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Taranto-Campobasso 1-1, la fotogallery

Serie C/C, il Taranto perde fuori casa contro il Monterosi Tuscia. Capitombolo interno del Bari

Vince il Messina al San Nicola. Patierno proietta la Virtus Francavilla verso palcoscenici importanti. Potenza nel baratro

Turno ricco di sorprese, il 25^, secondo del mese di febbraio, in cui le big e le presunte tali sono andate incontro a scivoloni, inaspettati, o hanno rallentato, inaspettatamente, la loro corsa verso le posizioni d’elite. Il Bari di Mignani, in verità poco brillante nelle ultime due trasferte in Campania (Pagani) e Lazio (Monterosi), ha incontrato non poche difficoltà contro il Messina di Raciti, giunto in Puglia, con tutto da guadagnate e nulla da perdere e questo approccio alla gara, al San Nicola, lo ha premiato. Passato in svantaggio ha avuto l’abilità di pareggiare e operare ilo sorpasso, difeso strenuamente fino al fischio e risultato utile per rinvigorire le speranza play out e permanenza in terza serie. Il Monopoli dio Colombo, nel viaggio in Lucania (destinazione Picerno), aveva nelle intenzioni di tornare a primeggiare in trasferta con occhio ala capolista Bari. Il perentorio stop subito (netto nel punteggio e nel gioco) ha fermato, seppur momentaneamente, i sogni di accorciare il gap dalla capolista (che affronterà nel prossimo turno, in casa), con la prospettiva di tenere nel mitrino il secondo posto, ambito da più avversari. Il Catanzaro, in questo turno, proprio nel big match, interno, contro l’Avellino, ha recuperato due tre punti sulla capolista, sul Monopoli e propri sugli irpini, ora insieme, appassionatamente, ma l’ascesa dei calabresi, fa propendere quale possa essere la reale interlocutrice del Bari, nella corsa alla serie B. La Virtus di Taurino, nel match interno con il disperato Potenza (sempre a caccia di punti per cercare la miglior posizione nella griglia play out, al termine del primo tempo era sotto nel punteggio e questo cominciava a preoccupare l’entourage bianco azzurro, poi, nella ripresa , quarantacinque minuti, oltre recupero, vissuti tutto d’un fiato, hanno permesso di straripare e battere, nettamente, i lucani, per un cin cin che li ha fatti scalare alla seconda piazza d’onore, damigella dei bianco rossi di Mignani. La Turris di Caneo, dopo lo stop di Monopoli, è affondata al cospetto di un Catania, sempre Moro dipendente, ma dopo il primo tempo, siciliani cinici e capaci di colpire in modo ferale, riuscendo a portare altri tre punti nella classifica, prossima da essere decurtata con ulteriore penalizzazione. Il Palermo, sempre indecifrabile, in trasferta, ha sudato le proverbiali sette camice per riuscire a strappare un punto al Romagnoli, contro i lupi di Cudini, che dall’inziale svantaggio, il pareggio raggiunto erano avanti ai rosanero, ma nel finale di gara, il goal subito, li ha riportati all’amara realtà di un solo punto raggranellato, sempre utile per allontanarsi dalla zona play out. Note dolenti per il Taranto di Laterza che , sul neutro del Rocchi di Viterbo, ha subito la sua settima sconfitta stagionale, amara quanto quelle annoverate a Pagani, Avellino, Castellamare di Stabia, ma simile per i contenuti ai viaggi di Catanzaro, Monopoli e Bari, in quanto, pur con l’attenuante del centrocampo fortemente rimaneggiato causa le squalifiche di Civilleri e Bellocq, dopo un primo tempo accettabile, sia pure con occasioni non concretizzate per imprecisione o per sfortuna (traversa di Giovinco), nella ripresa la carica agonistica, soprattutto a seguito dello svantaggio subito, scemava, con il rischio, materializzatosi con l’espulsine per doppio giallo comminato a Labriola, il fallo ina rea di Versienti da cui è scaturito il rigore, poi, nel 5° minuto di recupero, un0’imperioso stacco di Saraniti, limitava la sconfitta nel punteggio, ma la prestazione dava adito a tante interpretazioni, per l’inspiegabile prestazione. Intanto il Foggia, ormai in crisi di risultai, nonostante la sessione invernale del calcio mercato si è fermato al cospetto di un’Andria, sbarazzina , ma cinica che ha rischiato di portare a casa i tre punti, poi, dopo il pareggio subito ha pensato di tornare casa con qualcosa di concreto, utile nella lotta alla miglior posizione nella griglia play out, mentre nell’ambiente dauno, l’effetto Zeman – Pavone, comincia a sfumare e la tifoseria inizia a mugugnare, per l’insoddisfazione del rendimento dei rossoneri. In coda, lo scontro diretto tra la Vibonese e la Paganese, ha partorito un logico nulla di fatto, per la conclamata sterilità offensiva dei calabresi e la confusione tecnica tattica che regna nella compagine salernitana che li ha consigliati almeno di tornare in Campania con almeno un punto.

