La quinta giornata di campionato, disputata nell’ultimo sabato di settembre, ha portato, ancora una volta sorprese, positive e negative, importanti per la definizione della classifica. Al Viviani di Potenza, i rossoblù lucani, affrontavano i rossoblù pitagorici di Lerda in un match, alla vigilia, segnato nel risultato visto il cammino fin ad allora compiuto dai calabresi. Fino all’89° il vantaggio maturato dai calabresi era il segnale di mantenimento della vetta poi, in quel fatidico minuto, la rete segnata da Emmausso rallentava pesantemente i Pitagorici e il pareggio finale consentiva al Catanzaro di agganciare la vetta. I giallorossi di Vivarini, travolgendo il fanalino di coda Messina al Ceravolo, agganciano la vetta ed iscrivono il loro nome a competitor ufficiale nella corsa alla B assieme al Crotone. Il Pescara, intanto, continua la sua poderosa rincorsa alla vetta e passando agevolmente con un Foggia ridotto ai minimi termini tecnici e con la contestazione della propria tifoseria, ha manifestato le sue potenzialità e ribadito il concetto che nella corsa alla seconda serie nazionale potrebbe esserci lei. A ruota di questo terzetto, raccolto nella miseria di un punto, si è posizionata la Juve Stabia che, a sorpresa ma negativamente, si è bloccata al cospetto di una Viterbese, per nulla trascendentale ma perfetto nella sua tattica di salvaguardia del risultato, concreta a tal punto da strappare un punto insperato dal Menti di Castellammare. La Turris di Padalino, finora brava a mascherare qualche lacuna presente nella rosa corallina, inaspettatamente è crollata nel derby partenopeo disputato sul neutro di Avellino, al cospetto di un Giugliano deciso ed incisivo. La debacle corallina ha fatto accorciare le distanze al Monopoli rispetto ai partenopei. La formazione di Laterza ha superato in un vibrante derby adriatico ofantino il Cerignola dimostratosi osso duro e comunque cliente scomodo anche per i biancoverdi. Intanto la Virtus Francavilla di Calabro cade nel match dei “rigori” sul neutro di Pontedera, in una gara di molto difficile interpretazione e complessa. Un errore dal dischetto di Patierno ha condotto gli Imperiali alla sconfitta e il quarto rigore del match (due per parte) è stato fatale per Calabro ed i suoi ragazzi. Continua, quasi come variabile impazzita il campionato del Latina che, nel confronto contro l’Avellino, con il minimo vantaggio affondava gli ospiti campani. I biancoverdi, incapaci di una reazione concreta, perdendo di misura facevano andare in fibrillazione l’ambiente irpino e l’ennesima battuta d’arresto sta comportando una serie di problemi nell’assemblaggio e completamento della rosa a disposizione di Taurino che appare sempre più traballante sulla panchina biancoverde. La Gelbison vince la prima gara in C sul neutro di Pagani. Dopo un primo tempo concluso con un unico tiro in porta (la testata di Cargnelutti finita in rete) ed un probabile fallo da rigore non visto dall’arbitro (presunto fallo in area su Guida giudicato fuori), nella ripresa complice un crollo mentale, fisico tarantini riusciva prima ad arrotondare e poi triplicare il risultato, mortificando, oltre modo, gli ionici costretti a dover dimenticare in fretta questo bruciante stop e catapultarsi al prossimo match, il derby allo Iacovone contro il Foggia. Nella lotta alla permanenza spiccava anche il match al Degli Ulivi di Andria tra la Fidelis ed il Picerno, gara che dopo una lunga fase di studio vedeva i federiciani in vantaggio ma raggiunti prima della fine del primo tempo. Nella ripresa, la paura di lasciare punti ma soprattutto rischiare concretamente un altro stop (sarebbe stato il terzo consecutivo) ha fatto desistere dall’esporsi, al motto del meglio un punto (forse inutile, per il balzo in zone tranquille) che nulla.
