Giornale RossoBlu
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI
Giornale RossoBlu
Serie C/C, il Taranto soccombe in casa contro la Casertana

Serie C/C, il Taranto soccombe in casa contro la Casertana

La Juve Stabia, a Messina, si accontenta del minimo garantito, superando di misura un Messina, sempre più in difficoltà, ormai ad un passo dall'ultima posizione

di Fabrizio Di Leo

La 15^ giornata ha rispettato molte conferme e qualche sorpresa, positiva e negativa. La Juve Stabia, a Messina, si accontentava del minimo garantito, superando di misura un Messina, sempre più in difficoltà, ormai ad un passo dall’ultima posizione. Il Benevento rispondeva, d’altro canto, battendo, con un risultato di misura, il Monterosi Tuscia, disperato e ancora più lontano dal tetto minimo per la disputa dei play out. L’Avellino, una delle big annunciate, cadeva pesantemente nel big match di giornata, in Lucania, a Picerno, senza dare un segnale di risveglio, dopo aver subito il doloroso stop interno con il Giugliano. La sorpresa positiva era la Casertana che, con una formazione incerottata e in inferiorità numerica per l’espulsione di Casoli, riusciva a passare, di misura, allo Iacovone con un Taranto, ad una delle sue più brutte esibizioni stagionali. In compagnia dell’Avellino si portava il Latina, altra sorpresa positiva, che, nella veste esterna camaleontica, vinceva a Foggia, facendo montare un inizio di contestazione nei confronti della società e del patron Canonico. Anche il Crotone rispondeva alle competitors superando, non senza difficoltà, il Potenza, cliente scomodo, soprattutto se affrontato in casa. Il Cerignola, pur giocando, passava in vantaggio, a Torre del Greco, veniva raggiunto sul pareggio e si accontentava della divisone della posta in palio. Il Catania, sul difficile terreno del Giugliano, riusciva a compiere il blitz e con i tre punti si portava a ridosso della zona play off. Proprio nella zona media bassa, il Monopoli cadeva a Potenza, in casa Sorrento , che, nell’occasione, usciva dalla lotteria per la permanenza. La vittoria netta dei costieri bloccava la rincorsa degli adriatici a zone più tranquille e distanti dalla zona play out, dove invece, nello scontro diretto tra Virtus Francavilla e Brindisi, gli imperiali del neo tecnico Occhiuzzi, superavano, con il classico punteggio all’inglese di 2 a 0, il Brindisi, rimasto ancorato al penultimo posto in classifica, costringendo il club adriatico ad esonerare Danucci (alla sua sesta sconfitta consecutiva) e lasciare la guida tecnica all’allenatore della Primavera, per cercare la svolta stagionale, tanto attesa ed agognata.

ACR MESSINA – JUVE STABIA: il Messina incassava un’altra sconfitta, la quinta di fila, nella 15^ giornata del campionato di serie C. Allo stadio “Franco Scoglio”, la capolista Juve Stabia si imponeva per 1-0, acuendo, così, ulteriormente la crisi dei giallorossi. Partita condizionata dalle forti folate di vento e dalla pioggia. Spunto pericoloso di Romeo in avvio di gara, Fumagalli era attento. Rispondeva Giunta, la cui conclusione a giro terminava alta. Uscita a vuoto di Demba su angolo, i peloritani non riuscivano ad approfittarne a porta sguarnita. Mancavano i sussulti anche per colpa della situazione climatica. Al 35′, campani in vantaggio: punizione calibrata di Buglio per Bellich, che insaccava la sfera in scivolata. Nel finale, Luciani ci provava da lontano, ma si andava negli spogliatoi sul punteggio di 0-1. Il Messina rientrava in campo con Firenze al posto di Giunta, che era ammonito. Centrale il tiro di Plescia dal limite, Demba intercettava il pallone senza troppi patemi, così come poi faceva sull’insidioso traversone del neo entrato Zunno. I padroni di casa pigiavano il piede sull’acceleratore alla ricerca del pareggio, rendendosi pericolosi con Ortisi, ma si sbilanciavano e rischiavano di incassare il raddoppio in contropiede; tutto solo Piscopo calciava a lato da favorevole posizione. Espulso al 36′ Franco per doppia ammonizione, stessa sorte toccava, poco dopo, a Erradi. Entrambe le formazioni rimangono, così, con dieci giocatori sul rettangolo di gioco, ma non accadeva nulla nei restanti minuti che precedono il triplice fischio.

