Giornale RossoBlu
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI
Giornale RossoBlu
Virtus Francavilla-Taranto 1-2, la fotogallery

Foto Franco Capriglione

Serie C/C, il Taranto vince di corto muso il derby contro la Virtus Francavilla

Scossoni anche nella zona bassa della graduatoria con alcuni risultati imprevisti ma che danno l'idea dell'equilibrio di questo campionato

di Fabrizio Di Leo

L’11^ giornata ha proceduto ad un’ulteriore scrematura facendo, nel contempo, ripartire le big attuali. Scossoni anche nella zona bassa della graduatoria con alcuni risultati imprevisti ma che danno l’idea dell’equilibrio di questo campionato, nonché il risveglio delle ultime per evitare la retrocessione diretta o tramite play out. La Juve Stabia, dopo la sconfitta di Caserta, riusciva a superare l’ostico latina che proprio al Menti confermava l’etichetta di rilevazione della stagione, con l’attuale quarto posto in classifica. Gli stabiesi pertanto riuscivano a superare i laziali che stavano impostando il match sul nulla di fatto ma la rete gialloblù, oltre a mandare in sollucchero la tifoseria locale, mandava l’ennesimo segnale di presenza della formazione di Pagliuca, da svariati turni in vetta alla classifica. L’Avellino di Pazienza, sbancando Catania con un perentorio risultato all’inglese, raggiungeva il Benevento, in coppia nell’inseguimento della Juve Stabia, soprattutto lanciava un chiaro messaggio ai competitors per la vittoria finale del girone, senza passare per i play off. Lo stesso Benevento nel posticipo del Monday Night, sbloccando subito il match, poi si limitava a controllarlo e portarla a casa. Le sorprese negative arrivavano dallo Scida di Crotone dove Zauli, sicuro vincitore del match, riusciva a sciupare un successo certo facendosi rimontare dal Messina che, al termine di un risultato pirotecnico, portava a casa un prezioso punto. Nuova caduta la subiva il Foggia a Picerno, quando c’era la convinzione della formazione di Cudini di poter compiere il blitz in terra lucana, la partita prendeva, invece, una piega favorevole per il Picerno e per il Foggia, il Curcio, si confermava un campo ostico e difficile da espugnare. Il Cerignola, al Monterisi, convinto che contro la Casertana ci potesse essere un immediato riscatto dopo lo stop di misura di Avellino, faceva l’errore di scoprirsi eccessivamente tanto che la Casertana passava sul campo ofantino con un punteggio eloquente, dando ai campani tre punti importantissimi. Tra le squadre in ascesa, si candida il Taranto che a Francavilla si regalava tre punti fondamentali per la prosecuzione della stagione e, nel contempo, una frattura ad una costola al buon Capuano, vittima di una eccessiva, ma dovuta, esultanza al goal di Zonta, assieme ai suoi ragazzi. I flop domenicali, riguardavano fondamentalmente, oltre il Catania, apparso in un momento negativo tale da farlo scivolare in classifica e lambendo la zona play out, la Turris, sconfitta anche in casa, nel derby con il Giugliano del minimo garantito ma mostrante la confusione tecnico tattica che sta aggredendo il tecnico Caneo e la classifica, con questo andamento, comincia a preoccupare. Altra squadra e relativa panchina a rischio, il Sorrento di Maiuri. Impegnato con il fanalino di coda Monterosi, subiva un’imprevista sconfitta casalinga, peraltro grave, ennesimo campanello d’allarme del rischio retrocessione che, continuando così si materializzerebbe già al termine del girone d’andata. La crisi d’identità sta attanagliando anche il Brindisi che, nel derby casalingo con il Monopoli, cadeva fragorosamente e, in uno scontro diretto per la permanenza, diveniva ancor più grave, considerando i mugugni crescenti della piazza.