POTENZA – CROTONE: al Viviani di Potenza, le due formazioni rossoblù hanno dato vita ad un match interessante e palpitante fino alla fine dei minuti di recupero. Il risultato era importante ai fini della classifica, motivo per cui le due formazioni, soprattutto nel primo tempo si sono studiate a fondo. Una buona occasione persa dal Crotone che andava in vantaggio con Gomez (primo gol in campionato) e poi sciupava tre palle gol, con lo stesso Gomez, Vitale (palo) e Chiricò, ma poi si faceva raggiungere dal Potenza nel finale di partita. Un vero peccato, visto che il Catanzaro, vincendo in casa contro il Messina, riacchiappava i rossoblù in vetta. Non è stato un grande Crotone che nel secondo tempo, dopo le occasioni mancate, lasciava troppo presto l’iniziativa al Potenza, ma prendendo gol proprio nel momento in cui i rossoblù calabresi avevano ripreso le redini del gioco. Branduani dopo tre partite perdeva l’imbattibilità ed il Crotone aveva una buona occasione per passare in vantaggio con Gomez (primo gol in campionato) e poi sciupava tre palle gol, con lo stesso Gomez, Vitale (palo) e Chiricò, ma poi si faceva raggiungere dal Potenza nel finale di partita. Un vero peccato, visto che il Catanzaro, vincendo in casa contro il Messina, riacchiappava i rossoblù in vetta. Non è stato un grande Crotone che nel secondo tempo, dopo le occasioni mancate, lasciava troppo presto l’iniziativa al Potenza, ma prendendo gol proprio nel momento in cui i rossoblù avevano ripreso le redini del gioco. Branduani dopo tre partite perdeva l’imbattibilità ed il Crotone rallentava la sua corsa. Potenza, nel complesso, soddisfatto per aver conquistato un punto contro una delle corazzate del girone. Primo minuto e primo cartellino giallo. Il signor Fiero di Pistoia puniva una trattenuta di Giron con l’ammonizione dopo 46 secondi. La partita era equilibrata, anche se era il Crotone a fare gioco. Al 16esimo secondo cartellino giallo per gli squali con Fiero che vedeva un gomito troppo alto di Gomez. Il Potenza provava un paio di ripartenze ma il Crotone era bravo a tornare e a chiudere gli spazi per i lucani. Al 30esimo i pitagorici passavano in vantaggio. Bella azione del Crotone che dialogava fino alla trequarti dove Chiricò inventava per Vitale che di petto piazzava la palla sui piedi di Gomez che dal limite trafiggeva Gasparini con un tiro preciso all’angoletto. Il Potenza provava a reagire ma il Crotone si chiudeva bene e controllava senza difficoltà. Al 37esimo primo tiro in porta del Potenza con Talia, ma Branduani bloccava a terra senza problema. Al 45esimo grande occasione per il raddoppio del Crotone. Petriccione dalla trequarti pennellava per Gomez che controllava bene e si presentava solo davanti a Gasparini ma il tiro finiva alto sopra la traversa. Dopo un minuto di recupero Fiero mandava le squadre negli spogliatoi. Al 48esimo il Crotone aveva un’altra palla buona per il raddoppio. Awua rubava palla a centrocampo e arrivava al limite dell’aria lucana appoggiando per Vitale che d’esterno centrava il palo, sulla ribattuta palla a Tribuzzi che sparava alto sulla traversa. Al 65esimo Matino ci provava dalla distanza e Branduani era chiamato al grande intervento deviando in angolo, sul corner successivo ci provava Del Pinto di testa e la palla si perdeva di pochissimo a lato. Cambio di fronte e Chiricò si presentava solo davanti a Gasparini ma il portiere lucano respingeva il tiro a giro del fantasista pitagorico. Lo spavento risvegliava il Crotone che alzava il baricentro tenendo i lucani lontani dalla porta di Branduani. All’84esimo mister Siviglia provava la carta Belloni: Potenza a trazione anteriore con quattro attaccanti. All’87esimo il Potenza pareggiava con Emmausso che di testa, lasciato colpevolmente solo, batteva Branduani. Il signor Fiero assegnava quattro minuti di recupero. Al 91esimo Panico interveniva in scivolata su Schimmenti e l’arbitro espelleva l’attaccante crotonese. Al 95esimo Chiricò ci provava su punizione, ma la palla era di un pelino troppo alta La partita terminava così. Un pareggio che accontentava i lucani, sicuramente meno i calabresi, agganciati dai corregionali del Catanzaro.