AZ PICERNO – AVELLINO: il mister Pazienza optava per Sannipoli nel ruolo di esterno destro a centrocampo e schierava in campo l’acciaccato Sgarbi affiancato da Marconi in attacco. In panchina, andava Gori. I padroni di casa attaccavano principalmente sul centro-sinistra, dove inizialmente Murano era bloccato da Armellino e, successivamente, fortunatamente per i biancoverdi, Vitali mancava il bersaglio con la sua conclusione. Il primo tentativo timido dell’Avellino arrivava al 15′, con un colpo di testa da parte di Mulè, sfruttando un calcio d’angolo di Palmiero. Tuttavia, il pallone sorvolava abbondantemente la traversa, senza creare pericoli. Al 17′, il match si sbloccava: Murano chiedeva lo scambio con Santarcangelo e lo otteneva con successo. Successivamente, sorprendendo Mulè con uno scatto fulmineo, riusciva a battere Ghidotti con un preciso tiro rasoterra di destro. Il più proverbiale goal dell’ex che, come promesso, dopo la marcatura largamente esultava. Al 21′, Sgarbi si faceva vedere pericolosamente in avanti ma la sua conclusione rimpallata terminava tra le braccia del portiere di casa. Pochi minuti dopo, Lores Varela eseguiva un calcio d’angolo mirato al primo palo, Marconi riusciva a colpire di testa, ma Merelli compiva una splendida parata respingendo il pericolosissimo tentativo. Al 29′, De Cristofaro partiva in una corsa da centrocampo, sfuggendo agli avversari, e scagliava un tiro verso la porta. Il suo tiro era deviato, ma Ghidotti riusciva comunque ad afferrare la palla, mantenendo la situazione sotto controllo. Il primo tempo al “Curcio” giungeva alla conclusione. Nonostante non fosse un brutto Avellino, i lupi dovevano rincorrere. La squadra aveva due opportunità per pareggiare il goal del vantaggio firmato da Murano. I biancoverdi stavano tuttavia subendo il pressing del Picerno, il quale, ogni volta che aveva l’opportunità, si avvicinava pericolosamente alla porta di Ghidotti. Nel secondo tempo Pazienza correva ai ripari: Rigione sostituiva Sannipoli e Gori prendeva il posto di Palmiero. Con il nuovo assetto 3-5-2, Rigione assumeva il ruolo di difensore centrale, mentre Armellino si spostava in avanti a centrocampo. Sgarbi occupava la posizione esterna sinistra, Ricciardi si collocava a destra e Gori si univa a Marconi nell’attacco. Al 52′, Santarcangelo ampliava il gioco sulla fascia destra con un passaggio per Vitali, il quale, trovandosi completamente libero, calciava in porta. La sua conclusione veniva però respinta da Ghidotti. Successivamente, il colpo di testa di Rigione risultava determinante, impedendo a Santarcangelo di sfruttare il possibile tap-in. Al 59′, il Picerno raddoppiava grazie a una brillante azione di Santarcangelo, il quale, con una finta elegante, eludeva sia Mulè che Rigione. In seguito, mentre era in caduta, riusciva a superare Ghidotti, che cercava di anticipare l’uscita. Al 68′, Ghidotti compiva un vero miracolo sul colpo di testa di Allegretto, che, anticipando tutti in area, rischiava di segnare il terzo gol. I padroni di casa tenevano costantemente il pallone del gioco e, all’82’, espulso il vice-allenatore del Picerno, Migliaccio. La partita allo Stadio “Curcio” si concludeva con il risultato di Picerno-Avellino 2-0, grazie al doppio colpo firmato da Santarcangelo e dall’ex Murano. I Lupi apparivano impotenti e totalmente frenati dagli avversari, sicuramente la prestazione peggiore della gestione Pazienza.

