La prima giornata di campionato della stagione 2022 – 23, ha prodotto risultati previsti, ma anche sorprese, in negativo, per alcune presunte big. A Pescara, all’Adriatico, l’atteso confronto tra i biancoazzurri di Colombo e l’Avellino di Taurino, classico big match, dopo un vibrante confronto si è risolto a favore dei padroni di casa che, dopo essere passati in vantaggio, sono riusciti a mantenere il risultato conquistando tre punti importanti, mentre, sull’altra sponda il rammarico per l’occasione perduta di poter arpionare almeno un punto che sarebbe stato fondamentale per la classifica ed accendere gli entusiasmi dell’ambiente irpino. Le calabresi, anch’esse attese al debutto stagionale, hanno imposto la legge della “forza quattro”, sbarazzandosi, abbastanza agevolmente delle avversarie. Al Ceravolo di Catanzaro, i giallorossi di Vivarini, affrontavano i lucani del Picerno, per un match, già alla vigilia, molto complicato e quasi segnato visto il differente tasso tecnico delle due rose. Definito il match nella prima frazione di gara, nella ripresa, i calabresi, arrotondavano il risultato ed il 4 a 0, finale, era l’esatta fotografia di una serata eccezionale, in cui tutto aveva funzionato alla perfezione. A Messina, i giallorossi di Auteri incrociavano il Crotone di Lerda, una delle due pretendenti alla B diretta. Gara che, nello svolgimento, è sembrata un ottovolante con tante emozioni, qualche capovolgimento di fronte, ma che, alla fine, ha premiato la squadra più tecnica, completa, di qualità e d’esperienza (non peraltro proveniente dalla serie B). Il Messina, dopo essere passato in vantaggio e poi, subendo gli avversari, si è trovato sotto per 1 a 4, ha cercato di non deludere il suo pubblico, ma anche l’aver dimezzato il passivo (con il finale di 2 a 4), sicuramente non ha fatto trascurare l’aspetto dell’incompletezza della rosa a disposizione di Auteri. Al Veneziani di Monopoli, grande era l’attesa per verificare i progressi compiuti dalla formazione di Di Costanzo, la stessa tifoseria, accorsa in massa (500 sostenitori) risultava fiduciosa ed entusiasta per sostenere i ragazzi rossoblù. La gara nel primo tempo vedeva l’accorta formazione ionica non subire un granché, era, anzi, capace di consentire in un’irresistibile sortita di passare, in vantaggio, con un rigore di Giuda, vedeva i padroni di casa raggiungere il pareggio per una fortuita respinta della difesa che consentiva a Starita di mettere a segno la rete dell’1 a 1. Nella ripresa, 28 minuti in cui gli ionici si sono difesi abbastanza bene, poi l’arbitro Di Graci, concedeva un rigore per un inesistente fallo in area ionica e Simeri portava sul 2 a 1 i bianco verdi. Nei minuti successivi, la squadra rossoblù, sbandava e prima un’incertezza difensiva che procurava un altro rigore (fallito da Simeri), poi una rete di Fornasier, determinava la sconfitta e nonostante alcune altre “sviste” arbitrali, nonché un incrocio dei pali, colpito da Infantino al termine del match (la quarta rete di Starita era realizzata nel recupero), sentenziava il punteggio, inappellabile, risultava pesante e forse immeritata, sicuramente nelle dimensioni. Allo Zaccheria di Foggia, la mina vagante Latina, confermava di essere la “bestia nera” dei rossoneri (lo scorso campionato i pontini con lo stesso punteggio avevano espugnato lo stadio dauno), tanto che passati in vantaggio i laziali, mantenevano in mano il match poi, dopo in raddoppio, una fiammata dei padroni di casa riapriva la contesa, quindi essendo scoperte le fasce, ospiti che chiudevano l’incontro con il sigillo del 3 a 1, verdetto che comunque aveva del caloroso, viste le premesse. Nell’anticipo domenicale, a Pontedera, il Cerignola di Pazienza, nella prima frazione di gioco soccombeva per 3 a 0 e il match risultava chiuso per l’incapacità delle squadra pugliese di reagire a questa batosta rimediata nei primi 45 minuti di gioco. Ripresa che confermava l’andamento del match e primo assaggio, per gli ofantini, delle difficoltà stagionali a cui andranno incontro i gialloblù. Le altre due neo promosse, Giugliano e Gelbison avevano percorsi differenti ed esiti diametralmente opposti. Partenopei, contro la Viterbese, riusciva a piazzare un 1 – 2 che spiazzava le gambe ai laziali ed il risultato finale certificava l’esordio positivo e i primi tre punti stagionali. La Gelbsion, sul neutro di Pagani, incocciava una Juve Stabia, straripante che sia pur di misura, piazzava tre reti che, a fronte delle due subite, lasciavano l’amaro in bocca alla matricola salernitana. Al Liguori di Torre del Greco, una giostra del risultato portava i corallini del neo tecnico e la Virtus di Calabro al pari con rammarico dei locali per essere andati in vantaggio, ma anche i pugliesi rammaricati perché dall’1 a 0 si sono ritrovati a rincorrere e strappare un pari che dopo il primo tempo andava anche stretto nel risultato. Derby appulo lucano, quello tra Andria e Potenza, al termine la salomonica divisione dei punti accontentava entrambe le formazioni.
