmente il tentativo dalla lunga distanza di Schenetti. All’11’ veniva respinta una punizione dalla sinistra conquistata da Ragusa e battuta da Grillo. Poi Thiam salvava proprio sulla linea di porta un pallone alzato a campanile da Kontek. Al 19′ la Curva Sud apprendeva la notizia della scomparsa di Mimmo Cecere, a cui dedicava subito un coro e un applauso. Al 20′ Fumagalli era decisivo due volte prima su Schenetti e poi su Iacoponi, che calciavano a botta sicura verso la porta del Messina. Sul fronte opposto Baldé si liberava sulla sinistra e serviva Fofana da solo a centro area: il centrocampista calciava incredibilmente alto sulla traversa, divorandosi un gol che sembrava già fatto. Al 23′ ci provavada fuori area Odjer, ma il tiro era fuori misura. Al 26′ il vantaggio ospite si concretizzava con Frigerio, che bucava centralmente la retroguardia di casa e a tu per tu con Fumagalli questa volta non lasciava scampo al portiere di casa. Al 31′ Mallamo provava a servire in profondità Perez, anticipato in extremis da Garattoni. Al 34′ Perez si girava in area e provava il tiro, Thiam si rifugiava in corner. Subito dopo il portiere bloccava il traversone dalla destra di Grillo. Si alzava la pressione dei locali: l’estremo difensore ospite si salvava in due tempi sul tentativo dal limite dell’area di Ragusa al 37′. Il Messina se la cavava sull’iniziativa di Iacoponi e poi conquistava un corner e un calcio piazzato, senza pungere. Si andava al riposo sullo 0-1. Due cambi nell’intervallo: Raciti lanciava Versienti e Fiorani per Celesia e Fofana. All’8′ decisiva la chiusura di Versienti su Ogunseye, che non riusciva a sfruttare un ghiotto contropiede. Poi la retroguardia foggiana liberava l’area in extremis sul traversone dalla sinistra di Balde, liberato bene dal lancio filtrante di Ragusa, sul quale poteva starci il fallo. Al 13′ Iacoponi sfondava sulla sinistra ma poi la difesa di casa liberava e sul capovolgimento di fronte veniva respinta la girata di Perez. Al 19′ Thiam si rifugiava in corner sulla punizione dalla sinistra di Grillo. Poi primo cambio tra gli ospiti: Beretta per Ogunseye. Il Messina rispondeva giocandosi la carta Curiale per Ibou Balde. Al 25′ vane le proteste dei locali per un presunto tocco di mani in area ospite. Con il passare dei minuti il Foggia sembra reggere meglio la pressione peloritana. Andavano dentro anche Bjarkason, Zuppel (per Perez) e Ortisi (per Berto): era un Messina a trazione anteriore, con il 4-2-4. Al 37′ bella sponda di petto di Curiale per Zuppel, la cui conclusione veniva ribattuta dai rossoneri, ma il Messina aveva proposto uno schema convincente. Gli animi si surriscaldavano: al 40′ si accendva una mischia e venivano ammoniti Ragusa e Schenetti. Al 42′ Beretta si involava in contropiede ma temporeggiava, ignorando tre compagni smarcati a centro area: decisiva la scivolata di Mallamo, che risolveva una situazione molto complicata. Al 46′ Peralta si liberava sulla sinistra e calciava, Fumagalli respingeva in fallo laterale. Al 49′ Versienti conquistava una fondamentale punizione sulla sinistra. In area a saltare anche Fumagalli ma della battuta si occupava Helder Balde, che calciava alto sulla traversa. Finiva così: era un altro ko pesante in ottica salvezza per il Messina, che adesso aveva un solo punto di margine sul Monterosi.