JUVE STABIA – LATINA: al Menti, vinceva la Juve Stabia, ed archiviava la sconfitta di Caserta con una gara condotta col piglio della grande squadra ed una prestazione senza troppe sbavature. Un gol nel primo tempo, tanta sofferenza nel finale con due occasionissime (una per parte) che avrebbero potuto cambiare l’esito della sfida del Menti, alla fine la capolista del girone meridionale di serie C manteneva la leadership del raggruppamento, lasciandosi dietro Avellino e Benevento, a due lunghezze di distacco. Pagliuca, alla seconda giornata di squalifica, cambiava a centrocampo, con Meli al posto di Errardi, ed un inedito Romeo, alle spalle di Candellone e Piscopo negli ultimi dieci metri. Senza mai subire gol in casa, i gialloblù ci provavano con Mignanelli, su punizione, con l’esterno che trovava solo l’incrocio dei pali, e passava alla mezzora. Ancora l’ex Avellino chirurgico nel cross per la testa di Bellich che, di testa, trovava la seconda marcatura di fila dopo quella al “Pinto” nel turno infrasettimanale. Trovato il vantaggio, la Juve Stabia si confermava squadra di categoria, e provava a contenere, nella ripresa, gli affondi del Latina, gestendo il possesso palla dei laziali e cercando di colpire in contropiede. Nel finale infuocato sugli scudi i due portieri. Thiam sventava sul colpo di testa di Cortinovis, Cardinali salvava sul tiro a due passi dalla rete di Rovaglia. Il Menti esplodeva e festeggiava, il cammino verso la salvezza, primo obiettivo stagionale, continuando ad essere in discesa per la squadra di Pagliuca.

CATANIA – AVELLINO: Pazienza, per l’Avellino, sceglieva di arretrare Cancellotti in difesa al posto di Rigione. A centrocampo, c’era una sorpresa con la scelta di Pezzella, mentre in attacco schierava Marconi. All’8′, Cancellotti vinceva un rimpallo e tentava la conclusione da posizione defilata con la sfera che superava pericolosamente tutta l’aria di rigore senza trovare la deviazione vincente di un avanti. Un minuto più tardi disimpegno sbagliato del Catania, Ricciardi ne approfittava e tentava la conclusione. Palla che purtroppo terminava alta. Al 10′, il risultato si sbloccava: calcio di punizione di Marconi che, forse anche con una deviazione, ingannava Bethers e metteva a segno il suo terzo goal stagionale. Al 17′, problemi al ginocchio sinistro per Benedetti, il difensore chiedeva il cambio e Palmiero entrava al suo posto. Ennesimo colpo di sfortuna che confermava la maledizione difensiva per l’Avellino. Al 22′, palla goal enorme per Rocca, che entrava pericolosamente in area di rigore e, fortunatamente, colpiva in pieno Ghidotti. Occasionissima per il Catania al 27′, con l’arbitro che concedeva un rigore per una trattenuta di Sannipoli ai danni di Bocic. Dal dischetto di presenta Chiricò ma Ghidotti parava mandando la sfera in corner. Al 29′, il Catania, furente, bucava centralmente la difesa avversaria, e Bocic si infilava in area di rigore. Tuttavia, Ghidotti, uscendo tempestivamente, riusciva a prendergli palla, facendo rimbalzare il pallone sul ginocchio dell’attaccante. Al 32′, i biancoverdi tentavano di alleggerire la pressione offensiva dei padroni di casa e Mulè, in proiezione offensiva, coglieva in pieno il palo. Al 33′, Sannipoli, di testa, non riusciva a piazzarla: ancora un’occasione sprecata per la squadra di Pazienza. Al 36′, Dubickas si mostrava pericoloso, liberandosi dalla marcatura e provando un tiro al volo su calcio d’angolo. Fortunatamente, il pallone sorvolava la traversa. Anche Chiricò cercava di farsi notare, recuperando un pallone respinto dalla difesa avversaria. Con un tiro al sinistro a giro, il pallone finiva fuori bersaglio. Punizione velenosa di Pezzella al 43′, che prendeva la mira e trovava il primo palo. Bethers deviava in corner. Duplice fischio finale al “Massimino”, con l’Avellino in vantaggio per 1-0 sul Catania. Stava decidendo la velenosa punizione di Marconi. Punizione di Pezzella al 54′, Bethers non tratteneva e Sannipoli non ne approfittava, calciando addosso al portiere. Il Catania spingeva e l’Avellino reggeva ma, al 71′, i lupi trovavano il goal del raddoppio: Sgarbi scattava sulla destra e metteva dentro per Gori che, freddissimo, concludeva alla perfezione un contropiede letale dell’Avellino. Questo era il quarto goal stagionale per Gabriele. All’85’, Dall’Oglio eseguiva un calcio di punizione, guadagnato grazie all’incessante impegno di Sgarbi. La conclusione avveniva dall’angolo sinistro dell’area, ma il pallone non scendeva abbastanza e finiva sopra la traversa. Nel finale, fumogeni lanciati in campo, caduti nell’area del Catania. Stava esplodendo la contestazione dei tifosi etnei. Era un Avellino che sapeva solo vincere, quinto successo di fila, il sesto se si contava la Coppa Italia. Marconi e Gori regalavano il successo ai lupi anche nella difficilissima trasferta al “Massimino” di Catania. La squadra di Pazienza non smetteva di stupire e, ormai, i tre punti sembravano essere divenuti una certezza.