PESCARA – AVELLINO: all’Adriatico di Pescara, l’atteso match tra gli abruzzesi e gl’irpini si è risolta a favore dei padroni di casa. Gara con inizio in fase di studio, con prevalenza nel gioco dei bianco azzurri, che non risultava produttivo, almeno fino all’intervallo chiuso con il nulla di fatto. Nella ripresa, inizio veemente del Pescara, ma gli ospiti chiudevano alquanto bene, fino al 18°, quando si verificava la giocata efficace. L’ha decisa un bomber, Lescano per un breve periodo anche sul taccuino del DS avellinese, De Vito, bravo a deviare di testa in rete un calcio d’angolo superando sia Marcone sia Illanes. Un episodio forse, ma c’è anche da dire che il Pescara si è fatto preferire per larghi tratti, conducendo la partita e creando le occasioni migliori. Poche per la verità nel primo tempo, se si esclude un tiro di Lescano deviato da Marcone, maggiori sicuramente nella ripresa. L’Avellino ha provato a difendersi con ordine, riuscendoci anche nel primo tempo, ma di contro non ha costruito molto. Nel primo tempo Murano e Kanoute non si sono quasi mai visti, solo Guadagni ha provato in un paio di occasioni a farsi giustizia da solo; centrocampo ordinato ma con pochi rifornimenti in attacco; difesa non perfetta ma che ha retto nella prima frazione. Il gol non ha scosso l’Avellino che anzi ha rischiato di capitolare, l’unica scossa l’ha data il triplice cambio di Taurino, con Di Gaudio che ha vivacizzato l’attacco mettendo dentro una bella palla per Murano, murato da Plizzari. Nel finale ancora Plizzari ha neutralizzato un preciso diagonale di Kanoute dopo una bella serpentina. Troppo tardi, l’Avellino avrebbe dovuto giocare dall’inizio in questo modo e non subire passivamente il gioco del Pescara cercando poi un contropiede che non c’è stato, ma la sconfitta. meritata, è stata certificata dall’unica rete subita dagli irpini.