AUDACE CERIGNOLA – POTENZA: era un pareggio che valeva molto più di un punto, quello ottenuto dall’Audace Cerignola nella 35^ giornata del girone C del campionato di Serie C. L’1-1 del “Monterisi” al cospetto del Potenza portava a +10 il vantaggio delle ‘cicogne’ sull’undicesimo posto in classifica. Dato che, a tre giornate dal termine della stagione regolare, ne certificava la qualificazione matematica ai play-off. Un traguardo storico per chi si riaffacciava sul terzo campionato nazionale dopo 85 anni. Erano due le novità nell’undici di Pazienza rispetto alla trasferta di Viterbo: Saracco tornava tra i pali mentre Achik si accomodava in panchina, lasciando spazio dal primo minuto a D’Ausilio. Era 3-5-2 quello gialloblu così come quello ospite, le cui punte erano Caturano e Murano. Partita che stentava a decollare, per merito di un Potenza ben messo in campo, in un ottimo stato di forma (una sola sconfitta nelle ultime 8 giornate), capace di chiudere gli spazi e tenere alto il pressing. Il primo sussulto lo si registrava al 9’, con una punizione dal limite di Malcore che finiva non lontano dall’incrocio dei pali. Era del minuto 13 la prima vera occasione del match, quando ancora Malcore, ben innescato da Capomaggio, entrava in area e provava la conclusione: l’estremo difensore lucano Gasparini respingeva come poteva, ma Samele mancava l’appuntamento col tap-in vincente. A cavallo fra il 27’ e il 28’ altre due occasioni di marca ofantina: prima un uno-due Capomaggio-Russo, con quest’ultimo che impegnava sul primo palo il portiere rossoblu, successivamente era Ruggiero a calciare malamente alto, nel cuore dell’area, un assist dalla destra di Blondett. Al 34’ il primo squillo della squadra di Raffaele: Saracco si superava, quando volava sotto l’incrocio dei pali deviando in angolo una sassata dalla distanza di Murano che sembrava destinata in rete. Il Potenza cresceva in intraprendenza e al 41’ otteneva un calcio di rigore, quando l’arbitro Bordin ravvisava un fallo di Allegrini su Talia. Sul dischetto si presentava Caturano, ma Saracco compiva il secondo prodigio di giornata: il portiere si tuffava alla sua sinistra e neutralizzava il tiro del cannoniere ospite. Appena il tempo di mettere piede fuori dagli spogliatoi per la ripresa e il Cerignola la sbloccava bastavano 25 secondi a Samele per insaccare di piatto al volo, dal limite dell’area, un assist dalla destra di Russo. Esplodeva il “Monterisi” ed era il primo goal per il giovane attaccante foggiano, giunto in prestito dal Sassuolo nell’ultima finestra di mercato. I padroni di casa continuavano a spingere, il Potenza restava raccolto dietro. Al 59’ era il neo-entrato Tascone a concludere dalla distanza, Gasparini accompagnava la sfera fuori con lo sguardo. Assorbito il colpo, i lucani si riaffacciavano nella metà campo avversaria. Al 64’ Murano gira di testa in area un cross di Steffè, Caturano non arriva per la deviazione decisiva. Tre minuti più tardi Audace vicinissimo al raddoppio con l’ispirato D’Ausilio, protagonista di una percussione solitaria fermata solo dall’uscita in presa bassa del numero uno potentino. A metà ripresa i cambi di Raffaele ridisegnavano l’assetto della squadra e le scelte lo premiavano al minuto 77. Su calcio d’angolo era bravo Volpe, il migliore dei suoi, a trovare il tempo giusto sul primo palo indirizzando di testa la sfera in fondo al sacco. Il Potenza sfiorava il sorpasso un minuto dopo con Murano, ma Saracco non si faceva sorprendere. Gli ultimi minuti sono abbastanza confusi, con entrambe le squadre allungatesi a caccia del 2-1. All’87’ Logoluso, mandato in campo da Raffaele appena pochi istanti prima, rubava palla a Tascone e concludeva da fuori: Saracco faceva ancora buona guardia. L’ultimo appunto sul taccuino lo faceva annotare Malcore al penultimo minuto dei cinque di recupero: servito da Coccia, agganciava e concludeva, trovando di nuovo l’opposizione di Gasparini. Finiva 1-1 e andava benissimo così, date le contemporanee sconfitte di Latina, Giugliano ed Avellino, adesso undicesime a 43 punti mentre l’Audace è invece sesto a quota 53, matematicamente qualificata ai play off.
MONOPOLI – LATINA: sconfitta davvero particolare quella che incassava il Latina dal Monopoli. La squadra nerazzurra giocava una buona partita, avendo anche l’occasione di portarsi in vantaggio, ma dopo il rigore sbagliato da Rosseti, il match girava tutto a favore dei biancoverdi. La sfida iniziava subito con un colpo di scena. Dopo pochissimi minuti, il Monopoli guadagnava un calcio di rigore. Manzari entrava in area e veniva atterrato da Esposito. Era lo stesso giocatore di casa a presentarsi sul dischetto e a realizzare la rete del vantaggio per il Monopoli. Il tiro dagli undici metri era battuto due volte perché, nella prima circostanza, l’arbitro lo faceva ripetere. Il Latina non ci stava e ripartiva subito all’attacco alla ricerca del pareggio.Era clamorosa l’occasione che capitava sui piedi di Rosseti al 12’. L’attaccante riceveva un ottimo assist di Ganz ma veniva fermato da una grande respinta di Vettorel. Sulla ribattuta arrivava Carissoni che sprecava a porta vuota.