BENEVENTO – MONTEROSI TUSCIA: il Benevento prova ad avere sin dai primi minuti il pallino del gioco e al 6′ la conclusione dalla destra di Improta è bloccata da Mastrantonio. Al 10′ la Strega va vicinissima al gol dagli sviluppi di un angolo calciato dalla sinistra da Benedetti, con El Kaoaukibi che la spizza per Ferrante ma il tentativo sempre di testa dell’attaccante finisce sulla rete della porta. Il vantaggio dei giallorossi arriva al 14′ e Agazzi, servito da Improta, con una conclusione da fuori area beffa Mastrantonio. Per il centrocampista bergamasco, arrivato nel Sannio in estate, primo gol in carriera con la maglia del Benevento. Al 22′ pasticcio di Karic che consegna il pallone sui piedi di Ekuban, con l’attaccante dei laziali che si invola verso la porta e Paleari è bravissimo a respingergli la conclusione negando di fatto il pareggio agli ospiti. Scampato il pericolo, al 25′ il Benevento torna a farsi vedere dalle parti di Mastrantonio, con Karic che serve Bolsius che prova a sorprendere l’estremo difensore ospite con un tiro ad effetto che finisce di poco oltre la porta. Al 39′ azione insistita della Strega, con Improta che con caparbietà evita che il pallone finisce sul fondo e dopo averlo raccolto con un cross basso lo mette sulla testa di Ferrante che realizza il gol del raddoppio. Per l’italo-argentino a secco di gol dalla quinta giornata, quarto centro in questo campionato. Al 45′ tornano a farsi vedere gli ospiti, con Bittante che si ritrova dinanzi a Paleari e il portiere in uscita lo anticipa evitando guai peggiori al Benevento. Nella ripresa la Strega si fa vedere per la prima volta al 6′, con Karic che dalla destra crossa al centro per Ferrante che sfiora soltanto il pallone che va sul fondo. All’8′ pericolo per il Benevento, con Silipo che con una perfetta conclusione a giro dalla distanza, deviata da Terranova, colpisce la traversa. All’11’ ripartenza del Benevento e la conclusione finale di Ferrante è murata in angolo dalla retroguardia laziale. Al 13′ Andreoletti opta per i primi due cambi ed entrano in campo Talia e Marotta che prendono il posto rispettivamente di Kubica e Bolsius, con la Strega che di fatto passa al 3-5-2. Al 19′ ripartenza del Benevento, con Karic che serve sulla destra Marotta e la conclusione de “El Diablo”, scheggiata da Mbende, si stampa sulla traversa. Al 24′ un nuovo legno per la Strega che si rende nuovamente pericolosa con una ripartenza e la conclusione di Ferrante finisce sul palo, la sfera poi finisce sui piedi di Talia che manda il pallone alto. Al 33′ Andreoletti concede una decina di minuti, più recupero, a Sorrentino, con l’attaccante classe 2003 che prende il posto di Ferrante. Un minuto più tardi gli ospiti vanno vicinissimi a riaprire l’incontro, ma Paleari si oppone prima su Di Renzo e poi sul tentativo ravvicinato di Ekuban. La sfera poi torna sui piedi di Di Renzo e anche questa volta Paleari è bravissimo a dirgli di no. Al 41′ gli ospiti vanno in gol e la marcatura di Bittante viene convalidata nell’incredulità del pubblico di casa, con il difensore dei laziali in evidente posizione di fuorigioco. Incassato il gol, il Benevento torna all’attacco e al 44′ cross di Masciangelo e colpo di testa di Sorrentino che finisce alto. La troupe di Andreoletti chiude anche oggi la gara soffrendo e dopo quattro lunghi minuti di recupero può finalmente esultare per il ritorno al successo. Con questa vittoria i giallorossi rispondono alla vittoria del Picerno di ieri e salgono a ventinove punti. La capolista Juve Stabia è distante tre lunghezze e domenica c’è l’attesa sfida del “Menti”.