BARI – ACR MESSINA: al San Nicola, la formazione di Mignani, dopo le due vittorie esterne, doveva confermare la sua leadership in campionato e, l’avversario di turno, il Messina poteva considerarsi vittima sacrificale dei baresi. L’atteggiamento dei padroni di casa combinato con lo schieramento tattico di Raciti, partoriva un inizio in cui i pugliesi premevano sulla difesa giallo rossa e dopo dieci minuti, da un corner alla sinistra del portiere Lewandoski, la sfera veniva incornata da Terranova, con una poderosa elevazione, utile alla segnatura del vantaggio bianco rosso, accolta dal tripudio del pubblico locale, Neanche il tempo di assaporare il vantaggio e cercare di insistere per l’eventuale raddoppio che i peloritani trovavano il pareggio dopo sei minuti dalla rete subita. Da corner, la palla messa in area, veniva colpita di testa da Trasciani, per una mancata chiusura del difensore Pucino e l’1 a 1 era il risultato all’intervallo, pur con un clamoroso palo colpito dal Bari nei minuti finali di gara, un contropiede letale, veniva concretizzato da Thiago per la vittoria eccezionale conquistata dai siciliani e la mestizia dei padroni di casa per l’imprevista battuta d’arresto che concede fiato e speranze al plotone di immediate inseguitrici.

VIRTUS FRANCAVILLA – POTENZA: alla Nuova Arredo Arena, i bianco azzurri di Taurino si confrontavano con il Potenza di Arleo, giunto nella Città degli Imperiali, consapevole della differente cifra tecnica e di qualità tra le due formazioni, non avendo nulla da perdere tentavano l’impresa di portare a casa un risultato favorevole. In un primo tempo lineare e senza grossi sussulti, proprio nell’immediato rientro negli spogliatoi per gli ospiti passavano in vantaggio, con Sepe, che ricevuta una palla da Salvemini, batteva imparabilmente Nobile. Nella ripresa, in svantaggio, il Francavilla subito perveniva al pareggio, Bastavano cinque minuti perché , a seguito di un angolo calciato dai padroni di casa, Patierno incornava la sfera, realizzando la rete del pareggio. I bianco azzurri a questo punti acceleravano le operazioni, intensificando il ritmo e creando delle occasioni che portavano ad una discesa di Mastropietro che crossando da fondo campo, trovava le gambe della difesa lucana, impacciata tanto da spedire, con una rocambolesca parabola, la sfera in rete spedita dal difensore Matino. Non appagati i locali continuavano a premere, rinforzando l’attacco con l’innesto di Maiorino e, a quattro minuti dal termine match, terza rete francavillese con Patierno, abile , da una punizione battuta, nel deviare, di testa, la sfera in fondo alla rete, per la sua personale doppietta. Nel primo minuto di recupero, un’incursione di Prezioso veniva conclusa dallo stesso che, in area, trafiggeva la rete potentina. Una vittoria preziosa, larga e d utile ad isolarsi in seconda posizione ( a – 8 dalla capolista), per gli ospiti, il calvario continua e le speranze sono riposte nelle giornate future per giocarsi la permanenza, quanto meno ai play out.