CATANZARO – ACR MESSINA: grande era l’attesa del popolo giallorosso, per il match tra i ragazzi di Vivarini e il Messina di Auteri. Gli ospiti, sempre più ultimi, cadevano ancora, per la quarta volta in cinque gare, sotto i colpi di un Catanzaro oggettivamente troppa roba per la squadra di Auteri, apparsa inferiore, oltreché fortemente insicura e in netta difficoltà. La squadra siciliana pagava ancora gioventù e inesperienza, insieme a un calendario penalizzante in questo avvio. Non c’era partita al Ceravolo, sin dall’inizio, ma gli ospiti ci mettevano anche del loro. Il portiere Daga non spazzava, teneva troppo il pallone, il Catanzaro pressava alto, la palla rimpallava su Vandeputte ed era 1-0. Al quarto d’ora il risultato già cambiava, ma al netto di un’immediata traversa di Iannone (casuale), il Messina non c’era. E il Catanzaro, nella ripresa, partiva forte e chiudeva i conti: prima Vandeputte, che faceva doppietta in spaccata, poi Iemmello, che la chiudeva sempre su servizio dello scatenato esterno. Finiva così, 3-0, con la grande soddisfazione per il risultato che giungeva da Potenza, certificazione del primo posto conquistato, in condominio con il Crotone, mentre il Messina tornava, sullo Stretto, ancora una volta, a bocca asciutta e con preoccupazione per il momento, altamente negativo, e l’ultimo posto, ancora posizione amara confermata.
FOGGIA – PESCARA: la gara tra i dauni e gli adriatici era molto importante per entrambe le formazioni, più per i padroni di casa, in un periodo fortemente negativo che per i biancoazzurri, comunque protesi all’inseguimento delle prime della classe. Allo “Zaccheria” anche progressi degli ospiti evidenti sotto il profilo del gioco e della proposta. Tutto in 90′ in uno stadio tradizionalmente ostico. Una gara preparata bene e giocata meglio. Colombo aveva studiato l’avversario nei dettagli. Foggia temibile in attacco e sulla catena di sinistra (Costa-D’Ursi), ma vulnerabile quando perdeva palla perché senza equilibrio. Era una delle chiavi del match. Il primo gol ne era la conferma. Kraja scippava il pallone a Petermann, 5 giocatori tagliati fuori. Capovolgimento e ricamo di Cancellotti per il vantaggio firmato da Lescano. Milani che si inseriva con i tempi giusti e firmava il raddoppio su assist dell’attaccante italo-argentino era un’altra dimostrazione dell’indirizzo dato da Colombo. Solidità in primis (appena due gol subiti nessuno su azione) ma anche input nell’espressione di gioco. Subito dopo l’espulsione di Di Pasquale (intervento molto pericoloso su Cuppone che oggi per precauzione si sottoporrà a una Tac di controllo), il Pescara innestava il pilota automatico. Di fatto accademia e altri due gol, siglati da Kraja e Vergani subentrato a Lescano. Equilibrio, organizzazione e compattezza. Questi i tratti peculiari del Pescara di Colombo che, malgrado il restyling pressoché totale in sede di mercato, ha una sua precisa identità. La squadra pressa e corre in avanti. Ha intensità, lotta e non si risparmia. Tre vittorie nelle prime tre trasferte. È record: mai accaduto negli ultimi 50 campionati, ma soprattutto la lieta notizia era la nuova riduzione del gap, dalla coppia di testa, ad un solo punto, con l’inizio della battaglia a tre per il vertice in solitaria.