CATANZARO – PICERNO I giallorossi di Vivarini, davanti ai 6600 spettatori tra paganti e abbonati, si sono aggiudicati senza faticare il match con il Picerno. Nessuna sorpresa negli undici iniziali e in particolare in quello giallorosso che si schiera con una retroguardia inedita con Mulè,Gatti e Brighenti. In avanti la collaudata coppia d’attacco Iemmello – Biasci. Si partiva su ritmi più che discreti ed il primo squillo era lucano con Reginaldo che pesca Pitarresi in buona posizione e Fulignati era pronto a neutralizzare. La risposta giallorossa era affidata prima a un tentativo di Biasci che entrava in area ma si vedeva neutralizzare ogni velleità dalla difesa ospite ben schierata, poi con una conclusione sbilenca di Vandeputte che era stato servito da Iemmello. Al 23esimo, ingenuità di Brighenti che regalava un pallone velenoso a Reginaldo ma era poco lucido sotto porta, Fulignati invece, era pronto. Quattro minuti dopo il Catanzaro passava con Biasci che riceveva dalla destra da Ghion un buon pallone, si girava in area e batteva Crespi. Il Picerno, che non aveva esaurito la forza propulsiva iniziale, si scuoteva e poco dopo la mezz’ora creava due occasioni con Cuda (la prima propiziata da una indecisione di Verna) ma anche in queste circostanze il numero uno giallorosso faceva il suo dovere in maniera impeccabile. Al 42esimo le Aquile raddoppiavano: assist di Tentardini per Iemmello che si faceva trovare al punto giusto e al momento giusto. Sul suo guizzo di testa l’estremo difensore del Picerno non poteva nulla. I calabresi chiudevano i conti nei primi minuti della ripresa. Al termine di una azione elaborata, Brighenti crossa per il nuovo arrivato Mulè, anche per lui un preciso colpo di testa che batte Crespi. La gara di fatto finiva qui anche se al triplice fischio mancava ancora mezz’ora. Tentardini e ancora Mulè poteva già rendere il passivo più pesante con un paio di occasioni prima del quarto d’ora. Primi minuti in giallorosso per Situm e Curcio che prendevano il posto di Tentardini e Biasci. A metà frazione provava anche Vandeputte a mettere il nome nel tabellino tra i marcatori: al termine di una azione personale cercava il suo angolino con risultati non eccellenti. A dodici minuti dalla fine il belga tornava ad essere assist man sopraffino: calcio di punizione dalla sinistra ancora per Mulè e sempre di testa sfiorava il poker. Poker che arrivava a tempo scaduto grazie al tap in vincente Cianci che poco prima aveva preso sul posto di Iemmello. Finiva così tra il tripudio del pubblico giallorosso, molto ma molto soddisfatto.
ACR MESSINA – CROTONE: i giallorossi di Auteri, alla prima in casa della nuova stagione, bagna l’esordio con un pesante 2-4 interno contro il Crotone. Non proprio una squadra-materasso, al Franco Scoglio, ma i tifosi presenti non si aspettavano probabilmente questo passivo. Al netto di una prima mezz’ora tranquilla, nella seconda parte di primo tempo match si infiammava e accadeva di tutto: rigore Crotone e Chiricò scivolava e manda alle stelle; poi di testa l’ex Reggina, Marino, faceva 1-0; ma neanche il tempo di festeggiare che c’era un nuovo rigore per il Crotone, che questa volta Chiricò realizzava. Il primo tempo si chiudeva poi con la giocata di Kargbo, che fa 1-2 prima del duplice fischio. E, ad inizio ripresa, però, che la gara cambiava e cominciava l’incubo peloritano: palo di Chiricò, tap-in di Tribuzzi, poker del neo entrato Awua. Era 1-4 e il cronometro indicava il 52′. Gara praticamente chiusa, non bastava infatti la rete di Konate. Finiva così tra rammarico e delusione per il risultato rimediato il passivo rimediato, ma con la consapevolezza che il Crotone presentava un organico al disopra di quelli della categoria.
