Oltre quaranta reti in due anni e mezzo trascorsi in riva allo Ionio, qualità e senso del gol che ne hanno fatto uno dei calciatori più amati degli ultimi anni da parte della tifoseria del Taranto. Parliamo del trequartista genovese ora alla Tritium Stefano D’Agostino che abbiamo avvicinato ai nostri microfoni.
Taranto: “L’amore che provo verso il Taranto è immutato, è difficile non rimanere legati a quei colori dopo quello che c’è stato. Seguo sempre le sorti degli ionici, soprattutto lo scorso anno ma anche quest’anno sono venuto a vedere delle partite. Quest’anno ho visto la prima partita quella con la Turris, ci tenevo tanto. Già in quella partita si vedeva che il Taranto era una squadra di categoria che aveva ben chiari gli obiettivi. Sento spesso Max Marsili e Antonio Ferrara e altri ex compagni. Quelli trascorsi in rossoblu sono stati anni molto intensi.”
Amarcord: “Per fortuna di momenti belli ne ho vissuti tanti con quarantuno reti, diciamo che qualche partita mi è rimasta più impressa rispetto ad altre. Nel primo anno la prima partita col Cerignola fu bella perché io arrivai qualche partita prima e c’era una forte contestazione allo stadio e poi riuscimmo in qualche giornata a riportare il grande pubblico allo Iacovone con un girone di ritorno importante. Anche la partita dell’anno successivo sempre col Cerignola prima contro seconda fu davvero emozionante con lo stadio gremito.”
Salvezza meritata: “L’andamento del campionato del Taranto è stato strano . Chi vede le cose da fuori non può spiegarsi la differenza tra girone di andata e di ritorno. Secondo me c’è stata una concomitanza di fattori. Nel girone di andata probabilmente il Taranto ha fatto qualcosa in più di quello che poteva mentre al girone di ritorno ha fatto qualcosa meno. A inizio anno il campionato che il Taranto doveva fare era questo. Certo è che con un girone di andata del genere la piazza sperasse in un piazzamento play-off. Secondo me vedendo i valori del campionato e considerando che il Taranto era una neopromossa penso che la salvezza sia ampiamente meritata.”
Somiglianze: “Non so dire con esattezza se nel Taranto di quest’anno ci fosse qualcuno che mi somiglia e non devo essere io a dirlo. Giovinco è un calciatore che ha disputato tanti campionati ad alti livelli, forse come ruolo ci possiamo somigliare, anche se lui è più esterno rispetto a me.”
Rapporti con Giove: “Quando andai via era un anno in cui ci tenevamo tanto a vincere il campionato ma attraversammo un’annata storta che fece uscire delle situazioni che magari erano impossibili se consideriamo il rapporto che avevamo con il mettersi in mezzo di terze persone. Io rimasi malissimo perché anche per tempi e modi a gennaio non avevo modo di trovare altre sistemazioni. Ci rimasi male ma ora che è passato del tempo ci siamo risentiti e i rapporti sono buoni con tutta la famiglia Giove..”
Ritorno: “Lo scorso anno ci siamo sentiti per vedere se vi fossero le condizioni per tornare al Taranto ma poi non se ne fece nulla perché ero già al Cynthialbalonga. Da parte mia io e la mia famiglia abbiamo lasciato il cuore a Taranto, non sarei mai andato via da Taranto; ho rifiutato offerte di categoria superiore pur di rimanere. Da parte mia la porta è sempre aperta ma ci dovrebbero essere le giuste condizioni, per ora non c’è niente di concreto.”
Futuro: “Nella mia carriera le scelte le ho sempre fatte per sensazioni, come è successo a Taranto riesco a dare del mio meglio in piazze che mi trasmettono calore e passione. Purtroppo in questi due anni di pandemia sono state spostate alcune priorità. Ho privilegiato l’aspetto familiare, ho preferito rimanere vicino alla famiglia. Ora che questa pandemia sembra finita voglio assolutamente ritornare a piazze stimolanti. Ho ventinove anni e sono nel pieno della forma. In questa zona ci sono tante squadre di Lega Pro e sto ricevendo delle chiamate, voglio scegliere o una serie D a vincere oppure una Lega Pro. Prima di accettare l’offerta della Tritium sono stato molto vicino all’Andria e al Potenza. Voglio scegliere una società con un progetto ambizioso, vedremo cosa mi riserverà il futuro.”
Andrea Loiacono