TARANTO – CASERTANA: sfida nella sfida nella serata dello Iacovone il confronto tra i due tecnici Capuano e Cangelosi, con le due differenti filosofie di calcio, spregiudicato, ma teso ad ottenere il risultato per l’allenatore locale, ragionato e prodigo di spettacolo quello del tecnico ospite. I due arrivavano alla sfida con qualche assenza importante: i padroni di casa avevavno Bifulco squalificato e Panico con qualche problema fisico; ritrovavano l’esterno Enrici che rientrava dopo il turno di squalifica, ma il suo posto era in panchina; in campo dall’inizio Fiorani e a far coppia con Cianci in avanti c’era Kanoute. Cangelosi dal canto suo recuperava capitan Celiento che cedeva il testimone di appiedato al collega d reparto Cadili; era privo di Soprano, Damian e Carretta assenze che riducevano sensibilmente le alternative nei tre reparti di movimento e optava di far partire il recuperato Curcio dalla panchina, inserendo dal 1’ Taurino, l’ex Taurino che col Crotone aveva dato un sensibile apporto alla manovra offensiva rossoblù. Non c’era tempo per studiarsi ad inizio match: Capuano e Cangelosi indottrinavano a dovere i rispettivi uomini che partivano a spron battuto per cercare di sorprendere gli avversari. Peccato che il campo inzuppato tradiva in particolare Proietti che perdeva due facili impostazioni che però il Taranto non riusciva a sfruttare. Ma presa maggiore confidenza con l’erbetta dello Iacovone, la Casertana cominciava a sciorinare il solito gioco brioso e fatto di continui cambi di fronte che mettevano spesso in crisi a retroguardia locale. E cominciavano a fioccare anche le prime occasioni da gol. A rompere il ghiaccio era Tavernelli che servito da Calapai costringe Vannucchi ad una difficile respinta a terra. Capuano ordinava ai suoi di tenere il pressing alto per impedire alla Casertana di ripartire. Ma i falchetti spesso riuscivano ad eludere le marcature ioniche ed al 10’ si rendevano ancora pericolosi con un cross di Taurino per la testa di Casoli, appena anticipato dallo schiaffo che Vannucchi imprimeva alla sfera. I falchetti trovavano anche il tempo per protestare per due tocchi di mano in area tarantina non sanzionati dall’arbitro. Ed al 17’ arrivavano al meritato vantaggio: Anastasio metteva nel cuore dell’area locale dove Tavernelli in tuffo, da terra, riusciva a spedire la palla alle spalle di Vannucchi. Passavano 10’ e sale al proscenio il signor Emmanuele di Pisa che puniva un contrasto in area tra Casoli e Ferrara con un cartellino rosso ai danni del centrocampista casertano. Al 35’ si faceva insistente la pressione tarantina con Kanoute che si involvaa in contropiede, supera anche Venturi, ma sulla linea Anastasio respingeva la palla in angolo. Al 38’ c’ear un fallo di Celiento su Cianci, si portava alla battuta Zonta che toccava per Romano, con la conclusione dell’ex falchetto che si perdeva alla destra di Venturi. Capuano voleva il pari prima del riposo e manda in campo Orlando e Fabbro per intensificare l’offensiva; Cangelosi rispondeva con l‘inserimento di Paglino, sacrificando un comunque tonico Taurino. La ripresa si apriva senza ulteriori cambi, ma il Taranto sembrava deciso a stringere i tempi. Per due volte Kanoute andava al tiro prima sparando alto e poi chiamando all’intervento Venturi. La Casertana era costretta a subire, ma non disdegnava di portarsi dalle parti di Vannucchi e con Sciacca (11’) sfiorava la traversa del portiere tarantino. Al 20’ falchetti vicini al raddoppio: Calapai e Paglino combinavano sulla destra ed il cross trovava pronto alla deviazione sul lato opposto Tavernelli che d’esterno andava a sfiorare il palo alla sinistra di Vannucchi. Dal 35’ cominciava l’assalto finale del Taranto: palla in profondità di Orlando fermata con le mani da un difensore ospite fuori area, la successiva punizione di Cianci terminava altissima. Al 37’ altra punizione per i locali per fallo di Sciacca su Canci, Zonta apriva per Riggio che crossava per Antonini, ma la linea difensiva rossoblù saliva e lasciava il centrale in posizione di off side. La Casertana pur subendo non rinunciava a giocare e al 39’ aveva ancora una buona occasione con Anastasio che impegnava Vannucchi in angolo. Sterili le offensive tarantine ed al 45’ altra chance per Tavernelli che impegnava Vannucchi in una problematica respinta. Finiva col primo successo della Casertana allo Iacovone, i falchetti mantenevano una media punti mostruosa fuori casa, superavano in classifica l’Avellino e facevano sentire il fiato sul collo alle prime tre della classe.