MONOPOLI – TARANTO: il confronto al Veneziani tra il Monopoli ed il Taranto, seguito da 500 sostenitori ionici, era il primo confronto tra i rossoblù, di Di Costanzo ed il Monopoli dell’ex Laterza. Nella prima parte di gara. il Taranto con il 3 – 5 – 2, composto da Russo, in porta, la linea difensiva composta da Manetta, a destra, centrale Antonini, a centrocampo, a destra De Maria, Provenzano e Romano centrali, Mastromonaco sulla destra, leggermente avanzato, il quinto, Guida, alle spalle di Panattoni e Tommasini. Nel primo tempo, Taranto, attento e pronto a colpire, tanto che intorno alla mezzora, un’entrata di Romano veniva atterrato in area monopolitana e Guida realizzava il penalty. Dopo una manciata di minuti, un rinvio sfortunato su una sforbiciata non impeccabile di Simeri, faceva pervenire la palla a Starita che realizzava il pari. Nel primo tempo, non accadeva, ma nella ripresa con il Monopoli in avanti , rossoblù presati ma ordinati nei rinvii. Poi, al 28°, l’arbitro Di Graci (al disotto della sufficienza la sua direzione arbitrali), vedeva un inesistente fallo di Provenzano su monopolitano e Simeri, per tanta grazia ricevuta, non si faceva pregare nel segnare il rigore del 2 a 1. In questo momento, sbandamento per la squadra ionica e Mastromonaco nel passare la palla a Russo, in piena area, innescava Starita che veniva atterrato dal portiere (con relativa ammonizione) e, sul dischetto si portava, nuovamente Simeri che falliva il penalty, parato da Russo e sulla ribattuta i monopolitano sparavano altissimo sulla traversa il pallone. Su un corner alla destra di Russo, Fornasier anticipava Granata e con una parabola micidiale, impressa al pallone piazzava la rete del 3 a 1. Le sostituzioni di D’Egidio, per Mastromonaco e Infantino per Panattoni, rialzava l’asse offensivo e il centravanti ionico, prima si vedeva negare un solare rigore dall’arbitro, poi sparava una bordata da fuori area che colpiva l’incrocio dei pali alla destra del portiere Vettorel. In pieno recupero, Starita, approfittando un taglio preciso , si presentava solo davanti a Russo e piazzava il 4 a 1. Settantacinque minuti buoni, poi il contraccolpo per il rigore subito, creava la frattura, complici le sostituzioni effettuate da Laterza che spostavano gli equilibri in casa Monopoli e davano la spinta per la vittoria, che consentiva un buon inizio, mentre i rossoblù dovranno archiviare subito questo stop, per concentrarsi la match contro il Catanzaro, con il recupero di Ferrara e Lamonica, due frecce in più nella faretra dell’arco ionico.
FOGGIA – LATINA: Prima sconfitta per il nuovo Foggia targato Roberto Boscaglia alla prima giornata di campionato, allo Zaccheria il Latina passa per 3 a 1 . I rossoneri creano e sbagliano tanto, a differenza degli ospiti che, ben schierati in campo da mister Di Donato sono più cinici e sfruttano le poche occasioni create. Primi dieci minuti di sostanziale equilibrio tra le due squadre che non riescono a trovare un varco per sfondare. La prima occasione del Foggia ed arrivava al 13′ con D’Ursi che, involatosi in area di rigore, spediva il pallone al lato sugli sviluppi di un contropiede. La partita si accendeva improvvisamente alla mezzora di gioco: doppia occasione per il Foggia al 28′, prima con Di Noia, il cui tiro terminava di poco alla sinistra del portiere avversario, e poi con Schenetti che colpiva la traversa con una conclusione ravvicinata. Ancora Schenetti al 29′ che concludeva all’altezza della lunetta ma il pallone termina sul fondo. Il Latina risponde al 30′ con un tiro cross che traeva quasi in inganno Dalmasso che però spediva in corner. Di nuovo i rossoneri (oggi in maglia bianca) al 37′ con Peralta che, su punizione defilata, metteva in mezzo un pallone pericoloso ma Ogunseye e Malomo non si intendevano e nessuno dei due impattava di testa la sfera. Al 43′ ci provava ancora D’Ursi ma il suo tiro terminava alla destra di Cardinali che seguiva il pallone con lo sguardo. I padroni di casa provavano subito a reagire al 5′ con Schenetti che si incuneava in area e terminava a terra in area di rigore per un presunto fallo ma l’arbitro, considerando irrilevante il contatto, non assegnava il penalty. Roberto Boscaglia voleva dare una scossa e mandava dentro Costa e Peschetola, ai danni di Nicolao e D’Ursi. Ci provava il Latina