AZ PICERNO – MONOPOLI: al Curcio del centro lucano, la gara tra i melandrini di Colucci e i bianco verdi di Colombo, assumeva un’importanza capitale sia per i rossoblù, intenti nella lotta ai play off e, i pugliesi, inseguitori della capolista per rafforzare la piazza d’onore. I timori dei bianco verdi per l’incontro con lo spigoloso Picerno si sono materializzati, immediatamente dopo appena tre minuti , quando un cross per il centro dell’area pugliese di Guerra, vedeva Parigi, anticipare il reparto arretrato ospite e la deviazione faceva finire la sfera in rete, Sull’1 a 0 i padroni d casa insistevano, pur facendo attenzione a non scoprirsi, trovavano da una punizione battuta dalla sinistra, il goal del 2 a 0 grazie ad Allegretto, con un’incornata ed un pallonetto con parabola insidiosa che si infilava nella rete ospite. Nella ripresa, sul doppio vantaggio, era il Monopoli che avrebbe dovuto fare la gara, per tentare di riaprirla, ma dopo un quarto d’ora, un pasticcio del portiere Loria, nel mancato rinvio della palla, consentiva a D’Angelo di battere nella rete sguarnita. Era il sigillo al match e questo stop doloroso dei bianco verdi. rammarico completo per la fermata alla rincorsa alla capolista e la perdita della piazza d’onore, comunque testa alla ripartenza, mentre i locali, gongolati si rilanciavano alla grande nella lotta alla griglia play out.

CATANZARO – AVELLINO: il match clou della giornata poteva dare un’indicazione precisa sul futuro delle due squadre, anche in ottica rincorsa alla piazza d’onore e, perché no, come interlocutori del Bari, in prospettiva serie B. Formazioni prudenti nel primo tempo, timorose di scoprirsi e dare vantaggio all’avversario ma, nella ripresa, i calabresi trovavano il guizzo per sbloccare l’inerzia del match. Dopo sette minuti, infatti un’azione manovrata fuori area, faceva pervenire la sfera a Vazquez che , con una staffilata, precisa, da oltre venti metri trovava l’angolino alla sinistra del portiere Pane, scatenando la gioia del pubblico del Ceravolo, quasi una liberazione al nulla di fatto, fino a quel momento. L’Avellino cercava di rialzarsi ma con molta difficoltà tentava di essere pericoloso e propositivo come in alcuni tratti del primo tempo, ma, poco prima della mezz’ora, i calabresi blindavano il match, dopo alcune azioni pericolose sventate dalla difesa e dal portiere Pane. Da corner battuto alla destra di Pane, Martinelli colpiva di testa , in elevazione spedendo la palla in rete. Il 2 a 0 segnava , simbolicamente la resa irpina, anche per la difficoltà di rientrare in partita e la vittoria catanzarese, riportava nel folto gruppo di inseguitrici, i giallo rossi di Vivarini. Avellinesi, in silenzio, per smaltire la grande delusione per non aver potuto competere con i padroni id casa e di dover ritornare in Irpinia con nessun punto all’attivo.

TURRIS – CATANIA: clamoroso risultato è stato quello verificatosi al Liguori di Torre del Greco. L’instabile Catania (per i noti problemi societari), imbrigliava i corallini per tutto il primo tempo, poi, nella ripresa l’accelerazione dei siciliani, abili a colpire e demolire la difesa torrese, manifestatasi abbastanza vulnerabile. Infatti , dopo soli nove minuti, i catanesi conquistavano una palla a centro campo con Albertini, di forza entrava in velocità in area partenopea e con un bel pallonetto, infilava il portiere in uscita. Sull’1 a 0, il compito ospite era molto facilitato perché i padroni di casa avevano subito lo sbandamento per il passivo maturato, ed infatti, dopo il quarto d’ora della ripresa, a seguito dell’espulsione del paganese Tascone, la successiva punizione battuta veniva colpita di testa da Moro che, imparabilmente infilava la porta corallina. Sul 2 a 0 ed in superiorità numerica per il Catania era facile controllare il match anche se la Turris continuava a macinare gioco s e solo nel primo minuto di recupero Ghislandi realizzava il goal della bandiera, veloce e tempestivo a ribattere in rete un respinta del portiere locale. Erano pero gli etnei a chiuderla definitivamente, al 5° minuto di recupero, quando, su un recupero della difesa corallina, il retro passaggio del difensore locale, innescava la fuga di Zanchi che appena entrato in area , fulminava il portiere Perina e qui si chiudeva il match. Al rammarico dei padroni di casa face da contro altare la gioia e soddisfazione dei catanesi, pur con un velo di tristezza per l’incerto futuro e la convinzione che molti di loro, la prossima stagione non staranno più alle pendici dell’Etna, ma per il momento, vivere alla giornata è il massimo consentito.