FOGGIA – LATINA: ci ha ormai preso gusto il Latina, ormai diventata bestia nera del Foggia. Per il terzo anno di fila la squadra di Di Donato usciva dallo ‘Zaccheria’ con i tre punti, confermandosi anche squadra piuttosto performante lontana dalla mura amiche. Che dire del Foggia? Nel primo tempo la squadra di Cudini non demeritava\ – almeno nella prima parte – , pur esponendosi alle ripartenze degli avversari, l’ultima delle quali diventava letale. Confusa e ricca di colpi di scena la seconda frazione, nella quale il Foggia riusciva a trovare il pari e aveva anche l’occasione per completare la rimonta, prima del gol di Mastroianni che poneva fine alla contesa. Dalla tribuna pioveva qualche fischio mentre le due squadre si appropinquavano al tradizionale tè caldo. Il modo più inflazionato per esternare il dispiacere e la delusione. Il parziale a fine primo tempo vedeva il Latina avanti. Con qualche merito, certamente. Anche se, forse un pari sarebbe stata la sintesi perfetta dei primi 45’. Ma delle due squadre, era quella di Di Donato a fare meglio ciò che si era prefisso inizialmente: accettare il possesso avversario e cercare di attivare subito le transizioni. Accadeva: uno, due, e più volte. Fino alla ripartenza giusta che metteva Del Sole nelle condizioni migliori per fulminare Nobile con un preciso diagonale. Era il 41’. I cambi di sistema del Foggia non facevano ormai più notizia. E così, davanti a Nobile riecco la linea a tre, con Garattoni e Vezzoni a fare i quinti, e in mezzo la linea verde che vedeva il ritrovato Frigerio e Martini ai fianchi di Fiorini, ultimo regista rimasto a disposizione. Epperò il virgulto scuola Fiorentina non sfruttava al meglio la sua chance. Sarà stata l’emozione del debutto, il poco spazio concessogli dai rientri di Mastroianni e dalla pressione dei due centrali di centrocampo nerazzurri, e magari anche un po’ di deficit di personalità, fatto stava che la maggior parte dei palloni lavorati dal play rossonero erano giocate scolastiche o retropassaggi. Una delle due note stonate (l’altra era il risultato) del primo tempo dei satanelli. Eppure, la partita era cominciata bene. Nei primi sei minuti Garattoni – che da quinto diventava un altro giocatore – arrivava due volte alla conclusione. Al 10’ ci provava persino Tounkara, che per una volta offriva una prima frazione discreta. L’ex Viterbese faceva un buon lavoro di raccordo che non si vedeva dai tempi di Ogunseye; ne beneficiava lo sviluppo dell’azione, che vedeva anche un Peralta ispirato zigzagare per la trequarti, anche se a volte troppo innamorato del pallone (non una novità). Per mezz’ora era un Foggia che non dispiaceva e che riempieva anche meglio l’area, e qui la presenza di Frigerio aveva il suo peso. Dall’altra parte, si vedeva ciò che mister Cudini aveva preannunciato e paventato. Il Latina era squadra di qualità con i quarti che spingevano e i due trequarti alle spalle di Mastroianni rapidi e tecnici. Il Foggia riusciva a contenerli e a centellinare i rischi… fino al 41’. Alla fine si parlava con molto rammarico della palla gol abbastanza clamorosa che Martini non concretizzava al 23’. Perché era il gol del 2-1 e arrivava tre minuti dopo il pari di Salines, realizzato ancora sugli sviluppi di un corner. Un uno-due che poteva tramortire mentalmente il Latina e far impazzire uno ‘Zaccheria’ che stava già facendo le prove generali per trasformarsi in bolgia. Paradossalmente, la rete dei rossoneri arrivava nel momento migliore del Latina e di scarsa lucidità per i rossoneri. E qui le scelte di Cudini forse una incidenza ce l’avevano: con l’ingresso di Tonin per Fiorini e la decisione di mantenere la difesa a tre finiva per sguarnire la mediana rossonera e limitare le sortite di Frigerio. Le cose miglioravano quando Vezzoni stringeva in mezzo e Garattoni si posizionava in linea con gli altri tre difensori. E non era un caso se il miglior Foggia si vedeva proprio in quel segmento di gara con il 4-3-3. Ma il Latina restava in partita, anche grazie all’errore di Martini, e ogni ripartenza era un potenziale pericolo. Se poi anche Nobile non era in giornata, si faceva notte fonda. L’intervento in modalità saponetta alla mezz’ora (con Vezzoni che salvava sulla linea) era un campanello d’allarme per la frittata che si consumava sei minuti più tardi. Mastroianni era lesto a raccogliere la corta respinta dell’estremo difensore sul colpo di testa di Jallow (da poco entrato al posto di Del Sole). Stavolta, però, mancavano tempo, lucidità e qualità nelle giocate per provare a sovvertire l’ordalia. L’espulsione di Tounkara (doppio giallo) era l’epilogo di una serata da cestinare in fretta e di un secondo tempo (dell’attaccante) decisamente negativo.