con Carletti al 9′ con un diagonale, ma Dalmasso bloccava senza esitazioni. Cambi anche per il Latina che mandava dentro Cortinovis e Margiotta per Teraschi ed Esposito. Ancora cambi per i rossoneri al 19′, dentro Petermann e Vuthaj per Odjer e Ogunseye. Foggia vicino al pareggio con Peschetola al 20′ ma il suo tiro veniva deviato e Cardinali respingeva, sul rimbalzo, in corner. Rispondevano i laziali, un minuto dopo, con Sciacca che spediva il pallone di poco sopra alla traversa. Boscaglia, al 23′, mandava dentro anche Sciacca al posto di Malomo. I rossoneri spingevano con una serie di traversoni al centro dell’area che non trovavano la deviazione decisiva. Protestavano ancora i padroni di casa per un presunto fallo di mano in area di rigore su un tiro da fuori di Petermann ma il direttore di gara faceva proseguire. Occasionissima per gli uomini di Boscaglia al 37′ con Peschetola ma la sua conclusione veniva respinta dal portiere nerazzurro. Sul contropiede successivo gli ospiti raddoppiavano con Carletti che riceveva un traversone basso ed appoggia in rete, battendo Dalmasso. Sul doppio vantaggio sembrava chiusa la gara, invece, al 44′ la riapriva Vuthaj, per il Foggia che sfruttava il cross preciso di Costa ed insaccava di testa. Con lo svantaggio dimezzato, il Foggia sfiorava il clamoroso 2 – 2, un minuto più tardi sempre con Vuthaj che concludeva sul palo. Le emozioni non finivano perché a due minuti dallo scadere Fabrizi, sostituto di Carletti, faceva 3-1 per il Latina. Terminava così l’incontro e la bestia nera del Foggia, per la seconda annata consecutiva, espugnava il terreno foggiano.
MONTEROSI TUSCIA – AUDACE CERIGNOLA: a Pontedera, campo neutro per le gare casalinghe dei laziali, i “padroni di casa”, in un solo tempo hanno superato la matricola Cerignola. Neanche il tempo di studiarsi, per entrambe le squadre che i viterbesi erano già in vantaggio. Il bomber di giornata, Costantino, dopo 90 secondo, sorprendeva i due centrali gialloblú e beffava Saracco, la sfera passava sotto le gambe del portiere e si insaccava. Era il primo gol del Girone C 2022/2023 (la gara era uno dei due anticipi di orario). L’Audace provava a reagire, al 4′ la conclusione di Neglia, facile per Alia. Ancora pericoloso il Monterosi, al 10′ Rossi concludeva di potenza dal limite dell’area sfiorando la traversa. I laziali sfruttavano la mancata reazione dei pugliesi e raddoppiavano al 16′: Costantino scambiava con Rossi riuscendo a sorprendere ancora la retroguardia ofantina. A un soffio dal 3-0 il Monterosi, al 20′ Piroli trovava la testa di Parlati, la sfera accarezzava il palo. Alzava la testa l’Audace, il primo vero squillo era di Langella che però non trovava la porta. Ancora una chance per i padroni di casa, aggancio sul filo del fuorigioco di Rossi che incrociava sfiorando il palo opposto. Pochi secondi dopo era ancora Rossi a sfiorare la terza marcatura, la difesa gialloblù veniva sorpresa ancora dalla destra, l’ex Monopoli trovava un indeciso Saracco che sventava comunque il pericolo. Il tris era nell’aria e giungeva al 34′. Il traversone di Cancellieri trovava la zampata dell’inarrestabile Costantino che realizzava la sua tripletta personale. La prima frazione terminava con un sussulto del Cerignola, al 43′ Neglia si accentrava e calciava, il suo sinistro però non girava abbastanza. Pazienza rendeva ulteriormente offensiva la sua squadra, all’intervallo Langella e Sainz Maza lasciavano spazio ad Achik e D’Ausilio. In avvio di ripresa Carlini si rendeva pericoloso da calcio piazzato, Saracco rispondeva presente. Il Cerignola tornava in avanti, all’8′ Achik terminava un’azione prolungata dei suoi con una conclusione a giro larga. Non succedeva nulla fino al 23′, quando Coccia trovava la testa di D’Andrea che accorciava le distanze, secondo l’assistente però l’attaccante era in posizione irregolare. Poco meno di due minuti dopo Costantino sfiorava il poker sovrastando Gonnelli, Saracco si allungava ed evitava il peggio. Il centravanti laziale era irrefrenabile, al 26′ Allegrini andava a vuoto proprio su di lui ma la sua conclusione era centrale. Al 38′ ci provava Santarpia, che riceveva da Carlini ma non centrava lo specchio. Terminava 3-0 il match tra Monterosi e Cerignola, un debutto storico, ma assolutamente da dimenticare per la formazione ofantina.