BENEVENTO – POTENZA: Andreoletti confermava il 3-4-2-1, ma optava per dei cambi rispetto all’undici iniziale dello “Zaccheria”. Fuori, infatti, El Kaouakibi, Kubica e Ciano e spazio a Capellini, Masciangelo e Bolsius, con Improta che passava a destra del centrocampo e Karic che avanzava sulla trequarti. Nel Potenza, invece, non c’era l’ex Schiattarella e Lerda al suo posto schierava Candellori, con l’ex Fidelis Andria che rappresentava l’unica novità rispetto all’undici proposto contro il Sorrento, con Di Grazia sulla trequarti a supporto delle due punte Caturano e l’ex Asencio. In campo, per quanto concerneva gli ex, anche Gyamfi che faceva l’esterno a destra di centrocampo, con Volpe sull’out opposto e la coppia Saporiti – Candellori al centro. Al 6′ il primo squillo della gara era di marca giallorossa: Pastina dalle retrovie crossava verso l’area dove Ferrante raccoglieva il pallone con la testa e Gasparini allontanava il pericolo. All’11’ il numero undici giallorosso ci riprovava al termine di una ripartenza della Strega e la sua conclusione finiva sul fondo. Al 18′ altra chance per la Strega e nuovamente con Ferrante che raccoglieva un cross dalla destra di Improta e il suo tentativo di testa in torsione finiva di poco fuori. Era il Benevento che faceva la partita, ma i giallorossi non riuscivano a buttarla dentro. Al 29′ altra grande chance per la Strega e Gasparini era bravissimo ad opporsi al tentativo di Improta dalla distanza. Il meritato vantaggio del Benevento arrivava al 33′ con Masciangelo che dalla sinistra si liberava facilmente di Gyamfi e spediva il pallone in fondo alla rete. Nella circostanza deviazione di Armini che beffava Gasparini. Incassato il gol, il Potenza reagiva subito e si riversava per la prima volta in attacco: Candellori chiamava all’intervento Paleari e il portiere allontanava il pericolo. Nella ripresa il Benevento provava subito a impensierire la retroguardia lucana e al 3′ il tentativo di Bolsius a giro finiva fuori. All’8′ Lerda optava per due cambi ed entravano in campo Hadziosmanovic e Rossetti, con i due calciatori che prendevano il posto rispettivamente di Volpe e Di Grazia. Al 13′ si facevano vedere per la prima volta in questo secondo tempo gli ospiti e il tentativo dalla distanza di Saporiti era respinto da Paleari. Al 16′ tornava a rendersi pericoloso il Benevento e lo faceva dagli sviluppi di un angolo con Ferrante, ma Gasparini era bravissimo ad opporsi al suo colpo di testa. Al 20′ ripartenza della Strega con Karic che serviva il neoentrato Ciano che a sua volta gli restituiva la sfera e la sua debole conclusione era bloccata da Gasparini. Al 28′ la Strega cestinava il 2-0 dagli sviluppi di una ripartenza, con Ferrante che in due circostanze non riusciva a buttarla in fondo alla rete. Al 31′ Ciano ci provava con una punizione dalla destra e Gasparini allontanava con i pugni. Al 33′ Andreoletti buttava dentro Ciciretti, all’esordio con la Strega dal suo ritorno in giallorosso ed entravano in campo per questo finale anche El Kaouakibi e Kubica che prendevano il posto di Improta e Karic. Ciciretti, invece, subentrava a Ferrante con Ciano che passava a fare il rifinitore. Al 39′ altra grance chance per la Strega per chiuderla, con Ciano che serviva magistralmente Agazzi ma l’ex Ternana da ottima posizione mandava il pallone fuori. La Strega nel recupero soffriva oltre il dovuto, con i lucani che si rendevano pericolosi dagli sviluppi di due calci d’angolo, ma i giallorossi resistevano e al triplice fischio potevano finalmente festeggiare per la sesta vittoria in campionato che valeva l’aggancio all’Avellino, vittorioso a Catania, a quota 22 punti e al secondo posto. Il Potenza, invece, restava a 14 punti all’undicesimo posto.