CROTONE – POTENZA: iniziava forte il Crotone con cambi di campo ed aggressività che mettevano subito in apprensione il Potenza che però al 4’ sprecava con Di Grazia che scivolava al momento della conclusione in ripartenza su imbeccata di Saporiti. Ma insisteva la squadra di Zauli che schierata a 4 dietro, sembrava far partire gli esterni con più scioltezza. All’8’ era Giron a concludere a rete trovando una deviazione che poteva far male e trovava solo l’angolo. Vinicius in regia lasciava i tre trequartisti pressare alto ed a distribuire palle per le punte che però erano al momento ben controllate dai tre dietro del Potenza. Ma al 13’ Tumminello faceva tutto da solo: raccoglieva una respinta corta dal limite e faceva partire un missile che andava sotto il sette alla destra di Alastra chiamato in causa da Lerda al posto di Gasparini. C’era entusiasmo e D’Ursi era fermato solo da un bell’intervento in scivolata di Armini. Il Potenza non riusciva a reagire tenuto lontano dalla porta di Dini impegnato solo da lontano. Al 22’ Sbraga non era pronto sulla smanacciata di Dini sul terzo angolo ospite. Poi nuovamente Crotone in pressing prima con Tumminello e poi con Vinicius e con un tocco di braccio di un difensore lucano in area che poteva essere galeotto. Al 27’ Alastra era determinante in uscita su un tre contro uno che avrebbe dovuto essere capitalizzato da Tumminello, D’Ursi e Gomez. Due minuti più tardi lo spreco è ancora peggio con D’Ursi che manda alle stelle sempre con l’uomo in più in area. Fino al 40’ era comunque solo il Crotone ad essere pericoloso con Tumminello che colpiva anche il palo su una bellissima azione tutta di prima Vinicius, Giron ed appunto Tumminello che sparava sul montante alla destra di Alastra che dopo era anche salvato da una ribattuta dei suoi su conclusione poco fuori l’area piccola di Gomez. Al Potenza solo un occasione con sinistro al volo di Galliani dal limite su un cross proveniente dalla sinistra, e la palla che sfiorava il palo e la beffa. Negli ultimi minuti il Crotone pensava a palleggiare più basso per far uscire il Potenza con un Vinicius che saliva in cattedra anche in fase di interdizione. Il peccato, per gli squali, era terminare con una sola rete di vantaggio. Lerda faceva entrare subito Schiattarella al posto di Saporiti che è subito ammonito per proteste su un’azione per cui reclamava il rigore (che forse pure ci stava) ma solo dopo un evidentissimo fallo precedente su Tribuzzi. Il Crotone doveva stare attento ora perché gli sprechi del primo tempo non lo costringevano ad una gara di rimessa, visto che di fronte aveva calciatori di valore e di esperienza come Caturano che, pescato da Di Grazia, va vicino il pari con un tocco quasi di biliardo in scivolata. Ma la giornata è quella giusta ed al 9’ Guido Gomez, servito in corsa sulla destra da Tumminello, entrava fino a quasi dentro l’area piccola verso Alastra senza indugi e sferrava il destro raddoppiando. Nonostante Lerda cambiasse un terzino ed una mezzala per due attaccanti come Acensio e Volpe, il Crotone fino al 70’ non rischiava nulla se non su un cross (sbagliato) proprio di Volpe che andava a stamparsi sulla traversa. I padroni di casa tornavano a controllare la gara anche attraverso il possesso grazie anche ai cambi di Felippe (per uno stremato e bravissimo Vinicius) e di Cantisani per Gomez. Anche Tribuzzi (come Tumminello) prendeva un giallo per simulazione di un tocco in area che sembrava almeno dubbio, entrambi salteranno, perché diffidati, la trasferta di Brindisi alla prossima sedicesima. Ed all’84’ Volpe accorcia su un cambio di lato dove Leo ed i suoi macchiavano una gara quasi perfetta che diventava (quasi) da paura con il doppio giallo a Leo per un pestone che costringeva Zauli a richiamare Cantisani entrato da poco per inserire Spaltro. Comunque nemmeno nei 5 di recupero il Potenza riusciva a creare per meritare il pari che, anzi, Dini impiegava per far apprezzare le capacità di uscire dalla sua area piccola.

TURRIS – AUDACE CERIGNOLA: entra in campo al minuto 41 della ripresa e sei minuti più tardi piazzava la zampata che consente ai corallini di interrompere la pericolosa e mortificante scia di sconfitte consecutive: il finale di gara del Liguori era tutto nel segno di Guida. Finiva 1-1 al comunale fra Turris e Cerignola: primo punto per i corallini dopo un digiuno durato ben quaranta giorni (il 16 ottobre il blitz di Potenza). In panchina al posto dello squalificato Caneo (fermato per un turno dopo il rovente finale del Massimino) c’era il secondo Lorenzo Salvatore. Nel 3-4-3 corallino fiducia iniziale a Maestrelli e Cum (nuove bocciature per Miceli e Frascatore); in avanti Giannone e D’Auria a sostegno di De Felice (panchina iniziale per Maniero). Dopo una rete annullata a De Felice per offside (bandierina già alta al momento della conclusione), ci provava – correva il 5’ – Franco dal limite: velenoso il suo mancino, che fruttava però solo un corner. Al minuto 11 era invitante il pallone lavorato da Giannone per De Felice, che però cincischiava a tu per tu con Kaprikas e perdeva l’attimo buono per la battuta a rete; quattro minuti più tardi Cum mancava di un nulla la zampata su tiro cross di D’Auria. Il Cerignola si faceva vivo con una punizione dal limite di Ruggero (sfera alta sul montante); poco dopo – sull’altro fronte – il colpo di testa di Cum arpionato da Kaprikas. Propositiva la Turris, ma di fatto inconsistente negli ultimi sedici metri. Al minuto 42, al primo vero affondo, il vantaggio Cerignola: lo realizzava D’Andrea di testa, finalizzando indisturbato un’azione insistita dei suoi (c’era forse una mano galeotta a viziare la manovra pugliese ma le proteste coralline sono appena accennate). L’occasione del pari era clamorosa al 45’, quando Cum scodella un invitante pallone dal fondo ma De Felice non riusciva a piazzare l’agevole zampata. Nella ripresa, quattro minuti e Malcore mancava clamorosamente il raddoppio – di testa – sugli sviluppi di un calcio d’angolo; Giannone ci provava in mezza girata su spunto di De Felice, trovando l’efficace opposizione del portiere pugliese. Triplo cambio Turris al minuto 12: dentro Nocerino, Maniero e Saccani, fuori Giannone, De Felice e Contessa. Impietosi i fischi del Liguori per Giannone – sempre più spento – e De Felice. Al 25’ Franco pennellava su punizione sfiorando l’incrocio dei pali. Al 28’ la più ghiotta delle occasioni per il pari, quando Scaccabarozzi veniva agganciato in area e rimediava un ineccepibile penalty. Dal dischetto Maniero ma la battuta era da dimenticare: Kaprikas si distendeva alla sua sinistra e addirittura bloccava la sfera. Nel Cerignola intanto Sosa per Malcore; nella Turris Pavone per D’Auria. Ultimo cambio Turris a cinque dalla fine: in campo Guida per Burgio. Sei minuti più tardi il pari corallino, ormai insperato, proprio nel segno del neo entrato Guida, lesto a profittare di un’uscita a vuoto di Kaprikas su cross di Franco, insaccando per il definitivo 1-1.

