La Fidelis Andria, sul proprio campo, di fronte a circa 4000 spettatori, in un clima di tensione palpabile, batte, di misura, la Paganese e la condanna, dopo 16 anni, al ritorno in serie D.
La storia di questo scontro (atto finale) da ultimissima spiaggia per la permanenza in serie C, partiva dalla gara di andata dove i campani, al termine di un match non spettacolare, erano riusciti a prevalere di misura sugli andriesi ed avevano l’innegabile vantaggio di giocare per due risultati su tre.
La settimana era stata all’insegna della pretattica per i tecnici delle due formazioni, ma al fischio d’avvio dell’arbitro (Gualtieri di Asti), la coppia Di Leo – Di Bari, optava per un 4 – 2 – 3 – 1 articolato, con la linea difensiva davanti al portiere Saracco, composta da Ciotti, Monterisi, Alcibiade (ex della formazione campana) e Benvenga; a centrocampo, la coppia Risolo e Urso, in avanti il tridente, collaudato, Casoli, Bubas e Tulli, dietro l’unica punta, Sorrentino.
Di Napoli, per i salernitani, allo scopo di sbarrare l’offensiva dei padroni di casa, pensava di opporre un agile 4 – 3 – 3, davanti al portiere Baiocco, con la linea a quattro composta da De Santis, Murolo, Schiavino e Brogni; centrocampo, per la costruzione del gioco, affidato a Zanini, Tissone (ex Taranto della passata stagione) e Bensaja, in avanti il tridente, alquanto veloce con Guadagni, Tommasini e Cretella (match winner dell’andata).
Gara iniziata con l’Andria in avanti e già dopo pochi minuti, su una punizione battuta fuori area da Urso, palla, senza alcun tocco, che rimbalzando nell’area piccola, terminava in rete, ma il goal era annullato per una posizione in off side, giudicato attivo, di Sorrentino. Con queste premesse, la Paganese rimaneva, sostanzialmente, in fase d’attesa ed innocua per la difesa federiciana, mentre l’Andria in avanti, quando in fase calante nei minuti conclusivi del primo tempo, trovava la giocata giusta per spezzare il risultato.
Urso lavorava una palla fuori area, poi la scagliava verso la porta ospite, una leggera deviazione di un difensore metteva in difficoltà Baiocco che respingeva come meglio poteva, ma Sorrentino, sul lato opposto, ribatteva in rete e faceva esplodere il boato al degli Ulivi. Era il giusto premio di una frazione giocata in avanti, alla ricerca della marcatura decisiva, ma si aspettava sicuramente una seconda frazione con la certa reazione degli azzurro stellati.
Il nervosismo, nella ripresa, aumentava e ne facevano le spese Di Napoli e Di Bari, ma l’Andria aveva due ghiotte occasioni per raddoppiare, sciupate per un pizzico d’imprecisione e per la bravura di Baiocco. Al 92°, al fischio finale di Gualtieri si scatenava la gioia sul campo e sugli spalti per la soffertissima salvezza, al termine di una stagione, iniziata in fretta e furia, con tre gestioni tecniche (Panarelli, Ginestra ed il duo DI Leo – Di Bari), ma tanti errori commessi da cui la società federiciana dovrà ripartire per programmare la prossima stagione.
La Paganese, amareggiata, ferita, delusa e mortificata, dopo una stagione deludentissima, dove Di Napoli, nel prime due giornate, Grassadonia e quindi Di Napoli, nelle ultime gare, non trovavano il bandolo della matassa che ha comportato la retrocessione in serie D (almeno per il momento, salvo riammissioni estive da non escludere), dopo 16 anni di militanza in serie C, con una riammissione, e ben tre play out consecutivi, numeri quasi da record che non hanno evitato l’onta della discesa negli inferi dei dilettanti da cui i salernitani dovranno, necessariamente, ripartire per ritornare, nuovamente, nella terza serie nazionale.
Fabrizio Di Leo