VIRTUS FRANCAVILLA – TARANTO: la Virtus Francavilla ci metteva il cuore e l’orgoglio ma alla fine era battuta dal Taranto nell’atteso derby pugliese andato in scena alla Nuovarredo Arena: 2-1 il risultato, maturato proprio nei minuti finali, dopo una prova che avrebbe meritato almeno il pareggio. Primo tempo più vivace ed emozionante, ripresa in un certo senso più bloccata e sorniona. A partire con molta aggressività in fase di non possesso erano gli ospiti, pronti ad attaccare subito il portatore di palla. Virtus inizialmente più raccolta e intenzionata a ripartire in contropiede. Vivace l’atmosfera della gara, entrambe le tifoserie incitavano le loro rispettive squadre a squarciagola. Quasi come una festa. Il Taranto si preoccupava di andare a pressare gli esterni biancazzurri con i due terzini, costringendo gli avversari a cercare piuttosto la soluzione centrale: sullo sviluppo di un’azione Izzillo dal limite dell’area serviva Biondi, ma Riggio era attento a far scorrere il pallone sul fondo. In un attimo, la gara si accendeva. Al 9′ il Taranto pasticciava su un calcio d’angolo lasciando una prateria per il contropiede di Macca, che compiva un’autentica traversata dalla sua area concludendo poi a rete: il tiro, troppo centrale, era respinto da Vannucchi; la Virtus cavalcava il momento favorevole spingendosi in avanti e trovando il vantaggio un minuto dopo, in occasione del colpo di testa preciso di Artistico, che con un terzo tempo perfetto insaccava il cross di Accardi. La Virtus, trascinata dall’entusiasmo, manteneva alta l’intensità e provava a prendere alla sprovvista la difesa ionica grazie allo scambio di posizione tra Biondi e Di Marco, con il primo che entrava dentro al campo per giocare vicino ad Artistico; i rossoblù non riuscivano ad alzare il baricentro come nei primi minuti, affidandosi per di più alle azioni individuali di Kanoute per costruire qualcosa. I biancazzurri erano stati abili a coprire il campo e ad andare anche a raddoppiare sul portatore di palla, ma al 34′ una sanguinosa carambola generava un recupero di Bifulco, che istantaneamente serviva Kanoute per il pareggio ospite. Inerzia cambiata in favore del Taranto, che successivamente confezionava due occasioni con Bifulco, che su punizione costringeva Forte alla respinta di pugno, e Cianci, il cui colpo di testa sugli sviluppi di corner si spegneva fuori. La spinta iniziale esauriva nel finale di frazione e nel finale non accadeva più nulla.