GIUGLIANO – CATANIA: il Catania metteva un freno alla corsa del Giugliano. Battuta d’arresto per i tigrotti al De Cristofaro, dopo quattro risultati utili consecutivi si fermava la squadra di Valerio Bertotto. La compagine allenata da Cristiano Lucarelli mandava al tappeto i padroni di casa con un gol di Di Carmine nel finale. Subito approccio convincente per gli etnei che si portavano nella zona di Russo al 2’ con una conclusione centrale di Marsura dopo un suggerimento di Rocca, l’estremo difensore bloccava centralmente. La risposta dei gialloblù arrivava al 10’ con un tentativo di Berman sugli sviluppi di un angolo di Ciuferri, Bethers neutralizzava. Passavano quattro minuti e Oviszach si ritagliava lo spazio per il tiro, ma Bouah si opponeva. L’autore del gol vittoria contro la Turris si trasformava in assistman al 21’ con una rimessa lunga, Rocca colpiva di testa e Russo era chiamato ad un intervento super. Sul capovolgimento Giorgione cercava la girata su invito di Salvemini, la sfera arrivava a Vogiatzis che sbagliava completamente la mira. L’ultimo sussulto del primo tempo era di Chiricò dalla distanza al 35’, il Giugliano chiudeva in attacco ma il Catania resisteva e all’intervallo è 0-0. La ripresa si apriva con una buona chance per Salvemini, l’attaccante però non riusciva a dare forza alla sua giocata e Bethers non correva particolari rischi. La gara era spezzettata, complici i duelli in mezzo al campo e le proteste, da una parte e dall’altra. Al 66’ Quaini si coordinava da fuori area, ma la mira del numero 16 era da rivedere, con il pallone che si spegneva sopra la traversa. Nella parte centrale del secondo tempo Marsura prendeva il tempo a tutti e staccava, il 77 ospite non trovava lo specchio e l’incornata va a lato. A dieci dal novantesimo arrivava il guizzo utile per il Catania, si sbloccava la sfida al De Cristofaro. Chiricò si incaricava della battuta di un corner e premia i compagni, Di Carmine raccoglieva il passaggio di Curado e batteva Russo. La reazione dei tigrotti era targata Bernardotto, ma il portiere ospite bloccava. Nelle fasi conclusive occasioni ghiotte per De Luca e Dubickas, i nuovi entrati mancavano il raddoppio.

SORRENTO – MONOPOLI: partita molto equilibrata e avara di occasioni nella parte iniziale, le due squadre si studiavano e non lasciavano spazi agli avversari. Per la prima occasione bisognava attendere il 18’ con Todisco che andava via a destra, entrava in area e chiudeva l’azione con un diagonale che finiva poco distante dall’incrocio. Al 23’ Spalluto difendeva la sfera e serviva Starita, il calciatore in maglia numero 7 allargava per D’Agostino che faceva partire un sinistro impreciso. Brivido al 25’ per i costieri su un traversone di Viteritti, al 32’ Scala si liberava di un avversario e sfiorava il bersaglio con il destro a giro. La gara dello stadio Viviani di Potenza non si stappava, nonostante le manovre da una parte e dall’altra: le due formazioni rientravano negli spogliatoi sul risultato di parità. La ripresa si apriva con una giocata di Scala disinnescata dalla retroguardia avversaria, poi Cuccurullo non inquadrava. Al 54’ Starita calciava ad incrociare, la traiettoria attraversa l’area e finiva all’esterno del rettangolo verde. Al 59’ si sbloccava il risultato, ci pensava De Francesco a regalare il vantaggio i suoi con una punizione che beffava Perina. Passavano quattro minuti e i rossoneri sfioravano l’immediato raddoppio con un colpo di testa di Blondett. Al 76’ De Francesco disegnava una traiettoria vincente da calcio piazzato, Ravasio non toccava la sfera e Perina veniva beffato. Il Monopoli tentava di accorciare, ma la traversa negava la gioia a Santaniello. Al triplice fischio il Sorrento conquistava una vittoria preziosa.