GELBISON – JUVE STABIA: la formazione di Vallo della Lucania, esordisce contro la Juve Stabia, sul neutro di Pagani e viene superata dalle Vespe. Ottima partenza per gli stabiesi che si affacciavano in avanti con una conclusione di Bentivegna su punizione, Vitale respingeva in angolo. Sugli sviluppi del corner successivo battuto da Berardocco, Maggioni staccava e insaccava alle spalle dell’estremo difensore. La risposta dei salernitani era affidata a un destro di Marong da fuori area. La traiettoria si alzava rispetto allo specchio. Attorno al quarto d’ora bisognava registrare un tentativo non insidioso per parte. Al 20’ Pandolfi conquistava la sfera su Marong e pescava Bentivegna. Il destro del fantasista andava vicino al palo. Alla mezz’ora cross teso di Fornito per l’incornata di Statella che impegnava seriamente Barosi. Al 32’ Altobelli spaventava la retroguardia rossoblù. Il raddoppio però si materializzava due giri di lancette più tardi col tiro a volo di Pandolfi che infilava in rete su assistenza di Berardocco. Si chiudeva così il primo tempo allo Stadio Marcello Torre. Ad avvio secondo tempo, la Gelbison accorciava. Sugli sviluppi di un angolo, Graziani pesca Bonalumi che realizzava l’1-2. La Juve Stabia non ci stava ed allungava nuovamente nel risultato. Altobelli si avventava su una respinta e in acrobazia batteva Vitale per il tris gialloblù. Al 54’ Scaccabarozzi ci provava su passaggio di Dell’Orfanello, ma non trovava la porta. Al 60’ Uliano caricava una conclusione, Barosi non era impensierito. Al 63’ Vitale si superava su Pandolfi, così come Barosi su Sane poco dopo. Al 67’ i rossoblù andavano in gol con De Sena, ma l’arbitro fermava tutto per posizione di fuorigioco. Al 73’ Sane insaccava, il direttore di gara fischiava per offside. All’87’ Maggioni intercettava la sfera col braccio su tiro di Sane, per il signor Catanoso era calcio di rigore. Dal dischetto andava Uliano che falliva l’esecuzione. Si chiudeva così la partita dello Stadio Torre, la Juve Stabia vinceva la prima battendo la Gelbison (1-3, ndr) nel primo derby campano.
TURRIS – VIRTUS FRANCAVILLA: il match tra i corallini e gli imperiali, abbastanza atteso anche dall’ambiente partenopeo, ha mostrato una prova di carattere della Virtus Francavilla, nella prima gara ufficiale della stagione. Il club della Città degli Imperiali è uscito dallo stadio Liguori con un 2-2 maturato nella sfida contro la Turris. Dopo la prima frazione terminata a reti bianche, i padroni di casa andavano a segno per ben due volte, ad inizio ripresa, prima Giannone al 56′ e poi Manzi al 59′ battevano Avella. La reazione della Virtus arrivava in occasione del rigore trasformato da Maiorino al 61′ (fallo su Pierno), che apriva la via al pareggio firmato da Murilo, autore di un autentico gol su punizione. Un risultato tutto sommato buono per la classifica, in considerazione che al 13° del secondo tempo la Turris era sul 2 a 0 e che con una prova di orgoglio, la squadra bianco azzurra rimetteva in piedi il risultato, dimostrando una vitalità abbastanza apprezzabile, ma per vincere i match ci vorrà altro e possibilmente non passare in svantaggio, peraltro doppio, poiché non sempre basterà l’orgoglio e una veemente reazione per raddizzare un verdetto scritto.