GIUGLIANO – TURRIS: lo Stadio Partenio-Lombardi di Avellino faceva da cornice al match tra Giugliano e Turris. La formazione di Raffaele Di Napoli era intenzionata a raccogliere un risultato pieno dopo alcune beffe – quella di Cerignola e di Latina su tutte – in quest’avvio di campionato. La compagine biancorossa di Pasquale Padalino era determinata a confermarsi nella parte alta della graduatoria. Controllo della sfera per i Corallini all’avvio, ma sono i Tigrotti ad affacciarsi in avanti con una conclusione di Ceparano col pallone che terminava alto. All’8’ Piovaccari trovava la via del gol, ma il direttore di gara annullava per evidente posizione di fuorigioco. La risposta degli ospiti era affidata al solito Giannone che ci prova in contropiede: Viscovo era sulla traiettoria. Al 17’ Frascatore salvava tutto su Gladestony, sul ribaltamento di fronte l’estremo difensore non era perfetto sugli sviluppi di un corner ma Leonetti spediva sul fondo. Al 21’ ancora il pugliese era pericoloso: davanti a Viscovo non era preciso e falliva una clamorosa chance. Al 29’ si sbloccava il parziale al Partenio: Ceparano si avventava su una respinta di Perina e insaccava col classico dei tap-in: non mancava qualche protesta per dubbia posizione del centrocampista. Il vantaggio dei gialloblù mandava in tilt la truppa di Padalino che subiva il raddoppio. Piovaccari, in piena area, approfittava di una ribattuta e infilava alle spalle del portiere. Al 40’, poco prima dell’intervallo, Leonetti non sbagliava su invito di Giannone e accorciava. Prima dell’intervallo, Perina era miracoloso in rapida successione su Piovaccari e Poziello. Partiva ancora forte il Giugliano che poteva contare sulla struttura fisica e sull’esperienza di Piovaccari: l’attaccante non era preciso all’avvio di secondo tempo. Al 52’ clamorosa ingenuità di Contessa che, già ammonito, tratteneva Iglio e si beccava il secondo giallo: Turris in dieci per gran parte della ripresa. La sfida diventava cattiva e al 54’ l’arbitro ristabiliva la parità numerica: Biasiol commetteva fallo da ultimo uomo su Leonetti e lasciava anzitempo il campo. Al 57’ Giannone creava un pericolo da calcio piazzato, i gialloblù si salvano in qualche modo. Al 65’ De Rosa era il più lesto a risolvere una manovra d’attacco: tris per i Tigrotti sul territorio irpino. I Corallini accusavano il colpo, ma provavano lo stesso a rientrare in gioco con una punizione di Giannone: la parabola disegnata sorvolava la traversa. L’undici di Padalino sembra mollare nella parte conclusiva, ci pensava il subentrato Nocciolini a mettere in cassaforte la vittoria con una grande realizzazione che valeva il 4-1. Il derby si chiudeva così, il Giugliano conquistava la vittoria al termine di una prestazione imperiosa. Bruttissimo ko per la Turris che dovrà rivedere qualcosa per un rapido riscatto, in casa, contro la capolista Catanzaro, mentre il Giugliano continua a veleggiare nelle parti alte della graduatoria.
MONOPOLI – AUDACE CERIGNOLA: il derby, al Veneziani, tra il Monopoli ed il Cerignola, rappresentava un match dall’alto contenuto tecnico tra due formazioni presenti nella griglia play off. E se per il Monopoli si trattava, di fronte al pubblico amico, di riscattare la sconfitta di Castellammare, per gli ospiti si interrompeva a tre la serie di risultati utili consecutivi: era un fendente dalla distanza di Montini nel finale a dare la vittoria ai baresi, dopo che gli ofantini erano riusciti a pareggiare il primo svantaggio arrivato a inizio ripresa. Pazienza tornava al 4-3-3, lasciando Capomaggio in panchina e col tridente assortito con Achik-Malcore-Neglia. Cambiava diverse pedine anche Laterza, Simeri partiva dalla panchina