CAMPOBASSO – PALERMO: al Nuovo Romagnoli, il rigenerato Campobasso di Cudini riceveva i rosanero di Silvio Baldini, sempre cliente scomodo e spigoloso, soprattutto, in qualità di ospite. Gara che lasciava , sin dalle prime battute i tifosi presenti sugli spalti, con la suspence, visto il gioco proposto ed aperto per cercare di superare l’avversario. Erano i rosa nero, poco dopo il quarto d’ora, a trovare la giocata giusta per passare in vantaggio. Su un cross di De Rose, dormita della difesa molisana e Brunori , anticipando il portiere Zamarion, depositava la palla in rete, con un pallonetto, per l’ 1 a 0. Un minuto dopo, discesa di Merkaj, prima della linea di fondo cross per l’accorrente Emmausso che realizzava il goal dell’1 a 1. Con questo risultato si andava all’intervallo e, nella ripresa, erano i padroni di casa prima della mezz’ora a passare in vantaggio. Pace, dopo aver ricevuto una palla in area, con il sinistro bucava la rete ospite ed l 2 a 1 confezionato. la gara sembrava essere in fase di scivolamento con il prezioso vantaggio molisano, ma il Palermo dopo alcune occasioni avute e fallite per imprecisione, a cinque minuti dal termine trovava la concretizzazione per il pari. Soleri, apriva per Magri che entrato in area scodellava per Brunori che dal dischetto piazzava uno shoot che significava 2 a 2 e gara nuovamente in equilibrio, Non succedeva più nulla e, al termine del match, amarezza, mista a delusione tra i molisani era intervallata dall moderata soddisfazione ospite per la giornata di grazia di Brunori e il pareggio arpionato nelle ultime battute, per merito di una giocata ferale e conclusione a sigillo dello stesso incontro.

MONTEROSI TUSCIA – TARANTO: la squadra di Laterza a Viterbo (neutro del Monterosi Tuscia) arrivava con oggettive difficoltà di composizione del centrocampo a due (per la contemporanea assenza di Civilleri e Bellocq), pertanto, a parte la soluzione Cannavaro, in difesa rispolverava De Maria, in avanti, Manneh a posto di Mastromonaco, Giovinco e Falcone a comporre il tridente offensivo alle spalle di Saraniti. Nella prima frazione erano gli ionici a fare la partita e, a parte una parata di Chiorra su conclusione di Artistico, l’occasionissima era una conclusione da quasi trenta metri di Giovinco che mandava la palla a colpire la traversa della porta difesa da Alia. Quindi, sul finire del primo tempo, su una bordata dell’attacco laziale, Chiorra respingeva e Ekuban, era veloce nella ribattuta, per la realizzazione dell’1 a 0 a favore dei viterbesi. Nella ripresa, Taranto meno appariscente rispetto alla frazione precedente, impalpabile, nonostante anche la girandola di sostituzioni che rivedeva in campo sia Pacilli che Labriola. Quest’ultimo collezionava due gialli e la conseguente espulsione condizionava ulteriormente la squadra rossoblù. Un’occasione di Saraniti, sprecata di un niente, poi, un ingenuo fallo di Versienti portava alla battuta del calcio di rigore di Costantino ed il 2 a 0, a poco dalla conclusione, pareva il risultato finale. Non la pensava in questo modo Saraniti che, al 5° minuto di recupero, incornava la palla che proveniva da cross sul lato sinistro e batteva Alia per l’ 1 a 2. Era troppo tardi e la sconfitta ha rimescolato le posizioni nella zona play off, con accorciamento di alcuni club ormai rientrati nella lotteria per un posto al sole. La gara di sabato prossimo, con la Virtus, servirà per ripartire e gli uomini di Laterza, nelle occasioni precedenti, ci hanno abituato a tanto.