GIUGLIANO – VITERBESE La prima giornata di campionato del Giugliano. La formazione di Di Napoli è imposta 2-0 contro la Viterbese al Partenio di Avellino, stadio che ospita momentaneamente i tigrotti in casa in attesa del completamento dei lavori al De Cristofaro. Il vantaggio dei gialloblu è arrivato al 21′ con l’esperto bomber Piovaccari che ha approfittato della respinta del portiere Fumagalli su un tiro di Salvemini ed ha ribadito in rete, siglando il primo gol del Giugliano in questo campionato. Al 44′ Andreis trova il gol del pareggio ma l’arbitro Turrini annulla tutto per fuorigioco e, dopo qualche istante, la formazione ospite è rimasta anche in dieci per l’espulsione di Mbaye a causa di un fallo piuttosto duro su Salvemini. Nella ripresa ancora Salvemini protagonista al 56′ con un destro al volo, bravo nell’occasione Fumagalli a neutralizzare il tiro. Impegnato dopo un paio di minuti anche il portiere Sassi del Giugliano che è stato chiamato in causa per un sinistro dalla distanza di Volpicelli. Al 67′ poi la formazione di casa ha virtualmente chiuso i giochi con la rete del 2-0 firmata dal solito Gladestony. All’82’ gran botta dalla distanza di Di Dio, il portiere Fumagalli riesce ad evitare il 3-0. Otto minuti più tardi ancora Giugliano vicino al gol con Fumagalli che evita la rete dopo un tiro deviato di Nocciolini. Ottima vittoria all’esordio per i tigrotti in un campionato così complicato. Seppur lontano da Giugliano, i tifosi presenti hanno dato la giusta carica ai ragazzi di Di Napoli.
FIDELIS ANDRIA – POTENZA:
La nuova stagione della Fidelis Andria cominciava con un pari a reti bianche che non premiava fino in fondo gli sforzi della squadra di Cudini che colpiva un palo ad un quarto d’ora dal termine. I biancazzurri si presentavano ai nastri di partenza con una veste completamente diversa rispetto alla scorsa stagione. Nuovo non solo lo staff tecnico, guidato da Mirko Cudini, ex Campobasso, ma anche tutta la formazione di partenza. Fuori per squalifica Urso, uno dei pochissimi riconfermati della precedente Fidelis, Cudini mandava subito in campo il giovane portiere Zamarion, arrivato ad Andria da pochi giorni, ma erano davvero tante le novità in ogni settore del campo. Molto rinnovato anche il Potenza di Siviglia. Da un punto di vista tattico le due squadre si schieravano a specchio: 4-3-3 il sistema di gioco scelto da entrambi i tecnici. Cudini puntava sull’esperienza di Arrigoni in cabina di regia e su Candellori e Dalmazzi che, pur essendo tra gli ultimi arrivati, conoscevano molto bene le impostazioni tattiche di Cudini con cui avevano già giocato per 4 anni consecutivi prima a Notaresco e poi a Campobasso. Primo squillo della Fidelis al 14’ con Bolsius che si destreggiava al limite dell’area e concludeva di poco alto sulla traversa. Un paio di minuti dopo ci provava Hadziosmanovic, ma la sua conclusione era centrale e Gasparimi bloccava senza problemi. Al 20’ bella combinazione tra Paolini e Pavone che si ritrovava libero a due passi dalla porta, ma incespicava al momento della battuta a rete. Ma il più pericoloso era sempre l’olandese Bolsius che al 25’ si accentrava e lasciava partire un destro in diagonale che si spegneva di un soffio. Al 35’ ci provava Pavone su punizione, ma Gasparini respinge in tuffo. Primo tempo di marca andriese, ma proprio allo scadere il Potenza per poco non beffava la Fidelis. Servizio in profondità per Sandri che metteva al centro per Caturano, ma il centravanti ospite, solo davanti a Savini, non riusciva a deviare la palla che sfilava a fondo campo. Partiva bene il Potenza nella ripresa, ma era l’Andria ad andare vicinissima al gol con Sipos che su una palla vagante riusciva ad anticipare di testa il portiere, ma sulla linea di porta salvava Legittimo. Rispondeva al 17’ il Potenza con Emmausso che si involava verso la porta andriese, ma Savini chiudeva bene lo specchio della porta sulla sua conclusione ravvicinata. I padroni di casa non erano fortunati alla mezz’ora quando un tiro dal limite di Candellori superava il portiere, ma si infrangeva sul palo. La partita rimaneva vivace fino all’ultimo minuto, ma nessuna delle due squadre riusciva a trovare il guizzo vincente.
Fabrizio Di Leo