AZ PICERNO – FOGGIA: tre vittorie nelle ultime tre gare. È l’invidiabile score del Picerno contro il Foggia. Ai due successi della scorsa stagione, si aggiungeva il rotondo 2-0 ai d anni dei satanelli. Un risultato meritato, per la prestazione dei lucani e per la scadente prova dei rossoneri, verosimilmente la più brutta della stagione, sicuramente la peggiore lontano dallo ‘Zaccheria’. Un Foggia pericoloso solo negli ultimi minuti della prima frazione, quando Summa rispondeva due volte ad altrettante due grandi giocate di Peralta. Troppo poco per avanzare qualche recriminazione, anche per la prova opaca dei satanelli nella ripresa. Destavano perplessità, infine, le scelte di Cudini, soprattutto quelle in corso d’opera. Dal punto di vista delle azioni da gol, non era un errore sostenere che la partita del Foggia inizi negli ultimi 6 minuti (recupero incluso) della prima frazione. Quando Summa volava sulla deliziosa volée mancina di Peralta (ben imbeccato da Schenetti con un perfetto lancio orizzontale), la bilancia della pericolosità iniziava a pendere nettamente dal lato rossonero. Anche perché l’estremo difensore dei lucani ci prendeva gusto, quando deviava in angolo un’altra conclusione del dieci rossonero. Al duplice fischio il risultato non penalizzava nessuno e forse era giusto così. Perché il Picerno non creava grossi pericoli alla porta di Nobile, ma tendenzialmente faceva la partita. La squadra di Longo giocava bene, la manovra era quasi sempre fluida specie quando si sviluppava sul fronte destro dove agiva l’ispirato (e foggiano) De Cristofaro. Il Foggia era bravo a nullificare le buone intenzioni quando la palla cominciava ad avvicinarsi all’area di rigore. Il Foggia non era rinunciatario, ma preferiva inizialmente lasciare l’iniziativa agli avversari. Cudini si affidava all’esperienza di Odjer per far fronte all’assenza dello squalificato Di Noia. Il resto della formazione era identica a quella di Benevento, eccezion fatta per Peralta, che tornava ad affiancare Tonin in avanti. Era una partita che viaggiava su ritmi sostenuti, tanto agonismo che spesso prendeva il sopravvento sulla qualità. Ma nonostante l’assenza di gol, era tutt’altro che noiosa. Subito due novità in casa Foggia, nella ripresa. Riccardi e Antonacci prendevano il posto di Carillo e Vezzoni. Difficile pensare a una scelta tecnica. Anche perché l’approccio alla gara dei due nuovi era piuttosto discutibile. Di certo era tutta la difesa a meritare una reprimenda di quelle pesanti sul tracciante che mandava Murano indisturbato verso la porta, Rizzo era bravo a decentrarlo, ma la punta riusciva comunque a metterla in mezzo per l’altrettanto indisturbato De Cristofaro che poteva realizzare a porta vuota. Uno a zero e partita che cambiava volto pesantemente. Il Foggia faceva fatica a far circolare la palla e neppure i ritmi erano quelli che servirebbero per raddrizzare il parziale. L’unica situazione interessante era su una ripartenza che vedeva Tonin prima indugiare sul passaggio per Schenetti, poi tentare l’assist quando forse sarebbe stato più opportuna la conclusione. Ma era un episodio, perché era sempre il Picerno a fare la partita. E a costruire i presupposti per chiuderla (ancora con De Cristofaro e Murano). Cudini lasciava fuori i tre attaccanti preferendo gettare nella mischia Vacca e Martini. Più decisivi i cambi di Longo, in particolare l’innesto di Pagliai e Santarcangelo, il primo entrato in avvio di ripresa, il secondo al 40’, pochi secondi prima di realizzare il gol che chiudeva l’incontro con una facile inzuccata sotto porta su preciso traversone del terzino. Solo allora Cudini schierava Embalo, cambio decisamente tardivo. Vinceva e convinceva il Picerno. Per il Foggia un brutto passo falso che autorizzava delle riflessioni.

AUDACE CERIGNOLA – CASERTANA: vinceva la Casertana dell’ex storico vice di Zeman, Cangelosi. E il punteggio finale era proprio di stampo zemaniano. Il punteggio si sbloccava subito: al 2′ gli ospiti andavano in vantaggio con Tavernelli (preferito a Montalto in avanti), bravo a girare in rete su cross di Carretta. Il Cerignola, nel quale si rivedeva Sosa in attacco con Malcore, replicava pochi minuti dopo proprio con l’ex Fasano, che impegna Venturi. Al 23′, però, arrivava il raddoppio degli ospiti: lo realizzava Anastasio al termine di una perfetta ripartenza rifinita da Casoli. La replica del Cerignola era sui piedi di Malcore, che confermava il suo momento di scarsa vena realizzativa in due occasioni. Nella ripresa la partita restava viva ed emozionante. Risci gettava nella mischia D’Andrea e Rizzo (fuori Sosa e Tentardini). L’ex Foggia si avvicinava al gol al quarto d’ora su una leggerezza di Venturi. Ma è dal 35′ in poi che la partita si accendeva: Rizzo accorciava le distanze con un perfetto colpo di testa. Illusione che veniva subito censurata dal tris di Soprano, bravo a deviare sotto porta sugli sviluppi di un corner. Il tabellino si arricchiva di appunti quando D’Andrea al 42′ trovava la rete del 2-3 anche lui con un perfetto colpo di testa. A chiudere la contesa ci pensava Montalto (subentrato a Curcio) in pieno recupero, con una facile deviazione sotto porta dopo il palo di Carretta. Il Cerignola scivolava in decima posizione.