JUVE STABIA – LATINA: al Menti di Castellammare, ennesima prova d’appello per le “vespe” di Sottili, al cospetto di un Latina, in fase ascendente e in zona play off, già dal turno precedente. Ospiti intraprendenti nelle primissime battute, poi dopo il quarto d’ora buna palla crossata al centro dell’area pontina vedeva Eusepi elevarsi e colpire di testa la sfera, imprimendole una parabola che scavalcava il portiere Cardinali. Non accadeva nulla d’importante nella restante porzione di gara, se non la pericolosità della Juve Stabia, con un palo colpito, mentre il Latina appariva in difficoltà nella concretizzazione del gioco e la sconfitta era sicuramente meritata.

FOGGIA – FIDELIS ANDRIA :allo Zaccheria, la formazione di Zeman era attesa da una prova di orgoglio, del riscatto dalle tre sconfitte consecutive subite che avevano raffreddato l’effetto del boemo e del suo mentore, il Direttore Sportivo Pavone. Gara brutta perché, le battute iniziali di studio, non portavano a seri pericoli per i due portieri che sbrogliavano ipotetici pericoli anche per merito dei difensori e questo andamento andava a chiudere la frazione di gioco senza alcun brivido per gli infreddoliti spettatori. Nella ripresa, ci volevano sei minuti prima che il risultato si sbloccasse. Da corner per l’Andra, la palla, in area rossonera, veniva colpita da un calciatore federiciano che la smistava sul lato opposto dove Buonavolontà la calciava con forza verso la porta di Alastra, dove un difensore dauno, sulla linea la spediva in rete per lo 0 a 1. Zeman si affidava alle sostituzioni ed infatti, dopo il quarto d’ora, un lungo cross dalla sinistra in area andriese, vedeva Ferrante , solo, anticipare tutti e battere in rete per l’ 1 a 1. Quindi nella parte restante della seconda frazione sterile supremazia foggiana e , al termine della contesa, fischi per la formazione dalla Curva locale, mentre l’Andria, nel complesso si poteva ritenere soddisfatta viste le premesse della vigilia, comunque tornava a casa con un prezioso punto che muoveva la classifica, al contrario dei rosso neri che sia pur lentamente stanno scivolando fuori la griglia play out e la situazione inizia a preoccupare i vertici del club foggiano.

VIBONESE – PAGANESE: al Razza di Vibo, le due formazioni impelagate nei basi fondi della graduatoria, si affrontavano per raccogliere punti importanti in prospettiva permanenza in serie C. I locali del patron Caffo e del tecnico D’M Agostino avrebbero dovuto vincere la contesa per uscire dall’ultimo posto pericolosissimo per la retrocessione diretta in serie D. La paura, ma soprattutto la sterilità offensiva dei calabresi, bloccava l’attacco corroborato da nuovi innesti, ma anche gli ospiti campani preferivano non correre rischi e, alla conclusione del match, accontentarsi del punto che li conferma quint’ultimo, comunque nella migliore posizione per la griglia play out. Pubblico locale, molto sfiduciato, quasi rassegnato, con questa guida tecnica a retrocedere in D, ma anche la società rossoblù dovrebbe iniziare a valutare qualche cambio in corsa per cercare di salvare il patrimonio conquistato con sacrifici alcuni anni fa. La Paganese, di Grassadonia, non riesce a vincere neanche contro una squadra spuntata, ma sterile e dai valori alquanto modesti. La sterilità offensiva esibita al Razza non depone bene e questo andamento sta allontanando i salernitani, dai posti utili, fuori griglia. che stabiliscono una tranquilla permanenza.

Fabrizio DI Leo

Tags: Serie C
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