e in coppia con Montini c’era il rientrante Fella. Per circa una mezzora la partita non offriva un granché, ci provava Neglia un paio di volte senza inquadrare lo specchio, mentre il Monopoli non riusciva a sfondare la linea difensiva ospite. La sfida viveva un ultimo quarto d’ora assai vibrante, soprattutto per merito dei gialloblu, vicinissimi al gol in almeno quattro circostanze. Malcore per poco non indovinava un pallonetto vincente da metà campo al 33′, alla fiacca conclusione di Rolando ben parata da Saracco rispondeva poco dopo ancora Malcore il cui sinistro terminava largo (34′). Neglia sfiorava il montante alla destra di Nocchi, poi il portiere di casa respingeva una punizione di Malcore e sulla ribattuta si fiondava Bianco, calciando però alto sulla traversa (41′). Si andava così all’intervallo con un Cerignola che meritava più fortuna date le occasioni avute a disposizione. Arrivava sugli sviluppi di un piazzato il gol del Monopoli: corner di Rolando, De Risio svettava e insaccava all’incrocio quando sul cronometro era il 52′. Pazienza cambiava subito, dentro D’Ausilio per Achik e successivamente D’Andrea e Russo per Bianco e Coccia. La scelta ancor più a trazione anteriore pagava al minuto 68: D’Ausilio andava via sulla sinistra e metteva al centro un bel pallone che D’Andrea raccoglieva col piattone al volo per l’1-1. Restava comunque una partita bloccata e con rare emozioni: l’Audace dava l’impressione di tenere bene il campo, anche se il subentrato Manzari convergeva dalla destra e faceva partire una parabola comunque fuori bersaglio. Un’autentica invenzione di Montini rimetteva la bilancia del match dalla parte biancoverde: l’attaccante avanzava e sferrava una bordata assolutamente imprendibile per Saracco, ed era 2-1 (82′). Dentro anche Vitali, le “cicogne” tentavano il tutto per tutto, rosso nel recupero al monopolitano Hamlili e l’ultima occasione era per Ligi di testa, che non creava però problemi a Nocchi qualche istante prima del triplice fischio. Finiva così con l’esultanza e tanta soddisfazione per Laterza ed i suoi ragazzi, amarezza, ma consapevolezza del diverso tasso tecnico, per gli ofantini, dopo una gara persa di misura e che aveva mostrato una crescita da parte della neo promossa formazione del patron Greco con attenzione al successivo match, in casa con la Gelbison, vincitrice, nel match interno sul Taranto.
MONTEROSI TUSCIA – VIRTUS FRANCAVILLA: match, in Toscana, a Pontedera, per la Virtus Francavilla di Calabro contro il Monterosi del patron, dimissionario, Capponi. Punti importanti sia per i laziali che per gli imperiali, a caccia di punti importanti per centrare i rispettivi obbiettivi. La Virtus Francavilla incassava la seconda sconfitta stagionale, arrivata di nuovo in trasferta: i biancazzurri sono stati battuti dal Monterosi per 2-1, allo stadio Ettore Mannucci in un match nel quale erano assegnati ben quattro calci di rigore. La formazione laziale si portava avanti sul 2-0, giunto dagli undici metri: l’attaccante Costantino firmava le reti arrivate al 31′ e al 59′. Per tutta riposta la Virtus Francavilla approfittava di un penalty al 69′, realizzato da Patierno; quasi dieci minuti più tardi arrivava la ghiotta chance per pareggiare i conti, ancora dagli undici metri, ma stavolta Patierno si faceva ipnotizzare dal portiere Alia. Finiva così, gli uomini guidati da Antonio Calabro si fermavano dopo la vittoria contro la Gelbison: il bottino in classifica al momento ammonta a 7 punti, ma cresce il malumore e la preoccupazione del piazzamento per i risultati altalenanti ottenuti che posizionano i brindisini, a i limiti della griglia play off, a pochi punti dall’estromissione dalla stessa.