Erano continui i ribaltamenti di fronte da parte di entrambe le compagini, ma non mancavano diversi errori soprattutto nella zona centrale del campo in fase d’impostazione. Con il passare dei minuti la gara diventava molto più spigolosa e spezzettata. Ma tempo quasi scaduto arrivava la riscossa del Latina. Infatti, in pieno recupero la squadra nerazzurra guadagnava un calcio di rigore. Sul dischetto andava il numero 10 Simone Andrea Ganz che realizzava il meritato pareggio del Latina. Si concludeva in questo modo una prima frazione interessante e dai ritmi molto alti tra le due squadre. Ripartiva il secondo tempo e al 48’ altra grandissima chance per il Latina. Ingenuità di Radicchio che commetteva fallo ed era di nuovo calcio di rigore per la squadra pontina. Questa volta sul dischetto ci andava Rosseti che però sparava alto. Nulla di fatto e risultato che rimaneva in parità. Le regole non scritte del calcio purtroppo però colpivano ancora una volta. Minuto 60 e il Monopoli tornava nuovamente in vantaggio grazie alla doppietta di Manzari che riportava avanti i biancoverdi. Il primo cambio di Daniele Di Donato arrivava subito dopo, con Fabrizi che rilevava Rosseti nel tandem d’attacco con Ganz. Al 64’ la seconda mossa, con Sannipoli che entrava al posto di Cortinovis.
Dopo il nuovo vantaggio del Monopoli la gara viveva una fase di gioco piuttosto confusa, con alcuni calci d’angolo che non portavano a nulla. Al 76’ arrivava anche la terza rete dei padroni di casa. Tripletta di Giacomo Manzari che coronava in questo modo la sua grande giornata. L’attaccante era bravo a sfruttare una respinta corta di Tonti e a depositare nel sacco il suo personalissimo tris. Il Latina provava le ultime mosse, inserendo in campo Gallo e Belloni al posto di Furlan e Di Livio. Dopo cinque minuti di recupero, il match terminava con il punteggio di 3-1. Una sconfitta che metteva fine alla serie positiva del Latina che durava ormai da diverse giornate.
JUVE STABIA – AVELLINO: partita subito dai ritmi vertiginosi. Al 2′ infortunio per Russo dell’Avellino, mister Rastelli inseriva Tounkara. All’11 contropiede Juve Stabia con Scaccabarozzi da destra che centrava la traversa, poi Zigoni di testa e Marconi dell’Avellino sventava sulla linea di porta. Passava la Juve Stabia (34′): azione tambureggiante delle vespe con Mignanelli sulla sinistra, la palla poi arrivava a Berardocco che al limite dell’area di precisione batteva Pane con un sinistro angolato. Il primo tempo terminava con la Juve Stabia in vantaggio per 1-0. Nel secondo tempo al 29′ Marconi centrava la traversa con un colpo di testa su azione d’angolo. Al 36′ pareggio Avellino con Ricciardi che in area ribadiva in rete un cross di Di Gaudio. Al 49′ eurogol di D’Agostino con un tiro a giro dai 25 metri. La perla di D’Agostino dava alla Juve Stabia 3 punti d’oro.
FIDELIS ANDRIA – TURRIS: un successo di vitale importanza che tiene vive le speranze per la salvezza. Pochissime emozioni nel primo tempo: i due portieri non erano mai chiamati in causa, soltanto in una circostanza l’estremo difensore ospite rischiavadi subire la rete. Al 27′, infatti, Ciotti metteva al centro un pallone invitante per Bolsius che era già pronto per la deviazione vincente da pochi passi, ma Di Nunzio salvava tutto con un ottimo intervento impedendo all’attaccante olandese di calciare. Sussulti col contagocce anche nel secondo tempo, almeno fino al 67′ quando il pubblico del “Degli Ulivi” esplodeva di gioia: contropiede fulminante della Fidelis con Micovschi che scappava sulla fascia destra e serviuva a centro area Bolsius, controllo dell’olandese e destro vincente che sbloccava il match. Settimo gol in campionato per il capocannoniere della squadra di Cudini. Dopo il vantaggio l’Andria manteneva il giusto atteggiamento e non rischiava nulla, andando persino a chiudere i giochi all’83’: protagonista ancora Bolsius che superava un avversario in area con una finta e batteva il portiere con un gran destro sotto la traversa. Doppietta per l’attaccante olandese, che saliva a quota otto reti in questo campionato..
GELBISON – VITERBESE: una sconfitta bruciante che se da un lato rilancia le chance del club laziale finisce per inguaiare i rossoblu cilentani che ora sono a piene mani nella zona rossa. Una partita mostrante ancora una volta le difficoltà in fase realizzativa degli uomini di Esposito, che pure sia nel primo tempo con Uliano e con Graziani , come pure nella ripresa con De Sena in apertura di tempo e nella fase finale, ci provavano a sbloccare il match senza però riuscirci. La beffa era dietro l’angolo ed arrivava al primo dei 4’di recupero: un tocco di mano in area di Loreto, induceva l’arbitro a concedere il penalty che con freddezza Marotta trasformava regalando la vittoria alla Viterbese e condannamdo alla sconfitta i cilentani che restavano a 36 punti e scivolavano al quartultimo posto, rendendo impervia la via verso la permanneza.