CROTONE – ACR MESSINA: scoppiettante 3-3 allo stadio “Ezio Scida” nel match Crotone-Messina, valido per l’11^ giornata del campionato di serie C (girone C). I biancoscudati avevano parzialmente riscattato con il punto, conquistato sul campo della quotata compagine calabrese, il passo falso contro il Brindisi. Inizio vivace dei giallorossi, che sbloccavano il punteggio (8’) grazie ad un’invenzione di Giunta, che insaccava la sfera con un pregevole tiro da lontano. I pitagorici provavano a reagire, ma la retroguardia avversaria non concedeva nulla. Al 26’ fulminea ripartenza dei padroni di casa, Gomez serviva D’Ursi, che calciava a giro di destro, centrando in pieno la traversa. Sul ribaltamento di fronte, la conclusione di controbalzo di Ragusa sorvolava l’incrocio. Nella stessa insistita azione, Loiacono e D’Ursi sprecavano l’opportunità per pareggiare. Terminava poi alta la girata acrobatica di Gomez. Tumminello ristabiliva la parità al 38’, realizzando da pochi passi sulla respinta corta di Fumagalli, oppostosi in tuffo alla staffilata del solito D’Ursi. Nel recupero, il colpo di testa di Gomez, su calcio d’angolo, valeva il sorpasso. Dopo l’intervallo, mister Giacomo Modica faceva entrare Emmausso al posto di Cavallo. Immediato 2-2 di Luciani, che trasformava in rete il traversone teso di Scafetta. All’ 11’ l’assist di Tribuzzi permetteva a Tumminello, scattato sul filo del fuorigioco, di firmare la doppietta personale. La girandola delle emozioni continuava con il gol al volo di Polito sugli sviluppi una punizione battuta da Firenze. Zunno falliva in contropiede una ghiotta opportunità. Stessa sorte toccava alla ripartenza di Vuthaj, che si faceva intercettare il rasoterra dal portiere. Non accadeva più nulla nei restanti minuti di gioco, chiusi con il Messina in avanti.

TURRIS – GIUGLIANO: cadeva ancora la Turris, che al Liguori cedeva il passo anche al Giugliano. Derby rocambolesco, deciso da un infortunio del portiere corallino di cui De Rosa prontamente profittava, piazzando la zampata che valeva i tre punti. Il gol dei tigrotti, nemmeno a dirlo, arrivava nelle primissime battute di gioco, a certificare un trend ormai costante per l’undici di Caneo. Alla Turris non bastavano un primo tempo giocato costantemente nella metà campo gialloblù e la rete realizzata da De Felice in pieno recupero, regolare ma annullata per offside tra le veementi proteste dei padroni di casa. Al Liguori faceva festa il Giugliano.