LATINA – AVELLINO: al Francioni di Latina, la formazione nerazzurra d Di Donato, affrontava l’Avellino di Taurino, attualmente in un periodo di magra, almeno per i risultati finora ottenuti, al di sotto delle aspettative e delle ambizioni progettuali stilate nella scorsa estate. Gara molto abbottonata da parte delle due formazioni, soprattutto per gli irpini concentrati all’ottenimento di un risultato positivo. la speranza era di prendere i tre punti, e il primo tempo scorreva sul nulla di fatto con i padroni di casa ala ricerca della giocata per sbloccare il match e ospiti, in fase difensiva e nell’attesa di colpire gli avversari , sfruttando eventuali spazi, soprattutto sulle corsie esterne. Al 42°, era Fabrizi a sfruttare la ghiotta occasione ottenuta e l’incontro prendeva, pur con tutto il secondo tempo da disputare, la strada verso l’agro pontino. Gli irpini, nonostante la voglia di recuperare non arrivavano all’obbiettivo del pareggio e, al termine dl match, l’entusiasmo dei laziali faceva vedere il rovescio della medaglia, il rammarico dei bianco verdi e soprattutto l’insoddisfazione dell’ambiente avellinese, con il tecnico, Taurino, sotto accusa per la scia negativa di questo primo mese di campionato che potrebbe far riflettere la società, anche in ottica di continuità del progetto partito alcuni mesi fa oppure, con un’inversione di tendenza, portare al cambio di guida tecnica, per invertire questa china, alquanto pericolosa, come la classifica, attesta impietosamente.
GELBISON – TARANTO: il match al Torre di Pagani per i rossoblù doveva rappresentare la continuazione di un nuovo percorso intrapreso dopo la vittoria, in rimonta, sull’Andria. La gara veniva approcciata, in maniera prudente, con l’attenzione a sfruttare qualche giocata che la formazione avversaria, avrebbe potuto lasciare agli ionici, ma poi, come accade in questi match importanti per la lotta alla permanenza, una palla inattiva decideva l’esito del confronto. Da corner, battuto alla destra di Vannucchi, incornata di Cargnelutti , in anticipo su Antonini, e rete dell’1 a 0. Nel primo tempo non si aveva nessuna azione degna di nota che potesse impensierire i portieri se non un fallo, in area e meritevole del calcio di rigore (attestato anche dalle immagini televisive) che l’arbitro, il sig. Perri (non impeccabile in questa sua direzione arbitrali) giudicava di fuori area, in prossimità dello spigolo dell’area di rigore, svista che in pratica non consentiva agli ionici di portarsi in parità, ma costretti ad andare, all’intervallo, in svantaggio. La ripresa, che avrebbe dovuta essere giocata all’insegna della reazione dei rossoblù di Capuano, inspiegabilmente vedeva un crollo più mentale che fisico, tale da consentire ai padroni di casa di sfruttare le uniche due occasioni che servivano a blindare il risultato e costringere i pugliesi a collezionare la quarta sconfitta, nelle cinque giornate di campionato. Post partita amaro con il mea culpa di Capuano, anche per l’esibizione, nettamente sotto le aspettative, ma la voglia di riscatto, dopo questa prova, dovrà essere il refrain della settimana che porterà gli ionici, al derby casalingo contro il Foggia.
FIDELIS ANDRIA – AZ PICERNO: la gara del riscatto per i bianco azzurri di Cudini, piena di tante motivazioni, contro i lucani del Picerno, terminava in pareggio. Al “Degli Ulivi” la gara finiva 1-1, una contesa che vedeva i federiciani , in atteggiamento offensivo per scardinare la linea difensiva , mentre gli ospiti rimanevano concentrati per evitare di essere colpiti dagli attacchi avversari e, se le occasioni si sarebbero presentate, colpire con il reparto offensivo di qualità e tecnica, garanzia del campionato tranquillo, finora disputato. Erano i padroni di casa a portarsi in vantaggio con il colpo di testa vincente di Urso al 33’. Pochi minuti dopo, al 40’, i lucani raddrizzavano le sorti del match con il gran destro di Golfo. Nella ripresa, la paura di lasciare il campo all’avversario faceva assumere una tattica prudente ad entrambe le formazioni e, al termine del match, alla moderata soddisfazione ospite, faceva da contraltare la disapprovazione del pubblico del Degli Ulivi, per l’ennesima prova fallita dalla formazione di Cudini la quale, per l’ennesima volta consecutiva, non manteneva il vantaggio ottenuto e, le rimonte subite, attestavano problemi oltre di tenuta atletica anche mentali e nervosi, condizionanti nell’esito finale dei match.
Fabrizio Di Leo