VIRTUS FRANCAVILLA – BRINDISI: il derby rilancia la Virtus Francavilla e fa sprofondare il Brindisi in una crisi sempre più nera. Nel posticipo della 15esima giornata del campionato di Serie C, il Francavilla Fontana tornava alla vittoria (2-0) dopo sette partite, mentre gli avversari rimediavano la sesta sconfitta consecutiva, nonché la quinta di fila senza segnare. Mister Occhiuzzi bagnava con un successo il suo esordio sulla panchina dopo l’esonero di Alberto Villa, davanti ai circa 1800 tifosi presenti alla Nuovarredo Arena, fra cui 250 brindisini. Ciro Danucci non riusciva a imprimere una sterzata alla stagione del Brindisi, che in tutto il mese di novembre non aveva raccolto neanche un punto ed era sempre più penultimo, mentre la Virtus arrivava ridosso della zona salvezza. I padroni di casa passavano in vantaggio dopo appena 7 minuti grazie a un’incornata di Artistico. Nei primi 20 minuti di gioco la squadra francavillese esprimeva un dominio assoluto, al cospetto di un Brindisi in bambola. Dopo dopo un’occasione di Bunino al 25′, gli ospiti prendevano un po’ di coraggio. Nel secondo tempo, dopo aver sfiorato il raddoppio in avvio con una gran conclusione di Artistico, era il Brindisi a fare la partita, senza mai tirare in porta. Al 96′, Giovinco raddoppiava a porta vuota, dopo che Albertazzi si era spinto in attacco su un calcio d’angolo.

Tags: Serie C
FacebookTweetInviaInvia
Articolo Precedente

Volley Club Grottaglie: l'ottava meraviglia a Molfetta, Quaranta: "Momento straordinario"

Articolo Successivo

Stadio del Nuoto: c’è una nuova soluzione

Giornale RossoBlu

Giornale RossoBlu

Cerca nel sito

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

Giornale RossoBlu App

  • Trending
  • Commenti
  • Più recente

Taranto, la società rossoblu da il benservito ai “baresi”

16/12/2019
Taranto, conferenza stampa di presentazione per Montervino e Laterza (LA FOTOGALLERY)

Giuseppe Laterza: “Taranto non ha categoria, tornerò con passione”

10/06/2025
Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

14/08/2025
Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

31/07/2025
Il Taranto accelera sul mercato: obiettivi Casiello, Di Piazza e Souare

Di Piazza tra presente e futuro: “Canosa stagione positiva, ma manca ancora qualcosa”

Settore Giovanile, Raduni Selettivi dal 3 al 7 Settembre

Taranto, sette movimenti in uscita

Editoriale, il guerriero è vivo ed è tornato…

Il Taranto accelera sul mercato: obiettivi Casiello, Di Piazza e Souare

Di Piazza tra presente e futuro: “Canosa stagione positiva, ma manca ancora qualcosa”

27/04/2026
Volley femminile: la Pallavolo Polisportiva Manduria bissa la finale dello scorso anno

Polisportiva Manduria, stagione da applausi: basi solide per un futuro ancora più competitivo

27/04/2026
Renna (Cisl FP): i lavoratori dell’Arsenale di Taranto privati di indennità e buoni pasto da otto mesi

Arsenale di Taranto, via allo scorrimento dei concorsi: arrivano i primi sei assunti

27/04/2026
Regione Puglia, iniziative a sostegno delle società sportive

Sanità, Perrini rilancia: “Caschi oncologici e screening, il Tarantino va rafforzato”

27/04/2026

Giornale RossoBlu

Direttore Responsabile: Maurizio Mazzarella

  P.zza A.Merini, 12 - 74121 Taranto

  redazione@giornalerossoblu.it

  +39 3395020938

GiornaleRossoBlu.it – Contenitore Informativo Sportivo

Testata Giornalistica - Iscrizione Registro Stampa N°3/2018 Tribunale di Taranto 26/09/2018
Editore: Mazzarella Press Office
Partita Iva: 02985480736
Giornalista Pubblicista - O.N.d.G. N°138263
C.F. MZZ MRZ 78H11 L049 J

Informativa

Privacy Policy
Cookie Policy

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Accedi al tuo account di seguito

Password dimenticata?

Compila i moduli qui sotto per registrarti

Tutti i campi sono obbligatori Accedi

Recupera la tua password

Per favore, inserisci il tuo nome utente o indirizzo e-mail per reimpostare la password.

Accedi
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi riteniamo che tu ne sia contento.OkRifiutaLeggi di più