BRINDISI – MONOPOLI: il Brindisi rimandava l’appuntamento con la prima vittoria al Fanuzzi. I biancazzurri venivano superati per 2-0 nel derby contro il Monopoli. Fatali le reti messe a segno da Starita allo scadere del primo tempo e un’autorete di Cappelletti al 19′ della ripresa. Dopo un primo tempo equilibrato e alquanto noioso culminato con l’improvviso guizzo degli ospiti, gli uomini di mister Danucci approcciavano il secondo tempo a spron battuto, sprecando due ottime opportunità da rete rispettivamente con Bunino e Valenti. Al 90′ la rete di Nicolao che riaccendeva le speranze, ma i padroni di casa non riuscivano a riacciuffare il pareggio nei minuti di recupero. Arrivava così la sesta sconfitta in 10 partite per un Brindisi che non riusciva a bissare la vittoria ottenuta mercoledì scorso a Messina, peccando ancora di continuità. La sconfitta odierna pesava sulla classifica in quanto arrivata contro una diretta concorrente per la salvezza. Il Brindisi restava infatti a quota 10 punti, al terzultimo posto, e veniva superato di una lunghezza proprio dal Monopoli. La partita andava in scena in un Fanuzzi degno di uno derby più sentiti da entrambe le tifoserie. Circa 350 i sostenitori ospiti, a fronte di oltre 4mila brindisini. Al momento l’impianto di via Benedetto Brin può ospitare non più di 4500 spettatori. La Curva Sud esprimeva il proprio malcontento per la capienza ridotta, con uno striscione recante la seguente scritta: “Le vostre promesse, la nostra speranza, per avere uno stadio a metà della capienza”. Mister Danucci confermava il modulo (3-5-2) e la formazione che mercoledì scorso si imponeva a Messina, con due eccezioni: Cancelli, rientrato dalla squalifica, prendeva il posto nel centrocampo a cinque, completato da Moretti, Vona, Albertini e Monti; in attacco, Ganz veniva preferito a Fall, affiancato da Bunino. In difesa, assetto a tre con Bizzotto, Cappelletti e Valenti. Entrambe le squadra partivano con il freno a mano tirato. La prima conclusione portava la firma di Ganz al 10’, ma nulla di impegnativo per il portiere Perina. Era il Monopoli a gestire il possesso palla, ma in modo sterile. I portieri erano impegnati per l’ordinaria amministrazione. Lo stallo veniva rotto al 45’ con un improvviso break dei biancoverdi, che superavano Albertazzi con un tiro all’angolino di Starita, agevolato dalla deviazione di un difensore biancazzurro. Nell’intervallo, mister Danucci non faceva cambi. Il Brindisi rientrava in campo con spirito battagliero. Al 7′ il pubblico protestava per una presunta spinta su Ganz, che nell’area del Monopoli cercava di intercettare un pallone servito dal fondo. Un minuto dopo Bunino si divorava l’occasione del pari quando si presentava solo davanti a Perina, mandando il pallone in Curva. I biancazzurri continuavano a spingere. Al 15′ Valenti andava in percussione sulla fascia, entrava in area e da posizione defilata non riusciva a centrare la porta, indirizzando la sfera sul fondo. Al 18′ Danucci gettava nella mischia Galano, Lombardi e Nicolao, richiamando in panchina Bunino, Bizzotto e Cancelli. Ma subito dopo la tripla sostituzione gli ospiti raddoppiavano al culmine di una convulsa azione su tiro dalla bandierina, con Cappelletti che involontariamente insaccava nella sua porta. I biancazzurri erano tramortiti dalla rete del 2-0. Gli ospiti gestivano il doppio vantaggio e al 31′ sfioravano il tris con Borello, che calciava addosso ad Albertazzi da posizione ghiotta. Al 38′ Fall cadeva nell’area monopolitana dopo un corpo a corpo con un avversario. I biancazzurri reclamavano il penalty. L’arbitro lasciava proseguire. La partita sembrava scorrere senza ulteriori sussulti verso il termine, quando Nicolao la riaccendeva con un colpo di testa a porta sguarnita, sugli sviluppi di una convulsa azione nell’area biancoverde.

SORRENTO – MONTEROSI TUSCIA: il Sorrento perdeva lo scontro diretto contro il Monterosi Tuscia, che vinceva la sua prima partita in campionato. Sini e Di Francesco affondavano i Costieri. Vincenzo Maiuri, tecnico del Sorrento, si schierava con il consueto 4-3-3,con La Monica, Ravasio, e Scala terzetto d’attacco. In porta c’era Del Sorbo al posto di Marconi, infortunato ad un dito. Roberto Taurino, tecnico del Monterosi, sceglieva uno schieramento più accorto il 3-5-2. Il ritmo della partita nelle fasi iniziali era lento, le due squadre si studiavano, il Sorrento manovrava di più, mentre il Monterosi era tutto rintanato nella propria metà campo, pronto a sfruttare le ripartenze. La prima azione degna di nota avveniva dopo un quarto d’ora, era il Sorrento a rendersi pericoloso con De Francesco, il portiere del Monterosi faceva buona guardia e respingeva in angolo. Il Sorrento manteneva il pallino del gioco con molti fraseggi a centrocampo, ma su un passaggio sbagliato, Bittante ne approfittava, costringendo Del Sorbo a deviare in angolo. Sugli sviluppi del corner, Sini era bravo a liberarsi in area e a mettere il pallone in rete. Al 30′ il Monterosi passava in vantaggio. Il Sorrento reagiva con vigore riversandosi nell’area laziale, prima era Todisco a sprecare da buona posizione, successivamente, su punizione, ci provava De Francesco, ma la palla finiva fuori. Prima dell’intervallo era La Monica a sfiorare il pari. Il primo tempo si chiudeva sul risultato di 0-1. La ripresa si apriva con i Laziali pericolosi, su angolo Parlati impegnava ancora il portiere del Sorrento. Al minuto 60′ Sini commetteva fallo in area di rigore, l’arbitro non aveva dubbi, concedeva il rigore al Sorrento ed espelleva il giocatore del Monterosi. Si incaricava del tiro De Francesco, che falliva la realizzazione, il portiere del Monterosi parava. Il Sorrento accusava il colpo, ma al 75′ sempre De Francesco con un tiro preciso all’incrocio dei pali cercava di farsi perdonare l’errore, ma l’estremo difensore laziale compiva un altro miracolo, deviando il pallone. Il Monterosi rimasto in dieci, cerca di sfruttare ancora di più le ripartenze, e sfiorava il raddoppio con Ekuban, entrato da poco, ma era il palo a negargli il goal. Il Sorrento attaccava a testa bassa alla ricerca del pari, ma in contropiede al minuto 88′ Di Francesco scappava in contropiede e faceva secco il portiere del Sorrento con un tiro piazzato sotto la traversa. Finiva così la partita con una pesante sconfitta casalinga del Sorrento, la terza consecutiva, che veniva nuovamente risucchiato in piena zona retrocessione, ora penultimo con 8 punti.

Tags: Serie C
FacebookTweetInviaInvia
Articolo Precedente

Il Taranto torna alla vittoria in trasferta: 2-1 all’ultimo respiro nel derby con la Virtus Francavilla

Articolo Successivo

CJ Taranto-San Vendemmiano: giovedì tutti al PalaMazzola, prevendita

Giornale RossoBlu

Giornale RossoBlu

Cerca nel sito

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

Giornale RossoBlu App

  • Trending
  • Commenti
  • Più recente

Taranto, la società rossoblu da il benservito ai “baresi”

16/12/2019
Taranto, conferenza stampa di presentazione per Montervino e Laterza (LA FOTOGALLERY)

Giuseppe Laterza: “Taranto non ha categoria, tornerò con passione”

10/06/2025
Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

14/08/2025
Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

31/07/2025
Il Punto di Fabrizio Di Leo, Editoriale dell’8 Giugno 2022

FootBall Club, puntata del 28 Aprile 2026

Settore Giovanile, Raduni Selettivi dal 3 al 7 Settembre

Taranto, sette movimenti in uscita

Editoriale, il guerriero è vivo ed è tornato…

Il Punto di Fabrizio Di Leo, Editoriale dell’8 Giugno 2022

FootBall Club, puntata del 28 Aprile 2026

30/04/2026
Taranto travolgente: poker al Brilla Campi e terzo posto blindato

Taranto, inizia il conto alla rovescia: il 10 maggio parte la strada verso la Serie D

30/04/2026
Taranto 2026, allo stadio Iacovone al via il montaggio delle strutture hospitality

Taranto 2026, allo stadio Iacovone al via il montaggio delle strutture hospitality

29/04/2026
Giochi del Mediterraneo 2026, sopralluoghi negli impianti tra Taranto e Francavilla Fontana: verifiche sui cantieri in vista dell’evento

Giochi del Mediterraneo 2026, sopralluoghi negli impianti tra Taranto e Francavilla Fontana: verifiche sui cantieri in vista dell’evento

29/04/2026

Giornale RossoBlu

Direttore Responsabile: Maurizio Mazzarella

  P.zza A.Merini, 12 - 74121 Taranto

  redazione@giornalerossoblu.it

  +39 3395020938

GiornaleRossoBlu.it – Contenitore Informativo Sportivo

Testata Giornalistica - Iscrizione Registro Stampa N°3/2018 Tribunale di Taranto 26/09/2018
Editore: Mazzarella Press Office
Partita Iva: 02985480736
Giornalista Pubblicista - O.N.d.G. N°138263
C.F. MZZ MRZ 78H11 L049 J

Informativa

Privacy Policy
Cookie Policy

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Accedi al tuo account di seguito

Password dimenticata?

Compila i moduli qui sotto per registrarti

Tutti i campi sono obbligatori Accedi

Recupera la tua password

Per favore, inserisci il tuo nome utente o indirizzo e-mail per reimpostare la password.

Accedi
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi riteniamo che tu ne sia contento.OkRifiutaLeggi di più